Secondo gli stoici antichi il mondo nasce da un “fuoco artefice” e perisce nel fuoco. Per poi risorgere a nuova vita dalle proprie ceneri. Come la mitica fenice! Così accade anche per l’agricoltura biodinamica.

L’attuale ascesa di questa concezione del “coltivare” è considerata un ritorno al modo in cui i contadini hanno lavorato per millenni.

Corsi e ricorsi storici?

In effetti, aspettando abbastanza a lungo, alcune tendenze sembrano sempre tornare in auge.

L’agricoltura biodinamica è stata sviluppata dal teosofo Rudolf Steiner nel 1924.

Ormai ha quasi 100 anni!

Come “padre della biodinamica”, Steiner credeva che l’armonizzazione di tutti gli aspetti della fattoria (dal sole alla terra) avrebbe sostenuto gli animali e le piante nel loro stato più naturale.

E prodotto, nel processo, cibo denso di nutrienti.

L’agricoltura biodinamica era di gran moda fino a quando l’industrializzazione ha preso piede dopo la Seconda guerra mondiale.

Ma, anche se questo metodo non è mai scomparso del tutto, sta godendo di una rinascita incredibile negli ultimi anni.

I consumatori, infatti, sono sempre più interessati a sapere come viene prodotto il loro cibo.

Quindi, diamo uno sguardo più profondo a ciò che significa coltivare attraverso la biodinamica…come se fosse il 1924.

Cerchiamo di capire cosa gli agricoltori stanno facendo per sostenere i più alti standard di sostenibilità e benessere. Della terra e degli animali.

Agricoltura Biodinamica: cos’è

Quella che oggi definiamo agricoltura biodinamica è la discendente di una filosofia che prese piede in Europa per un motivo specifico.

Un gruppo di agricoltori si avvicinò a Steiner con un problema.

Il rapido declino nella vitalità delle colture, nella salute degli animali e nella fertilità dei semi.

La risposta di Steiner arrivò con una serie di conferenze chiamate “Corso di agricoltura”. Che gettarono le basi per ciò che conosciamo come agricoltura biodinamica.

Il suo principio fondamentale è che la fattoria è un organismo vivente. Con la capacità di essere autonomo, autosufficiente e responsabile del mantenimento della propria salute e vitalità.

Anche negli Stati Uniti i principi biodinamici furono introdotti dopo il 1924, quando Steiner tenne le sue lezioni di agricoltura.

Così, nel 1938 è stata fondata l’Associazione Biodinamica, la più antica organizzazione no-profit di agricoltura sostenibile del Nord America.

L’agricoltura biodinamica, fondata da Steiner, considera la terra, l’uomo, gli animali e le piante come parti integranti del cosmo. Sensibili alle sue regole e alle sue influenze.

Lo scopo di questo tipo di coltivazioni è arricchire la vitalità della terra. Dando all’uomo la migliore forma di nutrimento.

L’agricoltura biodinamica è stata codificata per gli agricoltori dal pensatore austriaco a Koberwitz.

Otto lezioni hanno dato origine a tre esigenze cardinali:

  • mantenere la fertilità della terra;
  • curare le piante affinché siano sane e abbiano l’energia per resistere ai parassiti;
  • produrre alimenti della massima qualità possibile.

L’agricoltura biodinamica mira, quindi, a produrre alimenti di qualità superiore, capaci di nutrire la nostra integrità interiore e fisica.

Cosa accade in un’azienda biodinamica? Si limitano le interferenze chimiche o “materiali”!

E per aiutare la biodiversità dell’azienda ad autosostenersi, esiste un’organizzazione precisa.

Per esempio, i rifiuti di una parte della fattoria possono essere trasformati in energia per un’altra.

Proprio come insegna il concetto di economia circolare.

cos'è e come funziona l'agricoltura biodinamica

Come si effettua la coltura biodinamica?

In un’azienda che adotta l’agricoltura biodinamica gli animali sono ben curati, girano liberamente per la fattoria e sono sostenuti per abbracciare i loro istinti naturali.

L’azienda mira a diventare l’ideale di un’entità organica che sfrutta “le forze naturali”.

La terra, la vegetazione, gli animali e gli uomini sono in equilibrio e contribuiscono al sostentamento reciproco.

Il principio di restituire alla terra ciò che si prende da essa non è un’idea originale della biodinamica, viene addirittura dalla chimica.

Si mira ad attivare la vita all’interno del suolo, in modo che le sostanze presenti nel terreno possano essere rilasciate e assimilate dalle piante.

Come in un’azienda biologica, bisogna mantenere la relazione con l’ambiente circostante.

