Cosa significa essere una European Green Capital?

Innanzitutto, teniamo presente che tre cittadini dell’Unione europea su quattro vivono in città.

E questa percentuale, è destinata ad aumentare in futuro!

Sappiamo che, nel mondo di oggi (non solo in Europa) le amministrazioni hanno una responsabilità prioritaria. Guidare la trasformazione che sta avvenendo! La transizione ecologica.

Dunque, una trasformazione verde, sana e sostenibile.

Che stiamo cercando di attuare attraverso lo sviluppo di:

…e molto altro ancora…

Per questo genere di considerazioni, nel 2008 la Commissione europea ha lanciato il premio della capitale verde d’Europa.

Dedicato a centri con più di 100mila abitanti.

Così, ogni anno i candidati vengono valutati sulla base di 12 indicatori.

Al vincitore spetta un premio in denaro da 600mila euro. Da reinvestire, naturalmente, in progetti virtuosi.

Nel 2015, poi, si è aggiunto l’European Green Leaf Award (EGLA).

Istituito per riconoscere gli sforzi e i risultati ambientali delle città più piccole (20.000 – 100.000 abitanti).

In che cosa consiste il premio European Green Capital?

Il premio European Green Capital è stato lanciato dalla Commissione europea per incoraggiare le città a diventare più “verdi e pulite”.

Quindi a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Considerando che il 75% della popolazione dell’Unione europea vive in città…

Perciò queste svolgono un ruolo di primo piano in un’epoca di trasformazioni così radicali.

Trasformazioni che riguardano il livello sociale, ambientale ed economico. Supportate, tra le altre iniziative, dal Green Deal europeo.

Insomma, il premio European Green Capital, è soprattutto un’occasione per dare l’esempio e ispirare. Motivare gli altri a partecipare e fornire input per replicare politiche “sostenibili” …che funzionano!

Quindi, ogni anno, una giuria di esperti (indipendenti) di sostenibilità urbana valuta le prestazioni delle città concorrenti. E seleziona i finalisti.

I parametri valutati dalla giuria per scegliere la capitale verde europea:

  1. Qualità dell’aria
  2. Inquinamento acustico
  3. Rifiuti
  4. Acqua
  5. Natura e biodiversità
  6. Uso sostenibile del suolo
  7. Crescita verde ed eco-innovazione
  8. Mitigazione dei cambiamenti climatici
  9. Adattamento ai cambiamenti climatici
  10. Mobilità urbana sostenibile
  11. Energia
  12. Governance

Quali sono le capitali verdi europee?

Ad oggi, 13 città hanno ottenuto il titolo di European Green Capital.

Stoccolma (Svezia) ha vinto il titolo inaugurale, seguita dalla tedesca Amburgo (2011).

  • Vitoria-Gasteiz, Spagna (2012);
  • Nantes, Francia (2013);
  • Copenhagen, Danimarca (2014);
  • Bristol, Regno Unito (2015);
  • Lubiana, Slovenia (2016);
  • Essen, Germania (2017);
  • Nijmegen, Paesi Bassi (2018);
  • Oslo, Norvegia (2019);
  • Lisbona, Portogallo (2020);
  • Lahti, Finlandia (2021).

Chi ha vinto il titolo per il 2022? Grenoble.

Inoltre, 11 città hanno ottenuto il titolo di Foglia Verde Europea:

  • Mollet del Vallès, Spagna e Torres Vedras, Portogallo (2015);
  • Galway, Irlanda (2017);
  • Leuven, Belgio e Växjö, Svezia (2018);
  • Cornellà de Llobregat, Spagna e Horst aan de Maas, Paesi Bassi (2019);
  • Limerick, Irlanda e Mechelen, Belgio (2020).

Grabovo (Bulgaria) e Lappeenranta (Finlandia) condividono il titolo per il 2021.

In più, ad ogni ciclo di competizione, vincitori e finalisti uniscono le forze ed espandono reti.

Tallin: European Green Capital 2023

Presiedute dalla Commissione europea e in stretta collaborazione con i vincitori dell’anno in corso, queste reti di città europee in continua crescita condividono conoscenze e competenze e ispirano altre città a seguire le loro orme.

Tallinn: green capital!

Come ha fatto (per esempio) Tallin a diventare una European Green Capital?

  • Strategia sul clima;
  • Spazi verdi;
  • Qualità della vita.

Così ha conquistato il titolo per il 2023.

Tallinn si è candidata a ottobre 2020 e da allora ha adottato due piani d’azione ben precisi.

Da un lato c’è la strategia Tallinn 2035 con l’obiettivo dell’auspicata transizione verde.

Poi, il piano per diventare climate neutral entro il 2050.

Una tappa intermedia, essenziale, è il taglio delle emissioni del 40% rispetto al 2007. Da conseguire già nel 2030.

Quindi, cosa accade a Tallin nel perseguire questi obiettivi?

Sicuramente in città si occuperanno dell’efficientamento energetico degli edifici.

Già abbiamo parlato dell’ondata di ristrutturazioni prevista dal Green Deal europeo. (Nell’articolo su Risparmio Energetico e Agenzia delle entrate.)

