Un movimento internazionale in fermento, di cui fanno parte le “start up green economy”, mira a riformare il modo in cui abbiamo fatto praticamente tutto negli ultimi due secoli.

Dall’avvento della macchina a vapore, “se vogliamo individuare un momento”.

Spiega Mark de Wit, della Utrecht University a Robert Kunzig (National Geographic).

Un uomo che ci rivela le correnti nascoste della nostra vita: flussi massicci di materie prime e prodotti, impiegati con effetti tanto meravigliosi quanto dannosi.

Da 7,7 miliardi di esseri umani.

Il professor de Wit propone una “radiografia dell’economia globale”.

Racconta degli ecosistemi naturali ciclici (le piante crescono nel terreno, gli animali mangiano le piante, il letame alimenta di nuovo il terreno) e dell’economia industriale. Che negli ultimi 200 anni ci ha allenati ad una mentalità lineare.

Le materie prime vengono trasformate in ogni genere di cose di cui abbiamo bisogno.

La sabbia diventa cemento per costruire abitazioni.

Con i metalli strutturiamo navi e macchine.

I combustibili fossili (fonti non rinnovabili!) alimentano i veicoli, ci tengono al caldo, mutano in plastica.

Il problema?

Sta in ciò che accade dopo aver soddisfatto le nostre necessità.

Lo sforzo e l’ingegno umano vengono sciupati a causa di ciò che de Wit descrive come “la madre” di tutti i problemi ambientali: immondizia.

Rifiuti, spreco…sporcizia.

Nel 2015, a titolo di esempio, circa due terzi delle materie prime sottratte al pianeta ci sono sfuggiti di mano.

Più di 61 miliardi di tonnellate di materiali (ottenuti con fatica) sono stati perduti. La maggior parte è irrecuperabile.

A questo e a molti altri problemi stanno lavorando le start up della green economy e dell’economia circolare.

Dalle idee di qualcuno alle soluzioni per molti.

Abbiamo iniziato da un po’ ad impegnarci per sviluppare il modello di un mondo che cresce in maniera sostenibile.

Vediamo cosa sta accadendo.

Start up Green Economy: l’élite delle idee

“Start up Green Economy” non è un’etichetta che troviamo applicata ad ogni prodotto, progetto o macchinario sviluppato allo scopo di contribuire per una crescita sostenibile.

Eppure, è grazie agli innovativi concetti supportati dalla green economy e dalla trasformazione culturale in corso che oggi vediamo concretizzarsi le idee in fatti.

green economy rappresentata da linea verde che traccia sviluppo sostenibile

Nel 2015 un terzo del cibo globale è andato a male? (Anche se per produrne maggiori quantità abbiamo deforestato l’Amazzonia e milioni di persone muoiono di fame…)

Ecco che da una fabbrica di mobili vittoriana rimodellata a Shoreditch (Londra) Marc Zornes rilancia. Con una soluzione basata sull’intelligenza artificiale.

La sua start-up ha già inserito in 1.300 cucine, di ristoranti, bidoni della spazzatura intelligenti.

Se pensiamo ad un problema ambientale è molto probabile che sia collegato ai rifiuti.

Anche i danni dell’effetto serra sono dovuti al fatto che bruciamo combustibili fossili e disperdiamo le scorie.

Per questo è rivoluzionaria l’idea di utilizzare risorse rinnovabili e pulite.

Che tra l’altro hanno il potenziale di garantire fonti di energia sostenibile e sicura per tutti!

Apple, intanto, incoraggia i clienti a investire sui propri iPhone. Una volta invecchiati, un robot intelligente in Texas può smontarli ed estrae materiali per nuovi dispositivi.

Modesti profitti si possono trarre spedendo maglioni ad alcune aziende di Prato (nella nostra Italia).

Smembrano meccanicamente la lana, recuperano le fibre lunghe. Puff! Abiti nuovi da confezionare.

Il cotone o il poliestere tessuti non possono essere riciclati?

