La Giornata della Terra è il 22 aprile di ogni anno. Il suo costante affacciarsi tra i giorni di calendario ci permette di soffermarci sul tema della Green Economy: Esempi-Progetti…Studi, che ci fanno riflettere sulle nostre abitudini sostenibili.

Vi sarete chiesti più di una volta cosa potreste inventarvi per avere cura del pianeta.

Fate la raccolta differenziata? Bene.

In famiglia condividete idee su come recuperare oggetti e cibo che altrimenti andrebbero sprecati?

Benissimo.

Usate una borraccia o un termos per acqua e caffè (così da evitare la plastica)? Ottimo.

Anche le tue azioni possono essere fantastici esempi di Green Economy.

Vivere “verde” a casa, a lavoro, in viaggio, è davvero importante, è naturale!

Stiamo tutti partecipando alla costruzione del mondo che vorremmo, anche quando non prestiamo attenzione.

Ce lo ricorda il fisico tedesco Hans-Peter Dürr quando spiega il funzionamento dei sistemi biologici.

“Non ci sono parti, solo partecipanti. Siamo tutti co-creatori.”

In questa visione ecologica del mondo l’unica scelta che non abbiamo a disposizione è -se-cambiare il mondo.

Ogni azione che realizziamo, o non realizziamo, modella tutto intorno a noi.

Perciò, affidarci all’istinto, alla nostra ecomente, sempre in connessione con l’ambiente…non può che portarci vantaggi e benessere.

Il professor Dürr (tra i nostri Green Economy Esempi), nella vita ha fatto scelte ben precise. Si è guadagnato una serie di meriti ed onorificenze per il suo lavoro.

Tra le altre cose, dal 2006 fino alla sua morte, è stato consigliere e fondatore del World Future Council.

Un’organo indipendente tedesco. Include membri attivi di: governi, società civile, imprese, scienza e arte.

 “Per parlare di soluzioni politiche che servono gli interessi delle generazioni future”.

Ma non c’è bisogno di diventare tutti Hans-Peter.

Tra gli esempi di economia verde a nostra disposizione potremmo scoprire quali progetti ci ispirano.

Potremmo trovare persone che ci somigliano e condividono le nostre stesse passioni.

Diamo un’occhiata?

Green economy: esempi individuali, aziendali…nazionali!

Fino ad oggi, fortunatamente, abbiamo accumulato esperienza nella Green Economy: esempi, best practices e storie di successo sono innumerevoli.

Coprono praticamente tutti i settori.

Dimostrano come possiamo mettere in pratica stili di vita verde, ovvero, sostenibili.

Allora, restiamo un attimo in osservazione della nostra “piccola” realtà.

Come fossimo spettatori esterni.

Consideriamo una settimana lavorativa di 40 ore, la maggior parte di noi trascorre almeno il 36% delle ore di veglia sul posto di lavoro.

Una porzione significativa della nostra giornata! Potremmo dare qualche genere di priorità alla sostenibilità durante il lavoro?

Come dipendenti potremmo prendere la decisione personale di portare posate e contenitori riutilizzabili per il pranzo.

Ma ci sono molti cambiamenti che migliorerebbero la green economy di un’azienda. Cambiamenti a vantaggio di tutti.

Un impiegato tipico arriva ad usare circa 10.000 fogli di carta ogni anno.

Che tu lavori in ufficio, in un negozio o in una fabbrica, sappi che vengono consumati una gran quantità di carta e imballaggi perché l’azienda funzioni.

Beh, come saprai, tutto quel cartone, carta e plastica possono essere riciclati.

Purtroppo, però, molte aziende continuano a sprecare questo prezioso materiale.

Vero che nel nostro Paese abbiamo guadagnato fama per la più alta percentuale di riciclo in Europa. Recente il dato del 79% sulla totalità dei rifiuti.

Perché non arrivare al 100%?

In Italia, la filiera del riciclo vale oltre 70 miliardi di euro. In termini economici ed occupazionali abbiamo:

  • 14,2 miliardi di valore aggiunto
  • 213mila occupati
  • 23 milioni di risparmio annuo in tonnelate di petrolio
  • 63 milioni in tonnellate di CO2.

Perché non incoraggiare la propria azienda (piccola, media o grande che sia) a diventare un esempio, con “personali” strategie di green economy?

Questa pratica sostenibile non è “solo” benefica per l’ambiente. Fa risparmiare soldi, energia, recuperare risorse e dare accesso a diversi incentivi.   

