Quando si parla di economia circolare esempi e metafore sono gli strumenti ideali per comprendere di cosa si tratta.

In un mondo che viaggia alla velocità della luce, dove comprare il nuovo è più facile che riparare il vecchio, l’industrializzazione dei paesi si è basata su un’etica consumistica che ha dettato i principi produttivi dell’economia lineare, esempi pratici in questo senso sono i classici sistemi “produci – usa – getta”.

In parole semplici, la crescita economica degli ultimi cento anni è frutto di un’economia industriale che si basa sul massimo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, il consumo di massa e la produzione di grandi quantità di scarti e rifiuti tossici o non degradabili.

Hai presente quando la Apple rilascia l’ultimo modello di iPhone e i clienti accorrono in massa per accaparrarselo? Ecco, non venirci a dire che hanno davvero bisogno di acquistare un telefono nuovo ogni sei mesi. 

“Non puoi fare una buona economia con una cattiva etica”

Questi dispositivi sono studiati per durare anni ma l’etica consumistica con cui siamo cresciuti ci spinge ad acquistarne uno nuovo solo perchè è di moda.

Ma ti sei mai chiesto che fine fanno tutti gli smartphone “vecchi”? Alla fine, diventano rifiuti irrecuperabili.

Il sistema produttivo lineare ha portato, inoltre, ad un irreversibile impoverimento delle risorse naturali, l’aumento dell’inquinamento a causa dell’emissione di gas e veleni, conseguenze climatiche dagli effetti devastanti e ingenti danni a tutto l’ecosistema.

Per fortuna, c’è anche chi ha a cuore la salute del pianeta e non si concentra solo sul fare i soldi ad ogni costo. 

Ne risulta così che in tanti hanno cominciato a pensare ad un modello economico che, non solo rimedi ai disastri compiuti precedentemente, ma che si ponga come linea guida, principalmente etica, per la produzione del futuro e per il benessere di tutti.

Nasce così l’economia circolare, un modello di economia pensato per un mondo più sostenibile, dove tutto il processo produttivo è finalizzato alla riduzione degli scarti, il riciclo delle materie e l’estensione del ciclo di vita di ogni prodotto in modo che possa, alla fine, essere reintegrato nell’ecosistema.

Un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.

(Ellen McArthur Foundation)       

  

Economia circolare: esempi sulle 3 R “Ridurre-Riutilizzare-Riciclare”

Sappiamo bene che a primo impatto potrebbe sembrare tutto difficile o impossibile da realizzare. Come potremmo mai arrivare a non produrre più alcun rifiuto? Dirai.

Possiamo assicurarti che è molto più facile a farsi che a dirsi e per questo motivo proviamo a spiegarti meglio come funziona (e perché funziona) l’economia circolare con degli esempi concreti, raccontandoti le storie di chi ce l’ha fatta. 

Anche in Italia abbiamo compreso quanto sia importante approcciarsi al sistema economico con un occhio di riguardo al benessere dell’ecosistema, per questo motivo possiamo vantare tante realtà innovative e sostenibili, che funzionano davvero.

I principi dell’economia circolare sono riconducibili al concetto delle tre R: Ridurre – Riutilizzare – Riciclare.

Partiamo da qui per mostrarti che questo modello economico è davvero possibile ed esistono già esempi virtuosi di persone che hanno messo in atto una completa rivoluzione del sistema di produzione.

ecco alcuni casi di economia circolare esempi

1. Ridurre: evitare di sprecare l’uso di prodotti

Come dicevamo, l’obiettivo è innanzitutto quello di produrre meno rifiuti possibili e ciò è auspicabile mettendo in produzione meno materiale e meno prodotti destinati a finire in discarica.

Guardati intorno, riesci a vedere quanta materia superflua ti circonda? Tutti questi oggetti che riempiono le nostre case e le nostre vite, li stiamo sfruttando davvero? E quante volte ci è capitato di buttare qualcosa che non abbiamo mai utilizzato fino in fondo?

