Ci siamo tutti accorti dell’arrivo del Caro Bollette 2022.

In realtà, in Italia come nel resto d’Europa, il prezzo dell’energia è aumentato già da qualche mese.

Ma perché le nostre spese sono schizzate alle stelle?

E come possiamo contenere i danni?

Si tratta, più che altro, di un progetto a lungo termine

Tra l’altro, il valore eccessivo di gas e luce potrebbe non essere l’unico problema.

Famiglie e aziende si chiedono perché si parla di rischio blackout.

Beh, anche osservando la situazione in Cina potremmo farci un’idea.

La carenza energetica ha spinto a blackout programmati in autunno.

L’aumento dei costi delle materie prime (e delle bollette) è arrivato sui più importanti tavoli di dibattito.

Tra le cause e le implicazioni, ovviamente, ci sono i cambiamenti climatici.

Non dovrebbe sorprenderci che la mancanza di materie prime spinga l’aumento dei costi di luce e gas.

“Rimescolando” le catene globali del valore.

Quindi l’intervento del Governo italiano. Che cerca di contenere questo aumento del costo dell’energia non rinnovabile.

I motivi alla base del rialzo si intrecciano tra loro:

  1. equilibri geopolitici;
  2. continuità dell’approvvigionamento;
  3. mix energetici nazionali;
  4. eventi meteorologici estremi;
  5. effetti della pandemia di Covid-19.

La crisi, dunque, si sente a livello internazionale. Dagli Stati Uniti alla Cina passando per l’Unione europea.

L’aumento dei prezzi dell’energia evidenzia la necessità di una decisa spinta sulle politiche di decarbonizzazione dell’economia.

E sulle misure per le fonti rinnovabili previste, d’altronde, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Caro Bollette 2022: quanto dura?

Innanzitutto, bisognerà fare i conti col fatto che il Caro Bollette 2022 ha un impatto importante su tutte le tipologie di clienti.

Del mercato libero e tutelato.

È lecito chiedersi chi pagherà di più e quanto. Ma, sembra proprio che non si salverà nessuno!

La riapertura delle attività produttive, dopo l’intensa ondata della pandemia, ha scaldato i motori della ripresa (e non solo quelli).

Contemporaneamente ha spinto i prezzi delle materie prime e delle bollette verso cifre mai viste.

“Se si spera in qualche decremento si è destinati a rimanere delusi”.

Lo ha scritto l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Che si occupa in particolare di mercati dell’energia e del gas.

Arera si rivolge alle famiglie che hanno scelto il regime tutelato.

Ossia, dove le condizioni economiche dei servizi di fornitura sono definite dall’azienda stessa.

Quelle che consumano in media annualmente:

  • 2.700 kWh per l’elettricità, con un contatore di 3 chilowatt (kW) di potenza
  • 1.400 metri cubi di gas.

L’Autorità spiega che il rialzo è, in entrambi i casi, determinato da un incremento della spesa per la materia prima.

Quali sono gli aumenti di luce e gas?

Abbiamo visto che il Caro Bollette 2022, in realtà, è arrivato ben prima dei buoni propositi per il nuovo anno.

Nel 2021 il prezzo del gas naturale, nel mercato di riferimento europeo, è cresciuto di quasi il 500%.

Passando da valori medi mensili di 21 euro a 120 euro al megavattora (MWh).

Con un picco, il 21 dicembre, di 180 euro/MWh.

Di riflesso, il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso (Pun) ha subito un rialzo del 400%. Dai 61 euro iniziali è arrivato a 288 per megavattora (MWh).

Il 30 dicembre 2021 l’Arera ha annunciato aumenti a due cifre:

  • +55% per l’elettricità
  •  +41,8% per il gas.

Nel primo trimestre 2022 quindi, ci si aspetta un prezzo di:

  • 118 euro al MWh per il gas;
  • 300 euro al MWh per l’elettricità.

Caro Bollette 2022: bonus in Italia

Una tra le domande, che sorgono frequenti, è se esiste la possibilità di accedere a qualche agevolazione…per affrontare il Caro Bollette 2022.

Il Governo è intervenuto a più riprese per attutire il colpo.

Durante il Consiglio dei ministri del 21 gennaio sono stati aggiunti 1,7 miliardi di euro, mirati a sostenere le imprese.

Già 3,8 miliardi erano previsti per le famiglie.

In totale 5,5 miliardi di euro per contrastare l’impennata dei prezzi e al contempo favorire la produzione di energia sostenibile.

È chiaro che questi rialzi interesseranno tutti.

Per le persone che hanno serie difficoltà economiche esistono i bonus sociali. Riconosciuti automaticamente dallo scorso anno.

E le famiglie che versano in condizioni di fragilità, potranno ricevere un aiuto (per le bollette).

Se rispettano almeno uno tra questi requisiti:

  • l’Isee del nucleo familiare non deve superare gli 8.265 euro;
  • la famiglia ha almeno quattro figli a carico e Isee non superiore a 20.000 euro;
  • il nucleo familiare riceve il reddito o la pensione di cittadinanza.

La legge di Bilancio 2022, inoltre, prevede per tutti i clienti domestici il diritto di rateizzare.

Il Caro Bollette 2022 è legato alla questione dei mercati globali. Sciopero per il Clima il 25 marzo

Naturalmente senza interessi, tutte le fatture emesse dal 1° gennaio 2022 al 30 aprile del medesimo anno.

L’Autorità ha già emanato il provvedimento attuativo, la delibera lo scorso 30 dicembre.

Caro bollette 2022: cause

Le ragioni del Caro Bollette 2022?

In autunno tra le motivazioni principali c’era la ripresa economica dopo un inverno lungo e freddo che ha prosciugato le scorte.

