Ogni giorno produciamo tonnellate di rifiuti che diligentemente ci siamo abituati a differenziare, senza preoccuparci troppo di cosa accade dopo.

Una bottiglia di plastica, uno strofinaccio da cucina logoro, una lattina di tonno. Ogni oggetto che entra a far parte della nostra vita quotidiana, nasce con uno scopo, una funzione: aiutarci a fare qualcosa oppure semplicemente farci piacere.

Sono oggetti disegnati e creati con materie prime di pregio, ma una volta usati, perdono la loro funzione e il loro valore, finendo in quel limbo sconosciuto del post consumo.

Bella, utile, divertente: fateci caso. Definiamo così ogni cosa che acquistiamo, frutto della scelta del momento, di un bisogno reale, oppure semplicemente di un acquisto sull’onda della moda.

In questi ultimi anni, grazie alla parola riuso e riciclo, molti di questi oggetti sono finiti nel dimenticatoio, perdendo la loro bellezza originale.

La seconda occasione: nuovi oggetti da materiali usati.

E invece c’è chi questa bellezza l’ha ritrovata e riconosciuta, partendo proprio dalle materie prime originali e dal loro valore.

C’è chi ha semplicemente riusato i materiali: pensate alle famosissime borse Freitag che nascono dai teloni di camion opportunamente rigenerati.

Oppure, come Fapil, chi ha creato una intera linea di oggetti per la casa tra scope, secchi, palette e cesti per biancheria, usando la plastica raccolta negli oceani dall’associazione Waste Free Oceans.

Oggetti di tutti i tipi che spaziano dagli accessori moda, a quelli per la casa, alle scarpe (come quelle di Adidas realizzate con un filato derivato dalle reti da pesca recuperate negli oceani e vecchie bottiglie di plastica riciclata) fino a pezzi di arredamento originali come le sedie di Vondom.

Il filo rosso che collega il riciclo e riuso di questi materiali di scarto è l’innovazione: rigenerare per trasformare e creare nuovi oggetti grazie alla creatività di designers specializzati.

Anche una delle più importanti tradizioni italiane è stata trasformata da questo nuovo approccio: lo sapevate che la maggior parte delle caffettiere moka viene prodotta con alluminio riciclato? Bastano 37 lattine per farne una.

I rifiuti rinascono e sono anche belli

Regenesi fa parte di quel vasto panorama di aziende che hanno investito nell’innovazione del riuso. Nasce nel 2008 proprio con questa filosofia: dare nuova vita e bellezza a tutto ciò che viene considerato scarto, rifiuto. Ma non si tratta soltanto di questo, bensì di avere una visione amorevole (così la definisce Silvia Pazzi, colei che ha dato vita a questa impresa) verso tutto ciò che in fondo ci è stato donato dalla natura.

Un prodotto della collezione Regenera.

Da materiali di largo consumo, nascono oggetti sofisticati e belli, quasi di lusso, creati rigorosamente a mano da artigiani italiani.

Dal fashion, alla cucina, all’ufficio: gli oggetti di Regenera sono tutti sostenibili. Arrivano dal riciclo e dalla rigenerazione e possono essere a loro volta riciclati. Alluminio, pelle, tessuti, plastica, cartone, gomma: per creare piatti, borse, gioielli, tappeti, lampade e tanto altro.

Quando guardate la bottiglia d’acqua che sta sulla vostra tavola, immaginate tutto ciò che può diventare dopo che ne avrete consumato il contenuto perché magari potreste ritrovarla sulla scrivania come un portapenne di design esclusivo.

 Il mondo è un posto bellissimo, rendiamolo migliore!