Se immagini questi oggetti moltiplicati per tutti gli abitanti della Terra ti puoi rendere conto della quantità di rifiuti che producono una volta che non ci servono più. Ma se siamo in tanti ad utilizzarli, perché non condividerli?

La condivisione dei prodotti, in modo che diventino un servizio, è uno dei principi più importanti dell’economia circolare e lo sanno bene le aziende che hanno sviluppato dei business di product-sharing.

Esempio di economia circolare nella “riduzione”: Enjoy

In questo senso, uno degli esempi di economia circolare con realtà tutta italiana è quella di Enjoy, il servizio di car-sharing attivo nelle maggiori città italiane.

È stimato, infatti, che un’automobile di proprietà rimane inutilizzata per circa il 95% della sua vita. Condividerla con altri utenti, invece, fa abbassare significativamente questa percentuale facendo sì che venga sfruttata per almeno il 50%.

Enjoy mette auto, moto e furgoni a disposizione degli utenti con la formula del noleggio a breve termine, il prezzo del servizio è di 25 centesimi al minuto e permette di risparmiare sotto tanti punti di vista:

  • Meno automobili prodotte (e relativi scarti)
  • Meno sfruttamento delle risorse (combustibile)
  • Meno emissioni di gas
  • Meno rifiuti da smaltire a fine ciclo

“Il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto.”

2. Riutilizzare: recuperare materia sana per fornirgli nuovo impiego

Quando siamo costretti ad acquistare un nuovo prodotto solo perchè una parte di esso non è più funzionante, finiamo per rendere rifiuti anche le parti di esso ancora sane, efficienti e riutilizzabili.

È il caso di un elettrodomestico o di un cellulare, che magari una caduta accidentale ha mandato in frantumi lo schermo rendendolo illeggibile, o un capo di abbigliamento che è andato fuori moda e non si vuole più indossare.

Per impedire questo spreco di materia perfettamente utile bisogna approcciarsi alla produzione e agli acquisti con una mentalità differente, commercializzando prodotti che possono essere smontati e riassemblati, riparati in tutte le sua parti o riutilizzati per nuovi scopi.

Economia circolare, esempi di recupero: Fairphone

Un esempio di questo principio ce lo fornisce Fairphone, un’innovativa azienda dei Paesi Bassi che opera secondo tutti i principi dell’economia circolare e realizza smartphone in condizioni di completa equità.

economia circolare esempi come fairphone
Dal sito www.fairphone.com

Fairphone, infatti, ha elaborato un prodotto capace di durare molto più a lungo di quelli in circolazione perchè personalizzabile e componibile in tutte le sue parti.

Sei tentato di acquistare un nuovo smartphone solo perchè la fotocamera non funziona più? Fairphone ti permette di mantenere il tuo vecchio dispositivo cambiando solo il pezzo che ti interessa. 

Inoltre, tutti i minerali impiegati nella produzione provengono da miniere libere dal controllo dei potenti che stanno soffocando il Congo per interessi economici, e infine nessuno dei  lavoratori è sottoposto a regime di sfruttamento. A tutti, infatti, sono garantiti i diritti sindacali.

Leggi anche: Economia Circolare: un nuovo modello di sviluppo sostenibile

3. Riciclare: trasformare gli scarti in materiale produttivo

Per comprendere questo principio ti invitiamo ad immaginare quello che succede da sempre nella natura. 

Ogni cosa nasce, cresce e si trasforma, poi muore e ritorna alla terra in modo da generare nuova vita. Nulla si butta, nulla si spreca. Semplice, no?

Ogni scarto viene reintrodotto nell’ecosistema e diventa nutrimento per altri organismi, in un’ottica del tutto circolare. 

In questo senso, l’economia circolare ci propone di rivalorizzare gli scarti in modo che siano nuova materia produttiva e vengano abbattuti considerevolmente i rifiuti oltre ai costi e le risorse impiegati per smaltirli.

