Green economy e tecnologie digitali, in Germania, potrebbero consentire di ridurre le emissioni di gas serra di 200 milioni di tonnellate, entro il 2025.

Attraverso la digitalizzazione i tedeschi potrebbero aumentare il valore aggiunto del Pil, sempre entro il 2025, di 20 miliardi di euro.

Come?

Il ruolo della digitalizzazione come motore di innovazione è particolarmente evidente nei settori dell’energia, della mobilità e della produzione in generale. 

E non solo in Germania.

Se persone e ambiente sono il nodo centrale del cambiamento e dello sviluppo, il digitale è considerato una grande opportunità per la sostenibilità e la coesione.

Per quanto riguarda la “nostra” situazione, il divario di crescita dell’Italia rispetto all’Europa va di pari passo con il suo ritardo tecnologico, che si traduce in una perdita di competitività.

Una delle principali questioni che ci troviamo ad affrontare in questi anni è quella di rispondere in maniera efficace alle numerose sfide ambientali e sociali. Ciò non diminuisce la competitività del sistema produttivo, anzi l’amplifica.

Per raggiungere tali obiettivi, un ruolo fondamentale lo svolgono le tecnologie digitali e l’eco-innovazione.

Quando parliamo della transizione green e del passaggio dal modello lineare a quello circolare, sappiamo bene quanto siano fondamentali le tecnologie innovative.

Immaginate semplicemente quanto il digitale può facilitare i processi.

Da un’economia in cui le risorse e i materiali seguono un flusso continuo, che inizia con l’estrazione delle materie prime e termina con lo smaltimento post-consumo dei prodotti finiti.

Ad una in cui, attraverso una serie di “ricircoli”, si cerca di raggiungere la massima valorizzazione di materiali, componenti e prodotti. Se a tutto questo aggiungiamo l’uso di energie sostenibili, potremmo davvero sperare in un futuro certo per questo pianeta…

La tecnologia è utile in casa, figuriamoci per la risoluzione di problematiche a livello planetario.

Le ONG e il mondo accademico, per esempio, stanno esplorando applicazioni digitali uniche nel monitoraggio dei progetti e nei cicli di apprendimento.

Green Economy e tecnologie digitali: Megatrends

Non si tratta più di strumenti di supporto, Green economy e tecnologie digitali, con diversi gradi di intensità, influenzano ogni ambito.

Basti pensare agli effetti della digitalizzazione in alcuni settori come i media (perdita di importanza della carta stampata), nell’industria musicale (prodotti e canali di vendita completamente digitalizzati) o nella vendita al dettaglio (acquisti online).

La digitalizzazione è infatti considerata un megatrend. Perché colpisce tutti gli ambiti sociali ed economici, per esempio modificano i processi produttivi nelle aziende e lo stile operativo dei dipendenti.

Cosa sono i megatrends?

Tendenze complesse in grado di produrre cambiamenti significativi sul lungo termine. Spesso legati a fattori strutturali come demografia, ambiente, innovazione scientifica e tecnologica.

Sono un insieme di forze in grado di modificare non solo le economie mondiali ma anche le società globali.

Il termine è stato coniato dallo scrittore John Naisbitt, che pubblicò nel 1982, negli Usa, un libro intitolato proprio “Megatrends”. Secondo Naisbitt i megatrends, se vengono gestiti bene, possono essere molto proficui.

I megatrends hanno risvolti sull’economia, ma non sono necessariamente fenomeni economici.

La categoria appena definita comprende fenomeni come il cambiamento climatico, la globalizzazione, il cambiamento demografico, l’urbanizzazione e, appunto, la digitalizzazione.

Così, è stato strutturato uno studio per il Ministero dell’Ambiente della Germania, su “La digitalizzazione delle tecnologie verdi” (Die Digitalisierung in der Greentech-Branche, 2016).

La digitalizzazione delle tecnologie verdi

Roland Berger incrocia quattro leve delle tecnologie digitali con i settori strategici della green economy e valuta l’influenza che potranno avere.

Vediamo quali sono le prime due leve.

Dati digitali. Il volume di dati generato nel mondo raddoppia ogni due anni. Non si tratta solo dell’aumento o dell’enorme quantità di dati, ma anche di aspetti qualitativi come la velocità e la diversità. Attraverso l’elaborazione di questi dati è possibile fare previsioni.

Ad esempio, i processi nei parchi dell’energia eolica possono essere analizzati utilizzando i dati dei sensori. Formulando, sulla base di questi, modelli previsionali relativi al profilo di rischio, all’andamento delle condizioni e alla vita utile residua degli aerogeneratori.

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Sostanzialmente si può pianificare meglio la manutenzione e l’assistenza.

Un altro esempio di analisi dei dati digitali lo troviamo nella gestione dell’acqua. L’analisi dei dati consente, tra le altre cose, una creazione mirata di piani di implementazione delle stazioni di pompaggio, una pianificazione raffinata delle capacità di stoccaggio e il monitoraggio del consumo energetico.

Automazione. La digitalizzazione apre nuove possibilità nell’automazione, per migliorare l’efficienza energetica della produzione.

L’automazione consente processi completamente nuovi nel settore delle costruzioni. Ad esempio: le case vengono costruite come prototipi con l’ausilio di stampanti 3D.

I dispositivi stampano parti dell’edificio secondo le specifiche del piano di costruzione. Ciò consente di risparmiare fino al 60 percento di materiale, perciò questo processo aumenta notevolmente l’efficienza nel trattamento dei materiali.

L’interazione tra green economy e tecnologie digitali per ridurre l’inquinamento

Fin da subito comprendiamo che queste leve costituiscono la base per sistemi che contribuiscono ad evitare, ridurre o eliminare l’inquinamento ambientale.

