Il Green New Deal dell’Italia va di pari passo a quello europeo.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, infatti, ha fatto del cambiamento climatico una priorità assoluta, con l’obiettivo di rendere l’Europa neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

Il Green New Deal è un accordo europeo che coinvolge gli Stati membri e che agisce come un meccanismo di riallocazione.

Per ridurre gli impatti climatici, occorre che l’accordo:

  • favorisca il trasferimento degli investimenti;
  • agevoli il lavoro in settori economici chiave;
  • sostenga i segmenti più vulnerabili della società durante il processo di decarbonizzazione.

La direzione del Green New Deal

Raggiungere gli obiettivi del Green New Deal si può, a patto che tutti gli Stati membri guardino nella stessa direzione e che agiscano su 4 aspetti fondamentali:

  1. Il prezzo del carbonio

Si deve stabilire un prezzo del carbonio significativo per tutti i settori, per contrastare l’utilizzo di fonti di energia non rinnovabile.

Per prima cosa, devono essere messi in atto strumenti come sussidi per le esportazioni a basse emissioni di carbonio e standard ambientali più severi che gli importatori devono rispettare per accedere al mercato dell’UE.

  • Gli investimenti sostenibili

Bisogna attuare una strategia di investimento sostenibile che spinga le aziende a cambiare tecnologia e promuova un cambiamento comportamentale tra i cittadini, compensando gli eventuali costi crescenti che devono affrontare a causa dell’aumento dei prezzi del carbonio.

Gli investimenti verdi devono essere promossi spostando gli attuali fondi dell’UE verso questo scopo, consentendo ai Paesi dell’UE di sostenere gli investimenti verdi e incentivando gli investimenti privati attraverso misure normative e il sostegno alle banche di promozione europee.

  • La politica industriale

L’industria europea deve essere rafforzata attraverso il sostegno all’innovazione verde.

Come?

Creando le condizioni per lo sviluppo di aziende europee innovative e verdi (ad esempio attraverso nuovi standard di prodotto) ed esportando il Green Deal europeo nelle politiche degli Stati membri.

  • La giusta transizione

Questo punto prevede che le conseguenze sociali più impegnative derivanti dalle politiche climatiche dovrebbero essere prese in considerazione e affrontate con misure di compensazione mirate.

Anche ampliando il campo di applicazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e adattando il meccanismo per aiutare la transizione nelle regioni carbonifere.

Il Green New Deal in Italia

Gli obiettivi europei sono di rivedere la normativa sul clima e di introdurre nuove leggi sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità e sull’innovazione.

Per perseguire questi obiettivi, la Commissione europea ha compiuto delle iniziative, anche alla luce dello scenario economico e sociale post pandemia.

Tra queste, il pacchetto sulla ripresa è molto dibattuto perché prevede egli aiuti di importo eccezionale (circa 700 miliardi di euro).

Così l’Italia, come gli altri Stati che intende accedere a questi fondi, ha predisposto un Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR – Recovery and Resilience Plan) per il periodo 2021-2026.

Il Regolamento europeo che ha previsto questi aiuti, ha stabilito che almeno il 37% della spesa del PNRR sia rivolta agli obiettivi climatici.

Così, gli obiettivi di decarbonizzazione e sviluppo delle fonti rinnovabili rivestono un ruolo centrale.

In particolare, tra i sei grandi pilastri su cui bisogna focalizzare per poter ottenere il sostegno europeo, c’è la Transizione verde che discende direttamente dal Green Deal e dal doppio obiettivo dell’Ue: la neutralità climatica entro il 2050 e l’agenda 2030 (la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto al 1990).

Il Green News Deal italiano si basa quindi fortemente sul Piano nazionale italiano di ripresa e resilienza PNRR e, per abbracciare i mutamenti avvenuti negli ultimi due anni, aggiorna il Piano Nazionale integrato Energia e Clima (PNIEC) e la Strategia di Lungo Termine per la Riduzione delle Emissioni dei Gas a Effetto Serra.

Lo stato dell’arte del Green News Deal italiano

In Italia, il Green New Deal è stato previsto con il DM 1/12/2021 con il quale il nostro Paese ha stanziato 750 milioni di euro per raggiungere gli obiettivi previsti dal patto verde europeo nelle aree di:

  • sostenibilità  ambientale;
  • efficientamento energetico
  • innovazione tecnologica per la resilienza economica.

Tale misura vuole sostenere i progetti di imprese attraverso l’impiego del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI).

Così il Patto Verde italiano si rivolge alle imprese che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca.

Queste possono presentare progetti singolarmente o in forma congiunta e indipendentemente dalla loro dimensione.

Di seguito elenchiamo gli obiettivi che i progetti finanziabili devono perseguire:

  • decarbonizzazione dell’economia;
  • economia circolare;
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • rigenerazione urbana;
  • turismo sostenibile;
  • mitigazione dei rischi del cambiamento climatico.

Le imprese nazionali che decideranno di partecipare al Green New Deal, dovranno raggiungere tali obiettivi attraverso dei progetti finalizzati alla creazione o al miglioramento di prodotti, processi o servizi.

I requisiti per partecipare al Green New Deal italiano

Perché il Belpaese finanzi i progetti delle imprese, è necessario che questi rispettino alcuni requisiti. In particolare essi devono:

  • essere realizzati nel territorio italiano;
  • prevedere lo start successivamente alla richiesta delle agevolazioni;
  • avere dei costi compresi tra i 3 e i 40 milioni di euro;
  • avere una durata compresa tra i 12 e i 36 mesi.

Il Patto Verde italiano prevede anche degli investimenti per l’industrializzazione.

Questi sono rivolti alle PMI, devono prevedere un notevole impatto in termini di sostenibilità e innovazione e devono attuarsi con la creazione di nuovi prodotti oppure trasformando ed efficientando il processo produttivo.