Sole, vento, acqua, alberi, sottosuolo… ecco quali sono i maggiori produttori di energia rinnovabile, ecco le armi che il mondo sta mettendo in campo per contrastare le sfide dell’inquinamento e del cambiamento climatico.

Le energie rinnovabili sono entrate anche nell’universo dei mercati finanziari e da un po’ di tempo a questa parte è possibile scegliere di investire su queste fonti, invece che sull’energia non rinnovabile.

Anche in questo settore, lo sappiamo, capita di puntare su azioni più o meno interessanti per gli investitori. L’importante è non agire in maniera avventata. Avere suggerimenti dai professionisti della finanza è sempre la migliore opzione consigliabile.

Inoltre, da anni, molti sono i Paesi che sembrano fare a gara per diventare sempre più rinnovabili. In questo modo danno il buon esempio e contemporaneamente possono trarre molti benefici connessi alla scelta di evitare lo sfruttamento di energia non rinnovabile.

Si parte da piccoli passi, spesso bisogna passare per il mix energetico e alla fine riusciamo in molti casi a diventare produttori di energia rinnovabile al 100% pulita.

Sono risultati da non sottovalutare!

Il fatto è, che la scoperta dell’energia (elettrica) ha creato, nel tempo, trasformazioni talmente importanti che oggi non possiamo immaginare di farne a meno.

Provate a non allarmarvi se viene a mancare la corrente in casa e il tecnico tarda il suo intervento. Potreste approfittare per fare un po’ di meditazione e rilassarvi cancellando ogni altro impegno!?

L’elettricità ha modificato gli stili di vita di individui e collettività. Intere popolazioni, avendo accesso alla corrente elettrica hanno dato vita ad incredibili cambiamenti.

Allo stesso tempo, a livello geopolitico ed economico, abbiamo generato dinamiche ed equilibri abbastanza complessi.

Quindi, la produzione di energia rinnovabile, tanto quanto quella che otteniamo dalle fonti fossili, determina il monopolio di alcuni Stati e definisce i rapporti tra le principali potenze. Tutto ciò incide sull’economia globale e sul tipo di sviluppo a cui andiamo incontro. 

Produttori energia rinnovabile: la transizione inevitabile

Oggi siamo ben consapevoli della nostra condizione: il benessere dell’uomo e del pianeta sono in stretta relazione. Vanno di pari passo, al di là della nostra volontà. Coloro che classifichiamo come “produttori energia rinnovabile”, quindi, sono gli eroi dei nostri giorni.

Dopo un periodo storico in cui la scoperta e lo sfruttamento dell’energia hanno determinato una serie di rivoluzioni, ad un certo punto ci siamo resi conto del problema che si andava delineando proprio a causa di un consumo sfrenato.

Attualmente la transizione energetica ed economica ci spingono a scegliere energia sostenibile ed energia circolare. Non possiamo fare altro che accelerare il passaggio.

Inoltre, la diversificazione dell’energia ha contribuito a modificare le condizioni di monopolio di alcuni produttori, ma spesso ad affermarsi come leader di interi settori (dal petrolio al fotovoltaico) sono sempre gli stessi Paesi.

In questo contesto giocano un ruolo fondamentale sia i produttori energia rinnovabile sia i consumatori di energia elettrica in generale. Si innescano nuove intese, cambiamenti nell’economia e la corsa alle rinnovabili tende a prendere piede accanto o al posto dei combustibili fossili.

A questo proposito i dati riportati dallo Iea sulla base degli studi effettuati fino al 2020 risultano particolarmente utili per comprendere la nostra situazione. Nostra in quanto di interesse globale!

Electricity Market Report

Si tratta del primo rapporto sul mercato dell’energia elettrica mai realizzato. Lo studio è stato progettato per integrare vari rapporti della serie “Market Report Series” su:

  • l’efficienza energetica
  • le energie rinnovabili
  • il carbone
  • il gas naturale
  • il petrolio

Il rapporto è stato strutturato a dicembre e si concentra sugli sviluppi dei mercati mondiali dell’elettricità prendendo anche in considerazione il contesto della pandemia Covid-19.

E’ stata inclusa anche una valutazione delle tendenze del 2020 e le previsioni per il 2021 per quanto riguarda la domanda, l’offerta, la capacità e le emissioni di elettricità. A livello globale e per ciascun paese.

