La carta forno dove si butta!?

Continuiamo ad approfondire la questione della raccolta differenziata. Per essere ben informati e aggiornati su questo tema così delicato.

La carta da forno non va con carta e cartone.

Ce lo pone come imperativo Comieco. (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica)  

La carta da forno, purtroppo, va gettata nel bidone del secco/indifferenziato. A meno che sulla confezione non sia indicato diversamente!

Infatti, sarebbe sempre più opportuno dare uno sguardo alla confezione. Sicuramente prima di acquistare qualsiasi prodotto.

Quando si cucina si può arrivare a produrre una discreta quantità di rifiuti. Dall’umido al secco, dal compostabile all’indifferenziato.

Per molte cose l’individuazione del bidone di destinazione è più che semplice. Per altre è necessario rifletterci un istante.

I piatti di carta sono riciclabili? Gli imballaggi in carta e cartone dove vanno conferiti? E il tetrapack? Le lattine?

In questo periodo di crisi sanitaria, poi, avendo trascorso molto più tempo in casa, i rifiuti che ogni famiglia ha prodotto si sono moltiplicati.

La prima cosa da tenere presente è che guanti monouso, fazzoletti e mascherine vanno gettati nei rifiuti indifferenziati. Anche se non si è positivi o in quarantena obbligatoria.

In ogni caso, effettuare una corretta raccolta differenziata sta diventando basilare.

Comieco ha osservato, infatti, che questa attenzione serve:

“per tutelare il continuo funzionamento di tutta la filiera e per non causare danni all’ambiente nel suo complesso”.

Carta forno: dove si butta e di che cosa è fatta?

Abbiamo accennato con semplicità alla situazione della carta forno, dove si butta naturalmente è il focus.

Ma perché non fare un piccolo passo indietro e chiederci quale tipo di materiale viene utilizzato per realizzare la carta forno?

Il nome stesso ci fornisce un indizio abbastanza preciso.

La carta forno è ricavata da fibre di pura cellulosa. Che vengono lavorate per rendere questo tipo di carta impermeabile e soprattutto, antiaderente.

Grazie ad uno strato di silicone, che tra l’altro è capace di resistere ad altre temperature. Fino a 220 gradi.

Non è tanto piacevole questo pensiero. Forse perché subito colleghiamo la nostra alimentazione ad una sostanza che proviene da fonti non rinnovabili. Utilizzata, poi, per un prodotto chimico.

Ma non è tanto questa informazione a doverci spaventare. Il silicone è considerata una tra le sostanze più compatibili con il nostro organismo.

Può essere molto più difficile pensare a quanto scarto e spreco alimentare produciamo per cucinare ogni anno.

Carta forno: dove si butta se scegliamo quella biodegradabile?

Non esiste una regola per tutte le carte forno, ma solitamente la carta per rivestire le teglie in forno è composta da carta rivestita in gomma siliconica (sostanza resistente alle alte temperature).

Oppure trattata con agenti chimici (come ad esempio l’acido solforico). In ogni caso, si tratta sempre di trattamenti e materiali consentiti dalla legge e dai regolamenti europei.

Tornando al dunque, possiamo ribadire che la carta forno (a dispetto del suo nome) non possiamo gettarla nella raccolta della carta.

Un po’ come capita per il cartone della pizza sporco.

Carta forno: “dove si butta” è il primo passo per la differenziata

Le regole per imparare dove si butta la carta forno, sono evidentemente semplici da seguire.

La carta forno è sporca? Quindi è già stata utilizzata. Allora, il bidone di destinazione è quello dell’indifferenziato secco. Essendo un materiale sbiancato chimicamente e rivestito di materiale non biodegradabile, non c’è altra scelta.

In realtà lo stesso discorso vale per la carta forno pulita. Anche se non l’abbiamo utilizzata per cucinare andrà gettata nell’indifferenziato.

L’unico motivo per cui potremmo gettarla in un altro bidone è che non si tratta di una “comune” carta da forno.

Fate sempre attenzione alle indicazioni riportate sulla confezione.

Esistono alcuni tipi di carta forno realizzati con materiali compostabili e non sbiancati chimicamente.

La troveremo di un colore molto simile al marroncino.

Si tratta della carta forno biodegradabile, talvolta anche compostabile.

Anche in questo caso non c’è una regola di produzione, per il momento. Esistono, però, carte forno compostabili e biodegradabili realizzate a partire dalle fibre di cellulosa di legnami sostenibili. (Da qui emerge anche il colore naturale.)

Questo genere di carta, pulita o sporca, potrà essere gettata nell’umido.

In caso di dubbi, il consiglio è sempre quello di consultare le linee guida del proprio comune di residenza.

Oppure di contattare le aree ecologiche dedicate allo smaltimento dei rifiuti più vicine. Per essere sicuri di rispettare i regolamenti imposti dall’amministrazione territoriale.

Dove si butta la carta forno: gli italiani e la differenziata

Sembra paradossale: abbiamo appena capito dove si butta la carta forno e già proviamo ad evitare di renderla “un rifiuto”.

Ma questo processo, ormai, si sta consolidando nelle nostre abitudini.

Grazie all’avvento dell’economia circolare abbiamo compreso quanto sia essenziale: ridurre, riutilizzare e riciclare.

C’è addirittura chi non può farne a meno e s’ingegna per ridare vita a qualsiasi materiale gli capiti tra le mani.

In effetti, gli italiani si sono rivelati dei virtuosi del riciclo.

Come riportato qualche tempo fa dal “Corriere della Sera”, guardando agli obiettivi europei (2025) per il riciclo.

Il nostro Paese o li ha già superati oppure è molto vicino al traguardo.

In base ai dati del Conai (preconsuntivo 2019):

  • la carta viene riciclata per l’81,2% contro un obiettivo Ue del 75%;
  • il vetro per l’80,4% contro il 70%;
  • l’alluminio il 73,8% contro il 50%;
  • l’acciaio il 79,6% contro il 70%;
  • la plastica il 46,5% contro il 50%;
  • il legno per il 64,5% contro il 25%.

E il fatto che mancano poco più di tre anni fa prevedere di superamento di quanto abbiamo fatto fin’ora.

Altri utilizzi: la magia della carta

Tornando alla carta da forno, anzi, alla carta in generale, sappiamo che può essere considerata un materiale per mille usi.

Come abbiamo raccontato anche nell’articolo “Raccolta differenziata spiegata ai bambini”.

Le proprietà della carta da forno, quindi, non si limitano solo al fatto di essere antiaderente e resistente alle alte temperature. Può essere impiegata in molti altri modi.

Si tratta di un materiale davvero versatile. Può essere utilizzata come sac a poche o come imbuto usa e getta.

Ritagliando un quadrato e ripiegandolo più volte a triangolo si otterrà un pratico strumento di decorazione per torte o per trasferire liquidi da un recipiente all’altro.

Può tornare utile anche nella conservazione in frigorifero di cibi grassi come i formaggi.

Avvolgendoli in un foglio di carta forno e magari (a seguire) in uno strofinaccio, preserverete stagionatura e aroma.

Lo stesso utilizzo vale anche nella conservazione della carne, poiché la carta forno impedisce la fuoriuscita di liquidi e l’annerimento.

Di questo passo…chissà quante altre idee arriveranno, e non solo per riutilizzare la carta forno!