Secondo un rapporto dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, il tema dell’energia è l’unico in cui la consapevolezza della popolazione risulta in crescita. L’ambito dell’energia sostenibile in Italia è il più conosciuto.

I rapporti annuali dell’Osservatorio vengono realizzati con il patrocinio della Commissione Europea.

Nascono dalla collaborazione dell’Istituto di ricerca Eumetra e Lifegate. Network di informazione e servizi per le persone, le aziende, le Ong e le istituzioni “impegnate per un futuro sostenibile”.

Nel 2017 viene posta l’attenzione sul livello di –conoscenza dei termini– con cui si fa riferimento agli stili di vita sostenibili. Nel focus della ricerca c’erano atteggiamenti e comportamenti di consumo e acquisto.

L’energia sostenibile in Italia è il settore in cui la maggior parte delle persone ritiene importante investire.

Ne fai parte anche tu?

Il 90% degli intervistati considera gli investimenti sull’energia rinnovabile essenziali. Soprattutto dove i fossili soddisfano una fetta sostanziale del fabbisogno.

L’indagine dell’Osservatorio, quindi, esplorando termini e temi che gli italiani associano alla sostenibilità, rileva che la questione di un’energia in equilibrio con l’ambiente è prioritaria per gli italiani.

Non esclusivamente per la tutela della natura e la prevenzione dell’inquinamento o per gli effetti del riscaldamento globale.

Tutto ciò è ritenuto importante! Ma le rinnovabili sono anche considerate un’opportunità per il rilancio dell’economia.

Sappiamo bene, infatti, che pure nell’ambito economico (quando si parla di sviluppo sostenibile) gli argomenti profitto-società-pianeta vengono posti, più o meno, sullo stesso livello.

Efficientamento energetico e riqualificazione sono altri due elementi su cui puntare secondo gli intervistati. Per ottenere energia sostenibile in Italia e nel mondo.

Per avere cura e crescere, in maniera equa ed in armonia, con tutto ciò che è intorno a noi.

Energia sostenibile in Italia: obiettivi globali e norme

L’efficienza energetica e le fonti rinnovabili sono considerati i “pilastri gemelli” delle politiche per l’energia sostenibile in Italia…e non solo.

Il Goal 7 dell’Agenda 2030 ce lo ricorda. Ci mostra quali sono i passi da effettuare a livello globale, lo scopo è fornire energia sostenibile per tutti.

L’Associazione ACEEE (American Council for an Energy-Efficient Economy) già nel 2008 affermava che entrambe le risorse dovrebbero essere sviluppate in “modo reattivo”. Per stabilizzare e ridurre le emissioni di anidride carbonica il prima possibile.

L’efficienza è essenziale per rallentare la crescita di una domanda energetica smodata.

E l’aumento delle forniture di energia pulita potrebbe soddisfare la richiesta, dando un taglio consistente all’uso dell’energia non rinnovabile.

Ci ritroviamo ad inseguire un obiettivo che si allontana quando sprechiamo l’energia. O se la domanda cresce troppo velocemente.

Secondo l’Aceee, le forniture di energia rinnovabile dovrebbero agire molto più rapidamente sul mercato. Proprio perché in questa maniera, non solo riusciremmo a ridurre le emissioni (nocive) totali, ma anche il contenuto di carbonio dei fossili.

In Europa stiamo lavorando con determinazione ma le dinamiche risultano variabili. Secondo le statistiche la Danimarca sembra essere la più attiva, Malta è l’ultima in graduatoria.

Comunque, tra il 2010 e il 2018 sono stati registrati forti miglioramenti nelle azioni e nelle politiche di ogni Paese. Danimarca e Irlanda sono le protagoniste, per l’aumento della quota di rinnovabili e la produttività energetica.

Secondo il Rapporto Asvis 2020:

“l’Italia è in settima posizione con un valore dell’indice composito superiore alla media europea.”

L’indicatore utilizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile è la produttività dell’energia e serve a determinare le differenze tra Paesi. Questa viene calcolata come rapporto tra l’output economico e il consumo energetico.

Vediamo cosa succede nel nostro Paese.

Produzione energia elettrica: Italia 2020

Oggi, oltre un terzo dell’energia elettrica prodotta in Italia è: energia rinnovabile. L’energia sostenibile in Italia sta crescendo!

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Ce lo riferiscono i dati rilevati da Terna. Gestore della rete di trasmissione italiana in alta tensione.

