Tutta l’attenzione sull’agricoltura biodinamica, considerata come una metodologia avanzata rispetto al biologico, non sarà di certo dovuta semplicemente all’utilizzo di concime biodinamico!?

In effetti, questa filosofia del coltivare introdotta da Steiner, usa tecniche agricole tradizionali e una lista precisa di “preparati” naturali.

In più, riconosce e lavora con le forze universali e cosmiche, che sono in gioco nell’ambiente agricolo.

Ma è innnegabile che la coltivazione biodinamica sia un sistema, di tipo biologico, che si basa molto sul compost come fertilizzante.

Sei preparati a base di erbe vengono aggiunti ai materiali di compostaggio per fare un concime biodinamico (autentico).

I sostenitori affermano che queste aggiunte producono un compost di qualità superiore, se l’allevamento è parte integrante dell’azienda.  

Esiste uno studio in cui i preparati per il compost biodinamico sono stati applicati a cumuli da 3,5 t fatti da letame di mucche da latte.

L’applicazione dei preparati richiedeva anche una parte di terra e una di acqua. I cumuli di controllo hanno ricevuto le stesse aggiunte di terra e acqua dei cumuli di concime biodinamico, ma nessun preparato.

Dall’analisi è emerso che i concimi trattati in maniera biodinamica hanno mantenuto una temperatura media di 3,4°C. Più alta durante il periodo di compostaggio attivo di otto settimane.

Suggerendo una maggiore attività microbica termofila e/o uno sviluppo più rapido del compost con il trattamento biodinamico.

I campioni finali sono stati prelevati quando il compostaggio attivo è rallentato e i cumuli sono entrati in una fase di maturazione.

Al campionamento finale, i cumuli trattati (biodinamici) “esprimevano” C02 a un tasso inferiore del 10%.

Inoltre, avevano un rapporto maggiore tra attività dell’enzima deidrogenasi e produzione di C02. E il 65% in più di nitrati rispetto ai cumuli di controllo.

Le preparazioni biodinamiche hanno quindi apportato cambiamenti percettibili nei parametri chimici e microbici del concime.

Concime biodinamico e preparati biodinamici

Sono molti gli agricoltori biologici che scelgono di utilizzare il concime biodinamico e di mettere in atto le pratiche di quest’arte della coltivazione.

Il programma di certificazione biodinamica richiede espressamente di essere innanzitutto etichettati come biologici.

E, infatti, la maggior parte dei paesi hanno regolamenti per il biologico che successivamente soddisfano le esigenze di entrambi gli approcci.

In genere, in primavera (e non solo) gli agricoltori biodinamici sono ben preparati a seguire il ritmo della stagione. È la fase della crescita quella che si sta svolgendo in natura.

La Terra muove la sua vita interiore verso l’esterno ed è come se i contadini stessero coltivando e facendo giardinaggio nel suo inconscio.

È un momento davvero molto potente. Quasi inebriante se pensiamo a vegetazione, colori, profumi…e alla rigenerazione della vita.

Il preparato biodinamico 500 e i preparati compost 502-506, sono stati sepolti nella terra durante l’autunno precedente.

Quindi in primavera vengono dissotterrati.

L’uso dei preparati e del concime biodinamico è un elemento centrale di questo tipo di agricoltura. Addirittura, un requisito fondamentale della certificazione Demeter.

Allo stesso tempo, il loro uso è forse l’elemento più incompreso del metodo di agricoltura biodinamica.

Nel mondo dell’intelletto e delle scienze a volte viene fatta un’analisi dogmatica. E questo è servito molto alla nostra evoluzione.

Ma in questo momento di carenza negli studi (anche olistici) sulla biodinamica, l’unico modo per comprendere affondo, è entrare nella vita della fattoria e dell’agricoltore.

Assaporando la vitalità del cibo e della fibra che risulta da certe interazioni.

Il concime biodinamico? Un fertilizzante naturale!

Per capire i preparati e il concime biodinamico da un punto di vista pratico, bisogna usarli.

E nel processo, prestare attenzione a quello che succede all’ambiente intorno.

Questo è ciò che suggeriscono gli agricoltori biodinamici: di essere positivi, fare il lavoro con amore. Essere sensibili e ricettivi.

Cornoletame biodinamico

Per arrivare alla pratica, ci si chiede immediatamente: come utilizzare il concime biodinamico e i preparati?

Se la primavera è alle porte, quello è un momento perfetto per gestire alcuni “500”.

Ma in ogni stagione, l’influenza di ciascun preparato riesce a “trovare la strada verso l’interiorità della terra” che si sta lavorando.

Il 500 che viene indicato come “cornoletame”, è il letame di una bovina sana, in lattazione.

Viene messo in un corno di femmina e sepolto nella terra per la durata di un inverno.

Quando viene dissotterrato, nel corno rimane un humus dall’odore dolce.

Varie specie di mucche domestiche vengono utilizzate in Europa e in America. A volte si usano anche corna di bisonte.

Serve come “lievito” dei processi vitali della terra. Per questo viene considerato un attivatore della formazione dell’humus e della radicazione delle piante.

