I cambiamenti climatici degli ultimi decenni stanno avendo impatti sempre più catastrofici sulla Terra, arrecando danni talvolta irreparabili. Le conseguenze di questi fenomeni riguardano non solo l’uomo, ma anche gli animali e le piante, perché è la biodiversità a pagarne il prezzo più alto.

Ciascuno di noi può tuttavia contribuire alla riduzione di emissioni di CO2, che è la principale responsabile dell’aumento dell’effetto serra e quindi del surriscaldamento del pianeta. Ci sono diversi piccoli accorgimenti che si possono adottare nella vita di ogni giorno per consumare meno energia e, quindi, inquinare meno.

In cima alla lista troviamo gli acquisti responsabili riguardo agli elettrodomestici. Investendo in quelli a basso consumo si ottiene un duplice beneficio: si risparmia sull’energia consumata (meno emissioni) e anche sulla bolletta a fine mese.

C’è anche un altro accessorio che passa quasi inosservato ma che è diventato fondamentale nella vita di tutti i giorni: la lampadina. 

Da strumento indispensabile per fare luce, negli anni le lampadine hanno acquisito più importanza diventando addirittura elemento di design grazie ai diversi tipi di lampadine disponibili e alla varietà di luce che emettono.

La lampadina classica, così come la maggior parte di noi la conosciamo, fu inventata da Thomas Edison nel 1879. La sua invenzione ci ha accompagnato fino al 2012, quando è stata bandita dall’Unione Europea perché ad alto consumo energetico rispetto al rendimento finale. 

Dell’energia utilizzata da questa lampadina, infatti, solo il 5% si trasforma in luce, mentre il 95% si disperde.

L’opportunità di mercato lasciata dalle lampadine a incandescenza è stata presto colmata da una serie di lampadine a risparmio energetico. Quello che forse non ci si sarebbe aspettato è che i nuovi tipi di lampadine hanno aperto a nuove possibilità di arredamento e design nel campo dell’illuminotecnica.

Infatti a migliorare non è stato soltanto il consumo energetico. Le nuove lampadine si differenziano tra di loro per diverse caratteristiche quali il colore, la forma, il ciclo di vita e naturalmente l’importantissimo costo energetico.

In quest’ottica, anche le lampadine sono diventate un utile strumento per combattere il cambiamento climatico, se utilizzate adeguatamente. È opportuno allora individuare quelle che vanno in correlazione all’idea di energia sostenibile e adottare, inoltre, piccoli accorgimenti di sostenibilità.

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Quali tipi di lampadine sono presenti sul mercato?

Le lampadine a incandescenza classiche ci hanno accompagnato per più di un secolo e andavano bene per tutti gli ambienti, non esistendo molte valide alternative. 

Col tempo però, il voler creare atmosfere differenti, grazie al modo in cui le luci giocano con gli altri elementi d’arredo, ha fatto ricercare e creare soluzioni strategiche differenti.

Così oggi sul mercato la scelta dei tipi di lampadine è notevolmente cresciuta e onestamente può generare non poca confusione. Vediamo quindi di distinguere le principali categorie disponibili sul mercato e individuare quelle più adatte per illuminare senza inquinare troppo.

Lampadine a incandescenza

migliori tipi di lampadine

Sì, sono proprio loro, le lampadine create da Edison sono tornate sul mercato nel 2016 ma con una tecnologia 2.0. Grazie agli studi di alcuni ricercatori del MIT di Boston le lampadine a incandescenza si sono presentate con un nuovo look. 

Un nuovo tipo di bulbo, con la tecnica recycling light, permette di recuperare il calore emesso dal filamento di tungsteno ritrasformandolo in energia luminosa. La luce emessa da queste lampadine è molto calda e ha conquistato la sua nicchia di mercato come lampadina vintage.

Infatti il gioco di filamenti al suo interno le rende molto belle da vedere.

Per quanto riguarda il risparmio energetico, i test di laboratorio mostrano una resa simile alle lampadine a basso consumo. I ricercatori del MIT contano di poter raggiungere la soglia del 40%, come accade per le lampadine LED. 

Lampadine alogene

Le lampadine alogene sono quelle che attualmente permettono di avere negli ambienti una luce più naturale. Per farsi un’idea basti pensare al tipo di luce che possiamo trovare all’interno di un museo.

modelli di lampadine

A differenza della lampadina a incandescenza quella alogena contiene al suo interno del gas inerte oltre al filamento di tungsteno. Questa variante le consente di essere 25 volte più luminosa.

Una tipologia di queste lampadine, dette non tradizionali, sono state messe fuori commercio nel 2018 perché inefficienti dal punto di vista energetico. Al contrario, quelle direzionali (i popolari faretti) e con attacco G9 e R7S (usate nei proiettori) sono ancora vendute.

Lampadine fluorescenti

Hanno fatto il loro ingresso sul mercato negli anni ‘80 con il punto di forza proprio nel risparmio energetico, abbassando i consumi dell’80% rispetto alle lampadine a incandescenza. Sono state le prime a presentarsi come alternativa a queste ultime e sono disponibili in diverse forme e dimensioni.

forme di lampadine al neon
Lampada fluorescente (neon) con effetto artistico

Al loro interno gas nobili e materiali fluorescenti interagiscono creando luce. Di solito raggiungono il massimo livello di illuminazione dopo un minuto circa. Il loro costo è decisamente maggiore rispetto ad altre ma il ciclo di vita è abbastanza lungo da compensare l’investimento.

