Il tetrapak riciclabile? Esiste eccome!

Negli ultimi anni, c’è stato un aumento significativo dell’attenzione dei consumatori, dei media e dei politici sui dati del “fine vita” degli imballaggi. Oltre che dei prodotti in generale.

A livello europeo, questo ha portato a una legislazione che ha elevato gli obiettivi obbligatori per gli imballaggi e il riciclaggio dei rifiuti urbani.

Riformando sostanzialmente le regole sulla responsabilità estesa del produttore.

Quindi è stato introdotto un nuovo metodo di calcolo per il riciclaggio, in tutta Europa.

Alcuni formati di imballaggio sono più facili da riciclare di altri.

I formati che coinvolgono la stratificazione di diversi materiali o polimeri hanno ricevuto un’attenzione particolare in quanto presentano delle sfide per la riciclabilità.

E il Tetrapack, cosiddetto “cartone per bevande”, è un buon esempio di una confezione relativamente complessa che coinvolge più materiali.

Sono stati strutturati appositi studi per indagare la “riciclabilità” del tetrapak. Proprio come esempio di un formato di imballaggio multistrato complesso.

Nella ricerca sono stati coinvolti Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito come casi di studio, sulla base dei dati più aggiornati disponibili.

Secondo l’Alliance for Beverage Cartons and the Environment (ACE), nel 2019 il 51% di tutti i cartoni per bevande immessi sul mercato UE, sono stati riciclati.

C’è un problema riscontrato sia per il tetrapak, che per altri formati di imballaggio. Il materiale immesso sul mercato (come denominatore nel calcolo del tasso di riciclaggio) è l’imballaggio puro. Mentre il peso “riciclato” spesso include altri elementi.

Si tratta del cibo o del liquido che rimangono, per esempio nel tetrapack. O comunque della sporcizia e altri contaminanti “attaccati” sopra e all’interno dell’imballaggio.

Questi materiali, successivamente rimossi durante il processo di selezione e riciclaggio, possono rappresentare una percentuale significativa della massa di materiale conteggiato come riciclato.

Il nuovo metodo di misurazione dell’UE risulta, quindi, essenziale.

Visto che è riciclabile, il tetrapak dove si butta? Roma, Milano, Napoli…

Per cominciare, è bene ribadire che le regole per il corretto smaltimento del “tetrapack ricilcabile” variano da comune a comune.

Perché sottolineare la locuzione tetrapack riciclabile? Perché è tale soprattutto in determinate circostanze.

Inoltre, di prodotti come questo ne esistono altri, che però vengono fabbricati da altre aziende.

Tornando al punto, mentre in alcune città questo prodotto deve essere gettato nello stesso cassonetto della carta, in altre è destinato al bidone della plastica.

Per essere informati sulle città in cui è attivo il servizio di raccolta del tetrapak, è possibile collegarsi al portale TiRiciclo e inserire nell’apposito spazio il proprio comune di appartenenza.

A Roma i cartoni per le bevande devono essere conferiti nei cassonetti destinati a carta e cartone. Lo stesso vale anche a Milano e a Napoli.

Grazie al progetto TiRiciclo, l’azienda Tetrapack lavora insieme a Comieco, agli Enti pubblici, alle piattaforme di raccolta e agli impianti di riciclo. Per favorire la raccolta differenziata ed il riciclaggio.

Ci sono parametri precisi sui quali Tetrapak, in quanto azienda, lavora assiduamente per rendere il processo produttivo sempre più sostenibile.

Alcuni di questi sono:

  • Riduzione dei consumi dell’energia, di acqua, degli scarti di produzione
  • Aumento dell’efficienza produttiva

Alla base dell’impegno per il riciclo efficace del tetrapak c’è l’impegno delle aziende che si occupano della raccolta, del conferimento e del trattamento dei rifiuti.

Ma anche le esigenze del mercato sono decisive. La manifestazione d’interesse nei confronti delle materie prime derivanti dalla lavorazione dell’imballaggio è essenziale.

A mettere in evidenza questo fattore è l’azienda stessa.

È riciclabile! Tetrapak: come si differenzia correttamente?

