“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”

Il famoso chimico, biologo e filosofo francese del Settecento Antoine-Laurent Lavoisier probabilmente neppure immaginava che la sua celebre frase, pronunciata più di due secoli fa, avrebbe trovato una corretta collocazione anche nei giorni nostri, applicata ad un ambito un po’ più semplice di quello nucleare ma altrettanto importante e controverso.

La questione ambientale, nel nostro secolo, si sta facendo ogni giorno sempre più urgente e i cambiamenti climatici in corso, insieme ai disastri dell’ecosistema cui stiamo assistendo, sono la testimonianza che il nostro pianeta ci sta mandando dei segnali, forti e chiari, per chiedere aiuto.

Te ne sei accorto anche tu, vero?

L’inquinamento, lo spreco delle risorse naturali e i cambiamenti climatici sono solo alcune delle questioni urgenti che la nostra società si trova a dover affrontare e per le quali sono richieste azioni concrete.

La necessità maggiore, in questo senso, può essere ricondotta ad un obiettivo principale: ridurre gli scarti

L’aumento della popolazione, i costi di produzione e l’inquinamento, ormai insostenibile, richiedono l’adozione di un nuovo approccio verso l’economia e tutto ciò che vi ruota intorno.

Dobbiamo ridurre gli sprechi. Dobbiamo andare verso la completa eliminazione degli scarti dei prodotti a fine ciclo vita, per quanto possa sembrare un’utopia.

Per questo l’economia circolare è la direzione che dobbiamo intraprendere per vivere nel miglior modo possibile ma in equilibrio con le risorse disponibili e senza distruggere il pianeta che ci ospita.

Cos’è l’economia circolare

Potrebbe sembrarti un concetto complesso, ma in realtà l’economia circolare è un processo molto semplice, anzi diremmo “naturale”.

Con l’avvento del capitalismo, la nostra economia si è basata su un processo produttivo di tipo lineare, che prevede tre fasi: produci-usa-getta. 

Quante volte, ad esempio, ti è capitato di buttare un oggetto ancora funzionante solo per rimpiazzarlo con l’ultima versione in commercio? Oppure, ti sei trovato costretto a sostituire tutto un elettrodomestico solo perché una parte di esso non funzionava più?

Forse non ci avrai mai fatto caso ma ogni volta che adottiamo questo tipo di atteggiamento intacchiamo le nostre risorse e contribuiamo alla produzione di rifiuti tossici. 

E, benché le risorse naturali siano ampie, non sono illimitate. Questo approccio, quindi, non potrà durare ancora per molto.

Come fare, allora, per impedire che questo processo continui ad avvelenare il nostro pianeta?

Molto semplicemente, prendiamo esempio dalla natura.

La natura, infatti, funziona secondo un modello ciclico per il quale tutte le risorse che nascono, crescono e muoiono, ritornano alla terra come nuove risorse per rigenerarsi e creare nuova vita.

Di conseguenza, per far sì che un prodotto duri più a lungo, ripararlo per riutilizzarlo e sostituirlo solo se non può essere impiegato in altro modo, nasce il concetto di economia circolare che, per definirla con le parole di Ellen MacArthur (presidente dell’omonima fondazione), consiste in «un’economia pensata per potersi rigenerare da sola».

In questo senso, la produzione deve essere concepita come un processo fondato sull’utilizzo di materiali biologici, che possono essere reintegrati nella biosfera, oppure attraverso l’utilizzo di materiali artificiali che possono essere riutilizzati per non dover essere smaltiti come rifiuti.

In altre parole, stiamo parlando di un’economia a impatto zero, dove tutto il processo produttivo, a partire dalla progettazione fino al fine ciclo vita di qualsiasi prodotto, viene convertito in modo tale da ridurre al minimo gli sprechi, eliminare gli scarti e non produrre rifiuti non degradabili.

Non si tratta, quindi, di intervenire solo alla fine del ciclo per limitare i danni.

L’idea è quella di mettere in atto una “rivoluzione” dell’intero sistema economico a partire dalle sue fondamenta.

Di conseguenza, i prodotti devono essere pensati, sin dall’inizio, per durare più a lungo o essere recuperati al termine del loro ciclo di vita per essere impiegati in altro modo.

