Lo scorso anno è stato varato il Decreto FER. Questo ha come focus: incentivi, energia rinnovabile e produzione di energia da fonti non inquinanti.

Per centrare gli obiettivi della transizione energetica il triennio 2019-2021 rappresenta un “punto di partenza” fondamentale. 

Allo scopo di accrescere la produzione e l’utilizzo di energia rinnovabile, Italia ed Europa si allineano alle politiche energetiche di un mondo impegnato nella decarbonizzazione.

Nello specifico, tali obiettivi sono stati definiti nel nostro Paese attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Il D.M. 04/07/2019 è stato strutturato in continuità con il D.M. 06/07/2012 e il D.M. 23/06/2016.

Ha come fine ultimo quello di promuovere, grazie a sostegni economici, il diffondersi degli impianti (piccola, media e grande taglia) necessari a produrre energia sostenibile

Siamo solo all’inizio, ma proprio a questo punto si intrecciano argomenti, concetti e obiettivi che fanno parte di un quadro complesso.

In poche righe abbiamo fatto riferimento ad una serie di questioni che sembrano ripetersi attraverso sinonimi e locuzioni apparentemente simili. Eppure, ciascun concetto rappresenta la chiave d’accesso per conoscere altrettante “soluzioni” (vedi per esempio “energia circolare“).

Se fossimo gli artisti, autori dell’opera, potremmo dare un titolo del genere “Vita sul pianeta terra: la ricerca dell’equilibrio tra gli uomini e la natura”.

In quest’opera, hanno il ruolo di protagonisti:

le energie rinnovabili, che provengono da risorse naturali e il cui utilizzo non compromette la loro disponibilità nel tempo. Queste, infatti, sono in grado di rigenerarsi in maniera differente rispetto alle fonti di energia non rinnovabile.

l’energia non rinnovabile, come i combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale) e le fonti nucleari (uranio e plutonio). Che hanno la caratteristica di formarsi durante lunghi periodi di tempo. La loro disponibilità, soprattutto attualmente, risulta molto limitata.

l’energia sostenibile, che vuole indicare una modalità nella produzione e nell’utilizzo delle fonti e dell’energia. Questo tipo di risorsa, insieme all’energia circolare, hanno a che fare con tutto ciò che concerne lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Quali sono gli incentivi per l’energia rinnovabile

Gli incentivi energia rinnovabile fanno parte di un piano che è globale.

Questo piano è scandito da traguardi, obiettivi a breve e lungo termine, direttive UE recepite dall’Italia ed infine da tutta la progettazione e l’attività che viene svolta sul territorio nazionale.

Il quadro normativo che serve a regolare la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili si inserisce, quindi, nell’ampio piano di sviluppo sostenibile, sia ambientale che “umano”.

L’energia rinnovabile, infatti, oltre alla sua peculiarità di essere distribuita praticamente in tutte le aree geografiche del pianeta, offre ulteriori e svariati vantaggi.

Uno in particolare: si tratta di energia pulita e, in quanto tale, non ha un impatto inquinante sull’ambiente.

Le rinnovabili limitano, dunque, le emissioni di CO2, responsabili principali dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici, rischiosi soprattutto per l’uomo.

Perciò, tornando a noi, in Italia gli incentivi pro-installazione di impianti per l’energia rinnovabile vengono erogati a partire da differenti meccanismi.

Si tiene conto del tipo di fonte, delle caratteristiche dell’impianto o anche della data a cui risale la sua costruzione.

In particolare, quando si fa riferimento al Decreto FER 1, in vigore dall’agosto 2019, si parla di agevolare la diffusione di piccoli impianti tra cui quelli classici e da nuove fonti.

Nel Decreto FER 2, invece, gli incentivi dovrebbero essere dedicati a modernizzare o costruire impianti a biogas, solare termodinamico e geotermoelettrici. Siamo in attesa di visionarlo.

Tra gli altri incentivi pubblici pensati per le fonti di energia rinnovabile, in Italia abbiamo:

  • Certificati Verdi (CV)
  • Conto Energia
  • Conto Termico
  • Contributi comunitari, nazionali e regionali

Decreto Fer 1

Gli incentivi energia rinnovabile denominati FER-E (rinnovabili elettriche, escluso il fotovoltaico) sono stati messi in campo a partire dal 2013.

