L’unico modo per rendere possibile l’economia circolare nel nostro paese, è quello di costruire citta sostenibili e circolari.

Ad oggi, sono ben 4 milioni le persone che vivono in centri urbani e si stima che entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale risiederà in città.

L’urbanizzazione è un processo inarrestabile e si sta sviluppando molto rapidamente grazie all’avvento della tecnologia e delle innovazioni. La rivoluzione industriale, però, ci ha insegnato che lo sviluppo demografico e quello economico non possono prescindere dalla sostenibilità ambientale. 

I dati parlano chiaro. I centri urbani occupano al momento soltanto una piccola percentuale della superficie terrestre, eppure sono i maggiori responsabili dell’inquinamento del pianeta. Infatti, il 75% del consumo di energia e risorse naturali, l’80% di emissioni di Co2 nell’atmosfera e ben il 50% dei rifiuti globali provengono dalle città.

I principi di economia circolare, allora, trovano la loro esatta collocazione nell’idea di uno sviluppo metropolitano che sia smart e al tempo stesso sostenibile.

Uno sviluppo urbano sostenibile ha l’obiettivo di dar vita a città circolari, che siano efficienti, inclusive e a misura d’uomo, ma con un importante occhio di riguardo al benessere di tutto l’ecosistema.

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Città sostenibili: come si calcola la sostenibilità urbana in Italia

Quando di parla di economia circolare in Italia, sono numerose le classifiche che ci vedono posizionati in vetta per la nostra capacità di promuovere le buone pratiche sostenibili.

Se, però, il “Rapporto Nazionale sull’economia circolare in Italia 2020” ci classifica come primi, rispetto alle 5 maggiori economie europee, per il riciclo dei rifiuti, c’è da sottolineare che non tutto il Bel Paese può vantare primati come questo.

Smart City Index 2020 è lo studio promosso da Ernst & Young per misurare il livello di circolarità delle infrastrutture cittadine italiane nei 109 capoluoghi di provincia.

Lo studio prende in considerazione 4 indicatori per stilare una classifica delle città più green:

  • Sostenibilità

È il parametro che definisce quanto le infrastrutture delle città sono sostenibili in relazione a mobilità, energia e ambiente. 

  • Resilienza

Evidenzia il grado di resilienza, cioè capacità di adattamento agli stress ambientali e governativi. In altre parole, quanto le infrastrutture si dimostrano “sensibili” ai cambiamenti necessari dettati da fattori esterni o interni alla città stessa.

  • Inclusività 

Tiene in considerazione se e in che misura le città e i servizi sono stati strutturati ascoltando il cittadino e coinvolgendolo attivamente nelle scelte urbanistiche.

  • Accessibilità

Indica quanto le città sono accessibili per persone con mobilità ridotta e se sono dotate di reti di comunicazione efficienti e capillari.

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Classifica delle città italiane più sostenibili secondo Smart City Index 2020

Tenendo in considerazione questi parametri e analizzando la sostenibilità cittadina sulla base di ulteriori indicatori, ne è emerso che Trento è la città più sostenibile d’Italia.

Trento, la numero uno tra le città sostenibili italiane.

Il capoluogo di provincia del Trentino Alto Adige presenta, infatti, un equilibrio perfetto in relazione a trasporti, energia e ambiente

A seguire, il secondo posto è occupato da Torino e il terzo da Bologna. Milano si trova in 5° posizione, mentre nella top 20 rientrano centri urbani di medie dimensioni come Bolzano, Bergamo, Ferrara e altre città del Nord Italia.

Questi risultati sono un segnale positivo e incoraggiante. Essi evidenziano che, in merito all’attuazione dell’economia circolare Torino, Trento, Milano e, in generale, i principali centri del Nord Italia si stanno muovendo veramente bene. È chiaro, quindi, che queste realtà cittadine sono state in grado di investire in azioni di sostenibilità per le infrastrutture e i servizi al cittadino.

Da diversi anni stiamo infatti assistendo ad un maggiore aumento di consapevolezza verso la sostenibilità ambientale, soprattutto per quel che riguarda la mobilità.

