A volte possiamo avere la sensazione di essere sottoposti sempre allo stesso flusso di informazioni e la ripetizione può generare repulsione e noia. Altre volte quella che potrebbe passare per la solita notizia accende una lampadina e stimola “il genio” che è dentro ciascuno di noi, è il caso delle “Startup Energia Rinnovabile”.

Classificate così, sembrano far parte di una categoria ben precisa: mettiamo un accento, un focus su ciò che spinge una squadra a muoversi compatta verso lo scopo finale.

Scopo che corrisponde, in realtà, alla causa generatrice di tante idee originali: energia sostenibile, energia circolare!

Alcuni definiscono startup “un’azienda che lavora per risolvere un problema in cui la soluzione non è ovvia e il successo non è garantito”

Altri come “una cultura e una mentalità per l’innovazione delle idee esistenti, per risolvere punti critici. Uno stato d’animo.”

Altri ancora dicono che una start up nasce “quando le persone entrano in azienda e prendono la decisione esplicita di rinunciare alla stabilità in cambio della promessa di una crescita enorme e dell’emozione di avere un impatto immediato”

Di una cosa possiamo essere certi: la caratteristica chiave di una startup è la sua capacità di crescere. Lo spiega Paul Graham, informatico, imprenditore e saggista inglese, considerato il filosofo delle startup:

“una startup è un’azienda progettata per crescere molto rapidamente. È questa attenzione alla crescita, senza vincoli geografici, che differenzia le startup dalle piccole imprese.”

E quando si parla di crescita, attenzione, soluzioni ma anche di velocità, rispetto alle idee che riguardano l’energia rinnovabile Italia e mondo intero sanno che è ciò di cui abbiamo bisogno.

Le condizioni di inquinamento dell’aria, la scarsità d’acqua, anche la povertà, sono causate da una serie di fattori tra cui spicca molto spesso l’utilizzo di energia non rinnovabile.

Vediamo allora quale transizione ecologica è possibile.

Come funziona l’energia rinnovabile? Startup che rispondono con soluzioni concrete

Fervo Energy, startup che ha sede in California, lavora per superare le limitazioni della geotermia. Alla Fervo hanno pensato che sarebbe possibile applicare su larga scala la perforazione orizzontale nell’industria geotermica.

Attraverso questa modalità potremmo espandere l’area in cui è possibile raggiungere queste fonti di energia rinnovabile.

Il fondo di Bill Gates, Breakthrough Energy Ventures, nel 2018 ha ritenuto importante investire in questa società e il motivo è che grazie a questa idea, potremmo utilizzare l’energia geotermica in luoghi impensabili del pianeta.

Il problema legato alla geotermia è che si può accedere alle fonti solo nelle zone vicine ai confini della placca tettonica.

Cos’è l’energia geotermica

L’energia geotermica è immagazzinata sotto forma di acqua o vapore nel sottosuolo.

Esistono aree dove acqua e gas sono visibili in superficie, nella forma di geyser o soffioni, e si possono impiegare per produrre energia.

Comunque, lo sfruttamento e la conversione della geotermica avviene, soprattutto, attraverso impianti che perforano la crosta terrestre e creano pozzi grazie ai quali l’acqua risale e viene poi pompata per generare riscaldamento ed elettricità.

Ad oggi gli impianti sono abbastanza criticati, se fosse vero, per esempio, che potrebbero aumentare il rischio di terremoti in aree sensibili, sarebbe un bel problema.

Progettare fonti rinnovabili: le startup che trasformano il presente

C’è chi ha progettato il primo “data center verde” d’Italia. Il centro sarebbe alimentato da energia solare e il monitoraggio avverrebbe grazie a software che eliminano sprechi.

I grossi servizi di hosting sono tra i maggiori produttori di CO2, per questo si tratta di una rivoluzione del settore. Si chiama BlockIt e il suo obiettivo è quello di trasformare i data center in risorse per i cittadini, riutilizzando l’energia che viene dispersa nell’ambiente.

La tecnologia utilizzata è quella ad immersione (Immersion Cooling technology), efficace per ridurre i consumi elettrici di circa il 35% e la superficie occupata per una decina di volte in meno.