La filiera cartaria italiana modello di sviluppo economico green

Il sistema cartario, in Italia, è uno dei settori industriali considerati leader nell’economia circolare e nell’utilizzo di risorse rinnovabili. Possiamo annetterlo tra i nostri esempi di Green Economy!

cartone riciclato tra gli esempi di green economy

Il concetto di economia circolare, infatti, con i suoi principi di riutilizzo, riduzione e riciclo dei flussi di materiali, rappresenta uno strumento fondamentale.

Per le singole persone, le comunità (per esempio di impiegati) e per conseguire gli obbiettivi dell’economia verde.

Tra cui: risparmio energetico e riduzione delle emissioni CO2.

Se riciclando una sola bottiglia di vetro si risparmia abbastanza energia per illuminare una lampadina da 100 watt per quattro ore, alimentare un computer o un televisore per 30 minuti…figuriamoci cosa può accadere grazie ad un’azienda!

Consideriamo che ogni punto percentuale di crescita nel riciclare carta, equivale alla riduzione di 84mila tonnellate di immondizia da smaltire.

Tra l’altro, nell’odierna società eco-consapevole, i clienti sono molto bendisposti a sostenere le aziende che si concentrano sulla sostenibilità.

E poi, l’energia rinnovabile. Come risulta conveniente per le singole abitazioni, così per l’industria della carta, che ha scelto di ridimensionare l’utilizzo di fonti non rinnovabili.

Il mercato libero permette di rifornirsi da produttori che ottengono risorse dall’energia solare o dal vento: energia pulita e accessibile per tutti!

Un’opzione conveniente e sostenibile, per qualsiasi azienda o singolo cittadino, grazie anche ai vari bonus appena elargiti.

Orientarsi nel mondo dell’economia verde

Quando parliamo di Green Economy, esempi, azioni e idee possono essere riferite a:

  • Settori. Come quello dell’energia
  • Argomenti. Come l’inquinamento
  • Principi. Tra tutti quello della sostenibilità
  • Politiche. Nel caso degli strumenti economici

Poi, ancora meglio, possiamo descrivere delle strategie di base, come l’integrazione delle politiche ambientali o una struttura economica di sostegno.

La Green Economy è una parte sostenibile dell’economia esistente. Offre una vasta gamma di attività che possono essere categorizzate.

Il modello è relativamente nuovo e molto ampio. Soprattutto per questo è importante trovare il denominatore comune per le diverse categorizzazioni.

Per esempio, per quanto riguarda i settori l’UNEP si concentra su 10 settori economici chiave. Perché vede che questi guidano le tendenze utili a definire la transizione verso un’economia verde.

Si tratta di:

  1. Edifici
  2. Agricoltura
  3. Pesca
  4. Approvvigionamento energetico
  5. Silvicoltura
  6. Turismo
  7. Trasporto
  8. Rifiuti
  9. Acqua
  10. Produzione e Industria

Non dimentichiamo che l’Unep, nonostante la complessità dell’argomento, descrive in modo chiaro l’economia ecologia.

Soprattutto nel Towards Green Economy: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication (2011)

Nella green economy viene contemplato l’aumento del benessere umano, dell’equità sociale, la riduzione dei rischi ambientali e della scarsità ecologica.

L’efficienza delle risorse è un concetto strettamente correlato.

La transizione verso un’economia verde dipende, infatti, dall’affrontare una doppia sfida:

  • mantenere la struttura e le funzioni degli ecosistemi
  • ridurre l’uso delle risorse nelle attività di produzione e consumo (il loro impatto ambientale)

Qualunque sia l’approccio di fondo dell’economia verde, esso sottolinea l’importanza di integrare le politiche economiche e ambientali.

Così potremo evidenziare opportunità di nuove fonti di crescita economica, evitando allo stesso tempo una pressione insostenibile sulla qualità e quantità del patrimonio naturale.

Ciò implica una miscela di misure che comprendono:

  • strumenti economici (tasse, sussidi, schemi commerciali…)
  • politiche di regolamentazione e definizione di standard sempre più adeguati
  • misure non economiche, come volontariato, divulgazione delle conoscenze basilari..

Green Economy: esempi dal mondo

Spostiamoci ora dalla scrivania dell’ufficio o dal salotto di casa. Osserviamo con un nuovo sguardo l’orizzonte di quelli che sono, per la green economy, esempi di applicazione trionfale!

energia-rinnovabile-nel-mondo-con-simboli-green

Un giro del mondo rapido e intenso.

Danimarca: l’agricoltura di domani. L’accordo della Danimarca sulla crescita verde Growth 2009, combina un alto livello di protezione dell’ambiente, della natura e del clima con un’agricoltura e industrie alimentari moderne e competitive.

