L’energia sostenibile può e dovrebbe essere (il più possibile) utilizzata per soddisfare la domanda globale di energia, ancora in aumento. Ma come singoli persone o famiglie è possibile contribuire alla produzione di energia pulita? In altri termini quando e come possiamo ricorrere ad un’energia rinnovabile fai da te?

Esiste da tempo un importante dibattito sull’energia e uno degli argomenti chiave riguarda l’efficienza energetica.

Stiamo parlando di soddisfare la richiesta globale di energia, ma non solamente.

Nel discorso bisogna includere la riduzione del rischio di danni all’ambiente, causati dal riscaldamento globale e dallo sfruttamento di energia non rinnovabile. Ma anche della potenzialità di evitare lo spreco (che costa caro a tutti).

Ogni paese dovrebbe poter investire su nuovi tipi di energia (in ogni caso pulita), mentre vengono sviluppate e adeguate le fonti esistenti più sostenibili, presenti sul territorio.

Agendo in questa direzione, per esempio, sia l’industria che gli utenti domestici si impegnano ad evitare gli sprechi e allo stesso tempo moltissimi s’ingegnano nella progettazione di nuovi “strumenti energetici”.

Molte Nazioni partecipano alla transizione energetica e passano dallo sfruttamento di combustibili fossili ed energia non rinnovabile, a fonti alternative.

Si tratta soprattutto dei Paesi economicamente più sviluppati. Quelli in genere più ricchi e con standard di salute e istruzione elevati rispetto ad altri luoghi.

Ma anche i Paesi meno sviluppati, iniziando ad utilizzare più energia, sono incoraggiati ad investire sulla possibilità della diversificazione, attraverso le fonti rinnovabili.

Naturalmente, il concetto di “meno sviluppati” è utilizzato in base agli indicatori economici, come il prodotto interno lordo (quindi il reddito del paese). A causa di questo tipo di fattori, molti Paesi sono rallentati nella loro crescita.

Lo scopo della sostenibilità e anche quello dell’energia circolare è quello di gestire le risorse, i progetti e le aziende, facendo in modo che anche in questi luoghi si possa accedere a risorse adeguate.

Ma soprattutto che le generazioni future possano utilizzare le risorse del Pianeta, in equilibrio con la natura.

Elettricità: Arera e l’energia rinnovabile fai da te.

L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) stima che in Italia l’energia rinnovabile autoprodotta corrisponda a circa mezzo milione di “mini-centrali”. Una vasta rete!

Questo significa che il 10% dell’energia consumata (producendola sul posto) deriva da fonti di energia rinnovabile presenti sul territorio nazionale.

Quella della “generazione distribuita” è una realtà sempre più diffusa e i protagonisti sono le imprese e le famiglie.

La questione riguarda in particolar modo il solare fotovoltaico. Questa è la tecnologia che più di ogni altra contribuisce alla crescita del fenomeno: autoproduzione e autoconsumo.

Le case, i capannoni industriali, gli agriturismi, le piccole e le medie imprese, si affidano con sempre maggiore determinazione alle rinnovabili per rispondere al bisogno di energia pulita, una risorsa che in alcuni ambiti viene definita “energia circolare”.

L’efficienza energetica e il risparmio sono le motivazioni principali nel successo dell’energia rinnovabile fai da te, oggi supportata da politiche che incentivano questo tipo di scelta.

ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha approvato un provvedimento volto a semplificare l’iter burocratico in merito all’energia rinnovabile fai da te. Vediamo di cosa si tratta.

Iter semplificato per i piccoli impianti

Vengono snellite le regole che riguardano l’installazione di piccoli e piccolissimi impianti per sfruttare fonti di energia rinnovabile, in particolare per l’energia solare.

Tutto ciò è avvenuto grazie alla delibera (315/2020/R/eel) che ha modificato il Testo Integrato Connessioni Attive (Tica).

Le nuove modalità sono state introdotte per agevolare la connessione degli impianti di produzione con potenza inferiore a 800 watt. Tra questi ci sono i “plug & play”, impianti pronti alla connessione tramite una spina.

Per questo tipo di potenza non è più necessario svolgere il consueto iter di connessione e non bisogna occuparsi di corrispettivi.  