Ma il focus di BlokIt sulla riduzione dei consumi dei datacenter e la concentrazione di potenza di calcolo, non sono le novità più rilevanti. L’innovazione vera è propria è il riutilizzo di tutto il calore dissipato, convogliandolo verso utenze termiche grazie al teleriscaldamento.

Startup italiane di energia rinnovabile

Non pensiamo di poter ridurre tutte le tecnologie innovative italiane ad un paio di esempi, ma per ora ci accontenteremo di qualche accenno.

Ecco un’altra idea nata sul territorio.

Nasce in Campania la Re.Bi.Co, start up che si è ingegnata riguardo ad un problema “locale”, anzi potremmo dire nazionale.

Un problema che diventa opportunità, supera i confini territoriali e si distingue per essere in linea con i criteri di quella energia sostenibile che possiamo identificare come energia circolare: i rifiuti non esistono. Sono l’invenzione di un mondo che è abituato a sprecare.

Re.Bi.Co ha pensato ad un sistema innovativo che produce biogas dallo scarto di qualunque materia organica. Potremo utilizzare rifiuti domestici e agricoli, ma anche quelli reflui zootecnici, per creare energia con un doppio vantaggio: produzione a costo zero e riduzione di inquinamento e “rifiuti”.

Startup Energia rinnovabile: città smart

Molti di noi vivono in luoghi chiamati “città” e nel 2020 queste hanno un aspetto abbastanza diverso da quello che potevamo aspettarci. Quartieri, piazze, periferie, palazzi tendono verso l’innovazione, allo scopo di far parte della trasformazione che porta le città a diventare smart cities.

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I principi base cui aderiscono i “nuovi luoghi urbani” sono:

  • sostenibilità ambientale
  • tecnologia innovativa
  • risparmio energetico

Si tratta quindi di città intelligenti, (ri)costruite lasciando che l’integrazione tra innovazione tecnologica e natura sia possibile.

In questo contesto le startup dell’energia rinnovabile hanno come obiettivo quello di accrescere il benessere dei cittadini, dando una diversa direzione allo sviluppo, non solo energetico.

Nexus, per esempio, ha realizzato Qubee, che è un sensore in grado di misurare la qualità dell’aria che respiriamo indoor.

Assomiglia ad una lampada dal design moderno ed è fornita di un Led multicolore. Sono i colori, infatti, che ci aiutano a monitorare se in casa la qualità dell’aria è buona (verde), mediocre (giallo), pessima (rosso). I in più i dati possono essere controllati in tempo reale grazie alla relativa App.

La novità importante sta nel fatto che il sensore determinante la qualità dell’aria indoor misura VOC e CO2, ma è stato previsto anche l’utilizzo outdoor con sensori che hanno range più elevati ed efficaci per ambienti esterni.

Poi c’è Rocsun, una società che ha sede a Berlino e produce pannelli solari alquanto alternativi.

Sono pannelli fotovoltaici integrabili nella pavimentazione e nella copertura stradale. Sono resistenti, quindi duraturi e adeguati addirittura per la sostituzione del tradizionale marciapiedi.

E sempre a Berlino è stata presentata, allo Smau, Windcity. Startup che utilizza l’energia eolica sfruttando il flusso imprevedibile del vento, natural-mente.

Così viene prodotto l’80% in più rispetto alle normali pale eoliche e poichè la turbina sviluppata, a geometria variabile, ha dimensioni ridotte, l’utilizzo è possibile anche in contesti urbani.

Come funziona l’energia eolica

L’energia eolica tra le energie rinnovabili è una di quelle che risulta in costante sviluppo. Si tratta di energia cinetica generata dal movimento dell’aria.

Il vento, quindi, contribuisce in maniera sostanziale alla creazione di energia sostenibile e di un futuro diverso: è stato stimato che confermando l’attuale tendenza, l’energia prodotta potrebbe coprire il 20% della domanda elettrica globale entro il 2030.

Come accadeva per i mulini a vento, oggi le turbine alte come grattacieli, ma anche le microturbine, vengono messe in moto dal vento, girano e alimentano il generatore che produce energia pulita, energia ci!

Startup nell’energia rinnovabile: energia elettrica e non solo.

Sappiamo tutti che il mondo è alle prese con gli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” dell’ONU, appello all’azione per tutti i Paesi (poveri, ricchi e a medio reddito).

