Come sarà il mondo nel 2050? Tra molte incognite, un fatto è certo: il futuro sarà sempre più urbano. Così, l’edilizia verde e la bioarchitettura stanno diventando un approccio culturale più che un ramo del “costruire” tradizionale.

Secondo uno studio delle Nazioni Unite, il 70% della crescente popolazione mondiale, che si prevede raggiungerà i 9,8 miliardi di persone entro la metà del secolo, vivrà in aree urbane.

Accogliere questa crescita richiederebbe la costruzione dell’equivalente di nove città delle dimensioni di New York ogni anno per i prossimi 30 anni.

Una quantità impressionante di edifici e infrastrutture, costruiti al ritmo incalzante di un samba.

Gli architetti e i progettisti urbani proiettano nella sostenibilità il loro quadro di riferimento per ospitare tale crescita.

Per proteggere i sistemi ecologici che ci sostengono.

Alla luce di queste sfide, tentano di ridefinire la forma della città del XXI secolo.

Il progettista moderno è sempre più spinto a costruire riducendo al minimo l’impatto delle costruzioni sulla salute dell’uomo e sull’ambiente.

Come?

Innanzitutto, limitando l’utilizzo di risorse non rinnovabili.

Lo scopo, dunque, è di salvaguardare una relazione inscindibile: uomo-edificio-ambiente.

Dopotutto, tornare a vivere nelle caverne per il momento non è l’unica opzione.

Né una scelta troppo allettante in molti casi.

Invece, puntare sui “maestri d’arte” dell’edilizia verde non può che giovarci.

Restituendo benessere a noi e al pianeta.

Le parole del famoso architetto Enzo Calabrese, possono ben rappresentare il cambiamento in atto.

“L’essere umano consuma il capitale della Terra più rapidamente della capacità della natura di rigenerarsi. Una casa sostenibile non erode la bio-capacità del pianeta, ma si armonizza con esso, che così è in grado di sostenerla.”

Edilizia verde: significato

In molti studi, edilizia verde, viene tradotto con green building.

Perché serve a definire un progetto di edilizia certificato da sistemi internazionali come LEED, BREEAM, DGNB System, Green Star, ecc.

Attualmente le buone pratiche dell’edilizia verde sono in aumento in tutto il mondo.

La tendenza a realizzare edifici verdi, naturalmente, è legata al bisogno di ridurre le emissioni di carbonio.

Il settore delle costruzioni, purtroppo, ne è in ampia parte responsabile.

Per raggiungere l’obiettivo stiamo imparando a ragionare da un punto di vista energetico. Mettendo a punto soluzioni e sistemi volti a una netta riduzione dei consumi.

Ma non solo…

Sotto il termine “edilizia” ricadono tutte le opere, le lavorazioni e gli interventi che mirano a realizzare, modificare, riparare o demolire un edificio.

perché l'edilizia verde è importante

E oggi più che mai, visti gli obiettivi globali di sostenibilità, bisogna intenderla come un’attività tecnica essenziale nel processo architettonico.

Sapevate che nel gergo comune, il termine edilizia assume a volte un significato dispregiativo?

Si parla di fabbricati con forme elementari, privi di ornamenti, giochi di volume o forme che catturino l’attenzione.

Tale utilizzo del termine, ancor di più grazie all’edilizia verde, diviene errato.

Anzi, riconquista il suo valore proveniente dal mondo greco. La parola deriva da aedes, che significa “casa” o “abitazione”, ma anche “tempio”!

L’edilizia verde, infatti, progetta e costruisce edifici ponendo come scopo:

  • efficienza energetica
  • miglioramento della salute e del comfort
  • qualità della fruizione degli abitanti.

Obiettivi raggiungibili mediante l’integrazione nell’edificio di: strutture, materiali e tecnologie appropriate.

Poi, la carta vincente di un tale progetto non sta solo nelle scelte che lo rendono “verde”.

Ma anche in ciò che definirà, nella forma e nella sostanza, l’influenza sui comportamenti degli abitanti.

Sicuramente, riducendo al minimo gli sprechi e i consumi…non solo all’interno del quartiere, ma nella città intera.

Edifici verdi: un salto di qualità

Nella costruzione di un edificio, soprattutto se parliamo di edilizia verde, bisogna avere cura dell’intero processo.

Ovvero di tutta la sequenza di operazioni, che riguardano la creazione, la realizzazione, l’uso ed il mantenimento di un’opera.

Dalla progettazione iniziale, alla costruzione ed alla gestione per tutto il tempo di vita utile.

Fare dell’edilizia un processo sostenibile significa, infatti, saper costruire per rispondere al meglio ai bisogni e alle richieste di un territorio.

Tenendo conto, già dalla fase embrionale del progetto, dei ritmi e delle risorse naturali.

Evitando di arrecare danno o disagi.

Cercare di inserirsi armoniosamente nel contesto. Dunque, pensare anche ad un riuso totale dello spazio e dei materiali.

Grazie alle collaborazioni tra professionisti della bioarchitettura e dell’edilizia verde, vengono considerati nel processo di progettazione elementi fondamentali come l’orientamento, il soleggiamento e l’ombreggiamento.

I fattori di ventilazione naturale e l’adozione di sistemi alimentati da biomasse.

