Che cos’è la raccolta differenziata? Sembra quasi una domanda retorica.

Di questi tempi…chi non ne ha sentito parlare?

E soprattutto: chi non se ne sta occupando nella sua quotidianità?

Differenziare è un atto di grande rispetto. Sinonimo di umanità e civiltà.

Serve a ridurre gli sprechi, è propedeutico alla corretta gestione dei rifiuti e ci permette di sviluppare una certa cultura dell’abitare su questo pianeta.

Abitare, si, insieme agli altri.

La raccolta differenziata, nel tempo supportata da varie leggi, fu adottata nel territorio della CEE attraverso la direttiva 75/442 del 1975.

Questa, all’art. 3 imponeva di promuovere la riduzione dei rifiuti, il recupero e il riuso.

Poi, all’art. 7 la “razionalizzazione” della raccolta, della cernita e del trattamento.

Cosa accade oggi? Nel mondo la situazione non è rosea.

Per esempio, residenti e commercianti dei municipi V e VII di Roma, esasperati, si sono organizzati in assemblee spontanee.

Uno degli appuntamenti fissati è quello di martedì 27 luglio, alle ore 17, sotto al Ministero della Transizione Ecologica (in via Cristoforo Colombo 44).

“A partire dal mese di giugno, la situazione dell’accumulo dei rifiuti lungo le strade, a ridosso di abitazioni e attività commerciali, ha assunto una gravità inaudita, rappresentandosi come un vero e proprio attentato alla salute.”

Quindi la richiesta d’incontrare il Ministro Cingolani. Ritenuto un interlocutore chiave per affrontare l’atavico “problema” dei rifiuti.

Queste persone, come tante altre nel mondo, ritengono che oltre alla rimozione dei rifiuti, per la risoluzione del problema sia necessario un cambio radicale di paradigma.

Le dimensioni assunte attualmente dalla questione “immondizia” sono riconducibili alla diffusione del consumismo durante la seconda metà del XX secolo.

Una valida attività di comunicazione, una migliore comprensione del comportamento umano e la raccolta differenziata, potrebbero rivoluzionare la situazione!?

Certamente!

Raccolta differenziata: definizione

Al tema del riciclo, come saprete, abbiamo dedicato un’intera sezione del blog. Perché ci sta molto a cuore! E ormai, sappiamo molto bene che senza raccolta differenziata, riciclare è praticamente impossibile.

Dunque, raccolta differenziata, come suggerisce il nome, è il processo di selezione dei rifiuti.

Quello in cui ogni cosa viene suddivisa per categorie. In base al materiale e alla riciclabilità.

Lo smistamento avviene a vari livelli. Sul piano sociale e in base alle dimensioni, dalla popolazione generale che usa bidoni diversi per diversi tipi di rifiuti, alle aziende.

Poi, una differenziazione più dettagliata ha luogo presso gli appositi impianti di recupero dei materiali.

Dove i rifiuti vengono depositati, smistati e poi preparati per la successiva fase di smaltimento.

La spinta dei governi e delle autorità locali per una sempre maggiore differenziazione dei rifiuti è dovuta ai suoi benefici.

Rifiuti smistati e separati garantiscono che la qualità del riciclaggio aumenti grazie alla riduzione delle impurità.

Più rifiuti vengono differenziati, più materiali vengono riciclati invece di finire in un unico flusso di rifiuti direttamente in discarica.

Per un’azienda che valuta la propria gestione dei rifiuti, la raccolta differenziata non è solo fondamentale per la conformità alla legge. È parte integrante di un piano economico efficace.

Infatti, una corretta differenziazione dei rifiuti può facilitare il raggiungimento degli obiettivi legati all’economia, alla salute delle persone e all’ambiente.

Proprio come previsto dalle politiche della green economy in transizione.

Dove possibile, i materiali devono essere riutilizzati, riproposti e riciclati. Supportando una ideale gerarchizzazione dei rifiuti ed esplorando altri metodi di smaltimento. L’obiettivo è quello di deviare al massimo i rifiuti dalle discariche.

A partire dalla differenziazione in casa di ciò che non si utilizza più, fino allo smaltimento o al riciclaggio dei materiali, il processo di selezione è fondamentale.

A chi e a cosa serve differenziare

Se è vero che dagli input domestici agli enormi carichi di rifiuti commerciali la raccolta differenziata ha un immenso valore, allora tutti hanno un ruolo da svolgere per uno smistamento efficace.

I rifiuti generano significativi costi e responsabilità: economiche, sociali e sanitarie. A livello globale.

Ogni anno le città generano circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi e si prevede che questa cifra crescerà fino a 2,2 miliardi di tonnellate all’anno entro il 2025 (Banca Mondiale, 2013).

I rifiuti rilasciano gas metano quando vengono smaltiti in un ambiente povero di ossigeno come una discarica. Rilasciano inquinanti e particolato anche durante il trasporto e la combustione.

