Nella storia del Costa Rica, energia rinnovabile ed energia sostenibile hanno avuto un grande impatto a vari livelli.

Si tratta di una storia sorprendente, una storia di successo che fa riflettere sulle scelte coraggiose e sulla differenza che esiste tra rassegnazione e trasformazione.

Un paese in via di sviluppo, che nonostante le problematiche caratteristiche della sua realtà non ha voluto demordere e oggi è considerato un “caso anomalo”: hanno trasformato la visione dei dati del Pil (11.000 dollari pro capite) per favorire quelli che riguardano l’Indice di Progresso Sociale.

A livello turistico si è imposto come meta di un turismo ecologico e in quanto alle politiche di supporto per lo sviluppo di un’energia circolare sta facendo tanti passi avanti da poter essere considerata un modello.

Quindi, in quanto a sfruttamento di energia rinnovabile, Italia e mondo intero potranno certamente imparare molto da questo esempio.

Un quarto del territorio del Costa Rica è riconosciuto come parco nazionale o riserva protetta, infatti il 5% della biodiversità mondiale si trova proprio nel piccolo Stato.

C’è una zona in particolare, la penisola di Nicoya, che viene considerata una delle cinque “zone blu” del mondo, un’area in cui il tasso di mortalità è molto basso.

La speranza di una vita sana è molto più ampia rispetto alla media mondiale e gli anziani godono generalmente di ottima salute

Andiamo quindi a scoprire quali sono i motivi che determinano l’esistenza di tali benefici e come ha fatto questo paese ad intraprendere la sua personale battaglia all’inquinamento, all’energia non rinnovabile e a tutto quanto impedisce di vivere una vita in equilibrio con l’ambiente.

Costa Rica ed energia rinnovabile: un paese in via di sviluppo

Come costruire una società che sia indipendente da combustibili fossili, energia non rinnovabile e che miri a consolidare buone pratiche per un’alta qualità del vivere?

E’ una faccenda complessa.

Sostenere lo sviluppo di energia circolare, sfruttando fonti di energia rinnovabile è un modo per farlo.

La sfida può essere trainata da una parte dai paesi in via di sviluppo, che rischiano molto incentrando la loro crescita sui combustibili fossili. Dall’altra parte i paesi “sviluppati” che nella loro evoluzione finanziano e attuano sempre più progetti d’avanguardia, possono agevolare il percorso.

Così, sviluppo e protezione dell’ambiente potranno andare di pari passo e non bisognerà scegliere tra le due opzioni.

pappagallo-abitante-foreste-rigogliose-costarica-energie-rinnovabili
Un ‘abitante’ delle rigogliose foreste del Costa Rica

Il settore dell’energia rinnovabile in Costa Rica è in costante crescita da anni, ce lo raccontano alcuni dati dell’ICE (Instituto Costarricense de Electricidad): il 2015 è stato il primo anno in cui è stata usata quasi esclusivamente energia elettrica rinnovabile.

Nel 2016 il risultato si è ripetuto e il 98% dell’elettricità è stata prodotta senza impiegare combustibili fossili.

Ancora, nel 2017 per ben 300 giorni l’elettricità è stata offerta dal mix di idroelettrico, eolico e geotermico.

Il Costa Rica ha come obiettivo definitivo, zero emissioni nette di carbonio entro il 2050 e anche la produzione di elettricità del 2019 ritorna a confermare i segnali positivi degli anni precedenti.

Il paese centroamericano, in via di sviluppo, è uno di quelli che lavora sodo.

Nel campo della generazione elettrica, è un paese vicino al raggiungimento di obiettivi importanti per il benessere dello stato, delle persone e del pianeta.

Tutto ciò accade grazie alle condizioni favorevoli del territorio, alla ricchezza di risorse naturali e a tanti altri aspetti connessi che influiscono sulla situazione.

Ma bisogna dare atto del fatto che i costaricani, prendendo coscienza dei loro vantaggi, sono stati anche abbastanza intraprendenti da sfruttarli a loro favore.

Alcuni dati sull’energia rinnovabile in Costa Rica

Scendiamo nel dettaglio per capire in che modo il Paese sfrutta le energie rinnovabili.

