Potreste chiedervi: perché puntare agli investimenti nell’energia rinnovabile?

Una risposta diretta è: Perché significa puntare sul nostro futuro. Un futuro che escluda l’utilizzo di energia non rinnovabile.

Premessa: esiste un innegabile legame tra il nostro uso dell’energia e il cambiamento climatico. Più continuiamo a bruciare combustibili fossili, più danni provochiamo al pianeta e a noi stessi.

Pensiamo all’innalzamento del livello del mare o ai danni causati da fenomeni metereologici estremi, è una questione globale!

Meglio non illudersi pensando che gli “impatti disastrosi” siano affare di qualcun altro.

Il tempo a nostra disposizione scorre veloce ma non è possibile premere un interruttore e cambiare tutto, affidandosi completamente a forme di energia rispettose del pianeta e dell’uomo.

Sarebbe opportuno sostenere il più possibile tale trasformazione, non solo economica e non solo per una questione puramente ambientalista.

La pandemia ci ha fatto comprendere che non possiamo pensare come paesi o continenti, siamo interconnessi, fortemente dipendenti l’uno dall’altro e i confini territoriali non sono parametri utili a stabilire fin dove arriveranno crisi e danni.

Se le istituzioni (pubbliche e private) reindirizzassero una parte cospicua dei loro fondi per investire in energia sostenibile (o energia circolare) potremmo fare passi da giganti!

Diventare autonomi, evitare di dipendere dall’energia non rinnovabile, questi sono i percorsi cui aderiscono i governi e le politiche monetarie sosterranno sempre più progetti a favore del clima e investimenti sull’energia rinnovabile

E’ un processo naturale: il denaro viene dismesso dai combustibili fossili e passa, in buona parte, a fonti di energia rinnovabile come l’energia solare, l’energia eolica e l’energia geotermica.

Le aziende e le attività legate al petrolio e al gas subiranno pressioni sempre crescenti nei prossimi anni. O si adatteranno (e lo speriamo a favore dei tanti lavoratori del settore), o moriranno lentamente.

Decarbonizzare è un “megatrend” e gli investitori possono scegliere di cavalcare l’onda.

Primi passi per investimenti sull’energia rinnovabile

L’Unione Europea ha l’obiettivo di arrivare a zero emissioni di gas serra entro il 2050, ci auguriamo che il grosso dei processi avvenga molto prima e sappiamo che tutto questo incide molto sulla questione degli investimenti sull’energia rinnovabile

La BCE suppone che questo obiettivo sarà raggiungibile solo se gli sforzi comuni saranno incentrati a vari livelli verso lo stesso scopo.

Sede della BCE a Francoforte

La Banca Centrale Europea individua due enormi rischi per l’economia globale, prima di tutto:

“… i danni di vasta portata imposti alla nostra società dalla mancanza di prevenzione e di azione tempestiva, favorita dall’incredulità della scienza, di fronte a uno shock globale che minaccia non solo l’economia ma anche le nostre vite”

In secondo luogo:

“Le ripercussioni di una mancata azione collettiva in un mondo globalizzato in cui l’inazione in una parte del globo può portare a effetti dirompenti e duraturi in altre parti del mondo, colpendo più duramente i più poveri e vulnerabili delle nostre società”.

Come possono agire gli investitori in questo contesto?

Un approccio semplice può essere quello di trovare fondi che si concentrano sulle fonti di energia pulita e li classificano in base al patrimonio in gestione.

Ci sono alcune società che sono partecipazioni comuni e queste potrebbero essere un buon punto di partenza per ulteriori analisi.

C’è ancora chi dice che agli investitori converrebbe indirizzare i capitali verso aziende con guadagni e qualità affidabili. Ma cosa c’è di più affidabile oggi se non investimenti a lungo termine e incentrati su tecnologie che rappresentano il futuro, oltre che il presente?

Gli investimenti nell’energia rinnovabile stanno offrendo rendimenti decisamente migliori rispetto ai combustibili fossili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, ma nonostante ciò il volume totale è ancora molto inferiore a quello necessario per mitigare il cambiamento climatico. 