Un approvvigionamento di gas più “rigido” del previsto e vari fattori legati alle condizioni meteorologiche.

Per esempio, la disponibilità di energia eolica inferiore al solito.

Questo è quanto riportato dall’organizzazione intergovernativa “Agenzia internazionale dell’energia” (Aie).

Dunque, anche le dinamiche globali più ampie del mercato del gas hanno avuto il loro effetto.

Forti periodi di freddo in Asia orientale e Nordamerica nel primo trimestre 2021.

Seguiti da ondate di calore in Asia e siccità in varie regioni.

Nel frattempo: “interruzioni impreviste e manutenzione ritardata hanno ridotto la produzione di gas naturale liquefatto”.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta sul caro bollette alla plenaria del Parlamento Ue.

In ottobre affermava:

“Oggi l’Europa fa troppo affidamento sul gas e dipende troppo dalla sua importazione. Questo ci rende vulnerabili.”

Poi ha aggiunto:

“La risposta sta nel diversificare i fornitori. Ma anche nel mantenere il gas naturale come combustibile di transizione e, soprattutto, nell’accelerare la transizione all’energia pulita”.

Per quanto riguarda l’Italia, sappiamo da tempo che investire sul gas non conviene.

Non solo si tratta di un combustibile fossile, quindi ad alto impatto sul clima, ma di una fonte energetica fuori mercato.

Comporterebbe perdite economiche alla collettività.

A dirlo è un rapporto di Carbon Tracker: “Il rischio di andare a tutto gas”.

Un gruppo di specialisti finanziari illustra la realtà del rischio climatico sugli attuali mercati di capitali.

In collaborazione con il Rocky mountain institute (Rmi).

Organizzazione non profit indipendente che da oltre trent’anni lavora per un futuro a basso impiego di carbone e a zero emissioni.

E nella ricerca, ovviamente, si spiega perché l’Italia dovrebbe investire nel settore dell’energia pulita.

Il Caro Bollette 2022 e le transizioni epocali

Sulle motivazioni del Caro Bollette 2022, bisogna andare coi piedi di piombo.

In una nota congiunta le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e Wwf, sono state molto chiare:

 “di fronte a un problema, si cerca di accusare i soldi spesi per una giusta causa.”

In questo caso il prezzo delle emissioni CO2, in passato gli incentivi alle rinnovabili.

Ciò potrebbe impedire di comprendere e ovviare alle dinamiche speculative internazionali sui prezzi e sull’approvvigionamento del gas.

E mettere in ombra il ruolo calmierante che le rinnovabili stanno avendo per la bolletta elettrica. Visto che ci consentono di limitare le importazioni di gas.

Insomma, prendercela con la transizione ecologica, ci porta fuori strada.

Non dimentichiamoci quanto stabilito alla Cop26.

La transizione del sistema energetico mondiale a fonti di energia più pulite, sicure ed economiche. È essenziale.

L’Italia, poi, si è unita alla Boga.

Segnale importante in tal senso!

La Beyond oil and gas alliance (Boga) è un’alleanza promossa dai governi di Danimarca e Costa Rica allo scopo di abbandonare la produzione nazionale e l’importazione di petrolio e gas.

Il ministro Cingolani, ha già annunciato “il grande piano per le rinnovabili” del Paese.

Che prevede:

“70 miliardi di watt per i prossimi 9 anni per arrivare al 2030 con il 70% di energia elettrica pulita”.

Dovremmo esserne fieri!

Anche se c’è molto da fare.

Soprattutto a livello burocratico e sul fronte del dialogo con le comunità locali coinvolte…

Sostenibilità e fragilità di uno sviluppo “per il futuro”

Il Caro Bollette 2022 è il risultato di molteplici fattori.

Anche secondo il direttore esecutivo dell’agenzia Fatih Birol, è inesatto e fuorviante attribuire la responsabilità alla transizione all’energia pulita e accessibile.

Anzi, teniamo presente che a marzo abbiamo 2 appuntamenti:

  1. “m’illumino di meno”. L’11 marzo è dedicato al risparmio energetico;
  2. lo sciopero globale per il clima. Il 25 marzo.

L’Aie non esclude che in futuro il mercato europeo del gas:

“possa essere sottoposto a ulteriori stress test dovuti a interruzioni impreviste e a ondate di freddo.”

Evidenziando quanto gli effetti dei cambiamenti climatici pesino sull’equilibrio e la sicurezza dell’approvvigionamento di risorse su scala internazionale.

Il fatto è che la transizione verso un modello energetico a emissioni zero determinerà inevitabilmente una diminuzione della domanda di gas.

Il ministro dell’Economia Daniele Franco, intervenuto il 27 gennaio a Telefisco (Sole 24 Ore) ha spiegato qualcosa di importante per tutti noi.

Nel 2022 la crescita dell’Italia sarà condizionata:

“dal protrarsi della pandemia, dalle tensioni internazionali e, soprattutto, dal costo dell’energia”.

I rincari rischiano di bloccare la ripresa italiana dalla pandemia, oltre che pesare in maniera insostenibile sulle famiglie.

Per due italiani su dieci il costo delle bollette energetiche è il più difficile da sostenere. Come riportato nell’indagine sulla povertà energetica condotta a fine 2021 dall’Istituto di ricerca Piepoli.

E per due nuclei su tre queste voci di spesa rappresentano quelle più incisive nel bilancio familiare.

Insomma, i motivi di questa situazione d’emergenza sono legati soprattutto alle dinamiche di domanda e offerta sul mercato.

L’impennata della richiesta ha avuto una scarsa risposta. Legata anche a dinamiche geopolitiche che hanno influito sugli stoccaggi di energia.

In misura decisamente minore, possiamo attribuire la responsabilità del rincaro dei prezzi ai permessi per emettere CO2.