Se state pensando di realizzare un orto biodinamico sinergico, significa che siete dei veri e propri appassionati della cultura bio.

Una cultura “per la vita”.

Entrambi gli approcci, infatti, hanno come focus una gestione rigenerativa della terra.

Sicuramente il fatto che l’agricoltura biodinamica e quella sinergica appartengono a scuole di pensiero diverse non semplificherà la creazione dell’orto.

Ma potrebbe essere questa la grande ricchezza.

L’unione di spunti ed elementi preziosi.

Alcune idee che il filosofo austriaco Rudolf Steiner ha proposto quasi un secolo fa, per nutrire il suolo, faticano ad avere successo nel mondo accademico.

Ma i principi generali di questa agricoltura biologica e biodinamica raccontano di una visione olistica. Che promuove raccolti ed ecosistemi più sani.

D’altronde la coltivazione biodinamica è nata, nel 1924, in risposta al declino della fertilità dei terreni agricoli. Argomento che è ancora “di moda”.

Il concetto di orto sinergico, invece, prende vita per uno scopo tanto simile. Ma viene espresso in maniera molto più semplice.

“Prendersi cura della Terra prendendosi cura del suolo, affinché esso possa prendersi cura di sé stesso”.

Emilia Hazelip agronoma catalana e pioniera del giardinaggio sinergico, si è ispirata all’opera del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka.

E alla permacultura di Bill Mollison e David Holmgren.

Con la lettura del libro The One Straw Revolution divenne una grande divulgatrice dell’agricoltura sostenibile e permanente.

Il metodo di coltivazione sinergico, messo appunto dalla Hazelip, è il frutto dell’adattamento al clima mediterraneo della cosiddetta “agricoltura naturale”.

Anche questa una pratica ritenuta pseudoscientifica, come quella biodinamica.

Orto biodinamico sinergico: come impiantare un orto sinergico?

Realizzare un orto biodinamico sinergico non è da tutti.

Intanto cerchiamo di capire quali sono i primi passi da effettuare per mettere le basi della “sinergia”.

Molto dipende dalla storia e dal tipo di terreno a nostra disposizione.

Comunque, sicuramente dovremo aver cura di creare un ambiente ospitale per le piante da coltivare. La cosiddetta aratura.

  • Bisogna disporre letti, sentieri e aiuole. Ammucchiando, per esempio, il terreno dei piccoli sentieri sgombrati, proprio per costruire i letti.
  • I tumuli dovrebbero essere larghi poco più di un metro. Mentre le aiuole dovrebbero essere alte da 30 a 60 centimetri. Più profonde sono, più lasciamo spazio per le radici.
  • I letti possono essere costruiti in qualsiasi forma, ma assicuratevi di poter raggiungere facilmente il centro. Ad esempio, letti rialzati aiuteranno a evitare che l’orto (o il giardino) si impregni d’acqua dopo piogge pesanti.
  • Coprire il terreno con materiale biodegradabile come la paglia significa aiutare a creare uno strato di pacciamatura. Questo ripulirà il terreno grazie alla vegetazione esistente e allo stesso tempo sarà possibile coltivare delle patate in quello spazio.

Secondo Emilia Hazelip, non è tanto ciò che si coltiva ad esaurire la fertilità del suolo. È il fatto stesso di coltivare che distrugge i microbi essenziali a produrre terreno fertile.

Quindi, procedere nella coltivazione con letti rialzati impedisce anche la compattazione (forzata) del suolo perché questi non vengono mai calpestati.

Mentre, la copertura offerta dal pacciame impedisce alla pioggia di formare una crosta troppo dura sul terreno.

L’orto biodinamico sinergico è una scelta “per il futuro”.

Questa attività costante di organismi a contatto con il suolo aumenta ulteriormente la fertilità della terra.

Aprire la pacciamatura qualche giorno prima di piantare, in primavera, permette al terreno di riscaldarsi.

Tutto il resto (o quasi) è “nelle mani” della natura.

Sinergia: consociazioni possibili e consigli

In un orto sinergico biodinamico possiamo dare libero sfogo alla fantasia.

