In Italia sostenibilità e Green Economy procedono a braccetto. Sono ormai tantissime le aziende che perseguono la svolta sostenibile nelle loro attività, contribuendo così al più grande obiettivo di europeo di un’economia climaticamente neutra per il 2050.

La Green Economy mira all’utilizzo consapevole delle risorse ambientali. In pratica il valore di un qualsiasi sistema produttivo è calcolato guardando anche all’impatto ambientale. In particolare, ci si concentra sui possibili danni che questo provoca dall’inizio alla fine dell’intero ciclo di vita.

Questa strategia, unita al sistema dell’economia circolare, assicura la massimizzazione e il riutilizzo delle risorse. Ciò permette quindi di apportare efficienza nei consumi e riduzione del ricorso alle materie prime. 

Appena venti anni fa investire in sostenibilità era un fardello per le imprese. La recente pandemia ha mostrato, invece, come le imprese italiane che applicano la Green Economy siano più resilienti rispetto a quelle non green.

Ciò è stato comprovato anche dall’ultimo Rapporto GreenItaly 2020, condotto dalla Fondazione Symbola con Unioncamere. Su un campione intervistato di 1000 imprese manifatturiere, infatti, risulta che le aziende che hanno investito negli anni in sostenibilità sono riuscite ad aumentare il proprio fatturato di un +7% rispetto a quelle non eco-friendly in piena pandemia.

In questo scenario, pioniere della Green Economy e dell’importanza per le imprese di percorrere una scelta sostenibile è stata Assolombarda. Essa è infatti responsabile del progetto Green Economy Network, che nasce nel 2011 con lo scopo di dare visibilità alle realtà locali che si impegnano nell’economia verde. 

Vediamo insieme da allora cosa è successo a livello nazionale, lombardo e infine europeo.

L’Italia investe in Green nonostante la pandemia

La brusca frenata imposta all’economia dalla crisi causata dal Covid-19 non sembra aver intimidito le imprese che credono fermamente nell’economia verde come unica strada da percorrere.

Infatti, i dati dell’ultimo Rapporto GreenItaly 2020 ‒ che controlla e monitora l’andamento della Green Economy in Italia ‒ non lasciano dubbi a riguardo.

Negli ultimi 5 anni 432 mila imprese italiane, sia manifatturiere che nel campo dei servizi, hanno investito in tecnologie green, quasi un’azienda su tre ha puntato alla sostenibilità. 

Nel quinquennio precedente le imprese investitrici erano state 345 mila.

Inoltre, l’Italia è al primo posto in Europa nell’economia circolare: il 79,3% dei rifiuti viene utilizzato per il riciclo. Questo importante traguardo è un’ulteriore conferma dell’impegno nazionale nella strategia del Green Economy Network. Il dato è reso ancora più interessante dal distacco con gli altri paesi europei: la Francia si trova al secondo posto con il 55% e la Germania al 43% (dati 2018).

Anche il lavoro Green è in crescita. Nel 2019 l’occupazione nei green jobs è aumentata del 35%, superando la soglia dei 3 milioni di posti di lavoro. 

Infatti, la conversione delle imprese alla Green Economy porta a un rinnovo naturale dei posti di lavoro più tradizionali con altri green, creando anche nuove opportunità. Per il quadriennio 2020-2024 si aspetta un ulteriore incremento di un milione di posti di lavoro.

La Green Economy come strumento per ripartire

Pare proprio che la Green Economy sia il percorso giusto per le aziende che vogliono crescere e uscire dalla crisi pandemica, come afferma anche il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci:

 “Si coglie una accelerazione verso il green del sistema imprenditoriale italiano. Un’Italia che fa l’Italia ed è la sperimentazione in campo aperto di un paradigma produttivo fatto di cura e valorizzazione dell’ambiente, dei territori e delle comunità, che ci può aiutare ad uscire dalla crisi migliori di come ci siamo entrati”.

Gli eco-investimenti hanno quindi effetti positivi sulle performance aziendali e si sono dimostrati un punto di forza in un momento di profonda crisi. 