“Ogni  fine implica un nuovo inizio”

In questo modo, secondo un modello produttivo circolare, la necessità di attingere alle materie prime naturali sarà incredibilmente ridotta, a beneficio della Terra e di tutto l’ecosistema.

Ciò è possibile dal momento che i prodotti a composizione biologica possono essere reintrodotti nella biosfera sotto forma di concimi o secondo altre modalità di smaltimento naturali.

Converrai con noi, quindi, che l’economia circolare è la risposta pratica agli enormi problemi ambientali che i processi produttivi e lo stile di vita del mondo industrializzato hanno causato. 

È la strada che abbiamo bisogno di imboccare per vivere bene entro i limiti del nostro pianeta.

Leggi anche – Economia circolare: come nasce e quali sono le opportunità che ci offre

“Ogni fine implica un nuovo inizio” – Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe.

I principi dell’economia circolare

Affinché una produzione e uno stile di vita sostenibili siano possibili, l’intero processo produttivo deve essere basato su alcuni principi fondamentali, riducibili a 5 step che rivoluzionano l’intero sistema di produzione, a partire dal design dei prodotti fino al loro smaltimento e riciclo.

1. Eco Progettazione

La rivoluzione parte dall’ideazione del prodotto. Gli sprechi e l’inquinamento, infatti, non sono altro che le conseguenze di decisioni errate definite in fase progettuale, dove viene determinato circa l’80% dell’impatto ambientale delle nostre azioni.

Cambiare il nostro mindset per considerare i rifiuti come un difetto di progettazione e sfruttare nuovi materiali e tecnologie di produzione, ci permette di garantire che non si creino ulteriori scarti e inquinamento.

In questo senso, è opportuno approcciarsi alla realizzazione dei prodotti con uno sguardo più consapevole alla fine del loro ciclo vita, pensando agli impieghi che potrebbero avere successivamente e progettando le diverse parti affinché siano smontabili, ristrutturabili e riciclabili.

2. Modularità e versatilità

I prodotti devono essere pensati per risultare versatili e adattabili al cambio di condizioni esterne.

Già in fase di progettazione, quindi, bisogna guardare alla modularità e versatilità per promuovere il riutilizzo e conferirgli nuova vita.

Di conseguenza, è necessario rendere più semplice la riparazione del prodotto una volta raggiunto il fine ciclo vita o il suo smantellamento nel caso in cui i materiali che lo compongono possano essere utilizzati diversamente.

Infatti, quanti oggetti ti ritrovi in casa composti da più parti di materiale diverso? Un giocattolo ad esempio, o un utensile da cucina. 

Per essere smaltiti correttamente o riutilizzarne le parti dovresti smontarli pezzo per pezzo ma la maggior parte dei prodotti in commercio non è stato progettato per essere disassemblato facilmente. Ciò costituisce un grosso limite per il corretto smaltimento o riutilizzo dei vari materiali.

3. Energie rinnovabili

Petrolio e carbone sono tra quei combustibili fossili maggiormente usati nella nostra società ma che risultano essere altamente inquinanti e produttori di scarti tossici. Inoltre, sono fonti energetiche non rinnovabili e con una disponibilità limitata.

Dato il loro disastroso impatto ambientale, andrebbero abbandonati totalmente in favore dell’adozione di fonti di energia rinnovabili come quella solare, eolica, idroelettrica.

Al di là dei benefici per l’ambiente e la drastica riduzione di emissioni di CO2, hai pensato a quanto risparmieresti se non dovessi più fare rifornimento di benzina alla tua auto?

4. Adottare un approccio ecosistemico

L’economia circolare richiede l’adozione di un approccio totale, dove l’attenzione è rivolta a tutto l’ecosistema e vengono considerate tutte le componenti e gli effetti dati dalla loro relazione.

In questo senso, la condivisione di un bene tra più utenti può comportare un notevole risparmio di risorse e la riduzione di sprechi.

Pensa ai servizi di car sharing o alle piattaforme di musica. Quando scegli di acquistare un servizio condiviso, piuttosto che acquistare individualmente il prodotto che sia un’automobile o un CD, avrai contribuito alla riduzione di numerosi sprechi di materiale e risorse, producendo un vantaggio anche economico per il tuo portafogli. 