Qualche notizia sui fondi di investimento nelle energie rinnovabili

Un fondo comune di energia “sostenibile” può essere un’ottima opzione tra gli investimenti presenti sul mercato, è una possibilità accessibile anche per chi non ha esperienza nel mondo dei mercati finanziari

I fondi comuni che si occupano di energia sostenibile, in genere, danno la possibilità di acquistare un portafogli pre-configurato e diversificato nel settore. Due caratteristiche appetibili.

Le imprese che operano nel campo dell’energia rinnovabile possono essere start-up piccole, tanto quanto utility nazionali, ed è sempre importante sfruttare la possibilità di diversificare il portafogli.

Sia che si tratti di fondi comuni/indicizzati, sia nel caso di un fondo comune di investimento a gestione attiva, grazie alla diversificazione è possibile ridurre alcuni rischi peculiari.

Oltre a puntare su fondi e società che investono nella produzione di energia rinnovabile, esistono molti fondi comuni che investono anche in società collegate (come accade per Tesla).

E ancora, c’è chi acquista vere e proprie aziende che fanno componenti per produrre energia circolare, pur di investire nel rinnovabile.

Sempre per quanto riguarda i fondi comuni possiamo fare una macro-distinzione, tra:

  • fondi gestiti da un esperto o un team che fanno selezione di titoli da acquistare, e li negoziano per ottenere il massimo rendimento possibile;
  • fondi indicizzati, progettati allo scopo di replicare indici settoriali generati da terzi. Alcuni di questi possono essere gestiti attivamente come fondi comuni normali e possono rivelarsi più economici.

Poi, naturalmente, ci sono gli Exchange-Traded Funds (ETF), per investitori con un minimo di esperienza accumulata.

Selezionare investimenti: energia rinnovabile o energia non rinnovabile?

Una notizia interessante riguarda anche le scorte di energia verde che si sono mostrate meno volatili, in generale, rispetto a combustibili fossili ed energia non rinnovabile.

Tali portafogli hanno resistito bene durante le turbolenze causate dalla pandemia, mentre il petrolio e il gas sono crollati.

Prezzo del petrolio nel 2020 (fonte Sole 24 Ore)

Tuttavia molti brokers stanno iniziando a scoprire ora, il potenziale reale di investire nell’energia sostenibile.

In risposta al motivo per cui gli investimenti nelle rinnovabili rimangono relativamente bassi, nonostante i rendimenti apparentemente stellari, un rapporto dell’Imperial College ha osservato che i grandi gestori patrimoniali e gli investitori istituzionali (come i fondi pensione) richiedono una liquidità “più profonda” rispetto a quella che detiene attualmente il mercato delle rinnovabili.

Gli autori della ricerca attribuiscono gran parte dell’incertezza sulle rinnovabili al fatto che il mercato è relativamente giovane. Probabilmente viene considerato tale perché ci sono troppo poche informazioni sulle aziende sostenibili e sulle storie di trading connesse al settore.

In un’intervista di Forbes, Charles Donovan, direttore del Centro per la Finanza e gli Investimenti per il Clima si esprime così:

La saggezza convenzionale dice che investire nei combustibili fossili è più redditizio che investire nelle energie rinnovabili. La saggezza convenzionale è sbagliata”.

Quali potrebbero essere le motivazioni logiche per gli investimenti nelle energie rinnovabili?

  • Il potenziale. Il settore fa tesoro della propria esperienza e si muove verso l’unica direzione possibile: la crescita.
  • Non si tratta di un settore di nicchia. Tempo fa The Guardian riportava dati sulla “potenza” delle energie alternative, che hanno superato quella dei combustibili fossili per la prima volta. Traguardo impensabile per molti.
  • Una grande massa di denaro si muove verso e intorno a questo settore. Sempre più investitori chiedono che i loro fondi siano utilizzati in base a standard etici e sostenibili, come succede seguendo i criteri “environmental, social and governance” (ESG).

Dunque le compagnie che danno garanzia nella qualità dei servizi del settore, vanno incontro a innumerevoli richieste di azioni.

Alcuni dati dell’International Renewable Energy Agency

Il nuovo Global Renewables Outlook 2020 dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) valuta l’impatto socioeconomico di diversi scenari. Scopriamo che l’energia pulita produce un rendimento economico da 3 a 8 volte superiore all’investimento iniziale.

