Cos’è TuttoIntornoaNoi? Vi sarete accorti che si tratta di un blog: green economy ed economia circolare sono i focus dei nostri contenuti.

Ad un certo punto è arrivato il momento di dare vita a questo sito per raccontare e confrontarci su quanto accade nel mondo.

Sostenibilità, ambiente, stili di vita green: sono temi che ci appassionano. Ci danno l’opportunità di conoscere e valorizzare tutti quei progetti a cui molti si dedicano per un futuro equo. 

Ogni blog ha la sua storia alle spalle. 

Può succedere di iniziare per  gioco. 

Noi abbiamo dato vita a questo blog per passione e poco a poco ci siamo resi conto che sarebbero state quattro le sezioni principali in cui suddividere i contenuti. 

Siamo davvero orgogliosi del risultato, ma sempre pronti a prendere spunto per migliorare.

Quindi, nella pagina principale, troverete le macro categorie cui fare riferimento.

Per approfondire le vostre conoscenze in merito a: 

Economia circolare: è un modello di sviluppo economico innovativo che trae ispirazione dal funzionamento della natura. La circolarità e la green economy, oggi, sono gli strumenti che ogni governo sceglie di utilizzare per la salvaguardia delle persone e del pianeta.

Food & Green: dal packaging alla moda sostenibile, dai prodotti a chilometro zero al turismo responsabile. Questa parte è dedicata a tutto ciò che è il nostro quotidiano, ma raccontato da un punto di vista un po’ diverso. 

Ricicliamo: è la sezione in cui trovare idee, consigli e informazioni per modificare qualche abitudine e avere la possibilità di agire in maniera creativa o anche divertente. Tutelare se stessi e l’ambiente non vuol dire necessariamente fare scelte difficili. Può essere l’inizio di una meravigliosa avventura.

Energie rinnovabili: è il tema che non poteva assolutamente mancare. Viviamo nell’epoca della transizione: dalle fonti non rinnovabili all’energia sostenibile. Una grande scommessa!

Blog: green economy e l’importanza di rimuovere gli ostacoli

Innanzitutto: perché un blog sulla green economy?

Beh, il tema è talmente vasto da permetterci di spaziare più di quanto potessimo immaginare. 

Per chi conosce già il concetto, è facile comprendere quali sono le motivazioni che spingono ad occuparsi di -un’economia ecologica-. 

Di questi tempi l’ambiente sta diventando una priorità per chiunque. 

Sappiamo che nei prossimi decenni l’umanità dovrà affrontare grandi sfide. Dovute a:

  • cambiamento climatico
  • perdita della biodiversità
  • disuguaglianza delle risorse. 

Una catastrofe? No, più di una.

Ma nulla è perduto. Siamo in tempo!

Stiamo imparando qualcosa di nuovo, stiamo apprendendo l’arte del cambiamento culturale. Ci stiamo adattando e nessuno sa farlo meglio di noi. 

Uomini e donne della transizione ecologica.

Lavorando con dedizione al blog abbiamo potuto appurare che esiste un’immensa rete di scambio tra le persone. Una rete proficua e benefica.

Le soluzioni, alle sfide del nostro tempo, esistono già.

Bisogna “solo” eliminare gli ostacoli che impediscono di attuarle. Accelerare i tempi per quanto possibile.

E partire dalle nostre passioni, è quanto di meglio possa capitarci. 

Il contributo di tutti è benvenuto.

Sono queste le conclusioni a cui giungiamo nella scrittura dei nostri contenuti. Quasi le stesse che si evincono attraverso la lettura di alcuni tra i più rinomati blog attualmente in rete. 

Quello di Lifegate e della Green Economy Coalition.

Green economy caratteristiche

Sulla green economy, blog, libri e ricerche sono numerosissimi. 

Abbiamo deciso di portarvi l’esempio della Green Economy Coalition in quanto è considerata una tra le alleanze più autorevoli al mondo. 

Mentre, Lifegate, opera da più di vent’anni per promuovere stili di vita green e sostenibili.

La “missione” comune è quella di connettere le persone, innescare decisioni eque e quindi: comunicare il cambiamento.

Dalla lettura di ciascuna sezione del nostro blog potrete comprendere che le crisi che attraversiamo sono globali e sistemiche. 

Non possono essere affrontate in modo isolato, perché sono tutte interconnesse. 

Purtroppo, i nostri sistemi economici non sono abbastanza adatti a fornire un buon equilibrio tra obiettivi ambientali e sociali.