Negli ultimi 4 anni in Italia si è registrato un vero e proprio boom di automobili e biciclette elettriche. Di conseguenza, le città si sono riorganizzate per contribuire all’offerta, incrementando la percentuale di colonnine di ricarica ed estendendo le piste ciclabili.

Milano, ad esempio, è prima in classifica per i trasporti e la mobilità condivisa. Son ben 6 le società di car sharing che coprono tutta l’area metropolitana, che suddividono il servizio di noleggio a breve termine tra 3000 automobili e oltre 5000 biciclette.

Fanalino di coda nella classifica della sostenibilità sono, invece, le città del Sud Italia. Catania e Crotone si riconfermano le città in cui la sostenibilità è ancora un obiettivo lontano e le buone pratiche di economia circolare sono ancora troppo esigue per poter parlare di sviluppo circolare.

Fanno eccezione Bari e Lecce, le uniche due eccellenze del Sud che rientrano tra le prime 50 posizioni della classifica.

Smart cities ed economia circolare: il binomio vincente per le città del futuro

Il concetto di smart city o città circolare è chiaramente delineato dalla Ellen MacArthur Foundation, la principale promotrice del concetto di economia circolare nel mondo.

Le città di domani saranno fondate su di un sistema urbano in grado di rigenerarsi da solo, a basso impatto ambientale e molto più vivibili per ogni cittadino.

Applicando i principi dell’economia circolare alle infrastrutture e ai servizi si permetterà uno sviluppo urbano ed economico sostenibile. Ciò significa che la creazione del valore e la ricchezza economica saranno slegate dallo sfruttamento delle risorse e dalla produzione di rifiuti e Co2.

Applicare l’economia circolare al contesto cittadino permette quindi di ripensare il modello stesso dell’economia a partire dalle fasi iniziali.

Il design prima di tutto. Le città di domani saranno costruite secondo uno schema ben definito, che consente di evitare lo spreco di risorse. Il piano urbanistico si discosta totalmente dal concetto di Urban Sprawl o città diffusa, molto in voga in passato.

Si tratta infatti di un modello con un altissimo impatto ambientale, provocato dall’espansione irregolare della città. Di conseguenza, servono molte più energie e risorse per gli impianti elettrici, fognature, tubature, strade e collegamenti. 

Inoltre, un’eccessiva cementificazione è spesso la causa di dissesti idrogeologici, dal momento che la distruzione della fauna rende il territorio più intabile.

Le citta sostenibili di domani, quindi, prevedono la realizzazione di un centro urbano attorno ai luoghi in cui si concentrano le attività commerciali, e ampi spazi verdi e naturali per aiutare la città a respirare e ridurre le emissioni di Co2.

Progettazione e servizi circolari per le nuove citta sostenibili

Nella progettazione delle città del domani nulla può essere lasciato al caso. A partire dai materiali di costruzione, passando per la produzione di energia e ai servizi di mobilità, nelle smart cities tutto ruota attorno al principio di circolarità.

Gli edifici e le infrastrutture sono pensati per avere una maggiore durata, favorendo la manutenzione e il riciclo dei materiali. I trasporti, invece, sono condivisi per costare di meno ed avere un impatto ambientale ridotto.

A tal proposito, sono già numerose le soluzioni di mobilità già attive nel nostro paese. Car e bike sharing con noleggio a brevissimo termine, ad esempio. E ancora auto elettriche, sistemi smart di parcheggio per evitare gli ingorghi e connessioni in tempo reale per monitorare la situazione del traffico e valutare percorsi alternativi.

Infine, anche l’energia deve essere verde e pulita, che non proviene da fonti fossili inquinanti.

L’economia circolare, quindi, ci ha messo in mano tutti gli strumenti per costruire città che siano totalmente sostenibili. Oggi, la possibilità di rendere ecosostenibili prima i maggiori centri urbani, e poi tutti i paesi, non è più un’idea tanto utopistica.

Se sei interessato a saperne di più sull’economia circolare, consulta l’elenco dei libri di economia circolare consigliati dalla redazione.