Infatti, non vi è alcun dubbio che utilizzare un’automobile condivisa o servirsi dei mezzi pubblici sia decisamente più economico ed ecologico.

5. Recupero dei materiali

Infine, ridiamo nuova vita al vecchio e riutilizziamo i materiali di “seconda mano” invece di sfruttare le materie prime vergini.

Anche in questo prendiamo esempio dalla natura, dove nulla viene sprecato ed ogni scarto può essere utile a dar vita ad un nuovo organismo. Alla stessa maniera, i materiali riciclati sono in grado di produrre una quantità infinita di nuovi prodotti.

Quando acquisti un oggetto realizzato con plastica riciclata, ad esempio, avrai contribuito ad evitare ulteriore spreco di materia prima generata da fonti non rinnovabili (il petrolio). 

Oppure, utilizzare un quaderno fatto con carta riciclata ti ha reso responsabile di aver dato nuova vita a carta vecchia e aver evitato l’abbattimento di altri alberi per produrre più carta.

In conclusione, possiamo affermare che il concetto di economia circolare si regge su alcuni punti cardine che rivoluzionano l’intero processo produttivo e pongono specifici obiettivi:

  • Ridurre drasticamente lo spreco di risorse primarie disponibili in natura. 
  • Allungare il ciclo di vita di ogni prodotto.
  • Progettare ogni oggetto perché possa essere riparato.
  • Sviluppare nuovi contratti per l’uso condiviso di prodotti e servizi.
  • Riciclare tutti i materiali che possono essere recuperati con reali vantaggi.
  • Azzerare la produzione di rifiuti.

L’applicazione di questi principi richiede, di conseguenza, un sostanziale cambiamento culturale, per far sì che possiamo scardinarci dagli ideali che hanno regolato la produzione in un’economia lineare come quella attuale, e dar vita ad un nuovo e innovativo modello di sviluppo economico che fa bene ai cittadini e all’ambiente.

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Come possiamo contribuire concretamente?

Ci rendiamo conto che il progetto può sembrare molto più grande e difficile di quello che è in realtà, ma soprattutto è probabile che, arrivati a questo punto, ti stia chiedendo: «Ok, ma come posso contribuire concretamente per rendere possibile tutto ciò?».

È importante sottolineare che ogni azione è utile e il supporto dei cittadini si rivela fondamentale in questa fase.

Anche un piccolo gesto, come quello di differenziare correttamente i rifiuti, è indispensabile affinché il processo funzioni al meglio.

Vediamo allora cosa possiamo fare noi singoli individui per salvaguardare l’ambiente e diventare parte attiva dei processi circolari.

Acquistare consapevolmente

Quando ti rechi a fare la spesa, acquista con consapevolezza. Prima di buttare nel carrello alimenti a caso, chiediti se riesci a consumarli in tempo, nelle corrette quantità o se invece rischi di doverli buttare perché scaduti.

Inoltre, prediligi i produttori locali che sono sempre garanzia di qualità e a km 0, e scegli prodotti che rispettano l’ambiente anche per quanto riguarda il packaging. 

In questo modo, contribuirai ad evitare gli sprechi, a limitare l’uso di pesticidi e conservanti e a produrre meno rifiuti.

Differenziare i rifiuti e riciclare

Una volta consumati i prodotti, ricordati sempre di differenziare correttamente i rifiuti per contribuire al riciclo. In alcuni casi, pensa anche di riutilizzare parte di essi.

Ad esempio, sapevi che alcuni rifiuti organici sono un ottimo concime per le piante? Oppure potresti dedicarti al riciclo creativo, magari coinvolgendo i più piccoli, riutilizzando i contenitori per produrre oggetti utili e di design. 

Hai mai pensato, ad esempio, a come riutilizzare i barattoli di latta che contengono alimenti, invece di buttarli una volta consumato il prodotto? Con un po’ di fantasia potresti realizzare dei vasi per piante, dei portapenne o delle candele artigianali.

Riparare invece di buttare

Prima di cestinare un oggetto che non funziona più, accertati che non possa essere riparato, così da evitare l’acquisto di un altro oggetto che farebbe inevitabilmente la stessa fine. 