Il decreto FER 1 (4 luglio 2019, Gazzetta Ufficiale n.186 del 9 agosto 2019) serve a sostenere gli investimenti per l’energia elettrica da impianti:

  • eolici on shore
  • solari fotovoltaici
  • idroelettrici
  • a gas residuati dei processi di depurazione

L’incentivazione è differenziata in base:

  • alla fonte rinnovabile
  • alle dimensioni degli impianti
  • alla data di costruzione
  • a quando è avvenuto l’allaccio alla rete di distribuzione

In base alla tipologia, alla fonte e alla categoria di intervento, gli impianti ammessi al diritto d’incentivo vengono suddivisi nel decreto in quattro gruppi:

Gruppo A: gli impianti eolici on-shore di nuova costruzione, ricostruzione integrale, riattivazione, potenziamento. Gli impianti fotovoltaici di nuova costruzione.

Gruppo A-2: gli impianti fotovoltaici nuovi, in cui i moduli vengono installati per sostituire coperture di edifici e di fabbricati rurali. In questo caso si parla anche della completa rimozione di eternit o amianto.

Gruppo B: gli impianti idroelettrici di nuova costruzione e ricostruzione integrale, escludendo quelli su acquedotto. Impianti idroelettrici in riattivazione e potenziamento. Gli impianti a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, riattivazione e potenziamento.

Gruppo C: gli impianti che sono oggetto di ristrutturazione totale o parziale eolici “on-shore”, idroelettrici, a gas residuati dei processi di depurazione.

centrale-produzione-energia-idroelettrica

Si accede agli incentivi in base, innanzitutto al gruppo di appartenenza, ma anche a seconda della potenza degli impianti.

Accesso agli incentivi energia rinnovabile 2020

Le due modalità di accesso:

  • attraverso procedure di partecipazione per iscriversi in appositi registri per quanto riguarda gli impianti che hanno potenza superiore a 1 kW e inferiore a 1 MW.  20 kW per il fotovoltaico.
  • attraverso la partecipazione ad aste al ribasso per quanto riguarda, invece, gli impianti di potenza superiore o uguale a 1 MW dei Gruppi A, B e C

Ai registri possono avere accesso anche gli aggregati di impianti che fanno parte di uno stesso Gruppo. La potenza unitaria non può essere inferiore a 20 kW (per fotovoltaico). La potenza complessiva, invece, non deve superare 1 MW.

Mentre alle aste gli impianti fotovoltaici aggregati (di potenza uguale o superiore a 1 MW) devono avere una potenza unitaria compresa tra 20 e 500 kW.

Come previsto dal decreto Fer 1, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha già pubblicato vari bandi per le procedure di iscrizione a Registri e Aste.

Il prossimo bando è il quinto e le iscrizioni saranno aperte dal 31 gennaio fino al 2 marzo 2021. Dei sette bandi previsti mancano poi:

  • Sesto bando: dal 31 maggio al 30 giugno 2021
  • Settimo bando: dal 30 settembre al 30 ottobre 2021

Tempi e documentazione

I 7 bandi previsti dal Decreto FER 1 (fino a ottobre 2021) ammontano complessivamente ad un investimento di circa 10 miliardi di euro.

Realizzare nuovi impianti, di potenza complessiva complessiva pari 8.000 MW, significherà aumentare la produzione di energia rinnovabile per 12 miliardi di KWh.

Dopo la pubblicazione, per ciascun bando ci saranno a disposizione 30 giorni per inviare le domande.

Entro 90 giorni successivi il GSE formerà la graduatoria degli ammessi. Per partecipare è necessario l’invio di tutta la documentazione richiesta:

  • la domanda di connessione all’Ente di Distribuzione con relativa accettazione del preventivo
  • le autorizzazioni per la realizzazione dell’impianto
  • la registrazione sulla piattaforma Gaudì
  • il versamento per la fideiussione provvisoria nel caso dei Gruppi A, A2 e B
  • il contributo per i costi dell’istruttoria
  • l’attestazione per le caratteristiche costruttive nel caso dell’idroelettrico

Solo dopo l’inserimento nella posizione utile in graduatoria, i lavori potranno essere avviati, fatta eccezione per alcuni casi. Comunque, tutto ciò avverrà in base alla comunicazione di inizio lavori. Questa viene trasmessa all’amministrazione competente, pena l’esclusione.

Incentivi Energia Rinnovabile: come si muove l’Italia

In Italia, considerare impianti utili alla produzione di energia pulita, quindi alimentati da fonti rinnovabili, significa fare riferimento al provvedimento Cip n. 6/92. Sono quegli impianti che utilizzano sole, vento, acqua, risorse geotermiche, maree, moto ondoso e quelli che trasformano i rifiuti organici ed inorganici o le biomasse.

