Dibattere sulla tematica relativa ai vantaggi e svantaggi del gas naturale è tematica complessa perché solleva molte altre questioni.

Ad esempio, possiamo considerare il gas naturale come un combustibile “ponte”?

L’attuale transizione energetica, dall’energia non rinnovabile alle fonti pulite, prevede una serie di passaggi.

Alla fine, anche il gas dovrebbe cedere il passo all’energia rinnovabile. In molti si chiedono, perciò, se questo tipo di energia sia una soluzione o stia bloccando la strada verso il futuro.

Ci sono nazioni che cercano di sviluppare e dare valore alle loro riserve di gas.

E in generale le comunità di tutto il mondo sono impegnate in accese discussioni sull’opportunità di permettere il processo di estrazione o anche di espandere il commercio globale di gas naturale.

Coloro che mostrano preoccupazione, naturalmente, sono concentrati sugli effetti ambientali e sanitari dello sviluppo del gas naturale.

Poi ci sono le controversie sui diritti di proprietà.

Per non parlare dell’allettante promessa di occupazione e benefici economici, sempre all’ordine del giorno.  

Al centro di queste discussioni c’è quasi sempre una domanda principale: dove dovremmo concentrare i nostri sforzi per soddisfare la domanda di energia?

Visto che l’energia non rinnovabile ha creato e continua a generare indicibili problemi al genere umano, alle specie animali e al pianeta, la transizione ci porta (inevitabilmente e fortunatamente) verso l’energia sostenibile e l’energia circolare.

Nel frattempo: il gas naturale (vantaggi e svantaggi compresi) ci induce a perseverare nella nostra dipendenza dai combustibili fossili? O possiamo considerarlo un ponte a basse emissioni di carbonio?

In alcune aree il gas naturale sta certamente facendo strada alle energie rinnovabili.

Nell’industria energetica e tecnologica, spesso quando parlano di gas naturale, lo definiscono come un “combustibile di destinazione”.

…di cui avremo bisogno per qualche anno ancora.

Vale la pena scoprire qualcosa in più. Ecco alcune informazioni che potrebbero essere utili.

Leggi anche: Differenza tra gas naturale e metano: ecco l’energia non rinnovabile ma pulita

Gas naturale vantaggi e svantaggi: pacchetto completo

Il pacchetto “gas naturale, vantaggi e svantaggi” non si può scindere.

Possiamo trovare soluzioni, superare limiti, cercare di evolvere certi aspetti.

Comunque, in generale, quando una comunità sceglie di investire sul gas naturale, pro e contro sono “compresi nel prezzo”. È bene saperlo.

Stiamo parlando di un combustibile di origine fossile che, come il petrolio, si è formato per lenta decomposizione di sostanze di origine animale.

Deriva infatti dai minuscoli organismi che milioni di anni fa vivevano galleggiando sulla superficie degli oceani.

Dopo la loro morte questi organismi si sono decomposti in grandi ammassi sul fondo marino e sono stati coperti da sedimenti (terriccio, sabbia e sassi) che hanno isolato i loro resti dal contatto con l’aria e con l’acqua.

In milioni di anni, i loro resti si sono trasformati fino diventare petrolio e gas naturale.

L’origine dei due combustibili è infatti simile e spesso si trovano negli stessi giacimenti.

In un manoscritto del 347 a.C. lo storico cinese Chang Qu descrive uno strano gas che può essere usato per illuminare.

Circa 200 anni fa, Alessandro Volta “riscoprì” il gas naturale, notando delle piccole bolle gassose che si formavano smuovendo il fondale del lago Maggiore.

Avvicinando un fiammifero acceso, infatti, il gas contenuto nelle bolle alimentava una fiamma bluastra.

Tra il 1840 e il 1850 l’illuminazione a gas divenne comune in molte città Americane ed Europee.

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Le strade erano ben illuminate anche di sera. Nacquero sale da ballo e luoghi d’incontro, anche per la gente meno abbiente, dato il minore costo dell’illuminazione a gas rispetto a quella con candele.

Tali vantaggi, però, erano limitati ai soli luoghi in cui il gas naturale arrivava in superficie spontaneamente.

Per molto tempo il gas che usciva dai pozzi di petrolio veniva bruciato da torce o rilasciato in atmosfera appena arrivava in superficie. 

Giacimenti e utilizzo del gas naturale

L’Italia è uno dei pochi Paesi dove il combustibile è stato valorizzato come risorsa energetica, fin dai primi anni della scoperta dei giacimenti di gas naturale in Valle Padana e nel Mare Adriatico.

Proprio questa valorizzazione ha contribuito allo sviluppo industriale del Belpaese negli anni Cinquanta e Sessanta. 

Lo sfruttamento del metano è cominciato solo recentemente.

