Il fenomeno che oggi identifichiamo come movimento biologico, è nato all’inizio del ventesimo secolo. Agricoltura biodinamica, tecniche, principi e “credenze” sono la naturale conseguenza di quanto accadeva in quel periodo.

Quando la coltivazione della terra ha cominciato a diventare più industriale e sono stati introdotti i fertilizzanti sintetici.

L’agricoltura biodinamica, come abbiamo raccontato negli articoli precedenti, è nata da una serie di incontri/lezioni.

Ad esporre certe tesi fu, nel 1924, il filosofo e riformatore sociale austriaco Rudolf Steiner (1861 – 1925).

Era stato invitato in una tenuta agricola della Slesia da un gruppo di agricoltori. Preoccupati per l’impatto negativo dei fertilizzanti azotati sulla qualità del suolo.

Steiner suggerì una serie di pratiche e principi per un’agricoltura sostenibile. Attingendo dalle modalità di coltivazione tradizionali e alla sua “scienza spirituale”.

Egli mirava, fondamentalmente, a integrare rigore scientifico e spiritualità.

Esortò i suoi seguaci a testare le sue idee e, grazie a questo approccio, la biodinamica si sviluppò attraverso: la ricerca collaborativa, l’osservazione e la pratica agricola.

Quindi, se la domanda è, quali sono le tecniche dell’agricoltura biodinamica?

Possiamo rispondere riassumendo in quattro punti:

  • attività di compostaggio;
  • uso di preparati;
  • rotazione ciclica delle coltivazioni;
  • osservazione e interazione (ecologica).

Oggi, tra conoscenze antiche, principi filosofici e iniziative di successo l’agricoltura biodinamica e biologica nutre le persone in maniera sana. E salva il territorio!

Un’azienda biodinamica, quindi, è sicuramente volta alla produzione di cibo biologico. Ma questo non è il focus, piuttosto è il risultato di una visione del mondo.

L’obiettivo, di questi tempi, resta sempre lo stesso. Come quando parliamo di fonti rinnovabili o di green economy.

Stiamo tutti cercando di creare una consapevolezza sull’efficienza di pratiche alternative. Possibilmente, sempre più rispettose dell’ambiente.

Agricoltura biodinamica: tecniche e principi

Le tecniche dell’agricoltura biodinamica possono avere successo? Si. A partire dall’osservazione e dalla relazione che si instaura con la fattoria e l’ambiente circostante.

Quindi, attraverso la consapevolezza e la conoscenza di chi si occupa del territorio: l’agricoltore.

Questa “tecnica”, forse, non possiamo dimostrarla scientificamente. Ma è una logica basilare, che ha valore per diverse attività.

Tanto per l’agricoltura biologica quanto per quella “industriale”.

Osservazione e conoscenza portano, poi, a confrontarsi con i risultati ottenuti.

Dopodiché, i metodi della biodinamica tendono ad integrare l’etica alla cultura agronomica.

Per questo tra le tecniche viene inclusa “l’osservazione e l’interazione sostenibile”.

Cosa vuol dire?

Nel 1924 Steiner riassume in tre punti gli obiettivi da perseguire per contrastare il degrado del suolo.

Gli obiettivi erano:

  • il mantenimento della fertilità della terra;
  • l’aumento della capacità delle piante di resistere alle malattie;
  • la produzione di cibi sani e di qualità.

Da non sottovalutare che in quel periodo ci si rendeva già conto degli effetti sul suolo della coltivazione industrializzata e della concimazione chimica.

Agricoltori e allevatori, iniziarono così a considerare la propria azienda come un organismo vivente. Una visione olistica, che sembra quasi scontata.

Un’interessante riflessione, quindi, riguarda le differenze esistenti tra i metodi inquinanti (scientificamente testati) e l’impronta ecologica delle tecniche biodinamiche.

Sempre a partire da “osservazione e interazione” possiamo parlare del calendario biodinamico.

Mentre l’agricoltura tradizionale ha usato a lungo gli almanacchi lunari, la biodinamica include anche costellazioni e allineamenti planetari.