In teoria basta inviare al distributore il modulo strutturato dall’Autorità competente, denominato Comunicazione Unica.

Gli impianti Plug & Play che hanno potenza attiva nominale inferiore o uguale a 350 W, sono inseriti tra le tecnologie del provvedimento proprio perché non necessitano di installazioni e possono essere attivati dai consumatori collegandoli alla presa dedicata.

Gli interessati, quindi non dovranno occuparsi di sottoscrivere contratti di dispacciamento. Il provvedimento è stato messo in atto pensando alle dimensioni ridotte e considerando che l’uso è finalizzato all’autoconsumo.

Poi, nel caso in cui ci fosse una produzione eccedente, qualsiasi cittadino potrà immettere energia elettrica nella rete (nei limiti massimi di 800 W) ma rinunciando ad ogni tipo di remunerazione.

Per l’Authority l’obiettivo è fondamentale:

“evitare che le procedure attualmente vigenti – pensate per impianti di produzione di taglia decisamente maggiore – possano rappresentare una barriera all’ingresso nel mercato delle nuove tecnologie”.

Energia rinnovabile fai da te è anche quella che “non consumiamo”?

La preoccupazioni relative alla situazione ambientale hanno portato molti Paesi a cercare di ridurre l’uso e il consumo di combustibili fossili a base di carbonio. Molte nazioni hanno firmato il Protocollo di Kyoto, impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra, proprio per far fronte alla situazione.

Ma con l’aumento nel consumo di energia, rimane fondamentale che le industrie, i trasporti e ogni consumatore utilizzi l’energia in modo efficiente. Banalmente, uno dei primi vantaggi riguarda il risparmio sulle bollette.

Tutti possiamo essere d’aiuto apportando, per esempio, piccoli cambiamenti nello stile di vita e nei luoghi in cui viviamo.

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Alcuni suggerimenti, semplici ma essenziali:

  • camminare a piedi, andare in bicicletta, scegliere il trasporto pubblico invece che le auto inquinanti
  • utilizzare auto più piccole ed efficienti dal punto di vista energetico
  • ridurre il numero di viaggi in aereo (in particolare i voli di breve durata)
  • spegnere le luci, le prese di corrente, i caricabatterie del telefono e i televisori quando non sono in uso
  • utilizzare lampadine a basso consumo energetico e batterie ricaricabili
  • riciclare e riutilizzare il più possibile materie plastiche e prodotti a base di petrolio (già in commercio)
  • isolare i tetti delle case, bloccare correnti d’aria che disperdono energia in uso, utilizzare doppi vetri e sistemi di riscaldamento efficienti
  • considerare l’introduzione di tecnologie come i pannelli solari e la possibilità di scegliere fornitori di energia rinnovabile

Come produrre energia

Come si fa a produrre autonomamente energia per la propria abitazione?

Le tecnologie per utilizzare energia rinnovabile fai da te e per produrre elettricità a costo zero sono numerose. Esistono svariati metodi alternativi per usufruire di energia circolare e sostenibile.

In commercio ci sono piccoli impianti solari e mini-generatori eolici che danno la possibilità di sfruttare le risorse naturali destinando al consumo domestico l’energia autoprodotta.

Gli investimenti possono essere abbastanza contenuti e i risultati positivi oltre che durevoli.

Sono diminuiti, per esempio, i prezzi relativi al fotovoltaico. Sembra davvero conveniente installare impianti di questo tipo, ma esistono ulteriori strategie per produrre energia rinnovabile fai da te, che spesso non vengono considerate.

Quella più semplice riguarda l’acquisto di un kit online e la possibilità per i più intraprendenti di occuparsi personalmente di alcune fasi.

Bisogna sempre tener conto del fatto che rivolgersi agli esperti del settore significa assicurarsi che tutto vada per il meglio, a maggior ragione se pensiamo all’aspetto “sicurezza” per alcuni step dell’installazione.

Per chi possiede gli spazi adatti, come un terrazzo o una buona porzione di tetto, con esposizione ai raggi solari per la maggior parte della giornata, l’idea è perfetta.

Rendersi il più possibile indipendenti dalla rete, in effetti non è molto complesso, basterà un piccolo investimento, che oltre all’impianto comprenda la possibilità di accumulo.