È stato registrato un notevole aumento della produzione di energia idroelettrica, eolica e geotermoelettrica. 

Attualmente, le fonti di energia alternativa del nostro Paese soddisfano più del 36% della richiesta di energia elettrica.

I dati sono positivi anche perché nel 2009 è stata emanata, relativamente ai consumi di elettricità, la direttiva europea 2009/28/CE. Nel rispetto di questa direttiva ogni Paese deve coprire:

  • con il 20% di rinnovabili i consumi finali lordi di energia entro il 2020. Per l’Italia l’obiettivo viene fissato al 17% dal decreto legislativo 28/2011;
  • con il 10% di rinnovabili i consumi finali di energia legati ai trasporti entro il 2020.

Nel 2010 l’Italia ha adottato il PAN, Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili.

E proprio nel Pan sono state delineate tutte le strategie utili al conseguimento degli obiettivi.

Ulteriori buone notizie sono arrivate, quindi, dal GSE (Gestore dei servizi energetici), che si occupa di promuovere le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica.

Nel loro rapporto, redatto nel 2018, l’Italia aveva già raggiunto l’obiettivo europeo del 17%.

Nello stesso anno, una nuova direttiva europea (2018/2001/EU) stabiliva un obiettivo di più alto livello da raggiungere entro il 2030. Lo step successivo per la copertura di energia rinnovabile veniva arricchito di un ulteriore 32%.

Anche se ogni nazione adegua il traguardo a standard specifici, correlati alla propria situazione. 

Per l’energia sostenibile in Italia, risulterebbe sufficiente implementare il 30%. Come stabilito dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 (Pniec), pubblicato a gennaio 2020.

Eppure, secondo Asvis “l’impiego” del Pniec è inferiore rispetto alla riduzione di emissioni (50% al 2030) proposta dal Green deal.

Che cosa significa sostenibilità nel Bel Paese (membro dell’Unione Europea)

In molti degli articoli presenti sul nostro magazine abbiamo parlato di energia sostenibile: energia circolare e rinnovabile.

Quel tipo di energia che ha origine da fonti che si rinnovano naturalmente (sole, acqua, vento…) e che non viene sprecata grazie ai principi della circolarità.

A differenza dell’energia non rinnovabile la produzione da fonti pulite ha un basso impatto ambientale e il suo consumo non influisce negativamente sulla salute delle persone.

Le fonti fossili, invece, attraverso la combustione generano grandi emissioni di Co2, responsabili del riscaldamento globale.

Oltre a questo tipo di vantaggi, l’uso di tali fonti aiuta a ridurre la dipendenza energetica da quei paesi che vendono gas e petrolio.

L’importanza delle energie rinnovabili e della sostenibilità viene ribadita grazie alle iniziative del Green deal europeo. Questo prevede un piano d’azione volto a:

  • promuovere l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare
  • ripristinare la biodiversità
  • ridurre l’inquinamento

L’UE intende raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

Per conseguire questo obiettivo sarà necessario agire in ogni settore. Avremo bisogno di:

  • investire in tecnologie rispettose dell’ambiente
  • sostenere l’industria nell’innovazione
  • introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane
  • decarbonizzare il settore energetico
  • garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici
  • collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

L’UE fornisce sostegno finanziario e assistenza tecnica per aiutare i soggetti più colpiti nella transizione economica. Saranno messi a disposizione almeno 100 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, in virtù delle regioni colpite.

Quali sono le energie rinnovabili in Italia: come contribuiamo allo sviluppo sostenibile

E’ nel corso degli ultimi 10 anni che l’energia sostenibile in Italia ha registrato un aumento significativo attraverso l’utilizzo di fonti pulite.

La situazione delle fonti energetiche rinnovabili nel nostro Paese è in continua evoluzione.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, la maggior parte in Italia è prodotta dall’idroelettrico. Data anche la conformazione e l’idrografia del territorio.

Per il settore termico, cioè l’energia che si utilizza per produrre calore, poche sono le fonti rinnovabili: la più utilizzata rimane il materiale organico da combustione.

Infine, il contributo di energie rinnovabili al trasporto deriva soprattutto dai biocarburanti.

La quota di energia pulita è cresciuta ogni anno dal 2008, fino al 2017. Nel 2018 è stato percepito un calo rispetto all’anno precedente (-0,5 punti percentuali).

Poi di nuovo l’aumento, nonostante la pandemia.

