La prima tra le cose da sapere riguardo alla fusione fredda?

1)È considerato un argomento tanto straordinario quanto tabù.

Nonostante la sua storia sia piena di ricercatori fraudolenti e prove sperimentali non accettate…

2) Alcuni scienziati tengono ancora stretta l’idea, vicino al loro cuore.

Ma non è difficile capire il motivo.

Il mondo dell’energia da fusione nucleare, in generale, è impregnato di fascino!

Tra l’altro, se un giorno dovessimo davvero ottenere energia nucleare utilizzabile per alimentare (per esempio) il riscaldamento di casa… questa sarebbe una vera e propria rivoluzione.

Non dovremmo più fare alcun riferimento all’energia non rinnovabile!

E il discorso riguarda tanto la fusione a confinamento magnetico quanto la fusione fredda.

In ogni caso, i “creatori” diventerebbero senza dubbio membri influenti della società.

I loro nomi resterebbero indelebili…per il loro contributo al progresso dell’umanità.

Eppure, come molti affermano:

3)sembra impossibile che qualcosa come la fusione fredda possa davvero essere realizzata.

Chi ha inventato la fusione fredda?

La storia della fusione fredda è ricca di aneddoti.

Innanzitutto, bisogna sapere che la fusione, in natura, avviene a temperature di milioni di gradi.

Attraverso la formazione di un brodo bollente (plasma) che ribolle come fosse una zuppa.

Ma fatta di nuclei ed elettroni liberi.

I laboratori di fusione, sulla Terra, sono arrivati a realizzare le condizioni per superare persino la temperatura del nucleo delle stelle.

Salendo oltre i 180 milioni di gradi Fahrenheit (100 milioni di gradi Celsius).

Grazie al calore e alla pressione stabiliti in specifici ambienti, siamo riusciti a fare in modo che gli elementi meno massicci possano fondersi in elementi più pesanti.

Rilasciando un’enorme quantità di energia nel processo.

Quindi, tornando alla fusione fredda…l’idea che il processo potesse avvenire ad una temperatura ambiente o inferiore, è stata ipotizzata negli anni ’40.

E poi dimostrata come sperimentalmente vera meno di un decennio dopo, nel 1956. Grazie a Luis Alvarez.

Questo è successo anni prima del “famosissimo” esperimento Pons-Fleischmann. Quello che portò la fusione fredda nel regno del tabù.

La fusione fredda degli anni ’50 era accettata dalla comunità scientifica come un’idea che aderiva alle leggi della fisica.

4)La differenza principale è una. Gli esperimenti di Pons-Fleischmann si basavano su un metallo volatile chiamato palladio. I primi esperimenti di fusione fredda, invece, facevano leva su qualcosa di molto particolare.

Una piccola particella effimera conosciuta come: muone.

I muoni vengono creati quando piogge di raggi cosmici ad alta energia si scontrano e poi si diramano nell’atmosfera superiore della Terra.

Hanno una vita media di soli 2 microsecondi. Poi “decadono” in: elettroni e neutrini.

Tutti caricati negativamente.

I muoni hanno una massa 200 volte superiore a quella degli elettroni.

Ed è questo il loro vantaggio.

Come avviene?

La magia della fusione fredda avviene quando i muoni vengono iniettati in miscele di deuterio e trizio.

Sostanza che serve come combustibile negli esperimenti di fusione nucleare.

Una volta iniettati, i muoni prendono il ruolo degli elettroni e vanno a formare atomi e molecole.

Quindi, le particelle muoniche più massicce formeranno orbite più piccole intorno al nucleo.

Le orbite più piccole formano atomi che sono complessivamente circa 200 volte più compatti degli atomi di elettroni.

Così, i nuclei all’interno del combustibile arricchito di muoni possono avvicinarsi. Aumentando significativamente le possibilità che si fondano naturalmente.

Un singolo muone può causare 100 di queste reazioni di fusione nucleare.

È stato dimostrato che singoli muoni possono catalizzare fino a 150 reazioni di fusione nel migliore dei casi.

Questo processo, che è una forma reale di fusione nucleare a bassa temperatura, è chiamato fusione catalizzata da muoni.

Fusione fredda: a che punto siamo

Qual è il problema della fusione fredda?

Riguarda la natura della particella muonica stessa.

Non solo la durata della loro vita è davvero breve…

Le particelle muoniche hanno la tendenza a bloccarsi dopo circa 100 reazioni di fusione catalizzate.

Quando questo accade si legano ad una particella alfa e non possono più partecipare al processo di fusione.

Questo è noto come il “problema del blocco alfa”. Uno dei principali ostacoli al fatto che la fusione catalizzata da muoni diventi una fonte pratica di energia.

Poiché possono produrre solo 100 reazioni per particella, esiste una quantità netta (complessiva) di energia negativa creata durante la fusione fredda.

Ci vogliono 10 GeV (giga-elettronvolt) per produrre una particella muonica, ma il risultato è solo 1,7 GeV di energia.

Mentre questi numeri possono variare a seconda dell’efficienza dell’attrezzatura, alla fine rimaniamo con una minore quantità di quando abbiamo iniziato.

Rendere pratica la fusione fredda richiede di trovare un modo per produrre muoni con molta meno energia. O di trovare una soluzione al problema del legame alfa.

Abbiamo accennato al fatto che il fisico Luis Alvarez fu il primo ad osservare la fusione catalizzatrice di muoni.

Quando, poi, ricevette il suo premio Nobel negli anni 60, ricordò come (anche solo per un attimo) aveva potuto immaginare che la scoperta avrebbe risolto i bisogni energetici del mondo.

Dopo ulteriori esperimenti condotti da altri, la fusione catalizzatrice di muoni si è rivelata un metodo poco pratico per produrre energia.

5)Ma nelle parole di Alvarez c’è qualcosa che ancora fa pensare molti ricercatori nel mondo.

Parole che riecheggiano di speranza e sogni per la fusione fredda.

“Mentre tutti gli altri hanno cercato di risolvere questo problema riscaldando i plasmi di idrogeno a milioni di gradi, noi siamo apparentemente inciampati sulla soluzione che prevede invece temperature molto basse”.