Il recente Earth Overshoot day, che quest’anno è avvenuto il 22 agosto, ci ha ricordato che intraprendere azioni sostenibili è l’unica strada per tutelare l’ambiente e le risorse naturali.

La formula take – make – dispose, infatti, non è più sostenibile. Gli effetti delle pratiche industriali stanno rendendo invivibile il nostro pianeta, mettendo a repentaglio la nostra salute e tutto l’ecosistema.

Un cambiamento di rotta si è reso quindi necessario. In questo contesto si inserisce con successo concetto di economia circolare, basato sulla circolarità dei flussi di materia in modo da evitare l’approvvigionamento intensivo e lo spreco.

I vantaggi derivanti dall’adozione di questo modello economico sono molteplici e non solo per l’ambiente. Eppure, anche l’economia circolare presenta dei limiti, pertanto la transizione verso una nuova idea di economia potrebbe non essere così scontata come sembra.

Quando si parla concretamente di quello che dovrebbe essere il sistema economico mondiale, anche nel concetto di economia circolare vantaggi e svantaggi devono essere tenuti in considerazione e opportunamente valutati.

Per far sì che le cose funzionino, infatti, è necessario lavorare prima di tutto sui limiti e sulle sfide. Questi sono gli elementi che impediscono all’economia circolare di porsi come il modello economico trainante per tutti i paesi secondo gli ideali di sostenibilità.

Vediamo allora quali sono i punti di forza dell’economia circolare e quali, invece, gli svantaggi che frenano la transizione.

Economia circolare vantaggi e svantaggi: Tutti i benefici del modello circolare

Sin da quando ha fatto capolino del panorama economico internazionale, l’economia circolare ha posto le basi per un profondo cambiamento nei processi produttivi e nella crescita economica.

I vantaggi prodotti da un sistema economico “in grado di rigenerarsi da solo”, come lo definisce Ellen MacArthur dell’omonima fondazione, sono innumerevoli.

Non solo a livello ambientale, ma anche sotto il punto di vista economico e sociale.

Eliminazione dei rifiuti

riciclo-rifiuti-bidoni-differenziata-carta-plastica-vetro-lattina

Uno dei primi più importanti benefici dell’economia circolare è relativo alla gestione dei rifiuti. Quello che si pone come uno dei più gravi problemi del nostro secolo.

Un sistema che contempla solo due tipologie di flussi di materia per la produzione, infatti, permette di vincere la sfida contro la creazione di rifiuti e contribuisce alla riduzione degli sprechi.

Quando la materia produttiva è di tipo biologico, una volta che il prodotto avrà raggiunto il termine del suo ciclo di vita potrà essere reintegrata nell’ecosistema senza produrre rifiuti. Se invece è di tipo tecnico, potrà essere sottoposta a processi di riciclo e riutilizzo per diventare materia prima seconda.

Preservare le risorse naturali e ridurre l’inquinamento

L’adozione di un sistema produttivo circolare implica anche un minore spreco delle risorse naturali e in particolare di tutte quelle materie fossili ampiamente impiegate nella produzione industriale. Infatti, com’è ben noto ormai, la disponibilità di queste risorse non è infinita e siamo molto vicini al loro esaurimento sulla Terra.

Inoltre, abbandonare le materie prime fossili contribuisce a contrastare l’inquinamento atmosferico, dal momento che queste ultime sono le principali responsabili dell’emissione di Co2 nell’aria.

Il riciclo e il riutilizzo dei materiali di scarto comporta anche un altro importante vantaggio, stavolta di natura sociale. Partiamo dal concetto della ciclicità della natura. Secondo questo principio, i rifiuti di qualcuno possono diventare “nutrimento” per qualcun altro. Di conseguenza, nella società i processi circolari stimolano la collaborazione tra le aziende.

In questo modo, scarti di produzione in determinati settori possono essere trasformati e diventare materia produttiva per altri settori. Ne è un esempio virtuoso la Start Up Orange Fiber, che produce tessuti dagli scarti di lavorazione delle arance per uso alimentare.

