Investire nella green economy: può esistere un capitalismo green?

ASM SET 9/giu/2021
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Cosa vuol dire investire? Ma soprattutto, cosa vuol dire oggi investire nella green economy?

Recentemente, sono diventati sempre più popolari gli investimenti in progetti che forniscono un’opportunità non solo di guadagnare, ma anche di avere un impatto positivo sull’ambiente.

Il passaggio all’investimento verde, infatti, è considerato di grande importanza nella lotta contro il cambiamento climatico.

L’obiettivo è lo sviluppo sostenibile attraverso la valorizzazione e la tutela dell’ambiente.

Quindi, la riduzione delle emissioni di gas serra, l’eliminazione dell’inquinamento delle acque…della deforestazione.

Insomma, scoprendo che la nostra impronta ecologica può danneggiarci, abbiamo deciso di correre ai ripari.

Naturalmente chi pensa di puntare sugli investimenti green si chiede se questi possano far parte di una strategia stabile. Se si possano davvero misurare risultati a livello ambientale… e così via.

Investire il proprio capitale, vuol dire porsi le domande adeguate. E’ un processo che potrebbe non avere mai fine.

Ma la green economy continua ad essere divulgata come modello da applicare nella transizione da economia lineare a circolare.

Di conseguenza, il naturale sviluppo dei mercati finanziari va in questa direzione.

Lo sviluppo della tecnologia e l’aumento della domanda di energia sostenibile aprono nuove prospettive agli investitori.

E per semplificare il loro compito nella ricerca di progetti veramente utili per l’ambiente, qualche tempo fa hanno cominciato a comparire i cosiddetti fondi di investimento verdi.

Dunque, succede che l’economia e la finanza subiscono (forse inconsapevolmente) una radicale trasformazione.

Sono gli stessi fondi d’investimento, i progetti verdi, le PMI e altre aziende legate ad attività ecologiche a renderci più responsabili e consapevoli.

Un fondo d’investimento verde può creare ricchezza, ma è anche uno strumento che mira alla sostenibilità delle PMI.

La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle aziende, coinvolte in attività rispettose. Dell’ambiente e delle persone.

Il capitalismo verde? Non può fare altro che continuare a perpetuarsi.

Investire nella green economy. Come?

Diversi tipi di fondi verdi hanno diversi obiettivi, ma il focus di chi vuole investire nella green economy è comune.

Finanziamenti, strategie e struttura organizzativa potranno variare in base a diversi fattori. In ogni caso, per “guidare” un fondo nel mondo green si punterà sempre all’attività di investimento -ecologico-.

Tali attività (e investimenti) stanno diventando una componente essenziale innanzitutto nel raggiungimento degli obiettivi globali e nazionali di sviluppo sostenibile.

Tuttavia, c’è chi si preoccupa già del rischio: che invece di una strategia a lungo termine, un’altra bolla si gonfi nel settore finanziario.

Perciò, i temi “green” in macroeconomia uniscono una vasta gamma di articoli scientifici.

Per fare in modo che le informazioni cui fare riferimento siano salde ed efficaci.

Nonostante la visione comune sugli investimenti green sia positiva e ottimistica, alcuni ricercatori dello sviluppo verde sostengono che è consigliabile separare le “aree di riforma” e dare priorità alla soluzione dei problemi globali e locali.

Secondo loro, è necessario rispondere prima alle sfide finanziarie ed economiche, per poi passare alle questioni e ai progetti climatici e ambientali.

Spicca l’interesse mostrato da teorici e professionisti di tutto il mondo per la finanza verde e l’investimento responsabile, ma rimangono aperte le questioni relative al rapporto tra benefici e minacce nella loro diffusione globale.

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Per ora, comunque, diamo un’occhiata a quelli che sono i principali tipi di investimenti nella green economy.

Molti sono stati contagiati dall’onda degli investimenti sostenibili.

Potremmo dire che questi investitori, nel loro portafogli, danno priorità a prodotti finanziari legati a progetti che vogliono migliorare la qualità della vita di tutti.

Sia attraverso investimenti attivi che passivi. E sicuramente grazie ad un esperto che possa dispensare i migliori consigli.

Cercare tra i migliori investimenti green

In pratica, parliamo di investire nella green economy, puntando il proprio capitale su aziende o progetti impegnati per la conservazione delle risorse naturali.

Che promuovono le fonti di energia rinnovabile e pulita, nonché le pratiche responsabili dal punto di vista ambientale.

Possiamo innanzitutto descrivere due tipi di investimento green:

  • L’investimento sostenibile diretto. Ovvero quello i cui profitti sono ottenuti direttamente dalle attività di aziende green.
  • L’investimento sostenibile indiretto. Dove il capitale del trader è indirizzato ad aziende il cui business principale non è legato all’ecologia, ma ha una linea diretta con le attività del settore green.