Le economie sono, attualmente, un insieme di regole che finiscono col premiare alcuni comportamenti e “punirne” altri. 

Nella loro forma, oggi, incentivano il consumo eccessivo, degradano i legami comunitari e distruggono la ricchezza naturale.

Ma questo non è un destino ineluttabile. È semplicemente il modo in cui le nostre economie si sono evolute per funzionare.

Per risolvere questi problemi, è necessaria una nuova visione economica.

La visione fornita dalla green economy è quella di un futuro equo, sostenibile.

Che costruisce prosperità per tutti, ma entro i limiti ecologici del pianeta.

Sono cinque i principi chiave. Ognuno dei quali si basa su importanti esperienze nella politica internazionale. 

Insieme possono guidare la riforma economica in diversi contesti.

  1. Il principio del benessere. Un’economia verde permette a tutte le persone di creare e godere della prosperità.
  2. Della giustizia. L’economia verde promuove l’equità all’interno e tra le generazioni.
  3. Dei confini planetari. L’economia verde salvaguarda, ripristina e investe nella natura.
  4. Di efficienza e sufficienza. L’economia verde è orientata a sostenere il consumo e la produzione sostenibili.
  5. Del buon governo. L’economia verde è guidata da istituzioni integrate, responsabili e resilienti.

Le soluzioni ispirate dalla green economy

“Dai principi alle soluzioni.” Questo potrebbe essere considerato il motto del nostro blog sulla green economy.

Perché siamo convinti che una volta conosciute le problematiche, sia fondamentale offrire alle persone la possibilità di accedere al cambiamento.

In alcuni contenuti della sezione economia circolareaccenniamo, per esempio, a quanto è emerso durante l’incontro di Rio+20, da parte dell’International Chamber of Commerce (ICC). 

E’ chiaro che i temi “produzione e consumo” sono alla base dell’attuale transizione.

Perciò, vi raccontiamo di quei professionisti che hanno presentato (dieci anni fa) l’ICC Green Economy Roadmap.

Una guida per aiutare imprese, decisori politici e società civile. Per realizzare la transizione: da economia lineare a circolare, da brown a green economy. 

Per chi non lo sapesse, l’ICC è la più grande organizzazione di imprese nel mondo. 

La Roadmap rappresenta una risposta del settore privato per contribuire alle priorità politiche della Conferenza. 

La comunità delle imprese, ricordiamolo, è organizzata in settori e catene del valore estesi, per lo più, a livello globale.

Dunque, viene ribadito il concetto: è indispensabile un approccio trasversale. Nei settori e nei Paesi.

La roadmap è uno strumento utile per comprendere cos’è green e integrare la sostenibilità tra strategie di business e politiche di governo.

Vengono delineati dieci punti essenziali, ma sono tre le parole chiave della green economy che emergono dalla Roadmap:

  • innovazione
  • collaborazione 
  • governance 

Tutt’e tre dovrebbero mirare all’integrazione delle dimensioni dello sviluppo sostenibile: economica, sociale e ambientale. 

Secondo l’ICC, le nuove soluzioni e l’equilibrio tra combinazioni di idee vengono stimolate attraverso il dialogo e la collaborazione. Tra governi, settore privato e società civile. 

Alla governance il compito di creare un contesto adatto e coerente perché gli attori coinvolti diano conto delle proprie responsabilità.

Le novità di un blog sull’economia verde

I blog sulla green economy, in genere, sono ricchi di contenuti “alternativi”.

Così anche noi ci siamo chiesti: perché non informare riguardo a progetti positivi, idee innovative e notizie gratificanti?

Soprattutto quando si tratta di temi seri e fondamentali come quello relativo alle fonti rinnovabili.

Prendiamo ispirazione da Derek Gladwin, Assistant Professor of Language & Literacy Education. 

Collabora con il Centre for Interactive Research on Sustainability all’università British Columbia.

I suoi più recenti libri: Ecological Exile (2018), Gastro-Modernism (2019), Rewriting Our Stories: Education, Empowerment, and Well-being (2020).

Il professor Gladwin ha adottato una strategia particolare per coinvolgere le persone nel dialogo sui temi green.

Ha riflettuto sul fatto che tutti hanno storie sull’energia. Un parente che lavora su una piattaforma petrolifera, un genitore che insegna a un bambino a spegnere la luce o un’interruzione di corrente in pieno inverno.

Quando insegna agli studenti alfabetizzazione energetica, quindi, inizia chiedendo di parlare delle loro storie energetiche.

Afferma che le persone possono non rendersene conto, ma le nostre esperienze con l’energia sono parte integrante delle storie che ci legano alle lotte umane per la sopravvivenza.