Plastica, carta, vetro e alluminio sono già materiali largamente sottoposti al processo di riciclo per la produzione di vari oggetti, ma avresti mai immaginato che è possibile utilizzare perfino gli scarti della frutta per dar vita a dei tessuti?

Economia circolare ed esempi di riciclo: Orange Fiber e tanti altri

È proprio quello che ha fatto Orange Fiber, una StartUp siciliana che produce abbigliamento in eco-tessuto ricavato dagli scarti delle arance.

economia ciroclare esempio di orange fiber

Dalla buccia di questo agrume, di cui la Sicilia è uno dei massimi produttori e consumatori, è possibile estrarre della cellulosa che poi viene trasformata filato e, infine, in tessuto.

L’idea è stata talmente brillante da aver ricevuto diversi riconoscimenti, come il Global Change Award da parte della fondazione H&M, il colosso di abbigliamento svedese anch’esso impegnato nella produzione sostenibile.

Ma questo non è l’unico esempio di “Upcycle”, termine utilizzato per indicare i casi di riciclo più virtuosi in cui allo scarto viene conferito un valore più nobile con la sua trasformazione, facendo letteralmente un salto di qualità.

Vegea srl, ad esempio, produce tessuti in pelle vegetale ricavati dalle vinacce e dai semi dell’uva. 

NU-OVUM ha sperimentato una bio-plastica realizzata con i gusci d’uovo, mentre Ecopneus offre una seconda vita ai pneumatici dismessi per creare una gomma riciclata da impiegare nelle pavimentazioni di gioco e isolanti acustici.

Infine, non possiamo non citare due delle realtà italiane più note nel loro settore che si sono unite in un progetto di simbiosi industriale.

Barilla, produttore mondiale di pasta, in collaborazione con il cartificio Favini, ha dato vita alla CartaCrusca, una carta ecologica realizzata con gli scarti della macinazione dei grani, la crusca appunto. Qui alcuni casi di utilizzo.

In questo prodotto, il 17% delle fibre di cellulosa è sostituito dalla crusca non più utilizzabile per la produzione alimentare, ottenendo una riduzione delle emissione di CO2 del 22% per tonnellata di carta prodotta.

Incredibile, vero? I nostri rifiuti sono, in realtà, materiale prezioso per la produzione, a impatto ambientale ridotto e per la salvezza delle materie prime naturali.

Economia circolare esempi: consultare l’Atlante

Un mondo sano, etico, pulito e in piena collaborazione. Questo è quello che l’economia circolare si propone di realizzare.

Ma per ottenere questo risultato non basta riciclare, la rivoluzione del sistema produttivo deve partire dalla testa, dall’idea dei prodotti. 

esempi di economia circolare in base all'atlante

Serve consapevolezza, informazione e sensibilizzazione verso l’enorme problema ambientale che ci troviamo di fronte e ognuno di noi è tenuto a fare la propria parte.

Anche tu, nel tuo piccolo, puoi contribuire alla realizzazione di un modello economico che punta ad eliminare il superfluo, lo scarto che non fa bene all’ecosistema per rispettare il pianeta e le sue risorse.

Se, da un lato, è vero che non puoi fare molto contro i sistemi produttivi dei colossi industriali, dall’altro hai la responsabilità di compiere delle scelte che siano etiche, sostenibili ed ecologiche, se vuoi contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

Inizia dal quotidiano, differenziando correttamente i rifiuti, sprecando meno risorse possibili e rivolgendoti per i tuoi acquisiti ai produttori che hanno sposato la causa ambientale nel loro modo di fare business.

Per aiutarti in questo, è nato l’Atlante dell’economia circolare, una piattaforma web che raccoglie tutte le realtà economiche italiane (comprese quelle che ti abbiamo già menzionato) che producono secondo i principi dell’economia circolare.

Consultarlo è semplice: ti basterà selezionare la regione o la categoria merceologica per scovare le aziende e i produttori che contribuiscono all’economia del nostro Paese avendo a cuore il benessere dell’ecosistema.

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