Qual è il primo pensiero che vi viene in mente quando pensate al cibo? Probabilmente a qualcosa di piacevole e magari anche sano che amate preparare e condividere con i vostri affetti più cari e con gli amici.

Noi italiani in fondo siamo fortunati: l’alimentazione sana, la cosiddetta dieta mediterranea, ce l’abbiamo nel nostro DNA e fa parte della nostra cultura, grazie anche al fatto che siamo un paese dal clima perfetto per crescere tutti gli alimenti fondamentali a far funzionare al meglio il nostro organismo.

Sia che acquistiamo in un supermercato oppure in una azienda agricola a chilometro zero, il nostro cibo arriva sulla tavola nelle condizioni migliori. Per non parlare dell’abitudine sempre più diffusa in modo trasversale, di coltivare piccoli pezzi di terra, creando il proprio personale orto da cui attingere quando e come si vuole.

Un benessere a tutto campo (è il caso di dirlo) che passa dal lavoro all’aria aperta (utile antistress), alla stagionalità (si coltivano solo le verdure di stagione), alla certezza dei metodi di coltivazione (niente pesticidi o sostanze che favoriscano in modo artificiale la crescita di ciò che viene coltivato).

Tutto bene, quindi. E invece, così come accade in molti settori che riguardano i vari aspetti della nostra vita quotidiana, anche l’alimentazione e il cibo sono soggetti a tendenze, cambiamenti, evoluzioni che derivano dalle nostre abitudini e dallo stile di vita che si modifica negli anni.

Le influenze delle nuove tecnologie, ma anche le informazioni e conoscenze che abbiamo a disposizione, ci spingono a vedere aspetti mai considerati prima e a capire che il cibo non è solo ciò che ci piace.

Come cambierà il nostro modo di cucinare?

Possiamo già sbirciare il 2021, visto che il 2020 con il suo carico di tragedie, di limitazioni e di regole sta volgendo al termine e qualche trend già si intravede.

Da anni la catena di origine americana Whole Foods Market (già, sembra paradossale che ricerche approfondite sul settore alimentare vengano proprio da oltre oceano) riunisce ogni anno più di 50 membri del proprio team, tra cui produttori locali, buyers regionali e globali ed esperti di cucina per individuare le nuove tendenze nel settore del food.

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Nata negli anni ’80, Whole Foods Market si è specializzata nella ricerca di alimenti naturali e biologici che, attraverso una rigida selezione dei fornitori, offre sul suo sito di commercio elettronico ma, soprattutto, nella rete di oltre 500 negozi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Queste analisi finiscono in un rapporto annuale che riguarda prevalentemente il proprio mercato di riferimento, anche se, come spesso accade, questi trend arrivano anche nel nostro vecchio continente, in virtù di una globalizzazione che riguarda tutti gli aspetti del nostro vivere.

Il punto di partenza dello studio di Whole Foods è stato un’osservazione di alcuni comportamenti causati giocoforza dalla pandemia in corso.

La permanenza casalinga forzata dal lungo periodo di lockdown ha creato nei consumatori una nuova radicale tendenza: il piacere di stare in cucina unito alla disponibilità di tempo (risorsa quantomai scarsa in precedenza).

Risultato, un aumento di acquisti di alimenti con cui creare le proprie ricette, dando sfogo alla propria fantasia (i tanti programmi di cucina hanno decisamente contribuito a svilupparla) e una maggiore consapevolezza sulle caratteristiche nutritive e organolettiche dei vari prodotti.

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Secondo la Produce Marketing Association, le vendite di prodotti freschi sono aumentate di 4,5 milioni di dollari da gennaio ad agosto 2020, rispetto allo stesso semestre del 2019.

Un trend che ha anche un altro risvolto, molto più emotivo: una ricerca svolta da Deloitte nel luglio 2020 ha confermato che 9 consumatori su 10 considerano i cibi freschi come fonte di felicità.

Cosa di meglio ci può essere che un buon piatto, cucinato con calma e con ingredienti sani e naturali, nella comoda cucina di casa propria?