Una mezza dozzina di start-up sta lavorando sulla tecnologia per recuperare queste fibre. Che essendo troppo corte verrebbero sprecate.

E per stimolarne lo sviluppo, c’è chi pensa che l’Unione Europea potrebbe richiedere che i nuovi vestiti contengano, almeno, il 20% di fibre riciclate.

Il futuro viaggia verso l’ecosostenibilità delle innovazioni.

Scendiamo un po’ più nel dettaglio. Scopriamo cosa propongono le cosiddette migliori start up del momento.

Startup ecologiche

Cynomys è una startup che opera a livello internazionale.

Sviluppano soluzioni che hanno come obiettivo primario quello di migliorare la salute umana. Incrementare il benessere animale e tutelare il territorio.

Così da garantire un “efficientamento” della produttività e un aumento della qualità della vita.

3Bee, sulla stessa scia, sviluppa sistemi per migliorare la salute delle api e la loro gestione.

La startup sostenibile per le api offre:

  • Per gli apicoltori sistemi di monitoraggio per migliorare il loro raccolto con la tecnologia.
  • Per i privati l’opportunità di supportare l’attività degli apicoltori adottando un alveare.

Controllando il suo stato comodamente dal cellulare e ricevendo il miele direttamente a casa.

Sfera, invece, è una serra attiva. Ovvero, è in grado di adattare in tempo reale il suo clima, per far sì che la crescita degli ortaggi avvenga sempre in condizioni ottimali.

Indipendentemente dalle condizioni metereologiche esterne.

Il recupero delle acque piovane e il ciclo di coltivazione chiuso, permettono a Sfera di accumulare acqua nei mesi piovosi, per poi impiegarla nei periodi di siccità.

Con un risparmio idrico fino al 90% rispetto alle coltivazioni su suolo. All’interno di Sfera si utilizzano quasi esclusivamente “mezzi di lotta” biologica.

Come gli insetti utili e le molecole di origine naturale. Per un prodotto buono e anche salutare.

Start up Green Energy? Planeta Renewables

Planeta Renewables opera nel settore delle start up green perché si occupa delle energie rinnovabili. Il suo obiettivo è quello di produrre energia a impatto zero, attraverso la produzione di miscanto.

Si tratta di una biomassa legnosa che, per le sue caratteristiche, è particolarmente eco-sostenibile ed efficiente.

Ma solo se utilizzata (per esempio, in centrali elettriche di cogenerazione) per la creazione di prodotti a base biologica.

Orange Fiber e i tessuti sostenibili

Orange Fiber è una startup green italiana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili per la moda, da sottoprodotti di succo di agrumi.

economia ciroclare esempio di orange fiber

Il cosiddetto pastazzo d’agrumi, ovvero un residuo umido. Che sembra inutile al termine della produzione industriale di succo di agrumi. http://orangefiber.it/

Fino a poco tempo fa non poteva essere utilizzato, ma solo gettato via.

Nel 2017, Salvatore Ferragamo ha lanciato la prima collezione di moda realizzata con la tecnologia della startup sostenibile Orange Fiber. E nel 2019 ha fatto lo stesso il brand svedese H&M.

Start up, green economy, economia circolare

Krill Design produce lampade che valorizzano gli scarti della filiera alimentare.

Trasformando le risorse della natura, attraverso un processo di Economia Circolare, in prodotti di ecodesign.

Ottengono prodotti che non generano alcun impatto durante l’intero ciclo di vita.

Premiati da Confindustria come impresa Best Performer dell’Economia Circolare per i servizi alle aziende. Vincono poi il Circularity Voucher di Horizon 2020.

La startup sostenibile Krill Design, sfruttando la produzione digitale, è riuscita a creare la prima fabbrica diffusa al mondo con capacità di produzione in oltre 2000 città, in 150 paesi.

Grycle è una startup sostenibile che ha l’obiettivo di creare un mondo senza rifiuti.