Nella European Green Capital 2023 prevedono che gli stabili pubblici dovranno arrivare almeno in classe energetica C.  E verranno avviati nuovi impianti di cogenerazione da fonti rinnovabili.

Poi, l’amministrazione punta su: mezzi pubblici elettrici, trasporto su rotaia e concetto di “città a 15 minuti di distanza”.

Facendo in modo che chiunque abbia i servizi essenziali a disposizione nel proprio quartiere.

Nella Tallinn del 2030 le bici avranno il ruolo di protagoniste. Anche grazie alla nuova rete di piste ciclabili e parcheggi dedicati.

Il clima? Si, un criterio fondamentale nella scelta della capitale verde europea.

Ma non è l’unico. Ce ne sono altri, che comunque riguardano la qualità della vita delle persone. Come l’inquinamento acustico!

La giuria ha apprezzato la quantità e la qualità del verde pubblico. Grazie alla rete di parchi che circonda i bastioni della città vecchia, hanno una media di 207 metri quadrati di spazi verdi pro capite.

Il 19,5% della superficie della città è area protetta.

L’8,2% rientra nella rete europea Natura 2000.

Tutti a vivere a Tallin?

Grenoble green city! European green capital 2022

Anche Grenoble svela i suoi “segreti” diventando una European Green Capital.

La giuria ha assegnato il premio verificando, in particolare, le politiche adottate in materia di:

  • miglioramento della qualità dell’aria, delle risorse idriche, della gestione dei rifiuti;
  • mobilità;
  • governance;
  • adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • tutela della biodiversità;
  • capacità di assicurare una crescita economica sostenibile.

Diciamolo!

In città anche il sindaco è “verde”.

Eric Piolle è alla guida, ma non si tratta solo di un successo politico.

Al di là della ricompensa materiale (350mila euro) sulla realtà di Grenoble resteranno accesi a lungo i riflettori.

“Abbiamo avviato una trasformazione dell’immaginario.”

Spiegava il sindaco in un’intervista concessa a LifeGate nel 2016.

“Partendo da scelte molto concrete, come ad esempio il voler incentivare un cambiamento profondo nel modo di concepire gli spostamenti urbani”

Nel tempo, la città ha avviato una serie di riforme al contempo concrete e simboliche.

Un esempio? Sono stati eliminati i cartelloni pubblicitari e sostituiti piantando alberi.

15mila in tutto, nel 2020.

In più 40chilometri sono dedicati alle “autostrade ciclabili” sul territorio urbano.

Parte del bilancio municipale è stato destinato a progetti “dal basso”. Promossi e votati ogni anno dalla popolazione.

La città si è impegnata in un programma per ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030. Basato su 17 linee guida, 48 azioni e più di 160 misure da adottare.

Si prevede così di raggiungere il 100% di energia sostenibile.

A Grenoble ci sono numerose strade pedonali. E il 60% dei pasti nelle mense scolastiche è costituito da cibo biologico e locale.

Inoltre, è stata installata una fattoria urbana, 23 orti e quattro nuovi parchi.

Abolito l’uso di pesticidi!

Infine, sono stati inaugurati gli “hotel per api”!! Per facilitare la permanenza degli insetti sul territorio urbano.

Quanti progetti futuri? Tanti.

Anche le città verdi Italiane arrivano in finale!

Ci sono diversi motivi per cui si diventa European green capital e si vince il premio.

Prendiamo il caso di Tallin. La conformazione geografica la rende vulnerabile alle piogge.

Alle inondazioni. Alle forti raffiche di vento.

E alle ondate di calore!

Ma a Tallin si sono accorti che la natura stessa può offrire gli strumenti per affrontare determinate minacce.

Così l’amministrazione ha promesso di tutelare i canneti e le zone umide nelle aree più soggette a inondazioni. Anche, di disporre divieti di edificazione ad hoc, riprogettare il lungomare e costruire barriere sulla costa.

Perciò in Italia, una tra le città candidate per il premio, ha iniziato a lavorare da lungo tempo.

E di certo l’obiettivo non è semplicemente quello del premio in denaro!

Parma, è una città emiliana che punta su un governo del territorio più sostenibile.

Negli ultimi anni, infatti, le previsioni di cementificazione e consumo del suolo fanno posto al verde.

“Abbiamo cambiato assegnazione a quattro milioni e mezzo di ettari prima edificabili. Piantando 11mila piante autoctone.”

Poi, Parma ha puntato sul miglioramento della raccolta differenziata.

La città ha raggiunto l’82% grazie alla raccolta porta a porta. Riducendo del 64% i rifiuti non differenziabili.

Alle porte di Parma, c’è un corridoio verde lungo 11Km. Un parco alberato per proteggersi dal reticolo autostradale!

Insomma, si punta al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione dell’inquinamento acustico.

La riduzione dell’uso dell’auto privata passa tramite incentivi (car sharing e car pooling).

Quindi, stanno sviluppando un software per proporre a 40mila automobilisti opzioni di condivisione dell’auto.

“Abbiamo adottato un piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima ambizioso”

Lo racconta l’assessore alle politiche ambientali del comune, Tiziana Benassi:

“puntiamo a ridurre del 45% le emissioni di CO2 entro il 2030 e diventare carbon neutral entro il 2050″.