L’inquinamento dei mari è un problema ambientale che ha assunto dimensioni incontrollabili negli ultimi tempi.

Nonostante si stia cercando di fare molto per l’ambiente, attualmente solo il 10% della plastica di consumo viene opportunamente riciclata. Tutto il resto, finisce disperso nelle discariche e negli oceani.

L’inquinamento sta compromettendo tutto: la nostra salute, la biodiversità, la qualità dell’aria e quella dell’acqua.

Eppure, l’economia circolare ci insegna che i rifiuti possono essere un’importantissima risorsa e fungere da “nutrimento” per nuovi cicli produttivi.

Questo è il principio che ha guidato l’innovativo progetto di Alberto Bressan e Simone Scodellaro, fondatori di Soseaty Collective e del marchio SEAY (che si legge s-i-u-a-i).

Una linea di abbigliamento beachwear prodotta tramite il riciclo di plastica e rifiuti marini, attraverso un ciclo sostenibile che rispetta l’ambiente ed evita gli sprechi, come promosso dai principi del modello circolare.

Di storie di economia circolare ne abbiamo già ascoltate parecchie e la nostra bella Italia è ricca di esempi virtuosi.

Il progetto Soseaty è uno di questi e ha il merito di aver messo in piedi il primo modello di economia circolare in Italia che sia conforme alle normative sui rifiuti tessili. Le buone pratiche circolari, infatti, non terminano con la produzione di capi ottenuti da tessuti riciclati.

Visionari e determinati, i due fondatori hanno messo in piedi un progetto parallelo chiamato Re3. Re-sell, Re-use e Re-generate sono i tre principi guida che permettono ai clienti di risparmiare e, al tempo stesso, fare del bene agli altri e all’ambiente.

Abbiamo intervistato Alberto e ci siamo fatti raccontare come nasce SEAY, come funziona e quali sono i principi alla base del progetto Re3.

Cos’è SEAY?

SEAY è un innovativo brand di abbigliamento sportivo nato per combinare le esigenze di coloro che praticano sport acquatici con la necessità di rispettare l’ambiente in ogni fase del ciclo produttivo. Non solo costumi da bagno ma anche teli mare, felpe e accessori adatti al contesto marino.

Tutti i prodotti sono realizzati con materiali organici o riciclati. I costumi da uomo, ad esempio sono realizzati in tessuto SEAQUAL, poliestere 100% riciclato proveniente da scarti di lavorazione e plastica recuperata dal mare.

I prodotti della linea donna, invece, sono realizzati per il 35% da lycra e per il 65% da nylon ottenuto dal riciclo delle reti da pesca. ECONYL è un tessuto certificato e riciclabile numerose volte, che aiuta a contenere le emissioni di Co2 e ridurre fino all’80% l’impatto sul riscaldamento globale.

Infine, tutti i prodotti in cotone sono realizzati con cotone organico, quindi proveniente da coltivazioni naturali e prive di fertilizzanti e pesticidi.

Oltre all’uso di materiali riciclati e sostenibili, in SEAY ci impegniamo per ridurre le emissioni in ogni fase del processo produttivo.

Prima di tutto, abbiamo adottato il principio di filiera corta affidandoci a partner che non siano più lontani di 300 km dalla nostra sede di Vicenza. In secondo luogo, i nostri prodotti vengono consegnati in packaging organici e compostabili grazie ad un servizio di logistica Carbon Neutral.

Infine, abbiamo dato vita al progetto Re3 per estendere il ciclo vita dei prodotti e limitare gli sprechi.

Leggi anche: Economia circolare pro e contro: un’analisi obiettiva

Quali sono le motivazioni dietro la nascita del progetto SOSEATY?

Già la scelta del nome dell’azienda racchiude in sé la volontà di creare una comunità di individui che si impegnano per la salvezza dell’ambiente e dell’ecosistema. Soseaty è infatti l’unione di SOS (aiuto), SEA (mare) e SOCIETY (società).

“Vorrei pensare al futuro e cercare di non essere triste”. È una frase pronunciata da Elon Musk che mi ha particolarmente colpito. Penso a mia figlia, che ha sette anni, e al mondo bello che avevo io alla sua età, che anche lei merita di avere.

Quando penso alla realtà che stiamo lasciando ai nostri figli, tra inquinamento, esaurimento delle risorse e disastri ambientali, non posso sentirmi onesto con me stesso.

L’obiettivo del progetto SOSEATY, quindi, è quello di contribuire a preservare il patrimonio ambientale e sociale per le generazioni future. La sopravvivenza del genere umano su questo pianeta dipende infatti dal nostro atteggiamento verso la natura. Tutti ne siamo responsabili.