Calendule e altri fiori servono ad arricchirlo. I fiori sono importanti perché attirano insetti vantaggiosi, rilasciano sostanze chimiche per proteggere altre piante o sono commestibili. Oltre a dare benefici medici, economici e bellezza all’orto.

Fagioli e piselli fissano l’azoto. Un ettaro di fagioli o altri legumi può fissare fino a 550 chili di azoto nel terreno. Questo fornisce un fertilizzante gratuito.

I microbi del suolo hanno bisogno di aria per respirare, ma solo di piccole quantità. La coltivazione tradizionale, invece, espone i microbi a grandi quantità d’aria e così muoiono.

L’hummus microbico necessario per la fertilità del suolo si forma molto rapidamente.

Cipolle, aglio e porri possono essere piantati sul lato delle aiuole. Funzionano come controllori dei parassiti, oltre che come colture alimentari. Inoltre, possono essere mescolati con altre piante come la lattuga o la bietola.

È consigliabile pacciamare le aiuole con paglia, foglie, segatura, rami triturati o ritagli d’erba. In questo caso accertandosi di lasciarli asciugare dopo averli tagliati.

Il primo anno il terreno “mangerà” il pacciame. Man mano che il contenuto organico del terreno migliora, la quantità di pacciame necessaria si ridurrà.

Come per la biodinamica, anche nell’orto sinergico bisognerà ragionare in base all’ecosistema presente. Le anatre, alcuni uccelli, i ricci, le lucertole, i serpenti e alcuni tipi di coleotteri aiutano a combattere le lumache. Perché le mangiano. In ogni caso, delle strisce di rame (fatte a cilindro) proteggeranno le nuove piante più vulnerabili.

I lombrichi sono abitanti fondamentali del suolo, lo fanno “respirare” fino a 5 metri. Un ettaro di terreno non coltivato può produrre diecimila chili di lombrichi in un anno. Questo rappresenta circa il 5% del volume totale del suolo.  

Nei terreni sabbiosi, migliorano la capacità del terreno di trattenere l’umidità.

Altri suggerimenti

Anche nell’orto biodinamico sinergico a volte c’è bisogno di diserbare. Questo processo si ridurrà gradualmente con il passare del tempo.

È un sistema naturale, quindi in continua evoluzione.

In ogni caso, Emilia Hazelip sottolinea che in natura, niente accade esattamente nello stesso modo e nello stesso posto più di una volta.

Anche per questo, come nell’agricoltura biodinamica si applica la rotazione delle colture, nell’orto biodinamico sinergico è importante diversificare.

Diversità significa un terreno sano e ricco. Bisogna piantare specie differenti, con diverse strutture radicali. E soprattutto lasciare queste strutture nel terreno quando si passa alla raccolta.

Le piante sintetizzano materia dalla luce e sono capaci di trasformarsi in maniera molto spontanea. Esse prendono solo il 2,5% della loro massa dal suolo. Il resto viene dalla luce e dalla fotosintesi.

Perciò, lasciando nel terreno le parti della pianta che non usiamo, la pianta restituirà al suolo più elementi di quanti ne ha presi durante la sua vita.

Il compost, in genere non viene usato. Per non forzare l’alimentazione delle piante. Ma, può essere un mezzo utile nella semina, per avviare le piante alla serra.

Forzare l’alimentazione del terreno, invece, può dare indigestione e creare uno squilibrio. Lasciare che le cose lavorino naturalmente, significa lasciar agire la sinergia.

Molte piante si riseminano da sole, questo è un vantaggio di lasciare che le piante finiscano il loro ciclo vitale. Potete trapiantare queste piante dove volete che continuino a crescere.

Quando raccogliete piante come la lattuga, tagliatele al di sopra del terreno permettendo alla pianta di ricrescere, o fornendo materia morta di cui il terreno si possa nutrire.

Le piantine vengono tagliate lasciando le radici nel terreno? Certo, il materiale vegetale può essere semplicemente lasciato in cima ai letti, fornendo ulteriore pacciamatura.

Tutto ciò che viene coltivato in giardino può essere usato come pacciame.