Adottare un atteggiamento più green

Rispetta la natura, sempre e in ogni sua forma. 

Limita l’utilizzo di prodotti usa e getta a favore di quelli riutilizzabili e abolisci la plastica, quando possibile.

Quando vai a fare la spesa munisciti di sacchetti in stoffa per contenere gli acquisti ed evita di dover utilizzare quelli in plastica e, se le condizioni lo permettono, prediligi gli spostamenti a piedi o in bici.

Riduci gli sprechi provando la soluzione della condivisione di prodotti e servizi.

Quando devi scegliere un fornitore di energia, rivolgiti a quelli più attenti alla questione ambientale e che portino avanti una missione ecologica, orientata verso la riduzione dei veleni rilasciati nell’atmosfera. 

Ad esempio, quelle che combattono le emissioni di CO2 piantando alberi o utilizzando fonti di energia rinnovabili e naturali.

Leggi anche: Economia circolare esempi e spiegazioni facili

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I vantaggi dell’economia circolare

Quali sono i vantaggi che comporta il passaggio a un nuovo modello economico? 

L’economia circolare si sta diffondendo rapidamente sia tra le imprese che tra i governi mondiali. 

Le figure più influenti del pianeta sono concentrati sull’opportunità di scindere gradualmente la crescita economica dallo sfruttamento di risorse vergini, di incoraggiare l’innovazione, aumentare la crescita e creare un’occupazione più solida. 

Il passaggio ad un’economia circolare, infatti, deve coinvolgerci tutti affinché i suoi benefici possano farsi sentire in tutta la società. 

Vediamone qualcuno.

Crescita economica

La combinazione tra i maggiori ricavi derivanti dalle attività circolari emergenti e minori costi di produzione attraverso l’utilizzo delle materie vegetali o riciclate da vita ad una crescita economica consistente.

Questi cambiamenti delle attività produttive, infatti, influenzano l’offerta, la domanda e i prezzi di tutta l’economia. Di conseguenza, i suoi effetti si ripercuotono su tutti i settori agendo positivamente sulla crescita economica complessiva.

In questo senso, si stima che entro il 2030 questo atteggiamento porterà ad una riduzione fino al 24% dell’utilizzo delle materie prime, con un risparmio di 630 miliardi di euro l’anno e una crescita del PIL europeo del 3,9%.

Innovazione

Convertire i processi legati ad un’economia di tipo lineare e dar vita a modelli di business secondo i principi produttivi circolari costituisce una forte spinta all’innovazione e un’enorme opportunità creativa.

Tra i benefici di un’economia più innovativa possiamo includere maggiori tassi di sviluppo tecnologico, miglioramento dei materiali, del lavoro, dell’energia e dell’efficienza e maggiori opportunità di profitto per le imprese.

Salvaguardia dell’ambiente

L’adozione di un’economia di tipo circolare, come abbiamo visto, ha come conseguenza un impatto ambientale minore. 

Ciò rappresenta un fattore rilevante per la riduzione di rifiuti e inquinamento e contribuisce a mantenere sotto controllo il surriscaldamento globale, che sta minacciando tutto l’ecosistema.

Occupazione

Grazie alla riduzione delle spese sulle materie prime e alla crescita di servizi innovativi, l’adozione di un’economia di tipo circolare permette di investire maggiormente sulle risorse umane e genera, quindi, la creazione di nuovi posti di lavoro.

Le attività circolari quali progettazione, riciclo e smaltimento dei rifiuti prospettano il passaggio da settori produttivi automatizzati a settori legati all’importanza del lavoro umano, come nel caso di quello manifatturiero

Infine, l’economia circolare non gioverà solo alle imprese, all’ambiente e all’economia in generale, ma anche alle aziende e al singolo individuo.

Nel primo caso, le attività che scelgono di adottare un approccio produttivo in linea con i principi dell’economia circolare possono godere della creazione di nuove opportunità di profitto, la riduzione dei costi grazie al minor fabbisogno di materiale vergine e il rafforzamento delle relazioni con i clienti.

I benefici sul singolo individuo, infine, sono molteplici. Ad esempio l’aumento del reddito disponibile e il miglioramento delle condizioni di vita e dei relativi impatti sulla salute, giusto per citarne qualcuno.