Al contrario, parlando di cambiamento climatico è come se tutti fossero immediatamente chiusi alla discussione

Molte persone restano scioccate quando si accorgono che gli oggetti e gli incontri della loro esistenza sono costruiti su forme finite e inquinanti di energia non rinnovabile. 

Dai vestiti che indossiamo e dal mezzo di trasporto che utilizziamo, alle forniture mediche da cui dipendiamo.

La sfida odierna riguarda fondamentalmente la transizione da una cultura basata sui combustibili fossili a una costruita sull’energia rinnovabile.

E, secondo lui, mentre la nostra società passa a nuove forme di energia, anche le nostre storie sociali e culturali cambiano. 

Date un’occhiata alla sezione sulle energie rinnovabili, avrete modo di soddisfare la vostra curiosità.  

Il valore delle parole

Le parole contano. Questo è un interessante suggerimento che abbiamo voluto valorizzare all’interno del nostro blog sulla green economy.

Torniamo alla ricerca di Gladwin, nel campo delle arti e dell’educazione umanistica, che esplora come le persone sperimentano il linguaggio e la narrazione. 

Come questi impattano sulla comprensione e sulle decisioni delle persone riguardo al loro futuro ambientale.

Consapevolmente o meno, creiamo un quadro mentale, attingendo agli strumenti della narrazione attraverso il linguaggio e l’immaginazione.

Vi raccontiamo della transizione energetica, quindi, perchè secondo molti questo tema potrebbe aiutare a superare l’impasse sociale che abbiamo creato nell’affrontare il cambiamento climatico.

Gli scienziati dimostrano chiaramente le minacce esistenziali del cambiamento climatico e il legame con l’energia da fossili. 

Ma hanno meno successo nell’educare e comunicare con gruppi specifici per produrre partecipazione e azioni sociali.

Il sentimento pubblico spesso si basa più sulle credenze rafforzate dalla messaggistica dei lobbisti o degli esperti politici che sulle prove.

Come accennato nel nostro articolo sui libri della green economy, il cambiamento climatico è diventato un’arma nelle guerre politiche (divisive). Combattute anche da chi “controlla” la narrazione nei media o nella società. 

Oggi, il discorso del cambiamento climatico è molto associato a cornici ideologiche e parlare di energia potrebbe portarci oltre l’impasse.

Un contributo alle sfide globali. Il nostro blog sulla green economy

Nella costruzione del nostro blog sulla green economy ci siamo chiesti: come possiamo educarci a comprendere la causa primaria del cambiamento climatico (l’energia da combustibili fossili) e allo stesso tempo contribuire per un futuro equo?

Attraverso le storie di tutti. Che sono interconnesse e sovrapposte.

Per esempio, offrendo spunti innovativi, come accade negli articoli della sezione “ricicliamo”. 

Raccontando di aziende sostenibili e di come le imprese verdi fanno la differenza, anche nella sezione food & green.

Oppure, parlando di come la transizione migliorerebbe le condizioni socioeconomiche delle persone.

George Lakoff, professore emerito di scienze cognitive e linguistica all’Università della California (Berkeley) ha esaminato per decenni i modi di usare il linguaggio nella politica e nella società.

Basandosi sulla ricerca cognitiva, Lakoff spiega come le persone vedono il mondo in strutture mentali chiamate frames. Questi frames creano o danno senso alla realtà.

Anche lui sostiene che il modo in cui “inquadriamo” l’ambiente è importante per come le persone lo comprendono.

L’Appreciative inquiry potrebbe essere un modello di riferimento. Un approccio che utilizza il dialogo e la narrazione in modo collaborativo. 

Che guarda alle possibilità basate sul pensiero globale condividendo storie invece di criticare.

Questo è il contributo che cerchiamo di apportare.

Incoraggiando l’ascolto di altre esperienze. Per imparare e favorire una crescita positiva.

Allontanarci dai concetti astratti e passare alle idee concrete permette di conversare e agire.

Sappiamo quanto costa fare un pieno, quanti soldi occorrono per la bolletta elettrica o perché abbiamo bisogno di forme di energia sostenibile per cucinare il nostro cibo.

Le storie sull’energia, poi, sono quelle che più di ogni altra coinvolgono le minacce ambientali che hanno un impatto sulle vite umane. Come l’aria inquinata o la contaminazione dell’acqua.

Le realtà energetiche sono collegate alle nostre storie umane.

E attraverso la green economy possiamo comprenderle e farne tesoro.