Per non compromettere la raccolta differenziata, evitare inutili sprechi e fare in modo che il tetrapack riciclabile rimanga tale, bisogna ricordare qualcosa di molto semplice.

Dovremmo sciacquare bene i contenitori in modo da eliminare ogni residuo e poi schiacciarli per renderli meno ingombranti.

Nel caso in cui la raccolta del Tetra Pak avvenga nei cassonetti della carta, eliminate e differenziate separatamente anche i tappi. E le altre parti in plastica dei contenitori.

Riassumendo:

  • svuotare bene il contenitore del liquido, facendo attenzione che non vi siano residui
  • sciacquare con l’acqua l’interno dell’imballaggio per eliminare tutto
  • appiattire la confezione che andrete a gettare. Per non occupare più spazio del necessario nel cassonetto.

Tante piccole operazioni possono sembrare esagerate.

I cartoni di tetrapak riciclabile vanno appiattiti e non “accartocciati”.

Anche togliere il tappo può sembrare un gesto inutile, eppure è importante! Anche per il buon esito della raccolta differenziata della carta.

Ovviamente tale operazione non sarà necessaria se nel vostro comune questo materiale viene riciclato insieme alla plastica.

Tetrapak: materiale, consumatori, aziende

Avrete sentito parlare più di “cartone per bevande” che di tetrapak riciclabile.

Si tratta di un termine generico per un tipo di imballaggio fatto prevalentemente di cartone, spesso, laminato, con strati di plastica e di alluminio.

Strutturato così per evitare perdite e fornire una barriera praticamente asettica.

Il cartone per bevande, quindi, è un imballaggio leggero, ma robusto e sicuro per gli alimenti. Che offre una durata di conservazione prolungata anche per i refrigerati. E in generale un’efficiente conservazione e trasporto, grazie alla sua semplice forma a blocco.

Il tetrapak è nato con un design semplice a “mattone”. Ma da allora si è evoluto per includere caratteristiche aggiuntive come le cannucce per i prodotti da consumare in movimento. Beccucci facili da versare e aperture richiudibili/risigillabili.

Viene usato ampiamente in tutta Europa ed è spesso visto come una scelta ecologica grazie al fatto di essere costituito principalmente da fibre di legno rinnovabili. Provenienti principalmente da fonti certificate Forest Stewardship Council (FSC).

Esistono tre aziende principali nel mercato della produzione europea:

  • Tetra Pak (Losanna / Svizzera);
  • SIG Combibloc (Neuhausen);
  • Elopak (Spikkestad / Norvegia).

Insieme, queste aziende producono il 95% di tutte le confezioni di cartone per bevande usate in Europa.

La Germania è uno dei maggiori utilizzatori di cartoni per bevande. In alcuni paesi sono principalmente usati per succhi, latte a lunga conservazione e salse.

(In Germania vengono utilizzati anche dai produttori di latte fresco.)

Il consumo di cartoni per bevande in Spagna è il secondo più alto in Europa dopo la Germania.

In Spagna, i cartoni per bevande sono usati per una serie di prodotti, tra cui le bevande, ma anche per prodotti alimentari come le zuppe.

L’imballaggio del latte a lunga conservazione è particolarmente comune. Forse a causa della velocità con cui il latte fresco si deteriora nei climi caldi.

Riciclo creativo tetrapak: viva la fantasia

Svuotare, schiacciare, gettare. Sono i tre gesti per una corretta raccolta differenziata. Ma il tetrapack riciclabile si può anche ritagliare, piegare, colorare…

Per chi non lo sapesse, possiamo proteggere l’ambiente anche attraverso la nostra creatività.

È innanzitutto la natura e poi il concetto di economia circolare, ad averci insegnato che la vita di un materiale (e di tanti prodotti) non si esaurisce necessariamente dopo essere stato utilizzato.

In particolare, il tetrapack. Grazie alla sua peculiare struttura di cartone leggero, sicuro e resistente.

Può essere maneggiato anche dai più piccoli, che potrebbero aiutare gli adulti a scatenare la creatività.

Basta mettere in gioco la fantasia e la manualità per re-inventare un oggetto.