Lo scopo comune è promuovere la prosperità e proteggere il pianeta.

Grazie a questi Goal possiamo riconoscere quanto sia importante andare avanti, parallelamente, con strategie che costruiscono crescita economica (quindi la fine della povertà) e che affrontano diverse esigenze sociali.

Ognuno di questi obiettivi è in connessione con gli altri, ed è confortante sapere che lavorare per l’istruzione può sviluppare protezione sociale e lavoro. Oppure, che affrontare il cambiamento climatico e proteggere l’ambiente possa favorire la salute delle persone.

Grazie anche a tali presupposti prende vita “Rainergy” una startup dell’Azerbaigian ideata da Reyhan Jamalova, studentessa che a 15 anni è stata la più giovane imprenditrice a prendere parte all’ottavo Global Entrepreneurship Summit.

Rainergy genera energia dall’acqua piovana!

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In base alle condizioni, il dispositivo produce fino a 120 watt di potenza. Certamente non può competere con le altre fonti di energia rinnovabile (pannelli solari, turbine eoliche..) Ma l’obiettivo non è la competizione, piuttosto la risoluzione del problema di carenza energetica in paesi a basso reddito.

Il grande potenziale di questa tecnologia sta nella sua capacità di raccogliere grosse quantità d’acqua durante le precipitazioni. Queste vengono immagazzinate e poi trasformate in un “generatore” che può essere utilizzato anche quando non c’è pioggia.

Infine, torniamo ancora una volta in Germania, dove nel 2016, è arrivata Ecoligo.

Ecoligo non vuole soltano agevolare la transizione verso l’energia sostenibile, si occupa di energia circolare in modo accurato.

La sua piattaforma chiamata Ecoligo Investments vuole colmare un gap e introduce il concetto di “Solar-as-a-Service”. Così finanzia progetti di energia solare attraverso il crowdfunding, nei paesi in via di sviluppo: Africa orientale e occidentale, America centrale e sud-est asiatico.

Cos’è l’energia solare

L’uomo ha sempre sfruttato l’energia solare per i suoi bisogni. Un tempo la utilizzava per fare tutto ciò che era possibile nelle ore di luce del giorno, per l’agricoltura o per seccare il cibo.

Oggi usiamo i raggi solari anche per scaldare le case e le aziende al loro interno, per riscaldare l’acqua e per alimentare vari dispositivi.

Gli impianti fotovoltaici ci permettono di produrre elettricità dal sole, per esempio attraverso i pannelli applicati sui tetti o attraverso progetti comunitari che alimentano intere città.

Startup energia rinnovabile: idee innovative senza fine

Le idee delle startup qui riportate viaggiano tutte nella medesima direzione: sostenibilità ambientale attraverso lo sviluppo tecnologico e le infrastrutture digitali.

Appare, quindi, che l’innovazione non sia solo una chiave per lo sviluppo economico, ma di quello ecologico, sociale e sanitario.

Il mondo fa progressi verso i Goal dell’Onu e i segnali sono incoraggianti perché indicano che l’energia sta diventando sempre più sostenibile e disponibile.

L’accesso all’energia per i Paesi più poveri accelera, e l’efficienza energetica migliorare grazie anche alla sostituzione dell’energia non rinnovabile con quella circolare.

Continua, però, ad essere necessaria cura ed attenzione mirata, per fare in modo che altri 3 miliardi di persone possano (per esempio) cuocere il loro cibo in modo sano, e per estendere l’uso di energie rinnovabili:

  • oltre il settore dell’elettricità
  • per l’elettrificazione nell’Africa subsahariana

Grazie all’Energy Progress Report abbiamo la possibilità di accedere a dati globali che registrano i progressi in merito a:

  • accesso all’energia
  • efficienza energetica
  • energie rinnovabili

L’Energy Progress Report valuta quali e quanti sono i progressi compiuti da ciascun Paese nel mondo e sulla base dei tre pilastri sopra citati, può fornire delle istantanee su quanto siamo ancora lontani nel raggiungimento degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” per il 2030.

Non dimentichiamo che “volere è potere”, ogni piccolo gesto può dare vita a qualcosa di grande e le start up di cui abbiamo raccontato ne sono la testimonianza.