Il metano, generato dalla decomposizione dei rifiuti organici, è il maggior contribuente (nel settore dei rifiuti solidi) alle emissioni di gas effetto serra.

È considerato più potente della CO2 (Banca Mondiale, 2018).

Investire nel rendere più verde il settore dei rifiuti può generare molteplici benefici.

Come divulgato attraverso il modello dell’economia circolare, rendere più verde il settore dei rifiuti coinvolge principalmente le 3R.

Ridurre, riutilizzare e riciclare. Una visione a lungo termine in cui:

  • l’uso di materiali e conseguenti rifiuti è limitato;
  • la maggior parte dei rifiuti inevitabili viene riciclata o rigenerata;
  • qualsiasi rifiuto rimanente viene trattato in modo da minimizzare il danno ambientale;
  • non esiste spreco perché ciò che non si utilizza può creare valore (per esempio attraverso il recupero di energia incorporata nel materiale o nei prodotti).

L’importanza della gestione integrata dei rifiuti è sottolineata come parte dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 12. Questo descrive modelli di consumo e di produzione sostenibili.

Mentre nell’SDG 11.6 viene sollecitata un’attenzione speciale alla gestione dei rifiuti urbani per rendere le nostre città più resilienti.

Raccolta differenziata: elenco completo

Come fare la raccolta differenziata in modo corretto?

Lo smistamento dei rifiuti è un processo semplice che non richiede molto tempo. Né risorse speciali.

Nel momento in cui ci educhiamo a praticare la raccolta differenziata, la chiave è separare dai rifiuti domestici i tipi di rifiuti che possono essere riciclati.

C’è chi suggerisce di dividere il flusso totale nei seguenti gruppi:

  • Materiali da imballaggio (plastica, vetro, carta/cartone);
  • Metallo;
  • Rifiuti biodegradabili;
  • Batterie;
  • Apparecchiature elettriche;
  • Rifiuti pericolosi per l’ambiente;
  • Rifiuti medici;
  • Ingombranti e rifiuti edili;
  • Cose riutilizzabili;
  • Rifiuti domestici non adatti al riciclaggio.

In generale, risulta importante preparare i rifiuti per il riciclaggio in modo da non “sprecarli”.

Lavando o rimuovendo le impurità, come i residui di cibo. E appiattendo il più possibile ogni “oggetto”.

Per quanto riguarda i rifiuti da imballaggio in plastica, si tratta per lo più di bottiglie vuote, contenitori, scatole, pellicole e sacchetti.

Non saranno adatti al riciclaggio: prodotti di plastica sporchi, bottiglie unte, giocattoli e casalinghi.

I rifiuti da imballaggio in vetro sono tutti i tipi di vasi, contenitori e bottiglie.

I vetri per specchi, per auto o quelli delle finestre dovrebbe essere consegnati nei siti appositi.

Pure i rifiuti di carta e cartone comprendono numerosi tipi di imballaggi. Ma anche giornali, riviste, libri, carta per appunti, scatole per uova…

Non saranno adatti al riciclaggio se fossero bagnati, sporchi o contenenti impurità alimentari.

I rifiuti metallici riguardano prodotti come le lattine o i barattoli.

Che non devono essere unti o sporchi.

Esistono punti di acquisto di rottami (specializzati) che dovrebbero ricambiare con una tariffa adeguata.

Infine, tra i rifiuti biodegradabili (cibo di origine naturale) rientra anche la carta “bianca” umida.

Per chi si dedica al compostaggio, non sono adatti gli avanzi di prodotti caseari e di carne. Durante la decomposizione favoriscono la crescita batterica.

Perché è importante raccogliere i rifiuti in contenitori diversi?

Per una raccolta differenziata che non crei “perdite” di tempo, energie e materiali…è essenziale avere pronti dei contenitori in cui suddividere tutto.

Per contribuire efficacemente attraverso il proprio operato.

Esistono rifiuti che vengono accumulati con più frequenza e altri che possono essere messi da parte perché non si deteriorano con facilità.

È il caso delle batterie e degli accumulatori di vari dispositivi elettrici.

Questi dobbiamo raccoglierli separatamente dagli altri rifiuti, al riparo dall’umidità.

Sono adatte al riciclaggio tutte le pile, le batterie ricaricabili e quelle che non funzionano perché hanno perdite.

Bisogna introdurli nei contenitori specifici per la raccolta delle batterie. Spesso possiamo trovarli nei negozi, così come presso le istituzioni educative, governative e nei siti specializzati.

Poi, ci sono i dispositivi elettrici ed elettronici (grandi o piccoli) che sono azionati da una fonte di energia.

Prima della rottamazione non devono essere smontati.

Possiamo entrare in contatto con chi raccoglie le apparecchiature elettriche deteriorate, che le rimuoveranno gratuitamente.

In alcuni casi, acquistando nuovi apparecchi elettrici, a secondo delle disposizioni legislative, il venditore potrebbe prendere in consegna lo stesso tipo di apparecchio (obsoleto) e occuparsene.