Il nostro “sogno utopico” è quello di avere clienti consapevoli, non consumatori.

I consumatori, infatti, sono per definizione individui che consumano le risorse. Al contrario, i clienti sono coloro che, quando non hanno più bisogno di un determinato prodotto lo cedono ad un nuovo proprietario. Così si estende il ciclo di vita e si evitano sprechi e rifiuti.

In questo, il concetto di economia circolare si discosta totalmente dall’idea di consumo materiale tipica del modello lineare.

In che modo SOSEATY e SEAY riducono l’impatto ambientale?

Soseaty è una società benefit, che si impegna a dimostrare anno dopo anno progressi in ambito ambientale e sociale.

Il principio nasce dal fatto che la catena produttiva del settore abbigliamento è la meno sostenibile in tutta l’economia.

Oggi, una t-shirt di un brand low cost, prodotta in Asia in condizioni di sfruttamento della manodopera, attraversa mezzo mondo per giungere fino ai nostri negozi. Tutto ciò comporta uno spreco di risorse naturali considerevole, emissione di Co2 e condizioni di lavoro umanamente inaccettabili.

Per cosa, poi? Per un capo di abbigliamento che indosseremo in media 7 volte prima di buttarlo.

Dobbiamo fare qualcosa per cambiare rotta.

Da qui nasce l’idea del modello Re3. L’obiettivo è quello di estendere il ciclo di vita dei prodotti, offrendogli una “seconda vita” e riducendo contemporaneamente sprechi ed emissioni.

Fonte: soseaty.com

Infatti, se estendessimo di soli 9 mesi il ciclo di vita degli indumenti del nostro guardaroba, contribuiremmo a ridurre del 30% le emissioni di Co2, di consumo di acqua e di produzione di rifiuti.

RE3 è un modello circolare sviluppato in collaborazione con cooperative sociali e aziende specializzate nel recupero tessile. Una collaborazione che comporta numerosi vantaggi.

Come funziona il modello Re3?

Acquistando un capo della collezione SEAY il cliente ha immediatamente uno sconto del 20% se porta in negozio un indumento che non usa più.

Questo può essere rivenduto, riusato o riciclato.

Se il capo è in buone condizioni, la Cooperativa Sociale Insieme, nostro partner, provvederà a rivenderlo (RE-sell) in uno dei suoi quattro punti vendita.

Se le condizioni non sono eccellenti ma l’indumento può ancora essere indossato, allora la Cooperativa provvederà a donarlo (RE-use) a persone in difficoltà.

Infine, se il capo non è in buone condizioni e non può essere più indossato, viene riciclato (RE-generate). In questa fase, Eurotexfilati è l’azienda partner che si occupa di trattare l’indumento affinché diventi una materia prima seconda, come filato rigenerato.

Infine, stiamo lavorando allo sviluppo di un sistema di tracciamento che permetterà ad ogni cliente può monitorare la destinazione del suo indumento. Attraverso un QR code si potrà scoprire se il capo è stato rivenduto, donato o riciclato.

Fashion e sostenibilità: il futuro della moda è green

Il business model di SOSEATY piace. È etico, trasparente e fa bene a tutti. A distanza di poco tempo dal lancio del brand, nel giugno del 2019, si è già fatto notare nel settore. In particolare, l’azienda si è meritata il riconoscimento da parte di Fashion Technology Accelerator per una transizione più efficiente verso il digitale.

La Start Up di Alberto e Simone è un esempio virtuoso di sostenibilità, che spiega in maniera esaustiva cos’è l’economia circolare e come applicarla concretamente nel settore della moda.

Il modello circolare è di fatto l’unica soluzione che possiamo mettere in atto per fermare un sistema non più sostenibile. Allo stato attuale, infatti, il fashion system è il secondo settore più inquinante dopo l’industria petrolifera.

Complici la fast fashion (le catene di negozi di abbigliamento low cost) e il calo dei prezzi, quello tessile è il settore in cui si registra il maggiore tasso di over produzione.

Contribuire “dall’interno”, allora, è l’input necessario per il cambiamento. In questo contesto, SOSEATY si pone come avamposto della moda sostenibile, che fa bene all’ambiente e all’ecosistema senza rinunciare al comfort e al design accattivante.


Per approfondire la situazione italiana sullo sviluppo dell’economia circolare, puoi leggere il nostro Rapporto sull’economia circolare in Italia 2020.

Se sei interessato a saperne di più sull’economia circolare, consulta l’elenco dei libri di economia circolare consigliati dalla redazione.