Si tratta di batterie all’interno delle quali viene stoccata l’energia auto-prodotta. Questa poi, si può utilizzare quando arriva il momento di bisogno.

E’ un grande balzo in avanti nel mondo del fotovoltaico. Fino a poco tempo fa l’eccesso di energia veniva perso e quindi sprecato!

Torniamo a sottolineare che in questo modo è possibile risparmiare a livello economico e allo stesso tempo contribuire alla riduzione dell’inquinamento.

Accorgimenti utili per risparmiare

Utilizzare energia sostenibile è fondamentale e la definizione di “casa ideale” si sta arricchendo attraverso il concetto di: autosufficiente.

Abitazioni capaci di soddisfare autonomamente il fabbisogno energetico, in cui è possibile installare adeguati strumenti, atti a produrre energia pulita.

Autosufficiente, dunque, nel senso che è possibile diventare autonomi e consumare il meno possibile.

Una dimora autosufficiente, infatti, per ridurre al massimo il suo impatto, sfrutta alcuni elementi:

  • l’illuminazione naturale
  • le vetrate e i lucernai isolanti
  • la coibentazione, che fa risparmiare nel raggiungimento della temperatura interna richiesta, massimizzando il comfort
  • i sistemi domotici, per un uso intelligente delle risorse
  • le apparecchiature adeguate, ad elevata efficienza energetica

Energia rinnovabile fai da te: le idee complesse

Un altro esempio relativo all’energia rinnovabile fai da te riguarda il settore delle idee un po’ più elaborate, esistono diversi progetti per l’handmade e ognuno di essi può essere attuato in base al livello di compessità.

Webike, è sicuramente frutto di un lungo percorso di elaborazione, è un tavolo che produce energia elettrica attraverso la pedalata.

E’ un tavolo pensato per le conferenze e modificato per fare in modo che le persone sedute, pedalando generino energia, anche durante una eventuale riunione di lavoro. Ma perché non immaginarne uno da avere nello studio della propria abitazione?

L’energia generata servirebbe a ricaricare gli smartphone e i tablet, o i portatili che si utilizzano quotidianamente.

Naturalmente all’opportunità di generare energia si somma il vantaggio di fare un po’ di benefica attività fisica.

L’idea di Webike garantisce diverse funzioni per un unico dispositivo. Ed in più sappiamo che il tavolo è stato realizzato con materiali naturali!

Questa, comunque, è solo una delle miriadi di progetti che in giro per il mondo si diffondono e mutano la quotidianità delle persone e il futuro del pianeta.

Il dibattito sull’energia

La questione energetica tocca tutti molto profondamente, ma non c’è una visione univoca al riguardo.

Noi pensiamo sia necessario conoscere i diversi punti di vista e le differenti soluzioni proposte.

La posta in gioco è variabile anche mettendola in relazione agli interessi di determinati gruppi (consumatori, politici, paesi in via di sviluppo…), ma in generale gli argomenti del dibattito si possono sintetizzare così:

Molti scienziati, governi e organismi internazionali hanno mostrato e accettato le teorie sull’effetto serra e sul riscaldamento globale.

Alcuni sostengono che l’effetto serra e la misura in cui i gas contribuiscono ai danni ambientali sono stati esagerati rispetto alla condizione reale. Quindi, una parte dell’opinione pubblica ritiene che gli aumenti previsti nella temperatura atmosferica e l’innalzamento del livello del mare siano sopravvalutati.

Gli attivisti ambientali, invece, affermano che le compagnie petrolifere hanno contribuito considerevolmente ai problemi ambientali. E alcuni di loro sostengono addirittura che le guerre in Medio Oriente sono state influenzate dai governi occidentali e dai piani delle compagnie petrolifere per avere accesso alle riserve di petrolio.

Nella maggior parte dei casi, poi, i rappresentanti delle compagnie petrolifere e delle industrie che utilizzano fonti non rinnovabili si difendono portando avanti la tesi che gli ambientalisti abbiano esagerato i dati dell’inquinamento da combustibili fossili. Quindi dell’impatto che ciò avrà sull’ambiente.

In ogni caso, la maggior parte dei governi ha promesso di ridurre i gas serra firmando il Protocollo di Kyoto (come accennato sopra) e mettendo in atto nuovi incentivi e innovative politiche energetiche.