Dal Rapporto GreenItaly 2020 sono emersi quindi 4 punti principali derivati dall’applicazione della Green Economy al mercato italiano:

  1. L’Italia continua il suo investimento nella Green Economy;
  2. Le imprese che investono in green sono più resilienti, probabilmente perché hanno strutture produttive e organizzative più moderne e flessibili;
  3. Le imprese green puntano molto all’innovazione, privilegiando le competenze 4.0
  4. Il 47% delle imprese under 35 ha investito in green economy negli ultimi tre anni contro il 23% delle restanti.

In sintesi si può dire le le imprese che abbracciano la Green Economy sono più smart, più dinamiche e puntano molto all’innovazione tecnologica probabilmente perché sono più giovani.

Tuttavia, dalle risposte delle aziende intervistate per il Rapporto GreenItaly è emerso che il 53% vede ancora gli investimenti green come dei vincoli, senza coglierne le potenzialità.

La Lombardia fiore all’occhiello della Green Economy italiana

Tra le regioni italiane è ancora una volta la Lombardia il motore trainante nel campo dell’industria e dei servizi. Delle 432 mila imprese che hanno investito in Green Economy nell’ultimo quinquennio, ben 78 mila sono lombarde.

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Bosco Verticale a Milano.

L’impegno e l’interesse per la Green Economy in Lombardia fa il suo debutto ufficiale 10 anni fa quando Assolombarda istituisce il Green Economy Network. Essa consiste in una rete di 400 imprese pensata per dare supporto e visibilità alle aziende in questo settore.

Lo scopo di questo network è quello di favorire il dialogo tra le imprese che abbracciano la Green Economy e le istituzioni nazionali e internazionali.

Già questo primo censimento delle realtà locali nel 2011 aveva delineato una situazione composta da aziende molto competenti e innovative impegnate in mobilità sostenibile, rinnovabili, rifiuti, prodotti ecosostenibili e tanto altro. Da allora l’impegno green ha continuato a crescere in maniera trasversale interessando anche le opportunità lavorative.

Una forte conferma viene dal 7°posto di Milano nella Top 10 a livello mondiale tra le città con la più alta concentrazione di professionisti in ambito di sostenibilità. Lo studio è stato condotto da LinkedIn lo scorso anno analizzando i dati dei suoi 675 milioni di iscritti. 

Un altro punto interessante è che in questa classifica ben 6 città su 10 sono europee (Londra inclusa), riprova del forte impegno dell’UE verso una società economicamente più sostenibile.

L’Europa punta a zero emissioni di CO2 per il 2050: il Green Deal

Mentre in Italia cresce il giro della Green Economy, una forte spinta alla trasformazione viene anche dal piano dell’Unione Europea per i prossimi 10 anni. 

Nel corso del 2020 la Commissione europea ha presentato i vari punti della tabella di marcia del cosiddetto Green Deal. Il progetto europeo per la transizione verso un’economia sostenibile prevede uno stanziamento di 1.000 miliardi di euro nei prossimi dieci anni con lo scopo di raggiungere l’obiettivo zero emissioni nel 2050.

Questo piano d’azione ha infatti il suo focus sugli investimenti per la decarbonizzazione, sulla mobilità sostenibile e sulla spinta per l’innovazione tecnologica eco-friendly.

Inoltre, sono previsti un sostegno finanziario e assistenza tecnica per quei settori che più faticano nella conversione alla Green Economy.

Sembra che il percorso da intraprendere sia chiaro. Le aziende che vogliono rimanere competitive e presenti sul mercato non possono che scegliere di investire in sostenibilità.

Rifiutarsi di entrare nella rete della Green Economy rappresenta una strategia vincente soltanto nel breve periodo, perché l’azienda risparmia sulla trasformazione degli impianti e dei processi. 

Tuttavia, come i recenti avvenimenti hanno dimostrato, un’azienda che investe in Green Economy gode di un netto vantaggio competitivo nel lungo periodo.

Le aziende green sono più flessibili e resilienti, veloci nel rispondere e nell’adattarsi ai cambiamenti del mercato e della società.

Ultimo punto da non dimenticare, forse il più importante di tutti, è il motivo principale per cui si è messa in moto questa trasformazione sostenibile a livello mondiale. Preservare la bellezza della biodiversità e ridurre le emissioni di CO2, dannose per la sopravvivenza dell’intero pianeta.