Traguardi specifici sono stati stabiliti in ogni regione italiana. Come è accaduto per le varie nazioni in Europa.

Con il decreto legislativo 15/2012, lo stato italiano ha affidato anche alle regioni e alle province autonome un proprio obiettivo sulla quota di energia pulita.

Allo scopo di contribuire, in base alla condizione sussistente, al target nazionale.

Produzione di energia rinnovabile per regione: uno sguardo al fotovoltaico

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Secondo le rilevazioni del 2018 effettuate da Gse, solo Campania (-0,7), Lazio (-3,3), Sicilia (-3,4) e Liguria (-6,3) non hanno ancora conseguito i rispettivi target.

Regioni che occupano anche gli ultimi posti in classifica per quota di energia rinnovabile consumata, insieme a Lombardia (13,5%) e Emilia-Romagna (10,8%).

Al polo opposto della classifica la Valle d’Aosta (83%) e la provincia autonoma di Bolzano (63,1%). Dove più della metà dell’energia consumata proviene da fonti rinnovabili.

Spiccano anche la Basilicata (47,8%), la provincia autonoma di Trento (43,1%), la Calabria (40,6%) e il Molise (39,1%).

Per quanto riguarda la quantità di risorse prodotte dall’energia solare, sempre secondo i dati Gse, Lecce risulta la provincia che produce più energia derivata da impianti fotovoltaici.

Il 4,1% di tutta l’energia elettrica derivante da impianti fotovoltaici in Italia proviene dalla provincia di Lecce.

Seguono altre due province pugliesi: Brindisi (3%) e Bari (2,7%). Anche Taranto e Foggia presentano quote superiori al 2%. L’unica eccezione è Barletta-Andria-Trani, dove la percentuale di fotovoltaica prodotta è pari all’1%.

Tra i territori che invece presentano la produzione più bassa troviamo tutte le province liguri. La Spezia, Genova, Imperia e Savona producono solo lo 0,1% del totale.

A Milano si registra la maggior crescita nella produzione di energia fotovoltaica.

Oltre al capoluogo lombardo, gli aumenti più significativi si registrano a Modena, Ancona, Reggio Emilia e Palermo.

Miglioramenti più limitati hanno riguardato invece i comuni di Como, Siena, Verbania, Sondrio e Savona, che occupano comunque gli ultimi posti per produzione.

A cosa serve lo sviluppo di energia sostenibile in Italia?

Parlare di energia sostenibile in Italia, ci porta inevitabilmente a raccontare della transizione verso un futuro energetico ed economico sostenibile. Ovvero equo e accessibile a tutti.

È una delle sfide centrali da affrontare in questo secolo. E come tutte le sfide richiedono, c’è bisogno di mettere in campo le risorse utili per superarla.

Anche seconodo lo IAP (InterAcademy Partnership) il concetto di energia sostenibile globale comprende l’imperativo di assicurare un’energia adeguata a soddisfare i bisogni futuri. E possiamo farlo in un modo che sia compatibile con la conservazione dell’integrità degli ecosistemi.

L’InterAcademy Partnership è un’organizzazione che coinvolge più di 140 accademie nazionali, regionali e globali. Lavorano insieme per sostenere il ruolo vitale della scienza nella ricerca di soluzioni (basate sull’evidenza delle prove) ai problemi “più difficili del mondo”.

Da un lato, la prevenzione degli effetti dati dal riscaldamento globale. Dall’altro vogliamo estendere i servizi energetici di base agli oltre 2 miliardi di persone che attualmente non hanno accesso a forme moderne di energia.

Sembra il classico rompicapo.

Non solo. Lavorare per l’energia sostenibile in Italia e nel mondo significa ridurre i rischi per la sicurezza. In termini di salute e riguardo al potenziale dei conflitti geopolitici che potrebbero sorgere da una crescente concorrenza per l’energia.

Lo Iap afferma, in uno dei suoi report, che non solo esiste “la sfida” ma anche le opportunità sono evidenti. Nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo.

Le soluzioni dovrebbero risultare efficaci: per chi domanda e per chi offre.

Sembra scontato? Ma con questo spirito si cerca di trovare soluzioni.

Le persone, in tutto il pianeta, giocano un ruolo nel plasmare il futuro energetico. Attraverso il loro comportamento, lo stile di vita, scelte e preferenze.

Tutti condividiamo un significativo interesse a raggiungere i tanto anelati risultati sostenibili.

Incrociamo le dita!