Le lampadine fluorescenti più conosciute sono quelle chiamate erroneamente “neon” (tubolari) e un altro tipo sono le compatte. Sono lampadine che si adattano bene ad illuminare gli ambienti esterni e gli uffici, dove serve un uso prolungato e non ci sono frequenti accensioni e spegnimenti.

Lampadine a LED

Se l’obiettivo è ottenere efficienza energetica con un basso impatto ambientale, allora la scelta migliore è quella delle lampadine a LED (Light Emitting Diodes). Queste lampadine sono le regine incontrastate dell’illuminazione green.

Il LED è un componente che emette luce al passaggio di corrente elettrica. Di conseguenza la dispersione di energia con questo dispositivo è davvero minima. Le lampadine LED sono al primo posto per il risparmio energetico.

Queste lampadine hanno una lunghissima durata di vita che può arrivare fino a 30.000 ore, contro le 10.000 delle lampadine a fluorescenza. Hanno un’accensione istantanea, sono robuste e la loro forma compatta permette di utilizzarle anche negli apparecchi più piccoli.

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Risparmio energetico: Come scegliere tra i vari tipi di lampadine quelle giuste?

Per acquistare le lampadine che più rispondono alle proprie necessità bisogna considerare l’ambiente che si vuole illuminare e l’effetto che si vuole ottenere. Infatti illuminare una cucina richiede un tipo di luci differenti da quelle che si possono preferire per le stanze da letto. 

Nel primo caso, infatti, avremo probabilmente bisogno di una luce più intensa adatta allo svolgimento di tutte le attività anche la sera. In camera da letto, invece, sarà richiesto l’impiego di luci più soft per conciliare il sonno o evitare bruschi risvegli.

Inoltre anche l’estetica gioca il suo ruolo. I tipi di lampadine che andremo a utilizzare sono a vista o a scomparsa? Ultimamente anche le lampadine sono diventate importanti elementi di design, pertanto bisogna sceglierle con cura non solo dal punto di vista energetico e di illuminazione ma anche per quanto riguarda la funzione di arredamento.

Per orientarsi ci sono alcune caratteristiche delle lampadine, molte di queste indicate nelle confezioni, che è meglio conoscere per scegliere la soluzione giusta.

Con le nuove tipologie di lampadine non si parla più di Watt ma di Lumen. Il Lumen è la quantità di luce che emette una lampadina. Più alto il Lumen, più forte sarà la luce. 

Se la lampadina viene inserita in un’area di passaggio meglio optare per una accensione veloce, come quelle dei LED. Le lampade fluorescenti, come abbiamo visto, vanno a regime più lentamente.

Per ambienti dove si passa molto tempo meglio utilizzare lampadine con una vita media lunga e con una buona classe energetica, si parte dalla lettera A+++, la più efficiente, per arrivare alla G. La classe energetica è data dal rapporto tra il consumo di Watt e la luce emessa. 

Un‘altra caratteristica da considerare è la temperatura di colore che indica la tonalità della luce. Un colore caldo offrirà una tonalità tendente al giallo mentre una luce fredda avrà come risultante un colore azzurrino.

Infine, oltre alle classiche lampadine a bulbo ci sono davvero tante forme con le quali dare un tocco di stile al vostro punto luce: goccia, fiamma, tubo, sferiche e tante altre.

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Come risparmiare utilizzando le lampadine in modo corretto

Il consumo di energia è direttamente collegato all’aumento di CO2 nell’atmosfera. È fondamentale quindi avere consapevolezza di come poter evitare sprechi di luce

Le alternative sostenibili non mancano e sono soluzioni win-win sia per le tasche del consumatore che per l’ambiente.

La prima cosa da fare, se già non si è provveduto, è passare in rassegna i tipi di lampadine che si hanno in casa e sostituire quelle a incandescenza con altre a basso consumo. Il risparmio in bolletta annuale potrebbe sfiorare anche l’80% rispetto ai consumi con le vecchie lampadine.

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Sostituire quando possibile le lampadine ad incandescenza con le lampadine LED

Quando possibile, scegliere le lampadine LED apporta una serie di altri vantaggi. Avendo un ciclo di vita davvero lungo (quasi 15 anni) contribuiscono a diminuire il volume di lampadine da smaltire nel tempo. In questo modo è possibile rispettare i parametri di economia circolare.

Invece, se si sta pensando di ristrutturare casa, è bene verificare la possibilità di migliorare la disposizione di finestre e lucernari per godere quanto più possibile di luce naturale. Inoltre, sempre in fase di ristrutturazione, si può considerare l’installazione di sensori di presenza.

Questi sensori accendono le lampadine quando servono, e le spengono se non c’è nessuno di passaggio. Sono molto utili nei corridoi, dove non si staziona e spesso ci si dimentica la luce accesa. 

Altro accorgimento è quello di spegnere gli apparecchi in stand-by. Le lucine LED che rimangono accese nei monitor PC e  nella TV, per esempio, indicano che i dispositivi stanno continuando a consumare energia. Un elettrodomestico in stand-by può utilizzare fino a 450 Kwh in un anno. 

Basta davvero poco per evitare sprechi energetici. Bisogna agire in maniera responsabile e consapevole sul fronte del risparmio di energia per contribuire alla sopravvivenza sostenibile dell’intero pianeta Terra e nel frattempo… si risparmia anche in bolletta!