Risparmio economico

posizione-nell'economia-circolare-di-confindustria

Un altro importante quanto rilevante vantaggio che deriva da questi processi è un incredibile risparmio a lungo termine.

I costi delle materie prime seconde sono nettamente inferiori di quelli delle materie prime vergini, sempre più difficili da reperire. Inoltre, adottare dei processi produttivi secondo quelli previsti dall’economia circolare permetterebbe di produrre beni molto più duraturi. Questi sono pensati per essere sistemati, smontati, riassemblati e riutilizzati, con un effettivo risparmio in termini di acquisti.

Inoltre, l’obiettivo di eliminare ogni forma di rifiuto è utile anche dal punto di vista economico. Gli attuali costi di smaltimento delle nostre tonnellate di rifiuti possono essere completamente annullati nel momento in cui la nostra economia sarà 100% zero waste.

Creazione di nuovi posti di lavoro

economia-circolare-opportunità-per-trovare-lavoro

Infine, dal punto di vista sociale, l’economia circolare si pone come risposta al crescente problema della disoccupazione, soprattutto nel nostro paese.

Il cambio di rotta verso un modello economico più sostenibile richiede l’intervento di figure altamente qualificate nella gestione di processi produttivi legati a tematiche ambientali.

Servono designer di prodotti e servizi sostenibili. Figure in grado di pensare alla loro destinazione al termine del ciclo di vita prima ancora che vengano immessi sul mercato.

Servono manager della sostenibilità, in grado di coordinare in maniera efficiente tutte le attività secondo i principi dell’economia circolare.

Servono, infine, anche operai specializzati nei processi di riciclo o nell’installazione di impianti green.

L’innovazione è alla base di tutto. Le competenze professionali messe in campo finora iniziano a diventare obsolete per questi nuovi ruoli. Pertanto l’economia circolare ha il merito di creare nuovi posti di lavoro e lasciare spazio ai giovani.

Economia circolare vantaggi e svantaggi: Ecco i limiti del nuovo sistema economico

Nonostante l’economia circolare avrebbe tutte le carte in regola per imporsi come nuovo modello economico alla guida di tutti i paesi, con vantaggi a livello ambientale, sociale ed economico, la sua concreta attuazione sta riscontrando diversi limiti.

Analizzando nel dettaglio i principi dell’economia circolare e adattandoli alla nostra società, possiamo renderci conto che presenta alcuni svantaggi, seppur in misura minore rispetto ai vantaggi.

Scopriamoli meglio.

Il riciclo non è infinito

In alcuni settori il concetto di riciclo trova la sua esatta dimensione. Ci sono infatti dei materiali che possono essere utilizzati più a lungo, riciclati e riutilizzati svariate volte.

In altri settori, invece, i limiti esistenti potrebbero rendere difficile chiudere il cerchio all’infinito. Il riciclaggio della carta, ad esempio, è limitato a un certo numero di cicli, dopodiché deve essere smaltita. Determinati rifiuti pericolosi specifici, invece, come il mercurio o l’amianto, non possono essere riciclati. Essi devono essere mantenuti al di fuori del ciclo e smaltiti secondo procedure speciali.

Non tutti i materiali, quindi, sono riciclabili e quelli riciclabili possono non esserlo all’infinito.

Nei processi di riciclaggio attuali, infatti, le impurità dei materiali usati possono essere rimosse solo fino a un certo punto. Di conseguenza, la Commissione Europea ha fissato obiettivi di riciclaggio a lungo termine fino al 70%, mentre il restante 30% è considerato come materiale non riciclabile.

Inoltre, nella selezione dei materiali in un processo di produzione, la completa adozione dei principi dell’economia circolare potrebbe portare ad escludere i materiali non completamente riciclabili. Tuttavia, i benefici ambientali di alcuni materiali (ad esempio componenti leggeri, materiali meno corrosivi) potrebbero superare lo svantaggio della non riciclabilità.