Piatti classici rivisitati. Anche con gli scarti.

Ed ecco che si riscoprono i classici della cucina italiana: privati dei nostri ristoranti preferiti, toccherà a noi essere creativi ed evitare di annoiarci con il solito piatto di spaghetti al pomodoro.

Rimarrà il meraviglioso condimento ma sarà fatto con i pomodori invernali oppure arricchito da piante officinali che esaltino la sapidità dell’ingrediente di base. Gli spaghetti saranno al farro oppure trafilati al bronzo ed asciugati al naturale e anche una semplice tagliata di manzo potrà diventare gourmet con nuovi abbinamenti di salse e spezie.

La scoperta di nuovi modi di alimentarsi tocca anche un altro argomento: la cucina a base di alimenti che fino ad ora venivano considerati come scarti.

I gambi di un broccolo, ricchi di minerali oppure le cime di una carota o anche le chips fatte dalle bucce di patata raccontano la tendenza a combattere gli sprechi di cibo, usando un prodotto per intero.

Oltre l’Olio d’Oliva Extravergine.

E visto che si parla di nuove sperimentazioni, non può mancare il capitolo dedicato alle tendenze degli oli: non più solo il classico Evo, oramai un alleato della nostra salute, ma anche le nuove varietà che si affacciano sugli scaffali dei supermercati.

Pensiamo all’olio di vinacciolo, o all’olio di semi di zucca, o a quello di canapa.

Gli oli di semi si stanno gradualmente affermando sul mercato non più (e non solo) come oli di seconda linea e di scarsa qualità adatti solo per fritture, bensì come oli da usare a freddo su insalate, carni e pesci.

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E questo perché contengono, in varia misura, sostanze fondamentali per alcune funzioni vitali.

L’olio di vinacciolo, per esempio, contiene un’alta percentuale di polifenoli che sono gli antiossidanti per natura, oltre ad una alta percentuale di Vitamina E che combatte i radicali liberi e favorisce il rinnovamento cellulare.

L’olio di canapa, invece, garantisce (unico tra tutti gli oli) il rapporto ottimale tra Omega 3 e omega 6 ed è, a tutti gli effetti, uno dei migliori integratori naturali. Basta consumarne da 1 a 3 cucchiai al giorno per avere dei benefici visibili in alcune patologie autoimmuni, sul sistema muscolo scheletrico e in alcune patologie del sistema respiratorio, come l’asma.

Integratori Alimentari.

Ultimo ma non meno importante, il nuovo concetto di alimentazione che fa da collegamento a tutte le tendenze esposte nel rapporto di Whole Food Market. Il rapporto tra integratori e cibi sta diventando sempre più stretto.

Si parla sempre più spesso di cibi probiotici, come il crauto o il cavolo e tutte le varietà che appartengono alle Cruciferae, che favoriscono una serie di funzioni dell’organismo, come l’equilibrio della flora intestinale oppure il miglioramento del sistema immunitario.

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Li chiamano anche super food, ma alcuni di questi fanno parte da sempre della nostra alimentazione.

La banana, per esempio, era una delle scelte di mamma per la nostra merenda, praticamente un concentrato di Potassio, Vitamine A e C, fosforo e ferro, tutte cose utili allo stomaco e alle difese immunitarie.

Oppure l’Avocado, che consideriamo un frutto esotico da accompagnare con la cucina messicana e invece è ricco di quegli omega 3 che hanno un grande potere antinfiammatorio.

La lista dei cibi che sono veri e propri integratori alimentari sarebbe ancora lunghissima, a conferma non solo della nuova tendenza in cucina, ma anche del vero e proprio cambiamento di rotta delle abitudini di tutti noi.

Il cibo è piacere, cura, amore per il proprio territorio e per il pianeta che abitiamo.

Il must del 2021 è quindi questo: dobbiamo imparare a mangiare meglio e a sprecare di meno se vogliamo essere davvero trendy in cucina.