Per la prima volta il Rapporto analizza anche gli impegni finanziari verso le tecnologie rinnovabili nei mercati in via di sviluppo, perché questi possono aiutare nel raggiungimento del Goal7 degli “Obiettivi per lo sviluppo sostenibile” dell’Onu.

Si tratta della possibilità di accesso universale ad un’energia sicura e pulita entro il 2030.

Lo scenario di trasformazione dell’energia di cui ci parla IRENA è quello di una trasformazione energetica ambiziosa ma realistica. Limiterebbe l’aumento della temperatura globale molto al di sotto dei 2°C.

Costerebbe, inizialmente, 19mila miliardi di dollari in più rispetto a un approccio business-as-usual. Poi porterebbe benefici che vanno da un valore di 50mila a 142mila miliardi di dollari entro il 2050, facendo crescere il PIL mondiale del 2,4%.

La prospettiva di decarbonizzazione che delinea l’Agenzia, è quella di un mondo a zero emissioni nette entro il 2050-2060. I costi vanno da i 35 ai 45 trilioni di dollari, ma in questo modo si potrebbero risparmiare tra i 62 e i 169 trilioni di dollari.

In queste cifre sono compresi, tra l’latro, i costi sanitari e sociali evitati a causa della riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Tra il 2013 e il 2018 sono stati investiti 1,8 trilioni di dollari nelle energie rinnovabili. Eppure, per rispettare gli impegni globali in materia di clima e per limitare l’aumento delle temperature, gli investimenti nelle tecnologie green dovrebbero quasi triplicare.

Forse questo accadrà se terremo in considerazione il fatto che l’energia rinnovabile non riduce soltanto l’inquinamento atmosferico. Attraverso i benefici apportati da questa “teconlogia”, le persone diventano meno vulnerabili alle malattie.

Circa 4,2 milioni di decessi ogni anno sono legati all’inquinamento atmosferico. Una recente analisi di Harvard ha dimostrato che le persone che vivono in città contaminate dall’inquinamento, hanno maggiori probabilità di morire a causa del COVID-19.

L’inquinamento ci rende più fragili.

Azioni ed energia rinnovabile: investimenti per il futuro

La top ten (2019) dei paesi che hanno maggiormente investito nelle energie rinnovabili ci aiuta a comprendere quanto questi abbiano contribuito con le loro “azioni” ad incrementare il mercato. Si parla di 266 miliardi di dollari, in aumento dell’1 per cento rispetto al 2018.

Secondo i dati di BloombergNEF (Bnef), nell’ultimo rapporto “State of clean energy investment”: Cina, Stati Uniti e Giappone sono i tre paesi che durante l’anno passato hanno maggiormente investito in potenza rinnovabile.

La corsa all’eolico off shore degli Stati Uniti ha generato un’impennata degli investimenti del 19% rispetto al 2018.

L’energia eolica, in generale, ha registrato un importante aumento: 22 miliardi di dollari nel 2018, 32miliardi di dollari nel 2019

Per l’energia solare l’ascesa è di soli 2miliardi: 24,7 miliardi di dollari nel 2019 e 22,1 miliardi nell’anno precedente.

Per quanto riguarda le tecnologie intelligenti si è registrato un aumento dei finanziamenti, fino a 16,9 miliardi di dollari. Mentre sono diminuiti gli investimenti in biomassa e rifiuti, biocarburanti, energia geotermica ed energia marina

Sole, vento, tecnologie intelligenti, idee innovative, desiderio di agire…non manca nulla per fare in modo che la transizione energetica avvenga e che noi possiamo beneficiare dei tanti aspetti positivi ad essa collegati.

Il problema non è se l’energia circolare possano soddisfare la domanda o se gli investimenti saranno remunerativi. Esistono infinite soluzioni da applicare, anche nell’ambito degli investimenti c’è solo bisogno di un po’ di studio e di affidarsi a persone competenti per iniziare ad orientarsi nel mondo dei mercati finanziari.

Attualmente una sfida da affrontare è quella che riguarda la possibilità di avanzare parallelamente, con le energie pulite e le tecnologie capaci di immagazzinarle.

Le rinnovabili non rappresentano semplicemente una “tendenza”: sono un Megatrend, si estendono in settori diversi e sempre nuovi e contribuiscono a cambiare investimenti e modelli economici.