Grycle è una macchina! Che trasforma i rifiuti indifferenziati in granuli di materia prima.

Vengono separati automaticamente e sono riutilizzabili nei processi di trasformazione industriale.

Riducendo così il volume dei rifiuti per oltre il 90%.

Questo è possibile grazie a un modulo d’intelligenza artificiale che consente di imparare progressivamente a riconoscere nuovi materiali e di procedere alla raccolta differenziata manualmente.

Airlite ha creato una pittura facile da usare che pulisce l’aria che respiriamo. Rimuove i batteri dalle case, dagli uffici e dagli ospedali e riduce il consumo di energia.

La startup basa tutte le sue attività di produzione sull’economia circolare, utilizzando solo energia rinnovabile e con impianti a basse emissioni di CO2.

Sfridoo nasce dall’esigenza di aiutare produttori e aziende di servizi nell’ottenere il massimo valore da residui di produzione, cespiti e avanzi di magazzino.

Il servizio di questa startup sostenibile è rivolto alle PMI e alle grandi aziende in Italia.

Come soluzione all’aumento dei costi di smaltimento, attraverso i principi di economia circolare.

Start up e sostenibilità: veicoli moderni

Bettery, la startup nata nel 2018 mira ad immettere sul mercato batterie a liquido verde. Con la massima energia e sicurezza, associate ai costi più bassi e ai tempi di ricarica mai registrati.

La batteria di questa startup sostenibile può anche essere ricaricata sostituendo il liquido. In un tempo simile al rifornimento di benzina di un serbatoio di un veicolo.

Hurba produce scooter dallo stile tradizionale ma elettrici.

È omologato per due persone e grazie alla sua silenziosità permettere di godere anche della compagnia del passeggero.

Ha una batteria che permette di percorrere 50 Km, ma possono diventare 100.

U-Earth usa biotecnologie all’avanguardia per distruggere naturalmente tonnellate di aria inquinata. 

Pickup vuole rendere sostenibile i bicchieri usa e getta.

Ogni bicchiere ha un chip. Leggendolo con lo smartphone si accede alla community. Si può offrire da bere a chiunque, saltare la coda e accedere a contenuti esclusivi. 

Start up green economy: capovolgono il mondo

In verità, le start up della green economy ci fanno riscoprire quel mondo di cui facevamo parte un tempo.

Forse una realtà di cui ci raccontavano i nostri nonni perché presente, soprattutto nelle zone rurali italiane, fino a pochissimo tempo fa.

Una realtà in cui l’economia dell’individuo contribuiva alla crescita sociale e non deteriorava senza criterio il capitale naturale.

Le start up, in più, utilizzano l’innovazione tecnologica moderna.

E sappiamo bene a quanti benefici possano portare green economy e tecnologie digitali (quando utilizzate per il meglio).

La presa di coscienza delle problematiche legate all’ambiente degli ultimi anni (o sarebbe meglio dire decenni) ha generato un incremento sempre maggiore di imprenditori, aziende e startup che preferiscono investire sulla green economy e sulla sostenibilità.

Molti governi stanno incentivando le nuove generazioni di imprenditori ad investire nel rispetto della sostenibilità ambientale.

L’Unione Europea, ad esempio, si è prefissa l’obiettivo, entro il 2050, di azzerare le emissioni di gas serra. Promuovendo così l’economia circolare, la mobilità pulita e le innovazioni sostenibili.

Le startup che decideranno di investire su progetti che rispettano tali parametri avranno un ruolo primario nel mercato del lavoro dei prossimi anni.

Poi c’è CrowdFundMe. Una delle principali piattaforme italiane di Crowdinvesting.

Un portale che offre la possibilità di puntare su società non quotate, accuratamente selezionate, creando così investimenti per piccole, medie imprese e start up.

Numerose start-up italiane hanno avuto successo proprio grazie alle loro innovazioni, che spaziano in vari campi.

Viva le start up green, viva l’innovazione, viva la cooperazione!