Per sapere se ci troviamo al cospetto di un’azienda della green economy, la chiave è nella ricerca esaustiva delle informazioni inerenti. I dati basilari e le cifre nel bilancio economico.

Altre due opzioni per investire nella green economy riguardano la scelta di:

  • destinare i soldi a società quotate eco-efficienti
  • acquistare direttamente alcune delle loro azioni. Ciò consente di ottenere profitti regolari attraverso i dividendi.

Inoltre, è possibile investire in strumenti quotati basati su un sottostante green.

Per quanto riguarda questa prospettiva, tra i vari strumenti finanziari troviamo:

Titoli quotati

Questo tipo di investimento è diretto e rivolto ai mercati azionari. Come precedentemente accennato, per definire la scelta di un’azienda green, risulta necessario effettuare un’analisi accurata della società. In modo da avere garanzia che sia davvero eco-efficiente.

Capita a molti trader e investitori di non avere tempo a disposizione per fare analisi adeguate. O di non sapere da dove cominciare. Per questo spesso optano per una gestione passiva e lasciano che sia qualche altro professionista qualificato a gestire il loro portafogli.

Fondi o ETF negoziati in borsa

Un “Exchange Traded Fund” (ETF) è un fondo d’investimento quotato. A differenza del trading in azioni o altre attività, l’ETF può comprendere un’ampia gamma di mercati in cui il trader può investire il proprio denaro.

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Ci sono molti ETF che seguono criteri ambientali e sostenibili.

Un esempio è l’UBS ETF (LU) MSCI World Socially Responsible UCITS ETF.

Nell’estate del 2019 è stato il primo fondo green a superare il miliardo di euro.

Poi esistono gli ESG. Fondi quotati che si concentrano sugli investimenti con criteri ambientali, sociali e di governance per lo più orientati verso strumenti azionari.

Fondi tradizionali per investire nella green economy

Per quanto concerne i fondi d’investimento tradizionali, si tratta di strumenti molto popolari tra i piccoli investitori. Risultano più semplici da gestire, sono più diversificati. In più non c’è necessità di preoccuparsi dell’analisi (società per società).

L’opportunità è quella di scegliere un fondo specializzato in investimenti Green gestiti da terzi.

In realtà, è una delle opzioni più diffuse tra i “grandi gestori”, che di solito tendono ad includere sia azioni che obbligazioni.

Piani pensionistici

A livello di piani pensionistici green, invece, sappiamo che attraverso di essi è possibile investire direttamente nelle aziende socialmente responsabili. Questi piani sono emersi per soddisfare una domanda crescente sempre più rivolta all’obiettivo dell’impegno sociale.

Attraverso questo strumento, gli investitori ottengono i loro risparmi per la pensione e allo stesso tempo contribuiscono ad un futuro sostenibile per tutti.

Obbligazioni Green

Infine, rispetto alle obbligazioni della Green Economy, il mercato delle cosiddette obbligazioni verdi è cresciuto in modo esponenziale nell’ultimo decennio.

Da quando la Banca Mondiale le ha emesse per la prima volta nel 2007.

Le stime indicavano, in tempi non sospetti, che entro il 2020 questo mercato avrebbe potuto raggiungere i 750 miliardi di dollari. E, in effetti, nonostante la pandemia i risultati sono soddisfacenti.

Secondo gli esperti, quando la generazione millennials inizierà ad essere indipendente dai propri genitori, questo tipo di mercato otterrà un ulteriore impulso per la sua crescita.

Sono molti i governi che si sono lanciati in questo tipo di emissioni obbligazionarie.

È il caso della Spagna. Al settimo posto nel mercato delle obbligazioni green, dopo aver emesso più di 2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2019.

Conviene investire nella green economy?

I rischi associati all’attività di investire nella green economy esistono.

Anche per quanto riguarda il settore delle “tecnologie pulite”, che in effetti ci permetterebbero di prendere le distanze dalle fonti non rinnovabili e tutelare l’ambiente.

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Nonostante questo, bisogna sapere che investire non è un gioco da ragazzi. Piuttosto, sarebbe meglio descrivere quest’attività come un lavoro per il quale bisogna sentirsi preparati e predisposti, grazie ad una adeguata formazione.

In primo luogo, gli esperti del mestiere sanno che ci sono una serie di circostanze che possono rallentare il ritmo di sviluppo di questo settore.