Nel rapporto si legge che:

“La domanda globale di energia elettrica nel 2020 diminuisce di circa il 2%. Si tratta del più grande calo annuale dalla metà del XX secolo”

Gli analisti aggiungono:

“di gran lunga superiore a quello seguito alla crisi finanziaria globale che nel 2009 ha portato a un calo della domanda di energia elettrica dello 0,6%”

Il calo ipotizzato del 4,4% del PIL globale nel 2020 è significativamente maggiore della riduzione dello 0,1% del 2009.

La contrazione di quest’anno è sicuramente il risultato della pandemia di Covid-19: del suo impatto sull’attività economica e delle misure adottate per prevenire l’ulteriore diffusione del virus.

Produttori energia rinnnovabile e World Economic Forum

La Cina è l’unica grande economia che vede una maggiore domanda di energia elettrica nel 2020.

La crescita prevista della domanda è di circa il 2% per questo paese che detiene circa il 28% del consumo globale di elettricità.

Hong Kong – skyline. Credits: Heinrich Hess da Pixabay

Accanto al gigante cinese, i principali consumatori sono gli Stati Uniti, l’India, l’Europa, il Giappone, la Corea e il Sud-Est asiatico.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: quanta parte delle risorse utilizzate da questi grandi consumatori è costituita da fonti di energia rinnovabile?

Secondo il “Word Economic Forum” se da un lato le economie emergenti come la Cina e l’India contribuiscono alle emissioni di CO2, dall’altro sono anche tra i maggiori produttori di energia rinnovabile.

In soli tre anni, l’India ha fatto crescere il suo utilizzo di lampadine a LED da quasi nulla a oltre 600 milioni. Sembra poco?

La produzione di massa di celle e moduli solari in Cina ha fatto scendere i prezzi di uno sbalorditivo 99%.

Se il mondo sta per passare a un futuro compatibile con il clima, molto si concentrerà sulle innovazioni nel campo dell’energia pulita e sulla loro diffusione su larga scala.

Ciò è particolarmente critico per le economie emergenti, che stanno sviluppando le loro infrastrutture e stanno subendo una crescita economica e un’urbanizzazione senza precedenti.

Spesso, però, queste non hanno il sostegno per l’innovazione tecnologica che si trova nei paesi più ricchi.

Sei di queste economie emergenti (Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico e Sudafrica) hanno contribuito per oltre il 40% alle emissioni globali di CO₂ del 2019.

Si tratta di una cifra pari a 1,5 volte le emissioni combinate di Stati Uniti ed Europa. Eppure, allo stesso tempo, Cina, India e Brasile sono stati il primo, il quarto e il sesto come maggiori produttori di energia rinnovabile.

Questi tre Paesi si trovano ora in un momento cruciale e con un immenso potenziale per diventare grandi innovatori nello sviluppo di tecnologie energetiche pulite.

I produttori di energia rinnovabile e la tutela delle aziende

L’energia rinnovabile in Italia viene prodotta e distribuita da varie aziende, molte delle quali fanno parte di ANIE Rinnovabili (Federazione ANIE).

Si tratta della prima associazione di Confindustria cui aderiscono alcune aziende che operano nel settore dell’energia in comparti tecnologici tra cui:

  • fotovoltaico
  • eolico
  • idroelettrico
  • bioenergie
  • geotermia
  • energia dal mare
  • solare termodinamico
  • sistemi di accumulo

L’Associazione si occupa degli interessi di queste aziende, le rappresenta, le tutela e le supporta. Parliamo di:

  • imprese costruttrici di componenti e impianti per la produzione di energia rinnovabile
  • aziende fornitrici di servizi per la gestione e la manutenzione degli impianti da fonti rinnovabili
  • produttori di energia da fonti rinnovabili in Italia e all’Estero;
  • imprese che promuovono le nuove tecnologie per la produzione di energia da fonte rinnovabile.

La liberalizzazione del mercato energetico

Sempre riguardo al discorso del monopolio energetico, un argomento interessante per l’Italia è quello che riguarda la liberalizzazione del mercato.

Questo cambiamento ha consentito e consente a tutti di scegliere il fornitore cui rivolgersi.

La liberalizzazione del mercato energetico ha avuto effetti notevoli anche per quanto concerne il settore della produzione. La legge, infatti, impone che nessuna società possa controllare più del 50% della produzione (direttamente o indirettamente).

La frammentazione del vecchio monopolio ha portato alla presenza di una molteplicità di produttori di energia (rinnovabile e non).

Dal 2000 la generazione di energia è aumentata con una crescita sostanziale di impianti di cogenerazione e fonti rinnovabili. Un aumento accelerato dalle istituzioni pubbliche che incentivano questo genere di impianti.