Nel 1992 nacque la prima forma di supporto alle fonti energetiche rinnovabili (FER). Venivano ammesse ad usufruire degli incentivi le tecnologie FER Elettriche (FER-E).

Questo tipo di supporto è identificato come FIT (Feed in Tariff), ovvero CIP 6.

Allo scopo di incentivazione, questa normativa conteneva l’equiparazione delle fonti rinnovabili a quelle termiche con utilizzo dei reflui.

Queste, essendo superiori per potenza e costo degli impianti, alle rinnovabili dell’epoca, esaurirono rapidamente la possibilità economica degli incentivi (leggi 9 e 10 del 1991 e CIP6 del 1992).

In conseguenza di ciò, secondo alcuni analisti, la produzione di “vera” energia rinnovabile fu ritardata.

Conto Energia

Il Conto Energia, invece, è un programma che serve ad incentivare l’energia elettrica che viene prodotta attraverso impianti fotovoltaici e impianti solari termodinamici in connessione alla rete elettrica.

Dall’esordio di questo programma, hanno visto la luce ben cinque versioni.

Il Conto energia è stato introdotto in Italia nel 2005 con un Decreto Ministeriale. Al 28 luglio 2005 risale la nascita del Primo Conto Energia. Attualmente questo viene regolato dal Decreto Ministeriale del 05 luglio 2012, quinta versione del programma.

Quest’ultima versione vede come possibili beneficiari: persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici, enti non commerciali e condomini di unità abitative e/o di edifici che installino determinati impianti:

  • fotovoltaici, suddivisi per tipologia di installazione (art.7 DM 5 luglio 2012)
  • impianti fotovoltaici integrati che abbiano caratteristiche innovative (art.8)
  • fotovoltaici a concentrazione (art.9)

Per quanto riguarda, invece, il cosiddetto Conto Termico, gli incentivi che eroga sono stati introdotti dal decreto legislativo 28/2011 e vengono regolati dal DM 28/12/12.

Conto Termico

Il Conto Termico serve a promuovere interventi di piccole dimensioni per incrementare l’efficienza energetica e anche per produrre energia termica dalle fonti rinnovabili.

Questo tipo di incentivi possono essere erogati alle Amministrazioni pubbliche per una somma pari a 200 milioni di euro annui. Mentre i soggetti che possono beneficiare di una cifra pari a 700 milioni di euro sono: persone fisiche, condomini e titolari di imprese o di reddito agrario.

Una volta raggiunte tali cifre di spesa non potranno essere accettate ulteriori domande per sostegni economici durante lo stesso anno solare.

Gli incentivi del Conto Termico rappresentano contributi utili alle spese che vengono sostenute. Vengono erogati con rate annuali di durata variabile, tra i 2 e i 5 anni, in relazione agli interventi realizzati.

Gli incentivi per l’energia rinnovabile e la transizione energetica

Lo scenario mondiale che si profila attraverso le problematiche dei cambiamenti climatici richiede l’impegno e l’azione di singoli individui e della collettività.

Gli incentivi per l’energia rinnovabile sono solo una parte di tutte quelle “idee” che nel mondo si diffondono per far fronte alla situazione attuale. Scatenata soprattutto a causa dell’utilizzo sconsiderato di energia non rinnovabile..

Steven Chu delinea il futuro di luci e ombre che ci attende, in questo modo:

“Tutti facciamo fatica a prendere atto di cattive notizie che ci impongono di cambiare le nostre abitudini di vita. Ma c’è anche una buona notizia: che le tecnologie evolvono e quindi potrebbe non essere necessario fare cambiamenti radicali per interrompere il cambiamento climatico”

Steven Chu è il nome di una persona che come tante altre si dedica alle questioni ambientali.

Ma egli è anche l’ex Segretario all’energia per l’amministrazione Obama. E’ stato convocato da papa Francesco nella Pontificia Accademia delle Scienze.

Steven Chu è Premio Nobel per la fisica (1997) in quanto ha sviluppato metodi utili a raffreddare e intrappolare atomi con la luce laser.

Lo scienziato settantenne ha deciso che la sua attività di divulgatore e “ispiratore” in giro per il mondo non avrà fine sino a quando ce ne sarà bisogno.

E proprio la sua attività di motivatore ambientale lo ha portato anche in Italia. A Verona è stato intervistato da Wired e a loro ha confidato che la sua personalità si è come sdoppiata tra il desiderio di avanzare nella ricerca (pura e applicata) e la determinazione di voler proseguire il dialogo ambientale con gli stakeholder competenti.

Il suo spirito è paragonabile a quello di un attivista e dal suo esempio possiamo trarre grande ispirazione.