In Europa è accaduto, poco più di 50 anni fa, grazie allo sviluppo di tecnologie che ne hanno reso economicamente vantaggiosa l’estrazione, ma anche grazie alla creazione dei metanodotti. Condutture che portano il metano dal luogo di estrazione a quello di consumo.

Nel nostro sottosuolo vi sono diversi giacimenti di metano, ma non sono sufficienti a coprire i consumi richiesti.

Quindi il gas arriva in Italia attraverso tre grandi metanodotti. Oltre il 90% del fabbisogno è coperto dalle forniture provenienti da Russia, Algeria (attraverso un metanodotto sottomarino) e Libia.

Gas naturale nel Belpaese

Attualmente, nel nostro Paese si stanno studiando differenti misure di potenziamento della rete e del sistema di rifornimento del gas naturale.

L’approvvigionamento del gas in Italia dipende da 6 porte di accesso:

  1. Tarvisio (Friuli) per il gas proveniente dalla Russia tramite il gasdotto TAG;
  2. Passo di Gries (Piemonte) per il gas proveniente da Olanda e Norvegia;
  3. Mazzara del Vallo (Sicilia) per il gas proveniente dall’Algeria mediante il gasdotto TRANSMED;
  4. Gela (Sicilia) per il gas proveniente dalla Libia mediante il gasdotto greenstream;
  5. Panigaglia (Liguria) porto e rigasificatore strategico per l’attracco delle navi metaniere che trasportano il Gas Naturale Liquefatto GNL;
  6. Rovigo (Veneto) porto e rigasificatore strategico per l’attracco delle navi metaniere che trasportano il Gas Naturale Liquefatto GNL.

Un ulteriore punto di ingresso in Italia del gas naturale è Gorizia (Friuli) dove avviene uno scambio con la Slovenia.

In effetti, è in fase di sviluppo un nuovo gasdotto proveniente dall’Algeria che raggiungerà l’Italia centrale, giungendo poi alla Sardegna.

Così come una o più diramazioni del gasdotto South Stream che proviene dall’Asia.

Più promettente sembra la costruzione (di tutti o della maggioranza) dei rigasificatori, in fase di autorizzazione e studio.

Questo permetterebbe di incrementare notevolmente la disponibilità di punti di rifornimento nel mondo, allargando l’area di influenza degli interessi energetici nazionali ed europei a tutto il globo terrestre.

Gas naturale: vantaggi e svantaggi più comuni

Sul tema “Gas Naturale vantaggi e svantaggi” Barack Obama è stato uno dei personaggi pubblici a dichiarare il ruolo di ponte del combustibile fossile.

Anche il magnate del petrolio e del gas T. Boone Pickens sostiene:

“Il gas naturale non è una soluzione permanente per porre fine alla nostra dipendenza dal petrolio importato. È un combustibile ponte per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio mentre ci fa guadagnare tempo per sviluppare nuove tecnologie che alla fine sostituiranno i combustibili fossili per il trasporto”.

Vediamo, in sintesi, quali sono i più comuni e riconosciuti pro e contro legati al gas.

Vantaggi del gas naturale

  • il metano è molto comodo da usare per produrre energia, basta bruciarlo
  • è relativamente economico 
  • quando brucia non genera né fuliggine né fumi
  • pur essendo un combustibile fossile, non produce biossido di zolfo (inquinante notevole)
  • a parità di calore prodotto, il metano produce anidride carbonica e ossido di azoto in misura molto minore rispetto al carbone e al petrolio.

Svantaggi del gas naturale 

  • il principale problema del settore è la reperibilità della materia prima. I giacimenti di gas naturale, in effetti, non sono infiniti. Sono attualmente molto limitati e concentrati soprattutto in Medio Oriente e Russia.
  • le infrastrutture e i costi collegati vanno ad incidere su quelli finali in bolletta anche perché nel mercato internazionale l’andamento del prezzo del gas è legato a quello del petrolio.
  • l’estrazione, nei luoghi dove si trova il gas naturale, riduce la pressione nella riserva sotterranea, danneggiando l’ecosistema. I corsi d’acqua, la rete idrica e quella fognaria. (Potrebbe anche causare cedimenti nelle fondamenta degli edifici.)
  • dev’essere necessariamente trasportato, oppure veicolato tramite delle apposite infrastrutture. Tutto questo genera ulteriore inquinamento
  • la sua pericolosità riguarda anche il fatto che si tratta di un materiale esplosivo

Gas naturale: pro e contro nelle diverse zone del mondo

Nel ciclo di vita dei combustibili fossili e del gas naturale, inquinamento ed emissioni vengono prodotti durante due stadi.

Prima in fase di pre-combustione. Per cui anidride carbonica e gas metano sono generate durante le operazioni di produzione, trasporto e stoccaggio.

Poi, di maggiore impatto ambientale, nella fase della combustione.

Tuttavia, da questo punto di vista, il gas risulta essere la fonte non rinnovabile “più pulita”.