Preservando i luoghi abitati dagli animali selvatici, in quanto sono predatori rispettati (anche per i parassiti).

Alcune pratiche biodinamiche hanno una radice scientifica e la loro utilità è riconosciuta anche da coloro che non sono seguaci dell’approccio

Un esempio è il sovescio. L’interramento di particolari piante allo scopo di fertilizzare il suolo.

La biodinamica sostiene la rotazione delle colture e l’uso del compost.

Il fertilizzante più usato.

Una miscela di terra, resti vegetali, rifiuti alimentari, cenere e acqua.

Al compost possono essere aggiunti otto preparati biodinamici: fertilizzante, polvere di quarzo, erbe, ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e dente di leone.

L’intento è di regolare e stimolare i processi biologici del raccolto, delle piante e dei campi.

Prima di essere spruzzati, i preparati sono resi dinamici. Diluendoli in grandi quantità di acqua, come si fa per i rimedi omeopatici.

L’agricoltura biodinamica, poi, dà particolare importanza alle influenze lunari che governano lo sviluppo delle singole parti della pianta.

Il momento della semina è (oggi) il risultato di 20 anni di ricerche e studi sull’influenza della luna in agricoltura. Condotti dalla studiosa tedesca, discepola di Steiner, Maria Thun.

Agricoltura biodinamica: Steiner il rivoluzionario.

Il filosofo austriaco Rudolf Steiner è stato, ed è tutt’ora, un personaggio pubblico controverso. Anche perché ha introdotto i principi dell’agricoltura biodinamica incoraggiando gli agricoltori a guardare al cosmo prima di piantare e raccogliere i raccolti.

Prendiamo il calendario biodinamico, che si basa sul posizionamento delle stelle e della luna.

Anche se molti agricoltori biodinamici utilizzano il calendario lunare, non è un requisito per la certificazione Demeter.

Dunque, quello che accade ora è alquanto differente dagli esordi.

L’affascinante dottrina teosofica di Steiner è alla base del movimento internazionale fondato nel 1912, presso la Società Antroposofica al Goetheanum di Dornach, a Basilea.

Qui venne proposta una rinnovata concezione dell’uomo in armonia con le forze della terra e del cosmo che coinvolgeva: la medicina, la scienza, l’arte e la pedagogia. La conosciamo, appunto, con il nome di antroposofia.

Tra i concetti che tale filosofia ha collegato attraverso i decenni ci sono le arti dello spettacolo e le scienze applicate.

Per capirci, comunque, la “medicina” antroposofica presentata da Steiner è una pratica diagnostica e terapeutica che ha lo scopo di curare l’uomo nella sua totalità psico-fisica-energetica.

Con rimedi simili a quelli omeopatici.

Certamente è più facile comprendere la differenza prodotta dall’uso di fonti rinnovabili ed energia non rinnovabile. C’è una netta distanza tra le due.

Per agricoltura biologica e biodinamica non è lo stesso.

Vediamo perché.

Agricoltura sostenibile? È quello che cercano di fare in molti

Le pratiche dell’agricoltura biodinamica vengono spesso classificate come sostenibili.

Questo perché l’agricoltura sostenibile assume molte forme, ma al suo centro c’è il rifiuto dell’approccio industriale alla produzione alimentare sviluppato durante il 20° secolo.

È vero che il sistema industrializzato ha reso il cibo “abbondante e accessibile”.

Ma, a caro prezzo!  Sia a livello ecologico che sociale.

La sua dipendenza dalla monocoltura, dalla meccanizzazione, dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici.

Dalle biotecnologie e dai sussidi governativi… hanno provocato erosione. Suolo e risorse idriche impoverite e/o contaminate.

Perdita di biodiversità, deforestazione, abusi del lavoro, e il declino della fattoria come impresa familiare.

Il concetto di agricoltura sostenibile, al contrario, è ecologicamente vantaggioso e spesso si affida all’uso di energia sostenibile.

Nell’approccio vengono abbracciate una vasta gamma di tecniche.

Il filo conduttore tra i metodi è sempre l’adozione di pratiche che imitano i processi ecologici naturali.

Gli agricoltori riducono al minimo la lavorazione del terreno e l’uso dell’acqua. Incoraggiano un terreno sano, piantando campi con colture diverse anno dopo anno.

Integrano i terreni coltivati con il pascolo del bestiame. Evitano l’uso di pesticidi, alimentando la presenza di organismi che controllano i parassiti.

L’agricoltura biodinamica, quindi, per essere considerata sostenibile, è soggetta ad approvazioni normative.

Il prodotto finale è certificato sull’etichetta come proveniente da metodi di agricoltura biodinamica.