È proprio attraverso l’interazione delle quattro leve che la digitalizzazione sviluppa il suo dinamismo e la sua forza nelle tecnologie verdi.

Vediamo le altre due leve:

Interfaccia utente digitale. Siti Internet, software, app o social network servono le aziende come interfacce digitali per utenti, clienti e dipendenti e offrono nuovi prodotti o servizi sempre più personalizzati.

Ad esempio, gli utenti ricevono dati elaborati riguardanti il proprio consumo energetico su diversi dispositivi come tablet, smartphone o PC.

E poi, questi consumatori possono far stilare il loro bilancio ecologico personale e determinare la propria impronta di CO₂ individuale.

Networking. L’utilizzo della rete digitale per lo scambio di informazioni può riguardare la comunicazione tra macchine (machine-to-machine, M2M). In cui vengono, in genere, scambiati gli stessi tipi di dati, o in diversi formati, ad esempio tramite il cloud.

Muoversi utilizzando diversi mezzi di trasporto, come automobili, autobus, treni e biciclette, può essere combinato in modo più efficiente grazie al networking digitale.

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Esempi di collegamento in rete si possono trovare anche nel settore energetico. Ad esempio, nelle centrali elettriche virtuali, dove diversi produttori di energia decentralizzati sono interconnessi, per creare la rete e beneficiarne.

Green economy e tecnologie digitali nel rapporto UNDP

Anche la pandemia ha mostrato l’importanza dell’accoppiata Green Economy e tecnologie digitali.

In molti casi sono stati il Covid-19 e la crisi ambientale ad accelerare la trasformazione digitale.

Quindi nel rapporto “Human Development” l’UNDP da una parte ci avverte che su alcune dimensioni dello sviluppo umano stiamo assistendo a privazioni equivalenti a quelle degli anni ’80.

Dall’altra, vengono esaminate le tendenze emergenti su alcune delle tecnologie chiave nelle economie in via di sviluppo.

Queste sembrano avere il potenziale per contribuire a realizzare un’economia verde e resiliente sul lungo termine.

Le tecnologie nuove, considerate “più economiche”, hanno innanzitutto reso i dati geospaziali più accessibili.

Vediamo che nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, le nuove tecnologie giocano un ruolo chiave.

Sono questi i luoghi che affrontano i rischi immediati di innalzamento del mare e le condizioni meteorologiche estreme indotte dal cambiamento climatico.

Nelle Maldive, quindi, l’UNDP usa i droni per mappare zone a rischio di disastri.

A Tuvalu, la tecnologia Light Detection and Ranging ha permesso di misurare accuratamente la situazione sull’impatto dell’innalzamento del livello dell’oceano.

In Perù, usano i dati spaziali per capire come sviluppare la gestione delle foreste tra gruppi indigeni e governo. Aiutando così il governo a tracciare un piano di recupero forestale.

I dati satellitari possono anche essere utilizzati per sviluppare programmi di microassicurazione per gli agricoltori. Pur essendoci alcuni ostacoli da superare.

Un consorzio di assicuratori attraverso la Blue Marble Alliance sviluppa piani di microassicurazione in collaborazione con il Programma alimentare mondiale.

I dati delle precipitazioni satellitari e un’applicazione mobile, consentono pagamenti automatici agli agricoltori in caso di perdita del raccolto, causato da precipitazioni significativamente superiori o inferiori alla media.

Questo può migliorare la resilienza e i mezzi di sussistenza di molti agricoltori, non solo nei paesi in via di sviluppo.

L’eco-Innovazione per lo sviluppo sostenibile

Secondo l’UNDP è necessario costruire un ecosistema intersettoriale di partnership tra governi, aziende e organizzazioni non profit. Grazie a green economy e tecnologie digitali, questo assicurerà che le organizzazioni beneficino delle migliori pratiche ed evitino di “reinventare la ruota” dove possibile. 

Un esempio di partnership intersettoriale è l’ImpactAim Venture Accelerator in Armenia.

In collaborazione con Enterprise Incubator Foundation and Innovative Solutions e la Technologies Center Foundation, l’acceleratore chiama a candidarsi le imprese tecnologiche focalizzate sull’efficienza energetica e le energie rinnovabili.

Esplorando l’applicazione di tecnologie come l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati nel settore ambientale, vengono informati meglio i politici e i risultati sono rivoluzionari.

Lavorando “attraverso i settori” per trovare soluzioni innovative al cambiamento climatico, questo acceleratore sta costruendo un futuro migliore.

Meccanismi innovativi stanno emergendo nella fintech. È il caso della piattaforma forestale GCash, supportata dalla Biodiversity Finance Initiative, nelle Filippine.

Le persone si iscrivono su una app e raccolgono punti per attività sostenibili come camminare, rinunciare a bollette di carta o comprare prodotti biologici.

Più di due milioni di persone si sono già iscritte all’app e più di 500.000 dollari sono stati investiti per piantare alberi.

Infine, sensori più piccoli ed economici permettono la raccolta di dati ambientali in tempo reale e la gestione efficiente delle risorse.

Le app sono in crescita: dalla mobilità e le città intelligenti, all’agricoltura sostenibile (sistemi di irrigazione e gestione della catena del valore).

I contatori intelligenti sono un risultato, e una chiave per passare dall’energia non rinnovabile alle fonti rinnovabili. Quindi all’energia sostenibile.

Il team UNDP Natura, Clima ed Energia insieme all’Ufficio dello Chief Digital Officer, sono aperti a capire come le tecnologie digitali possono portare ulteriore impatto per lo sviluppo green sostenibile.

Chiedono di inviare feedback e idee a digital@undp.org