In un momento storico come quello attuale, dove il dibattito per la sostenibilità ambientale ha raggiunto vette finora inesplorate, tutti coloro che contribuiscono allo sviluppo economico hanno la responsabilità di salvaguardare l’ecosistema.

I temi green e le buone pratiche di economia circolare sono diventate le nuove linee guida delle aziende per fare economia sostenibile. Tutte, comprese le multinazionali e le piccole realtà, si stanno adattando ad un mercato che si impegna a rispettare la Terra e le sue risorse.

In questo contesto, sono nate vere e proprie Start Up dell’economia circolare, fondate su un modello di business che lega il profitto economico alla salvaguardia del pianeta.

Il ruolo delle Startup per la transizione verso un tipo di economia più green è fondamentale.

Rispetto alle grandi aziende già consolidate, infatti, esse nascono già con innovativi business model improntati alla circolarità.

Di conseguenza, per sopperire alla mancanza di ricerca per l’innovazione, non è raro che multinazionali e colossi dell’industria diano vita a delle Start up spin-off.

Queste sono utili per sviluppare opportunità commerciali in linea con la filosofia dell’azienda madre ma che siano più sostenibili, per rispondere alla crescente richiesta di rispetto per l’ambiente.

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Start up economia circolare: le realtà italiane più virtuose

In Italia sono già numerose le Start up dell’economia circolare che si sono distinte per innovazione, tecnologia e sostenibilità.

Di seguito vediamo le migliori realtà che sono riuscite ad apportare un cambiamento significativo alla nostra economia e perseguono l’obiettivo della crescita economica che non distrugge l’ambiente.

Circularity e la piattaforma di scambio dei rifiuti

Circularity è una Start Up di consulenza che si pone l’obiettivo di aiutare le aziende nel percorso di transizione verso l’economia circolare.

Forte di un team di esperti in sostenibilità e ingegneria dei materiali, questa Start Up ha di recente lanciato un vero e proprio motore di ricerca dei rifiuti.

La piattaforma di Circularity, infatti, è il punto di incontro di aziende che vogliono inserire i propri scarti e rifiuti di produzione in un circolo virtuoso. Il rifiuto diventa così risorsa per altre aziende.

L’innovativo progetto mira a condividere tre dei più importanti principi dell’economia circolare. Il primo è quello di dare nuova vita ai rifiuti, trasformandoli in nuova materia produttiva o risorsa biologica.

Il secondo è quello di puntare all’obiettivo zero waste, per eliminare ogni forma di scarto o rifiuto dalla nostra economia.

Il terzo è quello di creare una rete di collaborazione tra le aziende, che da concorrenti possono diventare partner per lo sviluppo economico.

La naturale conseguenza è, prima di tutto, quella di ottenere un minor impatto ambientale per le aziende che collaborano nel progetto. Di conseguenza, la collaborazione permette di  ridurre i costi di smaltimento dei rifiuti, da un lato, e di gestione delle materie prime dall’altro.

La rete della sostenibilità: come funziona la piattaforma Circularity

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Fanno già parte del progetto 20.000 realtà industriali. Tra queste, troviamo imprese sia produttrici che utilizzatrici dei rifiuti, impianti di recupero e trasformazione dei materiali di scarto e trasportatori che si occupano dello scambio di risorse nella maniera più sostenibile.

Per accedere al servizio è necessario sottoscrivere un abbonamento. Una volta inserita la geolocalizzazione della propria azienda e selezionata la tipologia di prodotto (rifiuto, scarto di produzione o materia prima seconda), il motore di ricerca restituirà una mappa interattiva con le aziende che meglio soddisfano i criteri di ricerca nel territorio di riferimento.

Il portale mostra anche la “carta della sostenibilità” delle aziende, cosicché anche il loro impatto ambientale possa costituire un criterio nella scelta dei migliori partner.

Start up economia circolare: Fili Pari e il marmo da indossare

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Dall’idea di due designer italiane nasce Fili Pari, una Start Up rivoluzionaria che promuove l’utilizzo di materiali non convenzionali nel settore tessile.

Sperimentazione e sviluppo di tecnologie innovative hanno permesso di creare un prodotto che rompe gli schemi e rende possibile indossare il marmo, il materiale statico per eccellenza.

Il progetto nasce su carta come tesi magistrale per la laurea delle due fondatrici al Politecnico di Milano. L’idea era quella di rendere omaggio al territorio italiano, dove questo materiale è abbondante e caratterizzante, e legarlo indissolubilmente al settore della moda.

Nasce così Veromarmo, un tessuto realizzato con polvere di marmo ottenuta da scarti e sottoprodotti dell’industria della pietra. In combinazione con uno speciale microfilm, il tessuto risulta resistente alle abrasioni, impermeabile e traspirante, antivento e ritardante nella combustione.

Attualmente il prodotto è impiegato solo nel settore tessile ma date le sue caratteristiche si presta a diversi utilizzi anche nell’arredamento, nella pelletteria e nell’automotive.

I marmi utilizzati per la produzione dello speciale tessuto sono tutti italiani. Privi di trattamenti chimici coloranti e 100% naturali, conferiscono così colorazione ai capi.

In particolare, il Rosso Verona è tipico della zona settentrionale di Verona, il Nero Ebano è estratto a Bergamo e il Giallo Mori appartiene alla zona del Trentino.

S.U.P.E.R. Market, la Start Up della distribuzione a filiera super corta

Vincitrice del bando per Start Up “Diventerò” di Fondazione Bracco, S.U.P.E.R. Market è un’innovativa Start Up che ha come primo obiettivo quello di risolvere l’ormai irreversibile problema della disponibilità di terreno produttivo per l’agricoltura.

L’aumento demografico, infatti, sta portando ad una riduzione significativa di spazio per la produzione alimentare. Contestualmente, quest’ultima è anche una delle prime cause di inquinamento a causa dell’impatto ambientale cui è responsabile.

La Start up allora ha messo a punto una tecnologia in grado di rendere coltivabile il cemento degli impianti di vendita, cioè i supermercati.

Si tratta di un sistema integrato che sfrutta gli spazi urbani e al tempo stesso garantisce sostenibilità, permettendo la produzione di frutta e verdura direttamente sui tetti dei luoghi adibiti alla distribuzione.

Le serre installate sui tetti sfruttano la ormai nota tecnologia idroponica e evitano lo spreco di energia prodotta in eccesso dal supermercato.

Tra gli obiettivi del progetto, quello principale è di ottenere una filiera super corta di produzione-distribuzione. In questo modo si riesce anche a risparmiare tempo e denaro a livello logistico. Infine, il processo permette di sfruttare le superfici inutilizzate e ottenere una produzione sostenibile e 100% bio.

Start Up economia circolare: la salvaguardia del pianeta passa per la tecnologia

Le migliori Start Up dell’economia circolare fondano le loro basi su progetti virtuosi resi possibili dallo sviluppo di tecnologie innovative e sempre più sofisticate.

Ciò consente di avere a disposizione degli strumenti che fino a qualche anno fa non erano neppure contemplabili.

In questo senso, una transizione rapida e concreta verso un tipo di economia che sia più sostenibile ed etica è realmente possibile.

Le realtà che abbiamo appena visto sono l’esempio che la tecnologia, unita alla volontà di restituire al pianeta il suo benessere, è la chiave per rendere la nostra quotidianità più vivibile nel rispetto di tutte le forme di vita.

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