Alberi: produttori di energia rinnovabile

Alberi-sono-produttori-di-energia-rinnovabile

Oggi in molti si impegnano con sempre nuove idee e progetti per combattere l’inquinamento e assicurarci una vita più sana. Anche gli alberi possono essere produttori di energia rinnovabile.

E’ stato scoperto che si può generare elettricità dagli alberi. Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Advanced Functional Material.

Un invenzione che ancora una volra modificherebbe la nostra realtà ed anche la produzione di energia.

Sono stati due ricercatori italiani, del Centro di Micro-Bio Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa) a dare vita a questa possibilità.

Barbara Mazzolai e Fabian Meder hanno affermano che ciascuna foglia di una pianta può generare più di 150 Volt, utili per 100 lampadine a LED in uso contemporaneamente.

Partendo dall’idea che, in natura, gli alberi “funzionano” grazie ad una particolare rete elettrica, grazie ad una forza meccanica che agisce sulle loro foglie, si può trasformare la pressione in energia elettrica.

Attraverso un processo definito “elettrificazione a contatto” la carica elettrica può essere raccolta sulla superficie delle foglie.

Mazzolai e Meder, inizialmente, hanno utilizzato un un arbusto ibrido con foglie vere.

Hanno visto, inoltre, che maggiore è la forza del vento più cresce la produzione di energia.

Questo meccanismo è trasferibile per grandi dimensioni, quindi sfruttando una foresta si potrebbe creare energia elettrica accessibile per tutto il mondo!

Dal problema alle opportunità

Sarà per questo motivo che è stato prodotto “la Danimarca pianta alberi”? In realtà è stato un evento TV-telethon danese di settembre 2019. L’obiettivo era stato stabilito in una raccolta fondi per piantare 1 milione di nuovi alberi in Danimarca. Lo scopo ultimo quello di ispirare i danesi ad agire per il clima.

Il telethon ha raccolto fondi sufficienti per piantare 914.233 alberi e tenendo aperto il sito web di donazione online, due settimane dopo è stato raggiunto l’obiettivo di 1 milione di alberi.

Gli alberi sono stati piantati dall’organizzazione danese Growing Trees Network in collaborazione con la Società danese per la conservazione della natura.

Non è stata prodotta energia rinnovabile ma i benefici derivanti dal piantare alberi sono immensi e i progetti che in futuro si potrebbero attuare grazie a Barbara Mazzolai e Fabian Meder sono incalcolabili.

Produttori energia rinnovabile nel mondo

Rendere la produzione di energia rinnovabile al 100% entro il 2050 è l’obiettivo di tanti Paesi sparsi in tutto il mondo. Questi stanno abbracciando attivamente l’energia solare, eolica, geotermica… e tutte le possibilità offerte dalle fonti di energia rinnovabile.

Alcuni paesi sono particolarmente all’avanguardia nella transizione e sono definiti come i maggiori produttori di energia rinnovabile.

Tra questi ci sono: l’Islanda, la Svezia e il Costa Rica.

L’Islanda genera l’elettricità più pulita per persona sulla terra. Quasi il 100% della sua energia proviene da fonti rinnovabili, sfruttando al meglio il paesaggio unico della sua terra.

La Svezia nel 2015 ha lanciato la sfida di eliminare l’uso di combustibili fossili all’interno dei suoi confini ed ha invitato il resto del mondo a una corsa al 100% di rinnovabili. Hanno aumentato i loro investimenti nell’energia solare, nell’energia eolica, nell’immagazzinamento dell’energia, nelle reti intelligenti e nei trasporti puliti.

Il Costa Rica grazie a particolarissime condizioni è in grado di soddisfare gran parte del suo fabbisogno energetico da fonti idroelettriche, geotermiche, solari ed eoliche. Il Paese ha già ottenuto risultati impressionanti, utilizzando il 100% di energia rinnovabile per la produzione di elettricità.

Nuove idee di “energia”

La società e-distribuzione S.p.a che si occupa di produzione energetica da fonti rinnovabili ha chiesto a bambini tra i 5 e i 12 anni di esprimere che cos’è l’energia attraverso un disegno.

Tanti hanno risposto alla “chiamata” e partecipato al progetto “Energia a colori”.

Così l’energia è stata raffigurata in un fulmine, rappresentata con una stella, e immaginata come una lampadina su un albero.

Spesso è la fantasia dei piccoli a riscrivere la realtà.

Possiamo trarre ispirazione e rivoluzionare tutto…passo dopo passo.