La Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici COP27 si è conclusa il 20 novembre scorso e le conclusioni sono racchiuse in un accordo per fornire finanziamenti per ai Paesi vulnerabili colpiti duramente dal cambiamento climatico.

In un contesto geopolitico difficile, la COP27 ha portato i Paesi a prendere un pacchetto di decisioni che hanno riaffermato il loro impegno a limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali.

Il pacchetto ha inoltre rafforzato l’azione dei Paesi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e adattarsi agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici, oltre a potenziare il sostegno ai finanziamenti, alla tecnologia e allo sviluppo delle capacità necessarie ai Paesi in via di sviluppo.

In particolare, la creazione di un fondo specifico per le perdite e i danni ha segnato un importante punto di progresso, con l’aggiunta della questione all’agenda ufficiale e la sua adozione per la prima volta alla COP27.

I governi hanno preso la decisione innovativa di stabilire nuove modalità di finanziamento, oltre a un fondo dedicato, per assistere i Paesi in via di sviluppo nella risposta alle perdite e ai danni.

I governi hanno inoltre deciso di istituire un comitato di transizione per formulare raccomandazioni su come rendere operativi i nuovi accordi di finanziamento e il fondo alla COP28 del prossimo anno. La prima riunione del comitato di transizione dovrebbe tenersi entro la fine di marzo 2023.

“Abbiamo stabilito un modo per andare avanti in una conversazione che durava da decenni sui finanziamenti per le perdite e i danni – deliberando su come affrontare l’impatto sulle comunità le cui vite e i cui mezzi di sussistenza sono stati rovinati dai peggiori impatti del cambiamento climatico”.

ha dichiarato Simon Stiell, Segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici.

Da COP27 a COP28, cosa ci si aspetta per il prossimo appuntamento

La COP27 ha registrato progressi significativi in materia di adattamento, con i governi che hanno concordato il modo in cui portare avanti l’obiettivo globale sull’adattamento, che si concluderà alla COP28 e informerà il primo inventario globale, migliorando la resilienza tra le persone più vulnerabili.

Alla COP27 sono stati effettuati nuovi impegni, per un totale di oltre 230 milioni di dollari, a favore del Fondo per l’adattamento.

L’obiettivo è che questi impegni aiuteranno molte più comunità vulnerabili ad adattarsi ai cambiamenti climatici attraverso soluzioni concrete di adattamento.

Il Presidente della COP27 Sameh Shoukry ha annunciato l’Agenda per l’adattamento di Sharm el-Sheikh, che prevede di migliorare la resilienza delle persone che vivono nelle comunità più vulnerabili al clima entro il 2030.

Al Comitato permanente per le finanze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è stato chiesto di preparare un rapporto sul raddoppio dei finanziamenti per l’adattamento da sottoporre all’esame della COP28 del prossimo anno.

La decisione di copertura, nota come Piano di attuazione di Sharm el-Sheikh, sottolinea che la trasformazione globale verso un’economia a basse emissioni di carbonio richiederà investimenti per almeno 4-6.000 miliardi di dollari all’anno. L’erogazione di tali finanziamenti richiederà una trasformazione rapida e completa del sistema finanziario e delle sue strutture e processi, coinvolgendo governi, banche centrali, banche commerciali, investitori istituzionali e altri attori finanziari.

Alla COP27 sono proseguite le delibere per la definizione di un “nuovo obiettivo collettivo sui finanziamenti per il clima” nel 2024, tenendo conto delle esigenze e delle priorità dei Paesi in via di sviluppo.

“In questo testo abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che non c’è spazio per un passo indietro”

ha dichiarato Stiell.

Le conclusioni della COP27 e le azioni necessarie

Il Vertice dei leader mondiali, tenutosi per due giorni durante la prima settimana della conferenza, ha convocato sei tavole rotonde. Le discussioni hanno evidenziato soluzioni – su temi quali la sicurezza alimentare, le comunità vulnerabili e la giusta transizione – per tracciare un percorso per superare le sfide climatiche e come fornire i finanziamenti, le risorse e gli strumenti per realizzare efficacemente l’azione per il clima su scala.

La COP27 ha riunito più di 45.000 partecipanti per condividere idee e soluzioni e costruire partnership e coalizioni. Le popolazioni indigene, le comunità locali, le città e la società civile, compresi i giovani e i bambini, hanno mostrato come stanno affrontando i cambiamenti climatici e hanno condiviso il loro impatto sulla vita.

Le decisioni prese in questa sede ribadiscono inoltre l’importanza cruciale di dare a tutti la possibilità di impegnarsi nell’azione per il clima, in particolare attraverso il piano d’azione quinquennale sull’azione per l’empowerment climatico e la revisione intermedia del Piano d’azione di genere.

Questi risultati consentiranno a tutte le Parti di lavorare insieme per affrontare gli squilibri nella partecipazione e fornire gli strumenti necessari per promuovere un’azione climatica più ampia e inclusiva a tutti i livelli.

Parallelamente ai negoziati formali, lo spazio di azione globale per il clima alla COP27 ha fornito una piattaforma per i governi, le imprese e la società civile per collaborare e mostrare le loro soluzioni climatiche reali.

Il mondo si trova in un decennio critico per l’azione sul clima: il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite ha indicato che le emissioni di gas serra devono diminuire del 45% entro il 2030 per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

Altri risultati chiave della COP27

I temi affrontati durante la COP27 sono stati tanti, proprio perché gli effetti del cambiamento globale toccano molti aspetti, quali:

Tecnologia

La COP27 ha visto il lancio di un nuovo programma di lavoro quinquennale per promuovere soluzioni tecnologiche per il clima nei Paesi in via di sviluppo.

Mitigazione

La COP27 ha fatto avanzare in modo significativo il lavoro sulla mitigazione. A Sharm el-Sheikh è stato lanciato un programma finalizzato ad aumentare l’ambizione e l’attuazione della mitigazione.

Il programma di lavoro inizierà subito dopo la COP27 e continuerà fino al 2026, quando ci sarà una revisione per valutare la sua estensione.

Il testo della decisione riconosce che la crisi energetica globale senza precedenti sottolinea l’urgenza di trasformare i sistemi energetici per renderli più sicuri, affidabili e resilienti, accelerando le transizioni pulite e giuste verso le energie rinnovabili durante questo decennio critico di azione.