Ma anche i sistemi domotici di gestione, i sistemi di sfruttamento e gestione dell’energia rinnovabiletutto realizzato e integrato con materiali studiati.

Adeguati a interagire con l’ambiente e le caratteristiche peculiari di quel determinato luogo.

Per chi si cimenta nel campo dell’edilizia verde, poi, una delle sfide principali è quella di riciclare per intero (o quasi) i materiali adottati.

Secondo gli esperti, l’ideale sarebbe costruire edifici scomponibili. Con elementi e materiali che possano essere facilmente recuperati, riutilizzati e smaltiti.

Così da non inquinare a causa del riciclaggio integrale o globale.

L’aspetto del riuso e del riciclaggio, soprattutto all’epoca dell’economia circolare, è fondamentale.

Da programmare sia al momento della progettazione di un edificio ex novo che nel caso di demolizioni.

I materiali vanno valutati secondo criteri ecologici.

Considerando l’origine naturale e il dispendio energetico conseguente ad estrazione e lavorazione.

Tossicità ed effetto sul clima. La reazione al calore, all’umidità e il comportamento elettromagnetico.

Edilizia green: esempi

Il “semplice” uso dei pannelli solari e dell’energia sostenibile non rende un edificio necessariamente assimilabile all’opera di un’edilizia verde.

Sarà sicuramente una costruzione più ecologica. Ma abbiamo imparato a considerare la sostenibilità nel complesso delle sue parti.

Sappiamo che oltre alla questione ambientale, vanno inclusi i processi sociali e quelli economici.

Pietre miliari odierne dell’edilizia verde, che incarnano i principi della bioarchitettura si trovano sempre più spesso anche nei paesi in via di sviluppo.

A fare da padrone sono i materiali e la forza lavoro locali, oltre che la comunità.

Un esempio è la “Makoko floating school” a Lagos, in Nigeria, di Nlè Architects.

L’approccio progettuale innovativo sta soprattutto nel fatto che la comunità e i relativi problemi causati dai cambiamenti climatici sono stati situati al centro del progetto.

Limiti, caratteristiche e potenzialità del territorio sono stati valorizzati dallo studio di progettazione.

Nonché le abitudini culturali della popolazione.

Così è nato uno spazio scolastico, fatto di materiali di riuso!

Un esempio di edilizia verde più vicina a noi, ce lo racconta Giuseppe Marinoni, architetto e progettista urbano.

Ne parla nel suo libro “Milano la verde”, dove analizza le pratiche che hanno contribuito all’evoluzione della forma urbana di Milano dagli anni Settanta ad oggi.

Egli afferma che:

“La forma della città diventa espressione delle forme delle politiche.”

In un’intervista racconta di riconoscersi nell’approccio operativo della tradizione europea diffusa in Francia, Germania e Olanda.

Dove in edilizia e architettura, si parte innanzitutto dalla definizione degli spazi aperti.

Il progetto urbano viene concepito come un progetto flessibile.

Quindi vengono definiti i principi che serviranno da guida alla costruzione degli edifici.

Ideati da architetti diversi, sotto la regia del progettista urbano, che diventa il coordinatore di quelle parti della città.

Edilizia verde o edilizia sostenibile, lo scopo è il medesimo

In molti pensano che questo sia il settore su cui puntare. E in effetti, grazie all’edilizia verde sappiamo di poter contrastare i cambiamenti climatici.

Ma anche di poter sostenere la nuova economia e il lavoro che scaturiscono dalle politiche della green economy.

Secondo il SOM, un team internazionale e interdisciplinare di architetti, designer, ingegneri e pianificatori, la risposta è semplice da trovare.

Se le proiezioni sulla crescita della popolazione sono accurate, gli imperativi del cambiamento climatico rendono il compito più complesso. Ma, secondo loro, è tutt’altro che impossibile.

È ancora una volta la natura ad essere il punto di riferimento.

Il SOM ha ragionato sul fatto che tutte le città comprendono due sistemi:

  • ecologico. Che include topografia, vegetazione, acqua…;
  • antropogenico. Cioè fatto dall’uomo (edifici, infrastrutture…cultura).

I sistemi antropogenici dovrebbero essere complementari ai sistemi ecologici.

I sistemi antropogenici sono stati dominanti nella pianificazione delle città. Ora dobbiamo plasmare retroattivamente le nostre città sulla base dei sistemi ecologici.

Ogni città ha ecologie e culture uniche. Queste dovrebbero essere espresse attraverso l’architettura e la forma urbana della città.

Edilizia verde, quindi, non per un singolo edificio: per una pianificazione sostenibile.

Come mettiamo in pratica queste idee? Quattro principi possono guidare progettisti, pianificatori e politici nella creazione delle città sostenibili del futuro:

1. Ripristinare i sistemi naturali. Conservando gli ecosistemi per determinare dove costruire.

2. Densificare i quartieri urbani. Costruendo in modo efficiente, compatto, e a volte a densità più elevate, per preservare le aree naturali sensibili.

3. Diversificare gli usi del suolo. Per sostenere una popolazione multigenerazionale e a reddito misto, le città devono fornire un mix diversificato di usi del territorio e opportunità economiche.

4. Collegare le comunità. Creando forti connessioni all’interno e tra le comunità.

La salute ecologica e il benessere umano non si escludono a vicenda, sono sempre fondamentalmente connessi.