Non tutto ciò che non è riciclabile, quindi, è da abolire. Ma questo non è un concetto contemplato dall’economia circolare.

L’economia circolare richiede molti incentivi (e costa di più)

crescita-economica-verde-per-uno-sviluppo-sostenibile

Riciclare e dare nuova vita ai materiali implica un processo più lungo e costoso rispetto al rimpiazzare un prodotto rotto o inutile con uno nuovo.

L’economia circolare, infatti, abbiamo visto che comporta un risparmio economico sul lungo termine, mentre a breve termine risulta meno conveniente per quanti non hanno consapevolezza dei benefici che produce.

Nella situazione attuale il costo del recupero è superiore al valore dei materiali recuperati. Pertanto non risulta spesso conveniente adoperare il riciclo per le aziende, né per i consumatori acquistare prodotti che valgono meno di quanto costano.

Si tratta di uno svantaggio principalmente dovuto alla mancanza di incentivi utili a superare questi limiti. Allo stato attuale, quindi, non è auspicabile per tutti il perseguimento di un obiettivo di economia circolare finchè non ci sono i fondi necessari per una transizione completa.

La mancanza di incentivi, poi, si manifesta soprattutto quando si parla di innovazione e tecnologia. Per superare le barriere produttive del vecchio sistema economico bisogna innovare e investire nella sperimentazione al fine di mettere in atto processi altamente performanti, etici e di valore.

Nella maggior parte dei paesi, e soprattutto in Italia, la questione degli incentivi è veramente un tasto dolente.

Leggi anche: Concorsi e manifestazioni sull’economia circolare (nazionali e non)

Economia circolare vantaggi (molti) e svantaggi (pochi): Perché la transizione è così difficile?

L’economia circolare non è un obiettivo che si raggiunge con l’azione di poche aziende. In questo percorso per la sostenibilità siamo tutti degli attori protagonisti e ogni nostra piccola azione si rivela fondamentale.

Un importante limite, più che uno svantaggio dell’economia circolare, è la mancanza di consapevolezza e della giusta mentalità. Questo è, di fatto, ciò che impedisce una transizione verso il nuovo modello economico.

Il problema è che il nostro attuale sistema economico è ancora fortemente orientato alla domanda dell’economia lineare e non è ancora pronto a trattare con gli imprenditori dell’economia circolare.

Per questo motivo, i nuovi modelli di business possono essere difficili da implementare e sviluppare a causa di leggi e regolamenti che non sono preparati per questo tipo di innovazioni.

Leggi anche: Tutte le iniziative di Confindustria nell’economia circolare

Siamo pronti ad accogliere l’economia circolare?

Mancano fondi, legislazioni e linee guida unitarie. E, poiché l’attuazione dell’economia circolare varia in modo significativo per i diversi prodotti e mercati, la necessità di approcci individualizzati e settoriali rende difficile fornire linee guida generali.

I modelli di business dell’economia circolare sono più difficili da sviluppare anche perché la maggior parte degli investitori lavora ancora secondo una logica di economia lineare.

Nella maggior parte dei casi, per partire sono necessari investimenti iniziali e sono ancora pochi coloro disposti ad investire in un lungo cambiamento, piuttosto che in un riscontro economico immediato.

Infine, anche il concetto di collaborazione sostenibile è ancora inattuabile.

Molte aziende si basano su vecchie e forti alleanze utili a produrre risvolti economici significativi. L’obiettivo economico quindi rende più difficile la creazione di nuove collaborazioni finalizzate della chiusura dei cicli, che di fatto non portano guadagni concreti e immediati.

È evidente quindi che la nostra società non è ancora pronta a questa transizione. Eppure sono ogni giorno di più le realtà che si impegnano a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali e di sostenibilità.

Per questo motivo, il processo potrebbe essere più lungo, ma non impossibile. E noi siamo a favore del cambiamento, anche se lento e difficile.