L’arredamento è una questione di gusti, ma anche di sensibilità.

Quella che vi fa dire “non lo butto, lo tengo perché può sempre servire”, tutte le volte che qualcosa in casa si rompe: l’anta di un pensile da cucina che magari può diventare una mensola, una lampada che può trasformarsi in un portafiori.

Gli oggetti e gli arredi che vivono nella nostra casa possono avere una vita lunghissima, accompagnandoci ancora per lungo tempo per regalarci dei ricordi, delle emozioni, dei sorrisi.

Basta guardarli con altri occhi e con una prospettiva diversa.

É vero, molti di noi spesso hanno bisogno di fare spazio, di creare una nuova atmosfera, oppure semplicemente di allontanarsi da oggetti che creano un disagio psicologico, per questo le cose ci sembrano “vecchie”, ma ricordiamoci sempre che un oggetto che a noi sembra stantio (nel colore, nella forma, nel tessuto, nel design) può essere perfetto per un’altra persona, e viceversa.

Il fascino dell’usato è qualcosa di ancestrale: vogliamo liberarci del nostro passato, ma siamo incuriositi da quello degli altri, raccontato attraverso gli oggetti di vita quotidiana, a volte bizzarri, che ritroviamo nei banchetti o, vista la situazione attuale, nelle vetrine virtuali dei grandi portali specializzati e dei piccoli negozi.

E così scopriamo nuove idee ma anche tante risposte a quel bisogno di benessere e felicità che esprimiamo quando pensiamo alla nostra casa o a qualunque altro luogo in cui vogliamo sentirci protetti e a nostro agio.

Quante volte vi è capitato di passare il sabato in uno dei tanti negozi specializzati oppure nei mercatini rionali, dove si trova davvero di tutto?

Sappiate che nel 2019 alcune migliaia di italiani hanno fatto lo stesso, andando anche a spulciare i tanti siti online: a quanto pare le parole second hand, mercatino delle pulci o negozio dell’usato sono state ricercate oltre 34.000 volte in un solo anno e siamo ben sesti nel mondo proprio per questo tipo di ricerche.

Più del 65% degli italiani, secondo una recente ricerca SWG, desidera fare acquisti nei mercatini locali, anche se, a dire il vero, chiamarli in questo modo forse è riduttivo, se non altro perché le cifre che muovono in termini di fatturato, occupazione e sostenibilità sono eccezionali: 9,8 miliardi di euro solo nei canali online, 3.500 imprese con oltre 10mila occupati.

Riciclare è bello e divertente

I mercatini dell’usato, vintage o bric a brac, sono uno degli esempi migliori di economia circolare, entrati a far parte integrante del nostro stile di vita. L’idea di comprare e/o vendere oggetti di varia natura si è consolidata nelle nostre abitudini di acquisto.

Non è solo un modo per fare affari (a molti di voi sarà sicuramente capitato di trovare un pezzo di valore venduto a pochi euro) ma anche per stare insieme agli altri, per condividere un piacere e un hobby, sia con gli amici che con la propria famiglia.

Il mercatino è un luogo dove la relazione, specie quella con il negoziante, rappresenta un valore aggiunto: si compra ma si può anche vendere, recuperando una forma di commercio simile a quella del baratto, che esiste già nel settore dell’abbigliamento griffato in cui esistono negozi specializzati ed eventi a tema (si portano abiti ed accessori e se ne vendono altri).

Un comportamento virtuoso che ha dei benefici incredibili sull’ambiente: nel 2019 parliamo di oltre 23 mila tonnellate di oggetti che hanno trovato la loro strada senza finire in discarica con un risparmio di 100 mila tonnellate di Co2.

Volete qualche esempio più specifico?

Acquistare un computer usato fa risparmiare 270 kg di Co2, un divano 250 kg, una t-shirt 7,2 kg.

E gli esempi potrebbero essere molti altri.

Vuoi un’abitudine che crea una piacevole e divertente abitudine, vuoi la crisi che ha limitato fortemente la capacità di spesa, vuoi anche la consapevolezza di un comportamento dai forti valori etici: acquistare un oggetto usato significa farlo vivere e dargli un nuovo scopo, evitando lo spreco.

I consumatori, come abbiamo visto negli articoli delle settimane scorse, stanno gradualmente lasciando le loro vecchie abitudini (comprare sulla base di criteri definiti dal bisogno e dall’urgenza) per diventare consapevoli, anche nelle piccole cose.

Comprare l’usato e riciclare: idee per la propria casa

Chi compra l’usato cerca uno stile personale: certo, acquista presso le grandi catene come Ikea, ma poi seleziona i dettagli e sa di trovarli proprio negli scaffali dei mercatini e dei negozi specializzati.

Oltre a questo, i mobili e, in generale, gli oggetti vintage, sono stati costruiti con materiali di ottima qualità, ecco perché sono arrivati a noi in buone condizioni. Questo ha consentito di risparmiare proprio quella materia prima che in certi casi (come per esempio la carta, leggi il nostro post) scarseggia oppure non è facilmente accessibile.

In realtà, il riciclo o meglio il riuso comprende anche quegli oggetti la cui funzione primaria non è legata all’arredamento perché costruiti per usi industriali, come i pallet per esempio.

In questo caso, l’uso di questi materiali deve garantire il benessere: la vostra casa deve essere sostenibile e sana per questo bisogna essere certi che non siano state usate vernici tossiche e che il legname abbia la certificazione Fsc (Forest Stewardship Council), un documento che dimostra la salute delle foreste da cui i legnami hanno origine.

Volete qualche esempio?

I pallet: non solo legno.

Li vediamo ovunque, abbandonati fuori dai centri commerciali e dai negozi della grande distribuzione, ma negli anni sono diventati la pietra fondamentale di gran parte del nostro arredamento, specialmente se il nostro budget è basso e la casa non è di nostra proprietà.

Letti, divani, librerie, mobili da ufficio, poltrone, fioriere: sono solo alcuni degli arredi che si possono costruire con alcuni ingredienti semplici, tanta creatività, qualche attrezzo e un minimo di manualità. In rete potete trovare decine di siti specializzati in cui trovare le indicazioni sia su dove trovare i pallet e come riconoscere quelli utili al vostro scopo, sia su come trasformarli e renderli pezzi unici.

A proposito, i pallet certificati Epal non sono gratuiti, ma con un piccolo investimento (circa 5 euro a pallet) potrete portarvi a casa tutto il materiale che vi serve per i vostri progetti.

I cassetti: come usarli con creatività.

Quattro lati, un fondo e tante idee. Il fronte, magari con dei pomelli di design può diventare un comodo attaccapanni: per l’ingresso, dietro la porta del bagno, oppure per la camera da letto. Basterà semplicemente applicare due ganci nella parte posteriore.

Cambiando prospettiva, un cassetto può essere fissato in verticale per diventare uno scaffale o una minilibreria: per l’ufficio o per la cucina, magari completato da alcuni ganci per appendere strofinacci, grembiuli e presine. Basterà decorare il fondo con una carta adesiva in stile con l’ambiente.

Il riuso è divertente, utile, stiloso quanto basta per trasformarvi in provetti designer. Un modo diverso per prendersi cura dell’ambiente e del nostro pianeta.