Sempre più numerose sono le aziende agricole bio presenti sul territorio italiano.

Molte delle aziende agricole italiane stanno convertendo la loro produzione per l’ottenimento della certificazione bio. Cosi come sono nati tantissimi allevamenti bio, ovvero allevamenti che usano esclusivamente foraggi biologici come alimento per gli animali allevati.

Le aziende agricole biologiche dopo aver fatto riposare i terreni per qualche anno e aver bandito l’uso di pesticidi, diserbanti e concimi chimici si dedicano alla coltivazione di frutta e verdura biologica.

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Negli ultimi anni il mercato ha registrato un aumento della sensibilità e dell’attenzione dei consumatori nei confronti di ciò che acquistano e di ciò che mangiano.

La provenienza del prodotto è diventata determinante nella scelta dei prodotti così come sta diventando sempre più importante il tipo di produzione con la ferma volontà da parte degli acquirenti consapevoli di accorciare la filiera.

Dopo aver vissuto appieno il boom economico che ha riempito gli scaffali della grande distribuzione di prodotti provenienti da ogni parte del mondo e disponibili per tutto il tempo dell’anno, ora c’è la tendenza a guardare al passato, quando venivano consumate solo frutta e verdura di stagione e provenienti dall’orto dietro casa o coltivate dai nonni o acquistate dai vicini. 

Bioagricoltura in Italia

Questa ritrovata consapevolezza e voglia di prodotti genuini, non viene solo dai consumatori.

Una spinta importante viene anche dai produttori che, riconoscendo nel biologico una rilevante opportunità di mercato e usufruendo degli incentivi finanziari messi a disposizione dalla Pac, hanno scelto di investire sempre di più nel comparto. 

Negli ultimi 10 anni le aziende di produzione e di trasformazione di prodotti biologici sono complessivamente raddoppiate e contemporaneamente anche le superfici destinate a bio sono cresciute del 60%.

La superficie coltivata in Italia ad agricoltura biologica è di quasi 2 milioni di ettari, con un numero di operatori che supera le 80.000 unità.

Dal 2010 gli incrementi registrati sono di oltre 800 mila ettari e 20 mila aziende agricoltura biologica.

Mercato prodotti biologici

Lo scorso anno la spesa per i prodotti alimentari biologici ha sfiorato i 2,5 miliardi di euro, raggiungendo una quota del 3% sul valore complessivo dell’agroalimentare.

A sposare la filosofia bio è stata anche la Grande Distribuzione Organizzata che negli ultimi 10 anni ha più che triplicato il suo fatturato relative alle vendite di alimenti e bevande biologiche.

Azienda agricola bio: Ortodidattico capofila

Renato Maggiolo da sempre crede nella forza della bioagricoltura per questo ha fondato “Ortodidattico – Il Profumo della Freschezza” non solo azienda agricola bio, ma anche fattoria didattica, orto con vendita diretta e agriturismo biologico.

Sito a Lusia, in provincia di Rovigo, in un territorio noto per le coltivazioni e il mercato ortofrutticolo, si estende su una superfice di due ettari nella campagna polesana.  

Sono anni che Renato sostiene l’importanza di staccarsi dalla logica della grande distribuzione e riconvertire il territorio di Lusia alla coltivazione di verdura biologica e di frutta biologica. Così, nel 2013, una volta andato in pensione dal ruolo di direttore della cooperativa ortofrutticola ha deciso di recuperare un terreno ereditato dalla madre e, insieme ai fratelli, di renderle omaggio recuperando l’orto di cui lei andava tanto fiera.

Nel 2015 arriva il riconoscimento di azienda agricola biologica dalla world biodiversity association che certifica la presenza nel terreno di Ortodidattico del 92% della biodiversità possibile in pianura padana.

Il passo successivo è stata l’apertura dell’agriturismo con cucina biologica che impiega solo prodotti ortofrutticoli locali e prodotti in modo 100% bio.