Il “Centro nazionale per il controllo energetico del Costa Rica”, attraverso i suoi dati, ci dice che il 99% della produzione di energia elettrica è generato da cinque fonti rinnovabili:

  • 78% quindi una parte molto consistente, proviene dall’energia idroelettrica
  • 10% dall’energia eolica
  • 10% dall’energia geotermica
  • 0,84% da energia solare e biomasse

Una piccola percentuale rimanente, proviene da impianti termoelettrici, purtroppo ancora alimentati da combustibili fossili.

La dipendenza del Costa Rica dall’energia idroelettrica comporta che nei mesi di siccità si possa andare incontro a parecchie spese impreviste.

Quindi il paese, nel tempo, sta cercando di ampliare l’accesso alle fonti rinnovabili.

L’energia eolica, per esempio è cresciuta, se pensiamo che nel 2011 contribuiva alla domanda di elettricità solo per il 4 per cento del fabbisogno.

Mentre, per quanto riguarda il settore geotermico è stato da poco aperto un nuovo impianto.

Infine, una difficoltà che i costaricani non sottovalutano riguarda la possibilità di abbandonare i combustibili fossili per quanto concerne il settore dei trasporti, che tutt’ora è dipendente dal petrolio.

Molti analisti, infatti, interessati alla situazione da tutto il mondo ed anche dalle agenzie di stampa internazionali (come Jose Daniel Lara, ricercatore costaricano all’università di Berkeley), sostengono che è praticamente impossibile, azzerare l’utilizzo di fonti “tradizionali” entro il 2021.

Per tutta una serie di problematiche burocratiche, economiche e tecniche, non si potrà mantenere la promessa… c’è ancora molto da fare.

Monica Araya, costaricana che lavora per la sostenibilità ambientale da oltre 20 anni, in un Ted del 2016 parla in questi termini:

“Lo sapevate che l’anno scorso, per 299 giorni, non abbiamo usato nessun combustibile fossile per generare tutta la nostra elettricità? È un risultato fantastico, eppure nasconde un paradosso, ovvero che quasi il 70 per cento di tutto il nostro consumo energetico è costituito dal petrolio”

Cosa apprendere dal “modello Costa Rica”?

Dunque, diamo un’occhiata ad alcune informazioni che ci aiuteranno a valutare rapidamente i vantaggi che il Costa Rica ha sfruttato nel proprio ambiente, rispetto ad altri paesi che, comunque, hanno situazioni diverse.

Questo per riflettere su cosa sia possibile imparare dal Costa Rica, dove altri paesi hanno qualcosa da insegnare o per quali aspetti non è applicabile il modello.

Abbiamo detto che la fornitura di energia elettrica proviene per il 78% dall’Idroelettrica, per il 10% dalla Geotermia, il 10% dal Vento, e il 2% da altre fonti.

Tutto ciò corrisponde al 30% di domanda di energia, ovvero al fabbisogno di elettricità.

Il 70% della restante richiesta di energia (per il trasporto e via dicendo) proviene dai fossili.

Perciò il Costa Rica ha sfruttato a suo vantaggio la possibilità delle fonti rinnovabili sul territorio (idroelettrico, geotermico ed eolico) per raggiungere il 30% di decarbonizzazione. Ora bisognerà affrontare innanzitutto il settore dei trasporti.

Come ha fatto a raggiungere tale traguardo?

Le “statistiche chiave” riguardano:

  • La popolazione: 4,9 milioni, più o meno la popolazione della città di Roma, compresi gli studenti fuori sede.
  • Qualità della vita: Al primo posto nell’indice di sviluppo umano.
  • Emissioni per persona: 1,6 Tonnellate (metriche) per persona (1/10 degli USA)

Questo significa che non usano molta energia per ottenere una buona qualità della vita ed è qualcosa su cui riflettere. Come fa il Costa Rica a dare ai cittadini una così alta qualità di vita con così poca energia?

  • Vantaggio meteorologico e ambientale: piove molto, c’è una grande abbondanza d’acqua anche grazie ai fiumi, la temperatura del luogo permette ai cittadini di non aver bisogno di riscaldamento…forse un po’ di aria condizionata.
  • Auto per 1000 persone: 287. Negli Stati Uniti il rapporto è circa 910 auto ogni 1000 persone
  • L’abolizione dell’esercito: ha permesso al Governo costaricense di poter reinvestire fondi nell’istruzione, nella sanità e nell’utilizzo delle rinnovabili.