Le aziende biodinamiche europee sono soggette all’ispezione per la conformità ai regolamenti sull’agricoltura biologica, perché devono essere anche biologiche.

Si tratta, quindi di alti standard. Che provengono dal processo di doppia certificazione.

A proposito di Demeter c’è da dire che le filiali operano in 18 paesi.

Il marchio è presente in tutti i continenti, per controllare e certificare l’intera gamma di prodotti biodinamici di tutto il mondo.

Le associazioni esistenti nelle varie nazioni sono unite in una federazione internazionale, coordinando le varie discipline di coltivazione.

Agricoltura biodinamica: legge (ddl n. 988)

Un primo momento in cui l’agricoltura biologica è stata regolamentata in Europa risale al 1991. Sapevate che i regolamenti Ue in materia di bioagricoltura includono l’agricoltura biodinamica da allora?

Adesso, in Italia sta per essere adottata una legge che dovrebbe rafforzare il comparto del biologico.

Lo conferma in un’intervista Maria Chiara Gadda. Parlamentare e prima firmataria del testo legislativo: “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.

Una proposta di legge presentata al parlamento e approvata in prima lettura alla Camera dei deputati nel 2018. A larghissima maggioranza anche al Senato della Repubblica lo scorso 21 maggio.

Un solo voto contrario, quello della senatrice Elena Cattaneo.

Sembrerebbe che nel Cee 2092/91 le preparazioni biodinamiche fossero già ritenute “appropriate” per l’attivazione dell’humus.

Tutto ciò è stato nuovamente recepito nell’ultimo regolamento Ue in materia di bioagricoltura.

Il numero 848, approvato il 30 maggio 2018 e in vigore dal primo gennaio 2021.

Il settore biodinamico è nella legge. Ma solo in quanto già preventivamente certificato biologico! Altrimenti sarebbe fuori dall’ambito di applicazione del testo normativo.

Maria Chiara Gadda ribadisce:

“Il testo fa parte di una riforma complessiva che punta a strutturare il settore biologico per essere più trasparente e competitivo, insieme al Piano strategico nazionale e al cosiddetto decreto controlli.”

Attraversiamo una fase in cui l’Unione europea, con le politiche aderenti alla green economy, chiede che il biologico copra almeno il 25% della superficie agricola in Europa.

L’Italia è uno dei primi paesi europei per estensione di superficie coltivata con il 15%. Quasi il doppio della media europea che è all’8%.

Agricoltura biodinamica: riassunto di una polemica

Allora, qual è il problema da risolvere riguardo all’agricoltura biodinamica?

Tra gli altri, ne parla Linda Chalker-Scott, professore associato e orticoltore urbano (Centro per i sistemi agricoli di precisione e automatizzati, Washington State University).

Secondo lei, il “movimento” (prodotto dalla biodinamica) è controverso perché al suo centro c’è una filosofia, non una scienza.

“È un intreccio di alcune buone pratiche biologiche basate sulla scienza con alchimia, astrologia e omeopatia. Finché i preparati biodinamici continueranno ad essere al centro del movimento, esso continuerà ad essere messo in discussione dalla comunità scientifica”.

Difatti, molti accademici di orticoltura rimangono scettici sui metodi di Steiner, non della biodinamica!

Questi sostengono che le tecniche non sono state sviluppate attraverso la metodologia scientifica, ma attraverso il misticismo.

I metodi non sono testati o convalidati. E non esisendo prove che dimostrino che i preparati migliorano la qualità delle piante o del suolo, gli accademici affermano che “qualsiasi effetto attribuito ai preparati biodinamici è una questione di fede, non di fatto“.

Così, nel 2017 Demeter ha iniziato a raccogliere campioni di terreno dalle fattorie biodinamiche.

Questo aiuterà l’organizzazione a determinare se la qualità del suolo sta migliorando anno dopo anno nelle fattorie biodinamiche certificate.

Un altro parere è quello di Paolo Bàrberi. Professore di Agronomia alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatore del dottorato di ricerca internazionale in Agrobiodiversità.

Lui pensa che:

“l’approccio dogmatico di una parte del mondo scientifico crei un enorme danno alla credibilità della scienza”.

In un sistema vivente, in cui i legami e le relazioni tra le diverse componenti sono complessi, l’esito spesso non è facilmente prevedibile.

Il professore definisce “sistemi ad alta complessità e diversità” tanto l’agroecologia e il biologico quanto il biodinamico.

Perchè tendono a stabilizzare le produzioni nel tempo e a renderle meno vulnerabili a fattori esterni…come il cambiamento climatico.