Il gas naturale è tra le fonti di energia non rinnovabile più sostenibile a livello ambientale. 

Spesso però capita che, nei discorsi della vita di tutti i giorni, vengano utilizzati termini non appropriati in riferimento alle fonti di energia naturali disponibili. Soprattutto quando si parla di questioni più tecniche come, ad esempio, di combustibili e risorse rinnovabili, si viene a creare una notevole confusione tra vocaboli specifici. 

I termini gas naturale e metano, ad esempio, vengono spesso utilizzati indiscriminatamente per descrivere la stessa sostanza. Talvolta, il metano viene erroneamente confuso anche con il GPL, generando fraintendimenti ed equivoci. 

Vediamo, quindi, più nello specifico, in cosa consistono queste sostanze e quali sono le differenze tra gas naturale, metano e GPL.

Gas naturale e metano: differenza

Tra gas naturale e metano la differenza può essere notevole, eppure ancora in molti tendono ad associare i due termini alla stessa sostanza. In realtà, sono elementi che hanno caratteristiche diverse, sebbene accomunate dall’essere tra le fonti energetiche più sostenibili tra i combustibili fossili.

Gas naturale

Quando parliamo di gas naturale, intendiamo una miscela di vari gas prodotti dalla decomposizione di sostanze organiche in assenza di ossigeno. 

È composto principalmente da metano (tra il 75 e il 95%) e, in misura minore, da altri idrocarburi come etano, propano e butano. La percentuale dei vari gas varia in base al luogo di estrazione.

Ma come si estrae il gas naturale? Il gas è stoccato in giacimenti sotterranei e in falde dove si è formato nel corso dei millenni. Se non emerge spontaneamente, questa sostanza viene estratta con trivellazioni e depurata dai gas inerti come l’azoto e l’anidride carbonica presenti al suo interno in piccola percentuale.

Dopo l’estrazione e la purificazione, il gas naturale viene immesso nella rete di trasporto. Una complessa rete di tubature e condotti ha il compito di portare il gas per oltre un milione di chilometri di lunghezza, raggiungendo la maggior parte dei paesi.

Metano

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Il metano consiste in un idrocarburo formato da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno, la cui formula chimica è CH4. Si presenta in forma gassosa con caratteristiche incolori e inodori ed è il composto principale di quello che viene definito gas naturale. 

Oltre alla sua formazione dovuta alla decomposizione di materiale organico di vario genere, il metano nasce anche dai processi di fermentazione in acquitrini o in allevamenti di bestiame. Questa sostanza, infatti, venne scoperta nel 1778 da Alessandro Volta osservando alcuni fenomeni di fiammelle sulla superficie di acque paludose. 

Il metano viene normalmente utilizzato nel riscaldamento domestico e industriale, nella cucina e nella produzione di acqua calda.

Anche nel settore dei trasporti e automobilistico, il metano ha trovato larga diffusione come combustibile green e più pulito rispetto al petrolio. Si calcola, infatti, che l’utilizzo di metano riduca di oltre il 25% le emissioni di CO2 e abbatta le polveri sottili del 97% circa. 

La conseguenza è un minore inquinamento e impatto ambientale.

GPL

Il GPL (gas di petrolio liquefatto) viene talvolta confuso con il gas metano, soprattutto nell’ambito dell’utilizzo domestico e dei trasporti. Questo gas consiste in una miscela di idrocarburi, principalmente butano e propano.

Il suo pregio principale consiste nel poter essere trasformato allo stato liquido a temperatura ambiente e se sottoposto a una pressione contenuta, compresa tra 2 e 8 bar. Con questo processo viene ridotto il volume del composto, con il vantaggio di occupare meno spazio. In questo modo, inoltre, può essere conservato e trasportato più agevolmente.

Grazie alla possibilità di essere stoccato facilmente, infatti, (basti pensare alle comuni bombole a gas), è la soluzione ideale per essere utilizzato in località non raggiunte dalla rete di distribuzione del metano. 

Inoltre, il potere calorifico del GPL, rispetto al metano, è maggiore e rappresenta comunque una scelta ecologica e sostenibile, soprattutto se paragonata ad altri combustibili.

Gas naturali: energia non rinnovabile ma pulita

Il gas naturale (e, di conseguenza, anche il metano e il GPL) fa parte di quella categoria di combustibili definita come energia non rinnovabile.

Le risorse non rinnovabili sono definite tali in quanto, una volta utilizzate, non possono riformarsi in tempi brevi. La diretta conseguenza è un esaurimento a breve termine di queste risorse.

Al contrario, le energie rinnovabili (come, ad esempio, quella eolica o solare) hanno la capacità di rigenerarsi a fine ciclo, assicurando un maggior rispetto dell’ambiente.

In questo contesto, il gas naturale si colloca tra le energie non rinnovabili, in quanto rientra tra i combustibili fossili. Il suo utilizzo, però, non risulta altrettanto inquinante, guadagnandosi l’appellativo di fonte di energia pulita

La sua combustione, infatti, a differenza di quella di carbone e petrolio, non rilascia fumi tossici, come monossido di carbonio o solfuri, risultando meno nociva. Gli scarti residui del gas naturale consistono infatti in acqua e anidride carbonica (quest’ultima in quantità minori rispetto a quella prodotta dai combustibili fossili).

Sebbene sia il male minore tra le risorse non rinnovabili, il suo utilizzo non costituisce comunque la scelta ideale in un contesto di energia circolare. I gas naturali, infatti, contribuiscono all’elevata concentrazione di gas serra nell’atmosfera, per quanto la responsabilità maggiore sia dovuta alle emissioni di anidride carbonica. 

Questo porta a un aumento del fenomeno del riscaldamento globale, con conseguenze disastrose sul lungo periodo.

Energia circolare: biogas come risorsa rinnovabile

La necessità sempre più urgente di decarbonizzare il pianeta si fonde con la volontà di utilizzare risorse energetiche sostenibili e rinnovabili. Questo proposito ha portato alla realizzazione di processi alternativi di produzione di gas naturale, senza dover intaccare le riserve fossili di questo combustibile.

È in questo frangente che sono nati il biogas e il biometano. Queste fonti di energia rinnovabile sfruttano, per la loro formazione, il processo della digestione anaerobica di biomasse agricole e residui organici.

Il biogas così prodotto è formato dal 45 al 70% da metano. Il residuo del processo di degradazione consiste nel digestato, una sostanza che verrà utilizzata come fertilizzante, in un’ottica di riduzione degli sprechi. L’energia da biomasse si rivela quindi il compromesso ideale anche per il riciclo degli scarti.

In ogni caso, è bene sottolineare che l’utilizzo di gas naturale in alternativa a combustibili come il petrolio o il carbone è comunque una buona idea, perché permette di ridurre notevolmente l’inquinamento e le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Un’energia pulita che può diventare anche rinnovabile, in modo da limitare i danni ambientali inflitti negli ultimi decenni al nostro pianeta.