Il Costa Rica oggi è tra i Paesi con la più alta alfabetizzazione dell’America Latina e fornisce elevati livelli di prestazione nella sanità.

Il mondo come il Costa Rica: energia rinnovabile e obiettivo “carbon free”

Quando un problema non si può vedere, è facile che scompaia e non si può risolvere un problema che non si vede.

Quello dei fossili può scomparire di tanto in tanto dalle nostre menti ma è reale e non ci abbandonerà finchè non metteremo in atto strategie che ce ne liberino.

I trasporti sono legati alla crescita dell’inquinamento e questo non è solo un problema del Costa Rica, ma di quasi tutti i paesi “sviluppati”.

Come raggiungere il traguardo? Come “decarbonizzare l’economia”? Un nuovo tipo di sviluppo ci attende, uno sviluppo diverso dalla “crescita a tutti i costi”.

E sappiamo che nuovi inizi derivano da idee nuove, che ispirano e coinvolgono le persone, le aziende, i politici… chiunque può apportare il proprio contributo.

Quando il Costa Rica ha abolito l’esercito, nel 48, era appena uscito da una sanguinosa guerra civile e nessuno avrebbe mai pensato che fosse possibile una tale scelta.

Eppure, il presidente Figueres ha dato vita ad un nuovo sviluppo e ad una nuova storia per il paese, possiamo imparare molto da tutto ciò.

Uno schema di scelte consapevoli ha portato a quel risultato.

Le nuove generazioni hanno vissuto in un paese stabile, con garanzie sociali (istruzione e sanità) e la spesa militare è stata utilizzata a favore della spesa sociale.

Il pagamento dei servizi ecosistemici, gli investimenti nelle rinnovabili e nella protezione ambientale, l’ecoturismo e le politiche contro la deforestazione…tutto questo non ha inciso negativamente sull’economia! Tutto questo in un paese in via di sviluppo: è sorprendente!

Un paese che grazie a determinate scelte ha sviluppato resilienza rispetto alla risoluzione dei propri problemi ed ha fatto crescere la popolazione con una storia stimolante alle spalle.

Quindi, perché continuare ad investire nel petrolio e nelle infrastrutture che necessitano del suo utilizzo?

Il traguardo è raggiungibile per tutti

Oggi i trasporti puliti e la mobilità alternativa sono una risposta. Gli autobus e le macchine elettriche girano nelle nostre città, non sono sogni, oggi abbiamo la possibilità di accedere a soluzioni che un tempo non si potevano immaginare.

Torniamo a chiederci: come costruire una società che non abbia bisogno dei combustibili fossili?

Per essere precisi, il punto non è “dover passare al 100% di energia rinnovabile”.

L’energia rinnovabile è una chiave fondamentale.

Il problema che dobbiamo affrontare è che abbiamo pompato nell’atmosfera i gas serra troppo eccessivamente (anidride carbonica più altri gas, in sintesi possiamo chiamarli “Carbonio”).

Questo eccesso di carbonio sta causando il surriscaldamento del nostro pianeta, mettendo a rischio tutti i nostri sogni e le nostre vite.

Il punto è che dobbiamo smettere di emettere altri gas, arrivare a “zero emissioni di carbonio” e anche andare oltre: tirare fuori dal cielo il carbonio in eccesso!?

L’obiettivo attuale, quindi, è arrivare a “Zero Carbonio” per “de-carbonizzare” l’economia, in un modo o nell’altro. Qual è l’idea che trasformerà totalmente la nostra condizione?

Ci troviamo di fronte a una situazione di vita e di morte su scala planetaria, siamo sull’orlo di una catastrofe climatica.

Abbiamo bisogno che tutti siano pienamente coscienti e attenti. Abbiamo bisogno di informazioni il più possibile accurate che aiutino nel prendere le decisioni che ci salveranno.

La chiave è lasciare che la gente possa partecipare, tradurre i problemi tecnici con un linguaggio chiaro e fare in modo che le scelte coraggiose (come l’abolizione di un esercito o del petrolio) non vengano sminuite come “utopia”, ma valorizzate in quanto risposta reale ai problemi che ci affliggono.