Fare la raccolta differenziata attraverso l’ausilio di contenitori diversi è importante anche per quei rifiuti che risultano pericolosi per l’ambiente.

Ci riferiamo, per esempio a: oli industriali usati, filtri dell’olio e pneumatici delle automobili.

Dobbiamo consegnarli sempre in un sito appositamente predisposto o presso un punto di raccolta di prodotti pericolosi per l’ambiente.

Anche i rifiuti medici come i farmaci scaduti dovremmo raccoglierli in un sacchetto apposito. Assicurandoci, per esempio, che i flaconi siano ben chiusi.

Non bisogna assolutamente “sciacquare” i farmaci nella rete fognaria, o donarli ad altri perché inutilizzati.

Dobbiamo consegnarli in un punto di raccolta di rifiuti pericolosi o presso una farmacia.

Per concludere, per i rifiuti ingombranti/edili bisogna contattare l’azienda locale.

Raccolta differenziata: “oggetti” riutilizzabili

La raccolta differenziata ha un valore immenso perché cambia la nostra concezione di “rifiuto”.

Vestiti, scarpe, articoli per la casa, tessuti, mobili e molte altre cose possono essere riutilizzate. E senza sprecare ulteriore energia rinnovabile o fonti non rinnovabili inquinanti.

In pratica l’impatto è pari a Zero!

Possiamo donare in beneficenza, alla Croce Rossa o agli orfanotrofi e alle case di riposo. Vecchie coperte e vestiti logori serviranno ai rifugi per animali.

È anche vero che esistono rifiuti non adatti al riciclaggio.

Ovvero tutto ciò che non può essere classificato in nessuno dei gruppi di materiali riciclabili.

Quindi, qualsiasi sacchetto viene portato in un normale contenitore per rifiuti non differenziati, verrà depositato in una discarica e non verrà riciclato.

Poi, ci sono molte sostanze chimiche o oggetti che sono definiti “disturbatori”.

Possiamo citare gli imballaggi multi-materiali che non possono essere separati. Tessuti e materiali non riciclabili. Alcuni mobili che non sono smontabili o trattati con sostanze pericolose.

Tutti questi disturbatori sono prodotti che non possono essere riciclati, o addirittura inquinanti. E possono impedire il riciclaggio di altri flussi di materiali.

Per tutti questi prodotti, è sicuramente giunto il momento (per aziende e governi) di eco-progettare soluzioni naturali.

“Alla fine” alcuni prodotti chimici non saranno più ammessi, i multi-materiali saranno evitati, i prodotti saranno smontabili, ecc…

Senza questo tipo di approccio, non solo il riciclaggio non raggiungerà il 100%, ma continueremo ad inquinare e a rischiare per la nostra salute.

Raccolta differenziata? Lazio premiato

Sembrerà contraddittorio!? Eppure, a differenza di quanto abbiamo raccontato sopra (riguardo ai cittadini di Roma) nel Lazio la raccolta differenziata ottiene successo.

Ha superato, nel 2020, solo il 51%. Ma si tratta di un valore medio che tiene conto dei risultati ottenuti da amministrazioni “più e meno” virtuose.

In questo dato, infatti, sono contenute le performance dei cittadini green. Che, il 22 luglio, sono stati premiati al Tempio di Adriano.

Sopra i 5mila abitanti, i comuni che sono riusciti a differenziare la maggior percentuale di rifiuti, sono:

  • Fondi con l’83,9%;
  • Vitorchiano con l’80%.

Per quanto riguarda gli enti locali sotto i 5mila abitanti il podio è dedicato a

  • Norma (84,8%);
  • Oriolo Romano (82,4%);
  • Canale Monterano (82,2%).

A Nespolo, Belmonte in Sabina e Coreno Ausonio è andato il riconoscimento di Comuni Plastic Free. Per i preziosi risultati ottenuti nel recupero, riciclo e quindi per la raccolta differenziata della plastica.

In occasione della premiazione delle amministrazioni più virtuose è stato presentato anche il risultato di un bando regionale.

Quello che destina un investimento di circa 2 milioni di euro per sostenere l’introduzione della Tarip. Tariffa puntuale sui rifiuti, che si basa sul principio “chi meno inquina, meno paga”.

Il supporto ai Comuni non si limita all’assegnazione di contributi economici per l’acquisto di materiali e strumenti necessari all’applicazione della Tarip.

L’aiuto verrà fornito dall’Anci Lazio. La Regione, infatti, ha sottoscritto una nuova collaborazione con l’Associazione nazionale dei comuni. Per proseguire e ampliare il sostegno agli enti locali nella formazione tecnica e normativa legata al sistema dei rifiuti.

In particolare, è nato il nuovo progetto “Gerico 2”. La mission è quella di supportare le amministrazioni comunali sulla raccolta differenziata e nel riciclo.

Mettendo in campo azioni che creino consapevolezza rispetto alle opportunità offerte da questo ambito.