Il calendario è stato sviluppato da Maria Thun (1922 – 2012). Che ha indagato gli effetti dei pianeti sulla semina e il raccolto.

Il calendario biodinamico può essere adattato a particolari emisferi.

Pur non essendo obbligatorio per la certificazione Demeter (primo marchio ecologico alimentare e agricolo del mondo) è usato da molti agricoltori e giardinieri.

Quali sono i preparati biodinamici?

Tra le tecniche dell’agricoltura biodinamica, i preparati sono l’argomento più discusso.

In realtà, questi macerati e la modalità con cui vengono utilizzati, fanno spesso pensare all’omeopatia.

Ogni preparato serve ad uno specifico processo e la dose è minima rispetto alla massa dell’organismo da trattare.

Gli elementi utilizzati per creare i preparati comprendono erbe officinali e minerali. Già adoperati in fitoterapia.

Tra questi:

  • Achillea millefolium;
  • Matricaria chamomilla;
  • Urtica dioica;
  • Quercus robus;
  • Taraxacum officinalis;
  • Valeriana officinalis.

I preparati vengono diluiti e mescolati (generando un vortice e un controvortice) per ossigenare e diffondere i principi attivi. Poi vengono cosparsi o spruzzati, sul terreno o sulle piante.

Alcuni macerati preparano i campi, altri servono per trattare il compost.

Mentre i preparati diluiti sono a base di minerali, piante e letame, alcuni usano parti animali come “guaine” per contenere e aiutare ad attivare gli ingredienti.

Per esempio, il BD 506 consiste in fiori di dente di leone avvolti nel mesentere di una mucca, la membrana che copre l’intestino.

Le parti provengono da animali sani che sono stati macellati per la carne o in età avanzata.

Steiner stesso era vegetariano, e la pratica dell’agricoltura biodinamica ha al suo centro il massimo benessere animale.

Kai Lange, coordinatore del diploma all’Istituto inglese di agricoltura biodinamica spiega:

“1 g di terra ricca ha un miliardo di microrganismi, uno spray biodinamico avrà quantità microscopiche di batteri e funghi. Da un lato l’effetto è quantitativo, dall’altro è energetico”

E aggiunge, che non è necessario “credere” in questo perché i metodi biodinamici funzionino…

Tra le tecniche dell’agricoltura biodinamica: il compostaggio e la rotazione delle colture

Come accennato, il compostaggio ha un ruolo fondamentale come tecnica dell’agricoltura biodinamica.

Per compost, si intente un miscuglio di terra, resti vegetali, acqua, calcio ecc.

E dal punto di vista della filosofia dinamica, si tratta di un concentrato di energia e impulsi vitali. Essenzialmente, serve a mantenere fertile il terreno.

I preparati per il compostaggio, che vengono utilizzati molto diluiti, sono di due tipi: i preparati da accumulo e i preparati da spruzzo.

I preparati da accumulo vengono aggiunti al materiale da compostare, al fine di facilitarne la decomposizione in humus e terriccio.

Secondo gli agricoltori biodinamici, inoltre, il bestiame produce letame di alta qualità. Fondamentale per la salute del suolo.

Gabriel Kaye, direttore esecutivo del Biodynamic Land Trust, afferma:

“È utile avere sterco di mucca nei cumuli di compost, anche in piccole quantità, per aiutare la fermentazione e la fertilità”

Può essere aggiunto al cumulo di compost come starter, oltre ad essere spruzzato sul terreno agricolo e sul giardino.

Tra le tecniche dell’agricoltura biodinamica “l’osservazione” delle fasi lunari

Per quanto riguarda, invece, l’implementazione delle tecniche di rotazione agricola, non dimentichiamo l’utilizzo (tra le varie colture) delle piante da sovescio.

Anticamente arricchivano il terreno seminandole nei periodi di riposo della terra.

Sono piante che “arricchiscono” perché apportano attraverso le radici alcuni batteri, definiti azotofissatori.

La coltivazione di queste piante, invece di asportare sostanze nutritive al terreno, ne aggiunge.

Al termine del ciclo vegetativo non vengono asportate, ma vengono lasciate sull’appezzamento e rilavorate assieme alle zolle. In modo da nutrire ulteriormente il substrato.