Brasile: città sostenibili. Curitiba ha il più alto tasso di utilizzo del trasporto pubblico in Brasile e uno dei più bassi tassi di inquinamento atmosferico urbano, grazie alla pianificazione urbana integrata.

Rwanda: ripristinare gli ecosistemi. L’iniziativa del Ruanda di preservare l’habitat del gorilla di montagna ha dato impulso al turismo. Ora rappresenta la quota maggiore del PIL nazionale.

Unione Europea: monitorare i progressi green. Con la Strategia Europa 2020 per un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva vengono monitorati i fattori macroeconomici, le riforme che favoriscono la crescita e le finanze pubbliche

Nuova Zelanda: gruppo consultivo sulla crescita verde. I ministri delle finanze, dello sviluppo economico e dell’ambiente hanno istituito, congiuntamente, un gruppo consultivo di alto livello del settore privato. Per esaminare come aggiungere valore all’industria delle esportazioni, garantire un uso più intelligente della tecnologia e dell’innovazione, aiutare le PMI a diventare più efficienti dal punto di vista energetico.

Sud Africa: piano di crescita. Già nel 2011, il ministero dello sviluppo economico aveva annunciato che l’Industrial Development Corporation avrebbe utilizzato 25 miliardi di ZAF, in cinque anni, per gli investimenti nell’economia verde.

È stato riconosciuto, in prima battuta durante la Conferenza Rio+20, che per divenire esempi nella green economy, l’ideale sarebbe procedere in modo integrato e coerente.

Perché non essere ambiziosi quando si tratta del nostro benessere!?

Con questi ingredienti, tutte le azioni, e in alcuni casi gli sforzi, sarebbero molto più efficaci.

Green Economy: esempi da Corporate Knights

Ogni anno la compagnia canadese Corporate Knights stila una classifica dei migliori esempi di Green Economy.

Inserisce 100 compagnie del globo che riescono a fare di più impattando meno su ambiente ed economia.

Gli indicatori di performance con cui vengono esaminate le aziende sono 12. Tra questi: la gestione delle risorse, gli impiegati e i capitali.

Ecco le prime 10:

  1. Schneider Electric SE (Francia)
  2. Ørsted A/S (Danimarca)
  3. Banco do Brasil SA (Brasile)
  4. Neste Oyj (Finlandia)
  5. Stantec Inc (Canada)
  6. McCormick & Company Inc (USA)
  7. Kering SA (Francia)
  8. Metso Outotec (Finlandia)
  9. American Water Works Company Inc (USA)
  10. Canadian National Railway Co (Canada)

Queste compagnie, per le loro performance, fanno spesso affidamento su enti che aiutano le imprese a crescere economicamente, da un punto di vista sostenibile.

Purtroppo, è la stessa società ad affermarlo, solo 60 delle aziende Global 100 hanno sottoscritto (tra altre) la Science Based Targets Initiative (SBTi).

La SBTi afferma di fare da guida, nell’ambiziosa azione a favore del clima, nel settore privato. Permettendo alle aziende di fissare obiettivi di riduzione delle emissioni, basati sulle evidenze scientifiche.

Uno tra gli obiettivi della green economy è proprio quello di tenere sotto controllo il dato 1,5°C = riscaldamento globale.

Gli “obiettivi basati sulla scienza” SBTi, in pratica, mostrano alle aziende quanto e quanto velocemente devono ridurre le loro emissioni di gas serra (GHG) per prevenire i peggiori effetti del cambiamento climatico antropico.

SBTi è partner della campagna Business Ambition for 1.5°C, una chiamata urgente all’azione da parte di una coalizione globale di agenzie ONU, aziende e leader industriali

L’iniziativa Science Based Targets:

  • Definisce e promuove le migliori pratiche nella riduzione delle emissioni e gli obiettivi net-zero in linea con la scienza del clima.
  • Fornisce assistenza tecnica
  • Riunisce un team esperto per fornire alle aziende la valutazione indipendente e la convalida degli obiettivi.

Greenwashing? Non è Verde!

La valutazione dei modelli di economia green è spesso oggetto di controversie. Pensiamo un attimo alla produzione di bioetanolo, combustibile ricavato dagli scarti alimentari.

Sembrerebbe un’ottima idea ed in linea con la definizione di energia sostenibile.

Negli USA la produzione di bioetanolo derivato dal mais ha un’immissione di CO2 nell’atmosfera solo di poco inferiore a quella prodotta dai combustibili fossili.