Biologico, significato per Ortodidattico

Renato e la sua famiglia hanno reinterpretato e potenziato il concetto di coltura biologica:

“All’Ortodidattico Il Profumo della Freschezza non solo non si usano fertilizzanti e pesticidi, ma si lascia la natura libera di agire.

Cerchiamo di prevenire e creare il miglior ambiente possibile per le piante, ma non ci accaniamo a curarle se si ammalano.

L’Ortodidattico è circondato da oltre 600 tra alberi e arbusti di 57 varietà diverse, ognuna studiata per essere dimora di specifici insetti utili alla coltivazione.

Sia per quanto riguarda l’impollinazione sia con piante che attirano gli insetti in modo che evitino di andare a nutrirsi delle coltivazioni.

All’entrata è posto un piccolo laghetto adatto alla fitodepurazione dell’acqua, che avviene grazie alla presenza di alcune piante che depurano l’acqua proveniente direttamente dal fiume Adige che scorre a poche centinaia di metri di distanza.

Ortodidattico è impiantato e seminato con tutte e 64 le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, seguendo il percorso delle stagione e dei periodi utili alla coltivazione degli stessi.

Nell’Ortodidattico non si utilizza nessun prodotto proveniente dalla ricerca chimica, infatti a prendersi cura della crescita e della salubrità degli ortaggi e delle piante presenti è la biodiversità ambientale qui presente”.

L’Ortodidattico Il Profumo della Freschezza è stato progettato non solo per produrre cibo sano ma è stato concepito con la volontà di offrire la cromoterapia, l’aromaterapia, tutte attività collegate al wellness personale.

Non solo vengono anche organizzati incontri per permettere alle persone di imparare a creare e gestire un orto domestico, l’ambiente è ideale come fattoria didattica per scolaresche e c’è anche uno spaccio di prodotti dove i clienti possono andare a cogliere la verdura e la frutta direttamente dal campo.

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Lo spaccio dell’Ortodidattico (RO)

“Vogliamo che il cittadino non dialoghi più solo con il contadino, ma dialoghi con la terra e la natura, vere artefici del cibo che mangiamo tutti i giorni” spiega Maggiolo.

Ma Renato ha anche un’altra grande passione: la cucina.

E così Ortodidattico è anche agriturismo con un menù completamente vegano che si basa sulla produzione propria e locale: “Ci piace definire la cucina natural-vegetale. Non utilizziamo nessun prodotto di origine animale, tutti vegetali di produzione biologica e nessun ingrediente industriale. Direttamente dal produttore al consumatore”.

Agricoltura biologica pro e contro

Dopo una vita intera a predicare l’importanza dell’agricoltura biologica Renato Maggiolo negli ultimi 7 anni ha visto il suo sogno diventare realtà con tutti i pro e i contro.

“Le difficoltà che dobbiamo fronteggiare quotidianamente sono principalmente quelle legate allo spazio. I due ettari a nostra disposizione ci permettono di essere un laboratorio, ma questa esperienza avrebbe bisogno di un ambiente molto più ampio. Come ad esempio i 2000 ettari del complesso orticolo di Lusia, come era il progetto che avevo ideato vari anni fa”.

Agricoltura circolare, è possibile?

All’Ortodidatico provano a dimostrarlo ogni giorno: “Tutti, produttori, consumatori e distributori, dobbiamo acquisire la consapevolezza che cercare di aumentare costantemente la produzione porta solo agli sprechi, in quanto quello che non viene consumato va poi buttato.

Quindi si spende di più per produrre oltre il necessario e poi dover smaltire l’eccesso.

La terra è una madre che ha le mammelle sempre rigonfie e nutre i figli che la sanno capire e non succhiano con avidità.

Renato Maggiolo – Bioagricoltore

Siamo convinti che quanto ci dà è quanto ci basta o che ci dobbiamo far bastare. Se rispettiamo l’equilibrio della natura tutto funziona da solo, senza interventi invasivi e senza l’uso di prodotti”.