Orto biodinamico sinergico: può funzionare?

Le due filosofie, unite nell’orto sinergico biodinamico, condividono alcuni valori:

  • l’intero ecosistema del sito in cui viene curato l’orto è tenuto in grande considerazione;
  • possiamo concentrarci sul miglioramento del suolo senza usare prodotti chimici;
  • i metodi utilizzati sono naturali, biologici, organici!

L’agricoltura sinergica non utilizza preparazioni specifiche o l’approccio metafisico della biodinamica.

È un sistema più aperto ai cambiamenti o ai nuovi metodi. Forse proprio per questo può fondersi con la biodinamica.

Esiste ancora un importante dibattito su quanto esattamente la biodinamica migliori la salute del suolo e delle piante, così come l’ambiente circostante.

Purtroppo, molti esperimenti sul campo sono andati incontro al fallimento, anche perché spesso non vengono applicate condizioni scientifiche rigorose o adeguate.

Eppure, come per ogni pratica biologica che si concentra sul miglioramento della salute del suolo, i coltivatori biodinamici sostengono che la differenza nella salute e nella vitalità dei loro raccolti è tangibile.

Perciò tante idee differenti possono essere adottate, in qualsiasi spazio decidiamo di coltivare piante, sia commestibili che ornamentali.

E i preparati biodinamici possono essere applicati più o meno allo stesso modo. Anche i calendari possono essere usati per seminare e raccogliere colture o fiori nei momenti ottimali.

Di certo, il desiderio di trattare l’orto come un “ecosistema intero”, rigenerato con metodi organici e senza fertilizzanti o pesticidi sintetici, sembra rappresentare un buon uso del proprio tempo.

È logico che molti accademici siano scettici sull’agricoltura biodinamica, sostenendo che non è provata. Ma seguaci e coltivatori del biodinamico credono che questo approccio olistico promuova colture, suolo ed ecosistemi più sani sulla terra.

Forse la scelta migliore è sempre quella che viene fatta in base alle proprie esigenze, ma in una relazione ecologica con il territorio.

Orto sinergico: definizione e principi per un buon matrimonio biodinamico

Qual è il segreto di un orto sinergico biodinamico?

I metodi di Emilia Hazelip sono simili a quelli dell’economia circolare. Che potremmo osservare anche in una foresta.

Cioè, dove la natura cresce e muore continuamente e restituisce tutto alla terra.

Sono i microorganismi del suolo che nutrono le piante e distruggono i batteri patogeni.

In un grammo di terreno “indisturbato” ci possono essere fino a quattro miliardi di batteri. I corpi morti dei batteri possono raggiungere, in un anno, fino a 80mila chili per un ettaro di suolo protetto.

Ma in un terreno coltivato questo numero scende a soli 5mila o 6mila chili.

Anche i sostenitori della biodinamica considerano la terra come intrinsecamente legata a tutto ciò che la circonda.

E lo scopo è di aiutarla a raggiungere il suo pieno potenziale. Massimizzando la salute e la bontà di tutto ciò che cresce da essa.

L’agricoltura sinergica, però, viene definita allo stesso tempo come “l’agricoltura del non fare”.

Abbiamo visto che nasce dagli adattamenti culturali e climatici che Emilia Hazelip ha sviluppato durante i suoi anni di ricerca sull’agricoltura di Fukuoka.

Questi hanno portato al sistema che lei chiama Agricoltura Sinergica, poiché il metodo utilizza la legge della sinergia.

Sono quattro i principi da tenere presenti:

  1. Nessuna coltivazione
  2. Nessun fertilizzante chimico o organico
  3. Nessun trattamento chimico
  4. Nessuna compressione del suolo

L’agricoltura sinergica utilizza la fertilità naturale del suolo e mantiene questa fertilità in modo permanente. Attraverso processi naturali e non attraverso l’intervento umano.

Poiché il suolo ha una dinamica propria, l’aggiunta di fertilizzanti compensativi (compost, ceneri o altri materiali) non è necessaria.

Una nuova agricoltura è alle porte, basata “stabilmente” su principi ecologici.