Se stiamo scrivendo di fusione nucleare, pro e contro, transizione ecologica, problematiche varie legate alle conseguenze del riscaldamento globale

..se stai leggendo questo articolo…

Beh, è perché viviamo in un paese del primo mondo:

  • abbiamo accesso alla tecnologia moderna;
  • a sistemi di riscaldamento/raffreddamento nelle nostre abitazioni;
  • possiamo fare docce abbondanti;
  • e addirittura cucinare comodamente a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Non tutti hanno questo tipo di “opportunità”.

(Lo sai anche tu…purtroppo.)

Si stima che il 16% del mondo abbia poco o nessun accesso all’elettricità.

Significa l’insieme di 1,2 miliardi di persone!

Riuscite ad immaginare la vostra vita senza elettricità?

I nostri stili di vita abituali sono talmente distanti da tutto questo.

Eppure, è questa la condizione di vita, per centinaia di milioni di persone.

E siccome non ha molto senso lamentarsi senza mettere in atto qualche reazione, qualcuno ha iniziato a cercare soluzioni. Da tempo.

Alcune idee, comunque, si distinguono dalle altre:

…fusione, per quel che riguarda le possibilità offerte dall’energia nucleare.

Ebbene, si!

Tutti questi concetti sono collegati tra loro, per motivi che conosciamo abbastanza bene.

Quello che si sta cercando di fare è modificare i nostri stili di vita, agire attraverso le politiche più adatte e contrastare/limitare gli effetti del cambiamento climatico.

Insomma, l’obiettivo è sempre lo stesso.

Un benessere diffuso e condiviso dalla popolazione umana, che non danneggi chi e cosa ci circonda.

Fusione nucleare: pro e contro da conoscere

È importante soffermarsi sulla fusione nucleare, pro e contro compresi, perché si tratta di una tra le rivoluzioni cui aspirano in tanti.

Abbiamo già parlato di cos’è la fusione nucleare.

Comunque, per riassumere, si tratta di un processo che agisce attraverso l’assorbimento di due o più nuclei atomici leggeri in un nucleo diverso. Più pesante.

Il risultato è un grande rilascio di energia.

Sul sole, la fusione nucleare avviene costantemente.

Cumuli su cumuli di energia prodotta liberamente.

Mentre, sulla Terra, è molto più difficile ottenere certe condizioni.

Se riuscissimo a “realizzare questa fonte”, potremmo potenzialmente avere accesso ad un’energia che qualcuno definisce illimitata.

Tra i vantaggi della fusione nucleare, poi, ce n’è uno essenziale.

Si tratta di energia pulita!

Questo è un fattore determinante. È la ragione principale per cui gli scienziati perseguono lo studio delle tecniche di fusione nucleare.

I combustibili fossili, quindi l’utilizzo di energia non rinnovabile, continuano ad avere un impatto negativo sulla Terra.

Perciò concentriamo sempre più attenzione verso soluzioni energetiche alternative.

Come l’energia rinnovabile, la fusione nucleare non rilascerebbe gas a effetto serra.

Inoltre, a differenza della fissione, questa tecnica genera poche o nessuna scoria nucleare!

Non dimentichiamo che la densità energetica della fusione nucleare è circa 10 milioni di volte quella dei combustibili fossili.

E che viene definita come una possibile riserva illimitata per ovvie ragioni.

I due componenti primari del processo sono il deuterio e il trizio. Il primo può essere ottenuto attraverso la distillazione dell’acqua di mare. Il secondo, prodotto all’interno di un reattore.

Ciò significa che i due composti primari sono di facile accesso e approvvigionamento.

Dulcis in fundo?

La fusione nucleare è una tecnica che si può controllare o fermare…sicuramente con molta più semplicità rispetto alla fissione.

Fattore essenziale quando si tratta di energia o sostanze ad “alta potenza”.

Qual è il problema?

Veniamo al dunque! Tra i pro e contro della fusione nucleare ci sono dei limiti che non giocano affatto a favore!

Attualmente, non è economicamente fattibile produrre in modo consistente reazioni basate sulla fusione nucleare.

Tutto qua.

Solo in futuro potremo conoscere i reali pro e contro della fusione nucleare.

La complessità dei dispositivi, combinata con il tempo e lo sforzo necessari per produrre una reazione di successo, porta a “bollette” troppo consistenti.

In ogni caso, viene spesso ribadita una cosa.

Continuando a perseguire lo studio della fusione nucleare e permettendone la “commercializzazione”, apriamo la strada a una risorsa economica e competitiva in termini di costi.

ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), il progetto internazionale di fusione nucleare su larga scala, stima che per completare il reattore saranno necessari circa 22 miliardi di dollari.

Resta, per molti, un prezzo relativamente piccolo da pagare per il futuro dell’energia.

Poi, una volta che la fusione sarà praticabile, diventerà più economica da produrre e utilizzare.

Insomma, è un’area di studio molto complessa che semplicemente non è ancora pronta per essere concretizzata.

Attualmente, ci vuole una quantità incredibile di risorse (fisiche ed economiche) per creare una reazione su piccola scala. E solo per un breve periodo di tempo.

Fusione nucleare: pro e contro da scoprire in futuro

Non possiamo ancora conoscere (davvero) i reali pro e contro della fusione nucleare.

Per ora sappiamo che si tratta di una fonte che avrebbe il potenziale per fornire alla società una riserva di energia infinita.

Tuttavia, questo non significa che sia facile da realizzare.

Dopo le parole del ministro della Transizione ecologica si è acceso il dibattito sulla fusione nucleare in Italia.

Ma il primo reattore (in Francia) dovrebbe essere pronto per il 2025.

Quindi resta il nodo sulle alternative!

Quando Cingolani ha affermato:

“La vera fonte energetica universale saranno le stelle.”

È stato in occasione della videoconferenza di presentazione delle linee guida del suo ministero.

Ma queste parole sono state oggetto di un acceso dibattito.

Per esempio, Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, ha risposto:

“La fusione nucleare non c’entra niente con la transizione ecologica.”

L’Italia ha preso l’impegno di diventare carbon neutral entro il 2050.

Dunque, secondo molti, il percorso più logico è quello di investire capitali in tecnologie che possano accelerare il processo di decarbonizzazione nel breve e medio termine.

Quali?

Le rinnovabili, la mobilità elettrica, i sistemi di accumulo, gli elettrolizzatori per produrre idrogeno dall’acqua…

“Concetti” che ormai, conosciamo!