Le emissioni per unità di energia prodotta sono circa la metà di quelle provenienti dal carbone e circa i 2/3 di quelle prodotte da “olio”.

E bisogna considerare che nelle centrali a ciclo combinato, l’anidride carbonica da gas naturale viene diminuita di almeno un ulteriore 15% per kWh di energia elettrica prodotta.

Il gas naturale viene molto promosso per il suo potenziale nella riduzione delle emissioni. Potrebbe eliminare (e sostituire), per esempio, il carbone come fonte di elettricità e il diesel come carburante per camion.

In effetti il fascino di una risorsa non rinnovabile più pulita sarebbe incisivo in entrambi i sensi.

A questo punto, però, c’è da dire che alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, hanno scoperto che (negli Stati Uniti) l’utilizzo di gas minaccia di superare l’energia rinnovabile.

Quindi, a causa di questo tipo di problematiche e degli studi effettuati nel settore, National Geographic ha scelto di programmare una serie di tavole rotonde nell’ambito dell’iniziativa Great Energy Challenge.

Riunioni che hanno coinvolto gruppi molto eterogenei: stakeholder, sostenitori del progetto, critici, accademici, funzionari governativi e rappresentanti di varie nazioni.

Proprio per discutere del ruolo che dovrebbe avere il gas naturale nel plasmare un futuro energetico più sostenibile.

Ecco che torniamo al cuore della questione.

Great Energy Challenge: superare le sfide rilevando i problemi specifici

Il programma di sovvenzioni Great Energy Challenge (operativo dal 2010-2016) ha lavorato in collaborazione con un illustre gruppo di scienziati che hanno svolto il ruolo di comitato di consulenza.

Grazie a questa iniziativa sono state assegnate sovvenzioni a 34 organizzazioni che lavorano in 22 paesi in tutto il mondo. L’obiettivo del programma, infatti, è stato anche quello di:

  • accelerare la crescita di promettenti soluzioni energetiche globali
  • rispondere al cambiamento climatico
  • risolvere i vincoli delle risorse energetiche e le limitazioni ambientali in maniera sostenibile
  • alleviare la povertà energetica di determinate comunità
  • sviluppare nuove tecnologie
  • identificare maggior potenziale per eventuali “guadagni” energetici

Il programma di sovvenzioni ha cercato di mettere in evidenza gli sforzi innovativi di chi affronta tali questioni e ha cercato di aiutare i leader a superare le difficoltà dell’imprenditoria in fase iniziale.

Il team aveva certamente un obiettivo globale, ma mirava con grande consapevolezza a riconoscere le soluzioni possibili per un paese o una comunità specifica.

Gli sforzi si sono rilevati promettenti anche nel caso del gas naturale: vantaggi e svantaggi sono stati considerati utili da sviluppare per i passi avanti effettuati.

Gas naturale: vantaggi e svantaggi secondo la ricerca scientifica

Tornando al punto, rispetto al gas naturale, vantaggi e svantaggi sono stati molto ben analizzati in diversi studi e ricerche scientifiche.

La giornalista Alejandra Borunda, per esempio, lo scorso anno ha pubblicato un interessante articolo per National Geographic.

(Considerando l’interesse della famosa rivista internazionale sulla questione, vi facciamo riferimento ancora per un attimo.)

La dottoressa Borunda ci racconta di un lavoro in Groenlandia del 2015 ad opera di B. Hmiel e del suo team.

Perforando viscere congelate e tirando periodicamente su un pezzo di ghiaccio, la squadra andava alla ricerca di qualche risposta.

La questione era: “quanto del metano nell’atmosfera, una delle fonti più potenti di riscaldamento globale, proviene dall’industria del petrolio e del gas?”

I risultati indicano che abbiamo sottovalutato gli impatti dell’estrazione dei combustibili fossili.

Hmiel afferma:

“Se pensiamo al metano totale nell’atmosfera come alle fette di una torta, una fetta proviene dai ruminanti e l’altra dalle zone umide. La fetta che pensavamo provenisse dal metano geologico era troppo grande”

Poi spiega:

“Quindi quello che stiamo dicendo è che la fetta di torta dei combustibili fossili è più grande di quello che pensavamo, e possiamo avere una maggiore influenza sulla dimensione della fetta, perché è qualcosa che possiamo controllare”.

Hmiel, autore principale dello studio e ricercatore dell’Università di Rochester ci offre notizie positive, oltre a quelle negative.

Da una parte: la produzione di petrolio e di gas ha un impatto più grande e disordinato sul bilancio dei gas serra di quanto gli scienziati sapessero.

Dall’altra: più emissioni di metano possono essere attribuite all’attività umana (estrazione di petrolio e gas) più controllo hanno politici, imprese e regolatori per risolvere il problema.

La questione resta aperta. Il gas naturale, con i suoi pro e contro, può essere un ponte verso l’energia pulita?