L’energia Verde in Italia non è più una scelta ma una necessità.

Le propagande ambientaliste, le iniziative di sensibilizzazione, assieme ai dati chiari ed inequivocabili di come l’inquinamento e le cattive pratiche economiche stiano distruggendo il nostro pianeta, hanno spinto sull’acceleratore della transizione verso un modello di economia che sia più sostenibile per l’ambiente.

Il risultato è la possibilità sempre più concreta che l’economia circolare si ponga come modello trainante della nostra società, comportando benefici enormi per tutto l’ecosistema e sostenendo l’abolizione delle risorse fossili per incentivare quelle rinnovabili.

La questione energetica, infatti, è un punto cardine dell’economia circolare in quanto responsabile della stragrande maggioranza delle emissioni di Co2 nell’aria.

Per questo motivo, è diventato urgente trovare una soluzione decisamente più green.

Quando si parla di sostenibilità, l’Italia spicca tra le nazioni che si stanno seriamente impegnando verso l’adozione del nuovo modello economico. Eppure, i limiti sono ancora parecchi, soprattutto quando si parla di energia verde.

Nonostante ciò, è doveroso sottolineare che l’Italia, negli ultimi decenni, ha fatto notevoli passi avanti in materia. 

Nell’ultimo decennio il settore delle energie rinnovabili ha assistito ad un’impennata senza precedenti.

Il progresso del Paese in questo senso è dato dalla diversificazione che l’energia verde in Italia ha comportato contro la sua dipendenza storica dai combustibili fossili importati.

In altre parole, grazie alle fonti rinnovabili l’Italia sarebbe in grado di produrre da sé l’energia necessaria per il fabbisogno della popolazione, rinunciando così alla necessità di acquistarla da altri paesi, sviluppando e implementando la propria politica energetica.

Scopriamo allora i numeri dell’energia verde in Italia e le prospettive di sostenibilità del nostro Bel Paese.

Energia verde in Italia: i numeri delle rinnovabili

L’ultimo decennio è stato determinante per lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili in Italia. 

La sola produzione di energia solare ha rappresentato circa l’8% della produzione elettrica totale del Paese, facendo dell’Italia il Paese con il più alto contributo di energia solare al mondo. La rapida crescita della diffusione dell’energia solare, eolica e bioenergia negli ultimi anni ha portato l’Italia a produrre oltre il 40% dell’elettricità da fonti rinnovabili.

Questo numero è in costante crescita e rappresenta oggi una delle principali componenti del consumo energetico nazionale. 

Secondo l’Energy Transition Outlook di DNV GL, l’Italia è uno dei Paesi che ha guidato la diffusione delle energie rinnovabili. È anche uno degli otto membri dell’UE che si sono impegnati a eliminare gradualmente il carbone nei loro Piani nazionali per l’energia e il clima (2021-2030).

Il miglioramento più notevole nel settore delle energie rinnovabili in Italia è stata la pubblicazione della Strategia Energetica Nazionale (NES) presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente. 

Il documento espone le intenzioni generali del Governo, evidenziando il forte impegno del Paese verso il clima e il futuro energetico. 

Tra i principali obiettivi dell’ultima edizione del documento (2017) ritroviamo: 

  • Ridurre il consumo finale di energia di 10 Mtep entro il 2030; 
  • Raggiungere una quota del 28% di energie rinnovabili sul consumo totale di energia e una quota del 55% di energie rinnovabili sul consumo di elettricità entro il 2030; 
  • Rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento; 
  • Ridurre il divario dei prezzi dell’energia; 
  • Promuovere la mobilità pubblica sostenibile e i combustibili ecologici; 
  • Eliminare gradualmente l’uso del carbone nella produzione di elettricità entro il 2025.

Il mercato dell’energia in Italia è all’apice di un cambiamento significativo. 

Secondo il Piano Nazionale Energia e Clima presentato alla Commissione Europea all’inizio di quest’anno, entro il 2030 la capacità solare dovrebbe passare da 21 gigawatt (GW) a fine 2018 a 50,9 GW.

Discorso simile per quella eolica, che andrebbe da 11 GW a 18,4 GW.  

Stando a questi obiettivi, sostenuti da incentivi e piani normativi, sembra proprio che le fonti elettriche rinnovabili siano ad un passo dal sorpassare le produzioni di energia fossile. 

Secondo il rapporto pubblicato da Terna, a giugno del 2019 la produzione di energia nazionale era composta per il 48% da fonti rinnovabili e il restante 52% da centrali termiche. 

Un risultato fortemente indicativo di un successo tutto italiano.

La situazione normativa sulle rinnovabili in Italia

Per raggiungere l’obiettivo emissioni zero entro il 2050, Il parlamento europeo ha da tempo ratificato provvedimenti per stabilire le linee guida dell’Unione.

Ovviamente, in seconda battuta sono le singole unità nazionali a doversi organizzare per il raggiungimento degli obiettivi. Ma cosa si è fatto e si sta facendo in italia per spingere verso un sistema a energia pulita e privo di emissioni?

Anche da noi il processo passa attraverso la promulgazione di leggi e decreti volti a un graduale passaggio all’energia verde, tuttavia, la decarbonizzazione non è semplice e rappresenta, nei fatti, un grande sfida per un paese industrializzato come il nostro.

Facciamo quindi il punto sulle normative di riferimento per le rinnovabili in Italia.

Le misure post-Kyoto

Come sempre in Italia si stenta a prendere l’iniziativa a meno che le direttive non vengano dall’alto.

Nel giugno 2009, a distanza di 4 anni dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, l’Unione Europea emanava il Piano 20-20-20, con misure atte al contrasto del surriscaldamento globale da attuare tra il 2013 e il 2020.

L’applicazione del Protocollo infatti, terminata nel 2012, ha reso necessaria l’ideazione di piani autonomi a partire dall’anno successivo.

Il piano 20-20-20 prevedeva, entro il 2020, tre obiettivi particolari per i paesi UE:

  1. Riduzione del 20% delle emissioni
  2. Riduzione del 20% dei consumi energetici
  3. Aumento del 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili

In Italia il primo concreto passo avanti è stato fatto il 29 marzo 2011 quando entrò in vigore il DL 3 marzo 2011 n° 28: “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE”.

Il provvedimento conteneva per la prima volta le norme e gli strumenti relativi agli incentivi, al quadro istituzionale, finanziario e giuridico per raggiungere gli obiettivi del 2020 per l’energia verde da fonti rinnovabili. 

2019: la nascita del PNIEC

Nel 2019 l’Italia ha poi realizzato il suo nuovo piano per il raggiungimento degli obiettivi 2030. Si tratta del PNIEC: Piano Nazionale Integrato Energia e Clima. È stato presentato dal Ministero dell’Economia alla Commissione Europea e il testo definitivo è stato pubblicato il 21 gennaio 2020.

Questo è un documento molto importante perché attesta l’effettivo avvio dell’Italia verso una politica di decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica.

Sono 5 infatti le linee guida che dettano le basi di una politica energetica pienamente sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, indispensabile per condurre il Bel Paese verso l’obiettivo carbon-free.