L’azienda stessa tende a promuove idee per creazioni esclusive.

Gli utilizzi dei cartoni per alimenti sono innumerevoli. Da “opere” di design, a semplici e divertenti lavoretti per i bambini.

Seguendo alcuni articoli sul sito, dedicati al riciclo creativo, potrete creare manufatti utili e belli. Trasformando molti oggetti ordinari in qualcosa di speciale.

Per noi e l’ambiente.

Da tetrapak riciclabile a tetrapak “completamente” riciclabile

Si stima che in media ogni persona acquisti quattro cartoni per bevande a settimana. Per fortuna è tetrapak riciclabile!

Pur essendo progettato per essere adatto al materiale liquido, il tetrapak è diventato popolare sia tra i produttori di alimenti che di bevande.

A causa del minor costo di trasporto rispetto ad altri tipi di imballaggio. I cartoni sono leggeri e facilmente impilabili.

Sempre più spesso, però, i consumatori richiedono prodotti che abbiano un basso impatto ambientale.

E mentre finora il tetrapak è stato visto come una buona soluzione dal punto di vista ecologico, essendo un “pacchetto” laminato, multistrato e multimateriale presenta comunque delle sfide.

Il produttore SIG Combibloc afferma che i suoi prodotti sono “progettati per la riciclabilità”. Ma ciò non significa che i cartoni per bevande siano riciclati nella misura che produttori e consumatori potrebbero sperare.

Molti impianti di selezione e centri di riciclaggio trovano i cartoni per bevande difficili da riciclare a causa della loro natura composita.

Poi ci sono prove sul problema che i consumatori possono essere incerti sul fatto che debbano essere classificati come carta (cartone), o plastica.

Questo non aiuta quando, come nel Regno Unito, diversi comuni hanno regole diverse su quali materiali sono accettati nella raccolta differenziata porta a porta, quali possono essere mescolati o devono essere tenuti separati.

La materia prima rinnovabile e biogenica che compone gran parte del cartone per bevande può renderlo un’opzione attraente dal punto di vista ambientale.

Ma la crescente attenzione sulla riciclabilità e sulla “circolarità” complessiva degli articoli monouso rappresenta una sfida significativa per questo tipo di imballaggi.

Dove riciclare tetrapack? Altre domande più complesse per aziende e consumatori

Quali sono gli ostacoli per il tetrapak riciclabile e la sua potenziale circolarità?

Secondo alcuni studi i problemi principali sono:

  • elevate perdite nei sistemi di raccolta e smistamento a causa dei tassi di raccolta differenziata relativamente bassi;
  • mancanza di capacità di usare contenuto riciclato nel corpo del cartone e negli elementi in plastica che entrano in contatto diretto con alimenti o bevande. Il che porta a fare affidamento su materiali vergini;
  • perdite significative di materiale nel “ritrattamento”. A causa della necessità di infrastrutture specializzate per la preparazione del materiale e nella produzione di pasta per ottimizzare il recupero delle fibre;
  • le sfide insite nel design delle confezioni per quanto riguarda il recupero dell’alluminio e della plastica come materiali da riciclare.

Anche nei paesi con le migliori prestazioni come la Germania, questi fattori si combinano per portare ad alte perdite di materiale nel sistema di gestione dei rifiuti.

Nel contesto del nuovo metodo europeo di misurazione per il riciclaggio, poi, ne conseguono bassi tassi di riciclaggio rispetto ad altri formati di imballaggi per bevande.

Le perdite di materiale nel processo di riciclaggio, derivanti dalla combinazione di design dell’imballaggio e le limitazioni delle infrastrutture di riciclaggio, determinano dati contrastanti.

Per cui i benefici ambientali ottenuti, nei termini del riutilizzo di materiale di alto valore, sono limitati.

La mancanza di utilizzo di materiale riciclato nei cartoni per bevande mina la circolarità, inibendo potenziale di riciclaggio a circuito chiuso.

Su questi problemi e le loro potenziali soluzioni stanno lavorando in molti. Per rendere il tetrapak (e non solo) …completamente riciclabile!