Di agrovoltaico si parla sempre più, tant’è che l’Italia prevede linee guida e incentivi ad hoc.

Da pochi mesi sono infatti state pubblicate le Linee Guida per la Progettazione, la Costruzione e l’Esercizio degli Impianti Agrovoltaici dal Ministero della Transizione Ecologica.

Questo è avvenuto con il coordinamento di più enti come il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA), il Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (GSE), l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) e la Ricerca sul Sistema Energetico S.p.A. (RSE).

D’ora in poi, gli sviluppatori e, in generale, i proprietari di impianti agrovoltaici dovranno tenere conto dei principi qui esposti, affinché gli impianti siano classificati come agrovoltaici.

Lo scopo delle linee guida è quello di chiarire le caratteristiche e i requisiti minimi che un impianto fotovoltaico deve avere per essere considerato “Agrovoltaico”. Si distinguono due tipi di impianti:

  • Impianti agrotecnici che garantiscono un’interazione tra produzione di energia solare e produzione agricola destinata a preservare la continuità delle attività agricole e pastorali;
  • Impianti agrovoltaici avanzati, anch’essi ammessi agli incentivi e disciplinate dal decreto legislativo 4/2012.

Questi sistemi avanzati sono tali se preservano la continuità delle attività agricole e pastorali, sul sito di installazione con dei requisiti:

  • devono infatti adottare soluzioni integrative innovative con il montaggio dei moduli fotovoltaici sollevati da terra, prevedendo anche la rotazione dei moduli stessi, in modo da non compromettere la continuità delle attività agricole, e consentendo eventualmente anche l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale;
  • e devono prevedere l’implementazione di sistemi di monitoraggio per verificare l’impatto dell’impianto fotovoltaico sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola, la continuità delle attività delle aziende agricole, il recupero della fertilità del suolo, il microclima e la resilienza ai cambiamenti climatici.

Quali requisiti soddisfare per gli incentivi sull’agrovoltaico?

Le linee guida degli incentivi all’agrovoltaico considerano 5 tipi di requisiti (A, B, C, D ed E).

I requisiti base per gli impianti agrovoltaici

Il requisito A prevede che l’impianto consenta l’integrazione dell’attività agricola e della produzione di energia elettrica, con una configurazione degli spazi che migliori il potenziale produttivo di entrambi i sottosistemi.

A.1 L’integrazione tra attività agricola e produzione di energia elettrica si ha quando l’area di intervento è dedicata, per tutta la durata di vita dell’impianto agrovoltaico, alla coltivazione agricola, alla floricoltura o al pascolo del bestiame. E almeno il 70% della superficie degli appezzamenti oggetto dell’intervento deve essere dedicata all’attività agricola.

A.2 Per quanto riguarda la configurazione degli spazi, la superficie totale coperta dai moduli fotovoltaici deve essere di massimo il 40%.

Il requisito B invece è soddisfatto se l’impianto agrovoltaico è gestito in modo da garantire la produzione sinergica di energia elettrica e di prodotti agricoli, senza compromettere la continuità delle attività agricole e pastorali.

In particolare, la resa elettrica di un impianto agrovoltaico correttamente progettato, rispetto a quella di un impianto fotovoltaico standard non deve essere inferiore al 60%.

Soluzioni innovative integrate con moduli sollevati da terra

Per soddisfare il requisito C, il sistema agrovoltaico deve adottare soluzioni innovative integrate con moduli sollevati da terra, volte a ottimizzare le prestazioni dell’impianto agrovoltaico sia in termini energetici che agricoli.

In base all’altezza dei pannelli fotovoltaici, nel requisito C sono previsti tre tipi di impianti:

Nel primo tipo, l’altezza minima dei moduli è studiata per consentire la continuità delle attività agricole (o zootecniche) anche al di sotto dei moduli fotovoltaici. Nel secondo tipo, invece, l’altezza dei moduli da terra non è tale da consentire lo svolgimento di attività agricole al di sotto dei moduli fotovoltaici. Infine, nel terzo di impianti, i moduli sono disposti in posizione verticale.

Solo gli impianti di tipo 1 e 3 possono essere identificati come impianti agrovoltaici avanzati conformi al Requisito C.

Pertanto, per rientrare nelle tipologie 1 e3, bisogna prevedere 3 metri nel caso di attività zootecnica (altezza minima per consentire il passaggio continuo del bestiame) e 1 metro nel caso di attività di coltivazione (altezza minima per consentire l’uso di macchinari funzionali alla coltivazione).

Gli impianti agrovoltaici di tipo 2, invece, non comportano alcuna integrazione tra produzione energetica e agricola, ma solo un uso combinato della porzione di terreno interessata.

Sistema di monitoraggio e recupero della fertilità

Passando poi al requisito D, questo è invece soddisfatto se l’impianto agrovoltaico è dotato di un sistema di monitoraggio. Per verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico. Ma anche la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività delle aziende agricole coinvolte.

Il punto D.1 riguarda il monitoraggio del risparmio idrico, mentre il D.2 il monitoraggio della continuità dell’attività agricola.

In questo ambito sono da controllare l’esistenza e la resa della coltura e il mantenimento dell’orientamento produttivo.

Questa attività può essere svolta attraverso una relazione tecnica periodica, redatta da un agronomo, diverso dal responsabile dell’impianto.

Infine, il requisito E prevede che l’impianto agrovoltaico sia dotato di un sistema di monitoraggio. Questo, oltre a soddisfare il requisito D, deve permettere di verificare il recupero della fertilità del suolo, del microclima e della resilienza al cambiamento climatico.

Accesso agli incentivi per l’agrovoltaico in base ai requisiti

La conformità ai requisiti A e B è obbligatoria per definire un impianto fotovoltaico costruito in un’area agricola come “Agrovoltaico di base“.

La conformità ai requisiti A, B, C e D è invece obbligatoria per soddisfare la definizione di “Impianto Agrovoltaico Avanzato“. Inoltre, il rispetto di tali requisiti è condizione esclusiva per l’accesso agli incentivi statali, erogabili in tariffa elettrica.

Il rispetto dei requisiti A, B, C, D ed E sono condizioni preliminari per l’accesso ai contributi del PNR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Infine, le linee guida definiscono altri elementi di premialità ai fini dell’accesso ai contributi del PNR con parametri e condizioni che saranno stabilite da un nuovo decreto del Ministro della Transizione Ecologica.

Si ricorda che gli incentivi della misura PNRR “Parco Agrisolare”, prevedono una dotazione di 1,5 miliardi di euro con l’obiettivo di “promuovere l’installazione di pannelli fotovoltaici con una nuova capacità di generazione di 375.000 Kw da energia solare”.