Biodinamica, libri e informazioni

Uno dei modi migliori per imparare di più sull’agricoltura biodinamica, tecniche, principi e filosofia: è unirsi a un gruppo biodinamico locale, visitare fattorie o conoscere una comunità Camphill.

Le lezioni di agricoltura di Rudolf Steiner sono una lettura abbastanza impegnativa. Sicuramente forniscono il materiale di base, fondante per la pratica biodinamica.

Per un’introduzione più accessibile, si può dare un’occhiata a “The Biodynamic Year – Increasing yield, quality and flavour” di Maria Thun.

In ogni caso, un agricoltore che desidera essere certificato per l’accreditamento Demeter (biodinamico) deve prima rispettare i regolamenti biologici dell’UE che richiedono un periodo di conversione di due anni.

Poi, per la certificazione biodinamica, gli standard Demeter richiedono un ulteriore anno di conversione che include l’uso di otto preparati minerali e vegetali. Per attivare la vita del suolo e la crescita delle piante sulla terra.

Anche se esiste un certo numero di prove osservative da parte degli agricoltori, a testimonianza del fatto che i metodi biodinamici migliorano le condizioni del suolo e la salute delle piante, si ritengono necessarie ulteriori ricerche scientifiche.

La ricerca sul campo, a lungo termine, DOK del FiBL (Forschungsinstitut für Biologischen Landbau) per esempio, ha confrontato i sistemi di coltivazione biodinamica (Demeter), biologica e convenzionale. Suggerendo che le pratiche biodinamiche sono efficaci.

Il FiBL ha dichiarato:

“Nel sistema biodinamico, il contenuto di materia organica del suolo (humus) è rimasto stabile per i primi 21 anni della prova, mentre è diminuito in tutti gli altri sistemi”.

Le tecniche dell’agricoltura biodinamica: sintesi e contesto

Al di là dell’infondatezza teorica che molti associano alla dottrina e quindi alle tecniche dell’agricoltura biodinamica, gli interrogativi da porsi non mancano mai.

Occorre certamente chiedersi quanto i risultati che ottieniamo siano validi. Se il terreno “trattato” con i preparati presenta differenze rispetto ad altri.

E se i prodotti biodinamici sono migliori di altri. Quali benefici possiamo trarre rispetto alle tecniche dell’agricoltura industriale?

Nonostante ciò che affermano i sostenitori, non esiste una quantità di studi sufficiente a dare risposte.

Ma il discorso, analogamente, vale per l’agricoltura biologica dalla quale la biodinamica praticamente discende?

Per contestualizzare la biodinamica, non possiamo dimenticare che Steiner è partito dallo sviluppo dell’Antroposofia (‘anthropo’ significa uomo e ‘sophia’ significa saggezza).

Una filosofia basata sulla premessa che tutti gli esseri possono estendere il loro potenziale interiore e accedere alla spiritualità.

Questa filosofia ha ispirato:

  • un sistema educativo (scuole Waldorf / Steiner);
  • un approccio terapeutico per persone con difficoltà di apprendimento (per esempio, le Comunità Camphill);
  • la medicina antroposofica;
  • l’euritmia (un movimento artistico espressivo);
  • e l’agricoltura biodinamica.

Su questa base nasce l’idea di fattoria come organismo vivente.

Le piante, gli animali, il contadino e i loro scarti concorrono a fertilizzare, nutrire e mantenere in salute l’intero eco-sistema.

Un po’ come previsto dal concetto di economia circolare, che ormai conosciamo bene.

Ancora uno spunto.

Ti sei mai chiesto perché le mucche hanno le corna?

Secondo una guida co-pubblicata dai ricercatori biologici FiBL, le corna svolgono un ruolo vitale per la salute dell’animale.

C’è un flusso di sangue molto sviluppato da e verso le corna, che sembra utile alla digestione e al metabolismo.

Questa domanda, posta da Steiner, ha portato alla valutazione pratica delle corna. Alla valorizzazione della salute degli animali e al divieto della decornazione secondo gli standard Demeter.

Un circolo virtuoso, innescato dalle idee di un uomo.