Innanzitutto nei casi in cui:

  • si verifichi una grave recessione economica. I governi potrebbero essere costretti a tagliare il loro sostegno finanziario per il green;
  • ci sia un calo drastico e costante nei prezzi dei combustibili fossili. Anche in questa dinamica il sostegno alle fonti rinnovabili sarebbe troppo costoso;
  • le attuali preoccupazioni per il cambiamento climatico perdessero di rilevanza. Questo potrebbe colpire la sensibilità e l’opinione pubblica, e la rilevanza delle energie rinnovabili (…e soprattutto bisognerebbe prepararsi al peggio).

In secondo luogo, esistono rischi a causa dei quali il rendimento degli investimenti nel settore del green potrebbe diminuire:

  • riduzione del profitto dei partecipanti alla catena produttiva e commerciale;
  • redditività instabile a causa di cambiamenti nella regolamentazione, fluttuazioni dei prezzi dell’elettricità e del carbone o l’introduzione di certificati fasulli
  • una crescita più rapida del previsto nella produzione e nell’offerta di fossili, in grado di abbassare i prezzi, per esempio del carbone e dell’elettricità.

Per affrontare questi rischi in maniera adeguata, secondo gli esperti, gli investitori dovrebbero utilizzare vari strumenti finanziari. E sarebbe opportuno diversificare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, sviluppando varie tecnologie in diversi territori.

Possedere una comprensione dettagliata delle catene di valore nel campo dell’energia pulita sarebbe l’ideale.

Investire nella green economy per un mondo sostenibile

Per chi sceglie di investire nella green economy è logico riflettere sull’efficacia della sua applicazione per la soluzione degli attuali problemi globali.

Considerare puntualmente le caratteristiche e valutarne il ritmo o le prospettive di sviluppo.

Secondo alcuni, il problema principale è che enormi fondi vengono investiti per sempre nuovi esperimenti di Ricerca e Sviluppo, e molti scienziati temono che sia proprio qui che l’industria verde abbia preso la piega sbagliata.

Il dubbio fondamentale è: perché spendere tanti soldi nella ricerca di nuove tecnologie, mentre quelle esistenti spesso vengono ignorate?

Il suggerimento di diverse scuole di pensiero è che dovremmo riesaminare il potenziale nascosto nelle soluzioni che già esistono sul mercato.

Applicando, per esempio, il più possibile la tecnologia delle risorse rinnovabili potremmo ricevere benefici significativi a un costo ridotto. Partendo da capitali già investiti!

L’idea è di usare ciò che è disponibile adesso e non spendere risorse preziose per trovare qualcosa di nuovo che potrebbe essere utile, ma non essenziale.

A quanto pare, anche se la ricerca sul cambiamento climatico diventa sempre più popolare, condurre ricerche su nuove tecnologie non porterà necessariamente a una trasformazione dell’economia globale.

Le risorse necessarie per la ricerca e lo sviluppo sono enormi e porterebbero molti più risultati se fossero spese in soluzioni in tempo reale.

Forse l’industria dovrebbe spostare la sua attenzione dalla ricerca all’azione?

Sicuramente è questo quello che chiede la maggior parte degli investitori nella green economy.

Capitalismo e cultura green

Scegliere di investire nella green economy, per qualcuno, significa identificarsi in un certo tipo di ideali e valori.

Confrontarsi apertamente con l’organizzazione economica attualmente diffusa a livello globale.

Il capitalismo, in economia, è un sistema attraverso il quale imprese e/o privati cittadini possiedono mezzi di produzione e ricorrono alla collaborazione (subordinata) di altri per la produzione di beni e servizi. A partire dalla lavorazione delle materie prime.

Il fine è quello di generare un profitto attraverso la vendita.

Tale produzione oggi è in fase di trasformazione. Perché a cambiare è in primis il tipo di domanda del mercato.

La stessa cultura dei consumatori (e di chi investe) è in transizione. La medesima transizione che riguarda, appunto, il sistema economico ed energetico attuale.

Il sociologo statunitense Daniel Bell, già nel 1972 ci portava a riflettere sui paradossi del capitalismo.

Modello caratterizzato da contraddizioni culturali profonde come la contrapposizione tra equità e produttività, libertà ed uguaglianza, redistribuzione e crescita.

Una vasta fetta di popolazione senza lavoro sopravvive tutt’ora in megalopoli di milioni di abitanti ai margini delle città più importanti.

Le disuguaglianze sociali risultano evidenti soprattutto osservando le élite delle città e le condizioni del resto della popolazione nelle periferie.

Ma non è il consenso al capitalismo ad essere venuto meno.

A preoccuparci sono le condizioni in cui verte l’ambiente, gli habitat inquinati in cui viviamo, la mancanza di risorse naturali causata da stili di vita non più sostenibili.

Il capitalismo diventa verde perché la nostra cultura non può fare a meno di evolvere, in meglio…

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