Oltre 150.000 imprese fanno parte della “Confederazione generale dell’industria italiana”, organizzazione rappresentativa delle imprese manufatturiere, dei servizi e delle banche per il territorio nazionale. In merito al tema dell’economia circolare Confindustria è ben organizzata.

Fondata nel 1910, oggi ha più di cento anni e dimostra, nonostante l’età, una certa energia e la giusta determinazione per proseguire in un percorso che necessita di costante rinnovamento. Quale migliore occasione se non quella di strutturare la propria crescita attraverso l’economia circolare?

Confindustria è in dialogo, innanzitutto, con i suoi 5.439.370 addetti ai lavori. E’ grazie a queste persone e alle loro famiglie che può portare avanti gli affari e uno stile imprenditoriale in equilibrio con gli obiettivi della circolarità.

Per i temi specifici riguardanti l’economia circolare Confindustria collabora con diversi partner. La Luiss, Business School. ENEA,Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Symbola, Fondazione per le qualità italiane e RetImpresa.

Poi, sempre rispetto alle iniziative dedicate alla transizione verso il nuovo modello economico, la Confederazione opera attraverso il progetto “Sistemi Formativi Confindustria” e con il supporto di “4.Manager”.

Mettiamoci nella condizione di chi osserva un bel quadro al museo. La potenza di questa realtà sta soprattutto nella sua rete, strumento attivo e dinamico. Esempio nel mondo dell’eccellenza italiana.

A favore di un economia circolare Confindustria schiera la presidenza

Maria Cristina Piovesana, vicepresidente di Confindustria con deleghe all’Ambiente, alla Sostenibilità e alla Cultura. E’ lei la prima donna a diventare presidente degli industriali di Treviso.

E’ lei a fare il punto della situazione sul progetto 2030-2050 che verrà presentato in autunno. La Piovesana parla di un approccio serio da mantenere nel rapporto tra sviluppo e ambiente, da attuare grazie ad una visione complessiva e a strategie efficaci.

Dalla sua voce giunge un idea ben precisa:

La sostenibilità deve essere vissuta come opportunità e non come un onere o un vincolo di legge

In effetti, lo sviluppo delle aziende associate è basato su criteri naturali, proprio come funziona l’economia circolare. Quindi attraverso le iniziative, i progetti e le collaborazioni viene implementato un approccio positivo per tutti. I benefici saranno innumerevoli!

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Quali opportunità ha progettato la confederazione?

4.Manager è il primo esempio. L’associazione è stata costituita nel 2017 per sostenere la crescita di manager e imprese allo scopo di generare quello sviluppo che può essere definito sostenibile e duraturo.

Il Progetto MATES – Manager per la Transizione Sostenibile, è un’altra possibilità offerta. Il progetto è stato finanziato da Fondirigenti. A realizzarlo ci ha pensato SFC – Sistemi Formativi Confindustria in partenariato con Fondazione Ecosistemi ed Ecole.

Dalla nascita l’obiettivo principale è quello di supportare le imprese e il managment, nel processo di scoperta e condivisione delle opportunità legate ad un paradigma sostenibile.

A cosa mira Mates? Innanzitutto ad analizzare le strutture organizzative e il modo in cui le figure incaricate attuano le politiche ambientali. Svelando il meccanismo le persone competenti e i responsabili di settore potranno ridefinire, in caso di bisogno, e attivare la sostenibilità delle imprese.

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Per progettare economia circolare Confindustria propone: formazione e concorsi.

Sul sito generale della confederazione possiamo trovare diverse informazioni utili, per comprendere quale cultura sostiene le iniziative e attraverso quale politica aziendale.

Le sedi di Confindustria sul territorio italiano sono un centinaio, con identiche strutture sotto il profilo burocratico. Le sedi sono autonome e diffuse anche a livello regionale e provinciale.

Visitando il sito possiamo subito notare le sezioni dedicate alla formazione e ai concorsi.

Per quanto riguarda la formazione sono stati organizzati diversi workshop realizzati su tutto il territorio nazionale.

Gli strumenti forniti riguardano le tecnologie, la produttività e l’efficienza nell’uso delle risorse naturali. I percorsi istituiti nei seminari mirano ad approfondire e condividere le buone pratiche legate ai principi dell’economia circolare.

I concorsi organizzati da Confindustria, invece, sono rivolti alle aziende che si candidano per essere riconosciute nelle loro best practice. Queste aziende sono quelle che intraprendono azioni concrete nelle diverse fasi del ciclo produttivo.

Un Comitato Tecnico Scientifico coordina il percorso di valutazione delle aziende. Del comitato fanno parte esperti di provenienza accademica, imprenditoriale ed istituzionale.

Con i progetti di economia circolare Confindustria raggiunge le persone

Un secolo di vita alle spalle e tanto lavoro da compiere quotidianamente. Non dimentichiamo che Confindustria è fatta di persone. Sono le persone i protagonisti del cambiamento che sta avvenendo, persone come ognuno di noi.

Le iniziative, sono molte di più di quelle citate qui. Non basterebbe scrivere un libro per raccontarle e questo ci può rendere orgogliosi.

Teniamo su il morale, perché al di là di tutte le notizie negative, esistono altrettanti eventi positivi. Cerchiamo di essere uniti in questa battaglia che coinvolge tutti.

Possiamo anche pensare di essere una gocciolina dell’immenso oceano che ci circonda, ma qualche volta potremmo guardare questa goccia dall’esterno e sentire il miracolo dell’esistenza.

Cosa prova una goccia che vive in un pianeta dove l’economia del sistema è circolare? Gioia immensa.