Non tutto è così verde come sembra…

Pur di risultare sostenibili, a volte rischiamo di generare scenari poco trasparenti.

Pensate al Greenwashing. Non è un esempio di economia verde!

greenwashing-è-una-tecnica-di-marketing

È un fenomeno nato da pratiche aziendali (o di altre organizzazioni) interessate alla reputazione ecologica, ma molto più in apparenza che in sostanza.

In sintesi, il modus operandi non si discosta da quello dei concorrenti.

In ogni caso, chi pratica la sostenibilità è riconoscibile:

  • dai processi produttivi adottati
  • per i prodotti realizzati
  • nei benefici che trae dalle strategie di green economy attuate.

Tutto ciò non si può raggiungere con il solo “marketing”.

Green economy: esempi dalla realtà locale a quella globale

In conclusione, ci affidiamo all’esperienza di Rob Wheeler per raccontare quelli che sono, per la green economy, esempi di crescita e trasformazione sorprendenti.

Perché lui?

Mr Wheeler, negli ultimi 18 anni, ha rappresentato il Global Ecovillage Network alle Nazioni Unite.

Come professionista dell’educazione ambientale, ha insegnato ai giovani e alle persone di tutte le età.

Soprattutto ad apprezzare e comprendere il funzionamento e la dipendenza dell’umanità dal mantenimento di un ambiente naturale sano.

Ha fondato e presieduto, a partire dal 2001, la EcoEarth Alliance UN Partnership Initiative per lo sviluppo sostenibile basato sulle comunità.

Conoscendo le diverse aree dello sviluppo sostenibile, è diventato particolarmente esperto nell’applicazione e nella comprensione delle interrelazioni tra agricoltura rigenerativa, ripristino degli ecosistemi, architettura paesaggistica. Ripristino dei cicli naturali dell’acqua, processi di costruzione passiva solare, verde e naturale. Sulle opzioni delle energie rinnovabili e tutti i loro impatti e sulla necessità di adattamento al riscaldamento globale e al cambiamento climatico…

Insomma, è uno che festeggia la giornata della terra praticamente tutti i giorni.

Ci fermiamo qui nella documentazione delle competenze e della sua professionalità inerenti alla green economy.

Ora è più interessante ricordare il suo contributo per il documento “Green Economy in Action”.

Documento in cui sono raccolti articoli ed estratti che illustrano le azioni di green economy e sviluppo sostenibile, all’interno del Programma delle Nazioni Unite.

Nel suo articolo Wheeler racconta che in seguito alla Conferenza del Vertice di Johannesburg, tredici villaggi associati al Global Ecovillage Network (in Senegal) hanno ricevuto un finanziamento dal GEF Small Grants Program.

Lo scopo era implementare un approccio integrato e multisettoriale, basato sulle comunità, per lo sviluppo rurale sostenibile.

Finanziamento collegato con un programma di formazione e processi di sviluppo.

Questi villaggi hanno avuto così tanto successo che il Senegal ha creato la prima Agenzia Nazionale dell’Ecovillaggio nel mondo.

Gli ecovillaggi green e l’approccio multisettoriale

Secondo Wheeler (e i partecipanti a Rio+20) gli ecovillaggi sono tra gli esempi di comunità più sostenibili e Green sulla terra.

In particolare, perché usano un approccio multisettoriale, abbracciando processi di pianificazione guidati, di proprietà della comunità!

Esistono molti esempi che dimostrano come tali processi possono avere un discreto successo.

Tra i tanti, i Villaggi del Millennio sviluppati in cooperazione con la Millennium Promise.

Il programma Green Productivity – Integrated Community Development. Implementato in Vietnam con l’assistenza dell’Organizzazione asiatica per la produttività, negli anni ’90.

Il Global Ecovillage Network ha lavorato in migliaia di villaggi e comunità locali per dimostrare come l’approccio integrato e multisettoriale, posseduto e gestito dalle comunità, possa fornire miglioramenti significativi nelle condizioni di vita degli abitanti.

Fornisce notevoli miglioramenti nella sostenibilità, nella resilienza, nella capacità di soddisfare i bisogni umani e di vivere in modo cooperativo con la natura.

Agire sulle realtà locali significa creare esempi di green economy utili a livello globale.

Si tratta di un circolo virtuoso, in cui: i processi globali e nazionali vengono sviluppati per sostenere le comunità locali. A loro volta queste, nell’attuazione delle loro strategie e dei piani regionali, sono parte fondamentale nell’implementazione degli sforzi e dei processi nazionali (e globali).

Quale migliore esempio, se non gli ecovillaggi, per parlare di green economy!?