Secondo la biodinamica il cornoletame è utile a “processare” nel terreno e sull’apparato radicale le forze dei pianeti sottosolari (Luna, Mercurio e Venere).

Dove si usa?

  • Spruzzando principalmente il terreno in primavera, all’inizio del periodo vegetativo ed anche in autunno prima della semina;
  • è possibile adoperarlo per il bagno delle radici prima dei trapianti (30 minuti circa)
  • ma anche per il bagno delle sementi. La sera precedente possiamo applicare sui semi, che poi lasceremo coperti;
  • è ottimo nell’allestire il trattamento preventivo chiamato “pasta per tronchi”.

Se non utilizzato, per essere conservato, un metodo comune è quello di mettere il 500 in vasi di terracotta con coperchi allentati. A loro volta posti in una scatola di legno riempita di torba.

La scatola stessa dovrebbe risiedere in un luogo fresco e buio, come un seminterrato o una cantina. Lontano da campi elettromagnetici generati da elettrodomestici, scatole di fusibili ecc.

Il preparato 500 deve essere mantenuto umido, ma non inzuppato.

Due tipi di uno stesso concime biodinamico

Il concime biodinamico, miscelato con il preparato 500 si può trovare in due formule:

  • preparato 500 classico
  • preparato 500 K o 500 P

Mentre il 500 classico si usa in dosi da 200 gr per ettaro, il 500 K si usa nella dose di 100 gr. per ettaro.

Per entrambi è consigliabile:

  • dinamizzare e spruzzare per ogni nuova semina;
  • la temperatura dell’acqua deve essere tiepida (tra 37° e 40°);
  • l’acqua non dovrebbe essere riscaldata da corrente elettrica, preferibilmente con legna;
  • la fonte dell’acqua da prediligere è quella naturale, piovana recuperata, di pozzo… (non ristagnante da troppo tempo, senza odori etc.);
  • se bisogna usare acqua da acquedotto, questa deve essere agitata e lasciate all’aria a decantare per almeno 24 ore;
  • è sconsigliata l’acqua ferrosa o quella con elevato quantitativo di calcio e l’acqua salata;
  • il particolare mescolamento che si chiama dinamizzazione dura 60 minuti;
  • la dinamizzazione consiste nel mescolare il 500 in acqua. Dovremmo creare un vortice che interrompiamo durante la fase di “caos”. Coincidente, poi, con l’inversione della direzione del vortice precedente;
  • la dinamizzazione può essere effettuata a macchina. Purché rispettiamo alcune caratteristiche di impostazione (es. l’inversione del vortice che deve essere regolata dalla fluidità dell’acqua e non da temporizzatori) e che il vortice sia creato partendo dall’alto. Oppure, manualmente con molta energia e senza soste;
  • la botte per la dinamizzazione deve avere una forma cilindrica che possa consentire un profondo vertice conico.

L’obiettivo non è quello di inzuppare la superficie, ma solo di spruzzare una lieve quantità di gocce su di essa.

Con gli impianti a spruzzo, dovrete regolare la pressione della pompa e selezionare gli ugelli per ottenere il risultato preferibile.

Tali impianti possono essere poco tecnologici e poco costosi. Consistono in una pompa comune per l’agricoltura che getta un ampio ventaglio di goccioline.

Concime biodinamico: per ridare vita al terreno

Mentre ad alcuni piace prendersi gioco di queste tecniche olistiche, del concime biodinamico e dell’uso di preparati fatti in corna di mucca…i sostenitori affermano che il materiale che ne risulta è super-biologico. Brulicante di flora e fauna benefiche per il suolo.

Un’azienda biodinamica che si occupa di agricoltura come tante altre realtà, opera però in due realtà parallele.

Una riguarda la vita e l’attività che si svolge in superficie. Quindi, l’attenzione all’assimilazione della luce solare, la fotosintesi, la crescita!

L’altra è la vita e l’attività sottoterra. Ovvero: i processi di formazione di humus, mineralizzazione e decadimento. Questo è l’ultimo fenomeno dell’intero ciclo con cui si lavora attraverso i preparati 500.

Se si pensa ai preparati e al concime biodinamico solo da un punto di vista meccanico di causa ed effetto, questi possono essere intesi semplicemente come fertilizzanti del suolo.

Ma chiunque abbia un background o una comprensione dell’omeopatia può comprendere che si tratta di una realtà più olistica. E guardare alle tecniche come ad una medicina omeopatica per la terra.

Tutti i preparati e il concime biodinamico trattano la terra come un organismo vivente, proprio come le medicine naturopatiche trattano gli esseri umani.

Per esempio, uno dei principi (dell’omeopatia e della biodinamica) insegna che quantità molto piccole di “materiale”, quando ritmicamente potenziate, sono molto più efficaci e sane di grandi quantità.

Sebbene sia un mondo nuovo e strano per alcuni, i preparati, il concime e la visione olistica sono elementi intrinseci dell’agricoltura biodinamica.

Perciò, sappiate che i 500 e il concime biodinamico potrete prepararli da soli. Non è difficile e sempre raccomandato se possibile.

Ma possono essere acquistati da una delle numerose associazioni in Italia e nel mondo.

L’importante è capire e credere in ciò che si sceglie.